lunedì 24 marzo 2025

Un pò di storia - e musica - di Gilli Smith, l'anima femminile dei Gong

 

Gillian Mary Smyth, chiamata comunemente Gilli Smith, è stata una musicista inglese che ha fatto parte di differenti band: Gong, Mother Gong e Planet Gong.

Ha pubblicato diversi album da solista, alcuni in collaborazione con altri membri dei Gong, gruppo al cui sviluppo contribuì con poesie e "sussurri spaziali", utilizzando spesso il nome di Shakti Yoni.

Smyth nacque a Londra il 1º giugno 1933. Studiò al King's College dove acquisì notorietà come sub-editor di "Kings News", una rivista universitaria. Dopo un breve periodo di insegnamento alla Sorbona di Parigi - dove diventò bilingue -, iniziò a proporre poesia performativa con il noto gruppo jazz-rock inglese dei Soft Machine, fondato nel 1968 dal suo compagno e collaboratore di lunga data Daevid Allen.

Assieme ad Allen fu la co-fondatrice dei Gong, gruppo che includeva musicisti come Steve Hillage, Pierre Moerlen e Didier Malherbe. Tutte le canzoni degli album “MagickBrother” e “Continental Circus” (cliccare sul titolo per ascoltare) sono ufficialmente state da lei scritte, o co-scritte.

Gilli Smyth with Daevid Allen, Hyde Park, 1974

All'interno della trilogia "Radio Gnome Invisible" dei Gong, la sua poesia parlata, ritraeva una prostituta, un gatto, una madre, una strega e una donna anziana, personaggi che Gilli portava sul palco con indumenti ad hoc. Questo modo di concepire la performance divenne parte di una mitologia di culto, che si dipanò nei sedici album che la band registrò.

Gilli uscì dai Gong nel 1974 per dedicarsi ai figli, dopo la pubblicazione dei capolavori del gruppo, i tre album già citati della "trilogia di Radio Gnome": "Flying Teapot", "Angel's Egg" e "You" (cliccare per gli ascolti).

L'anno dopo anche Allen sarebbe uscito dalla band, che conobbe così un periodo di declino. Buona parte della formazione storica, comprendente Gilli Smyth, si sarebbe riunita diversi anni dopo, e tuttora si esibisce in tournée ed album in studio. Attorno all'originale progetto di Smyth e Allen, nacquero diverse altre band, diramazioni di quella che viene chiamata la "Gong Global Family", tra le quali i Gongmaison ed i Mother Gong.

“Mother”(cliccare per l'ascolto), l'album solista di Gilli Smyth rilasciato nel 1978, fu la conseguenza della creazione dei Mother Gong, che esordirono nel 1979 con l'album "Fairy Tales"(cliccare per l'ascolto).

La nascita della nuova band coincise con la rottura della relazione con Allen, ma il sodalizio artistico sarebbe rimasto con la collaborazioni dei due negli album dei Gong e dei Mother Gong.

I Mother Gong parteciparono a tour internazionali tra il 1979 e il 1981 e più tardi tra il 1989 e 1991, sia come headliner che supportando artisti come Bob Dylan e Big Brother and the Holding Company.

Smyth apparve anche come solista e docente allo Starwood Festival del 1992-93*. 

Ha realizzato doppiaggi per spot pubblicitari, registrato audiolibri per bambini, scritto libri e poesie, tenuto seminari sulla proiezione vocale e sull’importanza della voce come ausilio per incrementare la fiducia, esibendosi per molti gruppi di donne.

È morta in ospedale a Byron Bay, il 22 agosto 2016, all'età di 83 anni a causa di una polmonite.

 


SITO DI RIFERIMENTO

http://www.gillismyth.com/gillismyth/index.html

 

*Lo Starwood Festival è un festival neopagano, New Age, multiculturale e di musica mondiale che dura sette giorni e che si svolge ogni anno a luglio negli Stati Uniti d'America. È un evento che propone workshop su una varietà di argomenti. Ci sono anche spettacoli musicali dal vivo, rituali, falò, presentazioni multimediali e attività sociali che avvengono all’interno di un camping. La scelta dell’abbigliamento è opzionale ed è comune la partecipazione in versione “skyclad” (termine utilizzato per descrivere la pratica della nudità rituale diffusa nei riti wicca e pagani: i partecipanti sono metaforicamente vestiti solo del cielo come segno di uguaglianza).





Status Quo annunciano l'attesissima edizione ampliata del classico album "Status Quo – Live!"


Il pacchetto dell'edizione deluxe di Status Quo - Live! include tre set completi registrati a Glasgow nel 1976

 

Gli Status Quo hanno confermato i dettagli dell'attesissima edizione ampliata del loro classico album live del 1976 Status Quo – Live!.

Il pacchetto da otto CD arriverà tramite Edsel Records il 16 maggio e includerà una nuova versione rimasterizzata dell'uscita originale, compilata da registrazioni registrate in tre serate al Glasgow Apollo in Scozia nell'ottobre 1976, oltre ai tre set nella loro interezza.

Il cofanetto sarà distribuito come box da 7" contenente gli 8 CD e un libretto illustrato di 24 pagine con 4000 parole di note di copertina dello scrittore di Classic Rock e boogie brother non ufficiale numero 1 Dave Ling e un articolo di Andy Gamble di AVP Studio, responsabile della rimasterizzazione.

Inoltre, il 12 aprile, Record Store Day, uscirà una versione in doppio vinile dello spettacolo registrato il 27 ottobre 1976. Sarà disponibile in due varianti di vinile colorato, blu e "ticket stub mint". 



Status Quo – Live!: Super Deluxe Edition tracklist

Disc One: Live!
Junior’s Wailing
Backwater
Just Take Me
Is There A Better Way
In My Chair
Little Lady
Most Of The Time
Rain
Forty-Five Hundred Times

Disc Two: Live!
Roll Over Lay Down
Big Fat Mama
Don’t Waste My Time
Roadhouse Blues
Caroline
Bye Bye Johnny

Disc Three : 27th October 1976
Junior’s Wailing
Backwater
Just Take Me
Is There A Better Way
In My Chair
Little Lady
Most Of The Time
Rain
Forty-Five Hundred Times

Disc Four: 27th October 1976
Roll Over Lay Down
Big Fat Mama
Don’t Waste My Time
Roadhouse Blues
Caroline
Bye Bye Johnny

Disc Five : 28th October 1976
Junior’s Wailing
Backwater
Just Take Me
Is There A Better Way
In My Chair
Little Lady
Most Of The Time
Rain
Forty-Five Hundred Times

Disc Six: 28th October 1976
Roll Over Lay Down
Big Fat Mama
Don’t Waste My Time
Roadhouse Blues
Caroline
Bye Bye Johnny

Disc Seven: 29th October 1976
Junior’s Wailing
Backwater
Just Take Me
Is There A Better Way
In My Chair
Little Lady
Most Of The Time
Rain
Forty-Five Hundred Times

Disc Eight: 29th October 1976
Roll Over Lay Down
Big Fat Mama
Don’t Waste My Time
Roadhouse Blues
Caroline
Bye Bye Johnny


domenica 23 marzo 2025

"Siamo riusciti a portare un po' di luce in un momento in cui ne avevamo bisogno": questa straordinaria versione padre-figlia di Supper's Ready potrebbe essere la performance più carina dell’anno.


In quello che potrebbe essere uno dei migliori esempi di buona genitorialità mai visti, il regista, tecnico del suono e compositore franco-canadese Antoine Baril ha registrato una versione di Supper's Ready, un classico dei Genesis della durata di 22 minuti , con la figlia decenne, Léane.


In un video della registrazione si vede Antoine Baril suonare 4/5 della band, replicando le parti strumentali suonate originariamente da Phil Collins, Mike Rutherford, Steve Hackett e Tony Banks, mentre la giovane Léane interpreta il ruolo di Peter Gabriel con disinvoltura, sfoggiando il trucco occhi caratteristico di Gabriel, indossando la sua maschera a forma di testa di fiore per la sezione Willow Farm della canzone e indossando un costume da Magog per Apocalypse in 9/8.

Baril, la cui band progressive death/thrash metal Obliveon è tornata in azione di recente dopo una pausa di 25 anni, ha iniziato a lavorare al progetto quando Léane aveva otto anni, chiedendole di imparare 10 pagine di testi in inglese mentre lui padroneggiava le sue parti e disegnava le scenografie e i costumi. Ha persino preso in prestito una Rickenbacker a doppio manico dal chitarrista dei Crown Lands Kevin Comeau per la registrazione.

"Léane e io vorremmo prenderci del tempo per ringraziarvi per i vostri meravigliosi messaggi e commenti che avete condiviso con noi dall'uscita del nostro video Supper's Ready ", dice Antoine. "Ciò che mi tocca molto è che il punto centrale che torna come commento è la felicità che il video porta in questo periodo un po' più teso nel mondo. Come se fossimo riusciti a portare un po' di speranza o di luce in un momento in cui ne abbiamo un po' più bisogno. Sì, questa produzione è stata un'opera colossale, una sfida per cercare di superare me stesso a livello tecnico, ma soprattutto è un'opportunità di fusione padre-figlia che auguro a tutti. Ma, ben oltre, ciò che desidero quando mi sveglio ogni mattina è di poter portare un po' di felicità e fare del bene intorno a me."

Pensiamo che ci sia riuscito!








sabato 22 marzo 2025

Horslips: le registrazioni BBC (cinque dischi) saranno pubblicate a maggio

 


“Horslips At The BBC” contiene quattro CD e un DVD contenenti riprese televisive della BBC, materiale dal vivo e rari filmati d'archivio

 

Gli Horslips, band prog rock irlandese, pubblicheranno il cofanetto da cinque dischi At The BBC, distribuito dalla Madfish Records, il 30 maggio.

Il cofanetto, composto da quattro CD e un DVD, abbraccia quasi 50 anni, dal periodo di massimo splendore della band negli anni '70 fino al loro inaspettato ritorno nel 2011.

Il set comprende esibizioni dal vivo di Radio 1 In Concert, Old Grey Whistle Test e John Peel Show, catturando l'energia e l'innovazione iniziali degli Horslips, un set di Radio 1 In Concert del 1979, una sessione unplugged del 2010 e la loro registrazione finale del 2019, Sideways To The Sun.

Contiene anche il mix della BBC Radio Ulster del loro concerto orchestrale con l'Ulster Orchestra, con The Táin, The Book of Invasion e I'll Be Waiting e i mix inediti di Short Stories, Tall Tales di Windmill Lane.

Il DVD raccoglie le clip dell'Old Grey Whistle Test della band, filmati documentaristici del 1974 e video dei concerti girati dai fan nel 2011.

At The BBC è custodito in una lussuosa confezione con copertina rigida, corredata da fotografie rare e da ampie note di copertina del biografo della band Mark Cunningham, del leggendario produttore della BBC Jeff Griffin e del curatore Colin Harper.







giovedì 20 marzo 2025

Genesis-Commento all'album "Nursery Cryme" (ascolto incluso)


Nursery Cryme è un album fondamentale per comprendere l'evoluzione dei Genesis e il loro posizionamento nel mondo del progressive rock più complesso e articolato.

L'album ricevette una risposta mista dalla critica e non fu inizialmente un successo commerciale; non entrò nella classifica del Regno Unito fino al 1974, quando raggiunse il suo picco al n. 39. Tuttavia, ebbe piena luce nell'Europa continentale, in particolare in Italia.

È il loro terzo lavoro in studio, evoluzione del precedente Trespass (1970), che rappresentò un enorme passo avanti per la band rispetto al debutto, più “leggero”, From Genesis to Revelation.

La svolta in questo caso è legata al cambio di formazione, un nuovo volto che resterà quello a cui si fa riferimento quando si parla del momento d’oro dei Genesis.

L’evoluzione della lineup riguardò l’abbandono del chitarrista fondatore Anthony Phillips, che fu vinto da una paura di esibirsi che divenne per lui insopportabile. Fu sostituito da un altro uomo timido, Steve Hackett, chitarrista elegante e innovativo.

Furono altri i motivi che portarono invece all’avvicendamento del drummer, in quanto John Mayhew dovette andarsene perché il resto della band non era soddisfatto delle sue performance. Il sostituto, Phil Collins, fu una vera scoperta, e qualche anno dopo sarebbe diventato uno dei migliori batteristi Rock della sua generazione. Sospendiamo l’argomento “voce”, sicuramente di grande appeal, ma direttamente collegato alla fase di declino qualitativo dei Genesis e in generale del prog.

Pubblicato nel 1971, Nursery Cryme rappresenta una svolta decisiva per la band. Con l'arrivo di Collins e di Hackett i Genesis abbandonano definitivamente le sonorità più pop degli inizi e si immergono in un universo sonoro ricco di sfumature, atmosfere oniriche e strutture musicali complesse.

L’album è costituito da brani che diventeranno epici nella loro discografia.

"The Musical Box" è un esempio lampante. Con i suoi oltre dieci minuti di durata, è una vera e propria suite che introduce l'ascoltatore in un mondo fantastico e oscuro, basato su cambi di tempo, armonie intricate e testi surreali.

L'album è permeato da un'atmosfera cupa e misteriosa, che si riflette sia nei testi che nelle musiche. Brani come "The Fountain of Salmacis" e "Harlequin" sono pregni di sonorità evocative e testi carichi di simbolismo.

I Genesis dimostrano di non aver timore nello sperimentare, utilizzando gli strumenti tipici del genere che producono effetti sonori particolari, creando così un sound unico e riconoscibile. Non a caso l’album è considerato uno dei pilastri del progressive Rock degli anni '70, insieme agli altri loro capolavori Selling England by the Pound e Foxtrot.

Nursery Cryme rappresenta un'esperienza musicale completa, che richiede un ascolto attento e concentrato, ma che ripaga con emozioni intense e un'immersione in un mondo sonoro affascinante.

Per chi si avvicinasse per la prima volta ai Genesis, risulta un ottimo punto di partenza per scoprire la complessità e la bellezza della loro musica.

Ma quale fu l’impatto di Nursery Cryme sulla scena musicale dell’epoca?

Come già sottolineato l'album è entrato di diritto nel pantheon dei capolavori del progressive Rock, influenzando generazioni di musicisti e band.

I Genesis, con Nursery Cryme e gli album successivi, hanno dimostrato che il rock poteva andare oltre i soliti schemi, esplorando territori musicali più ampi e articolati.

L'influenza del disco si avverte ancora oggi in molte band progressive contemporanee, che si ispirano al sound e all'approccio compositivo dei Genesis.

 

Pubblicazione: 12 novembre 1971

Durata: 39:29

Etichetta: Charisma (Regno Unito), Atlantic (Stati Uniti) 

 

Tracce

Tutte le canzoni sono scritte da Tony Banks, Phil Collins, Peter Gabriel, Steve Hackett e Mike Rutherford 

Lato A 

1.The Musical Box-10:32

2.For Absent Friends-1:48

3.The Returnof the Giant Hogweed-8:13 

Lato B

1.Seven Stones-5:12

2.Harold the Barrel-3:01

3.Harlequin-2:57

4.The Fountain of Salmacis-7:56


Formazione

Tony Banks - organo Hammond, Mellotron, pianoforte, pianoforte elettrico, chitarra a 12 corde, cori

Mike Rutherford - basso, pedali per basso, chitarra a 12 corde, cori

Peter Gabriel - voce solista, flauto, oboe, grancassa, tamburello

Steve Hackett - chitarra elettrica, chitarra a 12 corde

Phil Collins - batteria, percussioni, cori, voce solista in "For Absent Friends"





È morto Peter Farrelly, cantante, flautista e bassista dei Fruupp: aveva 76 anni

 

 


Peter Farrelly ha guidato la band prog nordirlandese dei Fruupp durante la lunghezza della loro vita, sei anni, nei primi seventies


Peter Farrelly, cantante, flautista e bassista dei Fruupp, gruppo nordirlandese di rock progressivo, è scomparso questo fine settimana all'età di 76 anni. I Fruupp sono stati attivi per sei anni, negli anni '70.

La notizia è stata annunciata dal suo ex compagno di band, il chitarrista dei Fruupp Vincent McCusker, sul gruppo Facebook della band. McCusker si è recentemente impegnato per la ripubblicazione della musica dei Fruupp.

Farrelly ha anche realizzato le copertine dei primi due album della band: Future Legend del 1973 e Seven Secrets dell'anno successivo.

Robert Cochrane, biografo dei Fruupp e autore di "Masquerades - The Story of Fruupp", ha reso omaggio a Farrelly:

"Peter Farrelly è stato una figura elegante nei giorni entusiasmanti del prog. La sua voce caratterizzante e le sofisticate linee di basso meritano un riconoscimento supplementare per la loro tecnica superba. Poteva passare da un sussurro a un urlo con facilità e senza sforzo e sapeva anche scatenarsi quando necessario.

I quattro album dei Fruupp hanno ottenuto un maggiore riconoscimento negli ultimi anni rispetto a quando sono stati pubblicati. Le distintive opere d'arte di Peter che adornavano le loro prime due copertine, "Future Legend" e "Seven Secrets", e i primi poster e volantini promozionali, sono state fondamentali per la loro immagine. Fu solo il rigoroso programma di tournée a porre fine al suo ruolo di "visual merchandiser" della band. Semplicemente, non aveva il tempo di realizzare altre copertine.

Come molti talenti naturali era umile. Un elemento visivo distintivo e forte, fondamentale per la brillantezza eclettica che lo circondava: le fioriture classiche di Stephen Houston, le successive sovrapposizioni elettroniche del compianto John Mason, le linee di chitarra infuocate di Vincent McCusker in tandem con le fioriture di batteria eclettiche e guidate di Martin Foye. Ciò che rendeva Farrelly unico era la sua capacità di cantare in modo squisito mentre eseguiva progressioni di basso pulsanti e appropriate. Il suo strumento preferito era la chitarra acustica, ma nelle sue mani il basso regnava sovrano.

Dopo i Fruupp, formò i The Crowd, un ibrido new wave ispirato ai Doors e agli Stranglers, che con un po' più di fortuna avrebbe potuto sfondare. Sebbene Peter Farrelly avesse abbandonato la musica, la musica non ha mai abbandonato lui. Ha continuato a scrivere canzoni, sviluppando un interesse per la musica classica dopo aver iniziato a suonare il pianoforte. Il suo talento continuerà a portare gioia e meraviglia a coloro che già lo conoscono e a coloro che devono ancora scoprire il suo lavoro registrato. Dopo mezzo secolo, affascina ancora, rimanendo un esempio di buon gusto, eleganza e grazia".






mercoledì 19 marzo 2025

Delaney e Bonnie


Eric Clapton, Bonnie Bramlett, Delaney Bramlett e George Harrison

Leggendo l'autobiografia di Eric Clapton emerge l'enorme importanza che Delaney e Bonnie hanno avuto nella vita del chitarrista, tanto che Eric attribuisce a loro "la colpa" del fallimento del supergruppo dei Blind Faith.

Ecco alcuni passaggi del libro, che fanno emergere il senso di frustrazione di Clapton, che confronta la qualità della musica di Delaney e Bonnie con la "perfetta freddezza" del suo gruppo, fatto da singoli non amalgamati:

"Per me, andare sul palco dopo Delaney a Bonnie era molto duro, perchè pensavo che fossero parecchio più bravi di noi."; "... il loro approccio musicale era contagioso. Tiravano fuori le chitarre sul bus e suonavano per tutto il viaggio, mentre noi tendevamo a isolarci di più... cominciai a viaggiare e suonare con loro, e io ne ero irresistibilmente attratto, anche se sapevo che questo avrebbe distrutto la band nella quale avevamo riposto tanta ‘fiducia cieca’.... se Delanie e Bonnie non avessero mai suonato ai nostri concerti forse i Blind Faith sarebbero sopravvissuti, ma la tentazione rappresentata da Delanye era irresitibile...".


Le note trovate su wikipedia, inserite da chissà quale "critico" musicale, fornisco un'immagine diversa:

Delaney e Bonnie, marito e moglie, godono di una fama ben superiore al loro reale valore. Le loro canzoni, classificabili all'interno del genere "Southern Rock" anni '70, risultano in realtà una combinazione di gospel, country, funk e soul. Sono più che altro celebri per le prestigiose collaborazioni che rendono i loro dischi piccoli gioielli di un R'n'B ben costruito: fra le tante, vanno senz'altro ricordate quelle di Eric Clapton, Leon Russell, Dave Mason, George Harrison e Duane Allman. La voce di Bonnie ricorda molto quella di Janis Joplin e lo stesso Delaney può vantare precedenti collaborazioni di rilievo, fra cui si segnala quella col celebre bluesman dell'Oklahoma J.J. Cale. Ingaggiati come gruppo spalla dei Blind Faith di Eric Clapton e Steve Winwood per l'infruttuosa tournée americana del 1969, si trasferiscono in Inghilterra per la realizzazione di "On Tour", il loro album più famoso.

Qualunque sia la verità le parole di Clapton, scritte a distanza di anni regalano un'immagine precisa, che lascia poco spazio all'immaginazione.





martedì 18 marzo 2025

The Lemon Pipers

 

The Lemon Pipers è stato un gruppo musicale psichedelico statunitense di Oxford, Ohio, noto principalmente per il brano "Green Tambourine", che raggiunse la posizione numero 1 negli Stati Uniti nel 1968. La canzone è stata accreditata come la prima bubblegum pop chart-topper.

The Lemon Pipers comprendevano il batterista William (Bill) E. Albaugh (1946-1999), il chitarrista Bill Bartlett (nato nel 1946), il cantante Dale "Ivan" Browne (nato nel 1947), il tastierista Robert G. Nave (1944-2020) e il bassista Steve Walmsley (nato nel 1948, Wellington, Nuova Zelanda) che sostituì il bassista originale Bob "Dude" Dudek.

La band fu formata nel 1966 da studenti di Oxford, che avevano suonato nei bar del college con i loro gruppi precedenti.

Il loro repertorio era fatto di blues, hard rock e folk rock, con alcune cover dei Byrds e degli Who.

Dopo un po’ di gavetta nei bar del luogo pubblicarono un singolo per l'etichetta Carol Records, "Quiet Please".

Il gruppo originale - un quartetto - guadagnò notorietà raggiungendo le finali nella Ohio Battle of the Bands al Cleveland Public Auditorium nel 1967, perdendo contro la James Gang.

La band reclutò quindi uno studente della Miami University come frontman - Dale "Ivan" Browne - e ingaggiò anche l'impresario musicale Mark Barger, che guidò i The Lemon Pipers alla Buddah Records, allora gestita da Neil Bogart.

Affidandosi ai consigli di Barger, accettarono così di stipulare un contratto discografico e distributivo con Buddah.

Il gruppo iniziò a suonare in grandi sale auditorium e da concerto negli Stati Uniti, inclusa un'apparizione al Fillmore West di Bill Graham a San Francisco sullo stesso palco con i Traffic, Moby Grape e Spirit, il 21 marzo 1968.

I piani di Buddah per il gruppo si concentrarono sul bubblegum pop piuttosto che sulla musica rock, e i The Lemon Pipers si unirono a un settore aziendale che conteneva già Ohio Express e la Fruitgum Company. Paul Leka fu assegnato come loro produttore discografico.

Buddah non sapeva inizialmente come gestire la band e li fece debuttare con una composizione di Bartlett, "Turn Around and Take a Look".

Visto lo scarso successo della canzone l'etichetta chiese a Leka e al suo compagno di scrittura, Shelley Pinz, che stavano lavorando in un ufficio di Brill Building a Broadway, di creare una canzone adatta. La coppia produsse "Green Tambourine", che la band registrò senza entusiasmo.

La canzone entrò nella Billboard Hot 100 alla fine del 1967 e raggiunse la posizione numero 1 nel febbraio 1968 nelle classifiche Billboard e Cashbox.

Arrivò alla posizione numero 7 nella UK Singles Chart e diventò un successo in tutto il mondo. Vendette oltre due milioni di copie e fu premiata con un disco d'oro dalla Recording Industry Association of America (R.I.A.A.) nel febbraio 1968.

Il successo di "Green Tambourine" fece sì che l'etichetta mettesse sotto pressione il gruppo per rimanere nel genere bubblegum, e nel marzo 1968 la band pubblicò un'altra canzone di Leka/Pinz, "Rice Is Nice", che raggiunse la posizione numero 46 nelle classifiche di Billboard, la numero 42 nelle classifiche Cashbox statunitensi e la numero 41 nel Regno Unito a maggio. La band nutriva poco entusiasmo per entrambe le canzoni, tuttavia, superarono il disagio considerandola "musica divertente", soprattutto sapendo che sarebbero stati abbandonati da Buddah se avessero rifiutato.

“Ordinary Point of View", scritto da Eric Ehrmann e con un assolo country di Bartlett, fu registrato, ma rifiutato da Buddah. Disincantato da Buddah e dall'industria musicale, Ehrmann smise di scrivere canzoni e si diede al giornalismo musicale.

Come è comune nel caso della musica degli anni '60, alcuni problemi di copyright e royalties collegati al precedente proprietario della Buddah Records, ereditati dagli attuali proprietari del catalogo editoriale musicale Kama Sutra e delle canzoni dei The Lemon Pipers rimasero irrisolti.

L'evoluzione dei The Lemon Pipers dalla musica rock degli anni '60 verso una bubblegum  band da disco d'oro creò una dualità all’interno del gruppo: "Eravamo una band rock 'n' roll stand-up e all'improvviso ci ritrovammo in uno studio con qualcuno che ci diceva come e cosa suonare".

Il divario tra le aspirazioni dell'etichetta e i gusti musicali della band divenne evidente nell'album di debutto “Green Tambourine”. Prodotto da Leka, il disco conteneva cinque canzoni di Leka/Pinz, così come due extended tracks scritte dalla band, "Fifty Year Void" e "Through With You" (quest'ultima, scritta da Bartlett, con influenze dei Byrds e, secondo l'etichetta originale LP, lunga 8:31). Fu inclusa anche "Ask Me If I Care" scritta da Ehrmann.

Registrarono un secondo album per Buddah, “Jungle Marmalade”, che mostrò ancora il duplice volto della band.

La band lasciò l'etichetta nel 1969 e successivamente si sciolse. Bartlett, Walmsley e Nave formarono gli Starstruck, la cui registrazione di una canzone dei Lead Belly, "Black Betty", fu rielaborata dai produttori della Super K Productions Jerry Kasenetz e Jeffry Katz, e pubblicata nel 1977 dai Ram Jam.

Browne si trasferì in California per continuare a suonare, Walmsley si fermò a Oxford a suonare il basso e Bartlett perse motivazione e diventò solitario dopo la morte della moglie Dee Dee. Nave divenne un disc jockey jazz su WVXU a Cincinnati, suonando occasionalmente l'organo con i Blues Merchants nei locali sud-occidentali dell'Ohio.

Il batterista Bill Albaugh morì il 20 gennaio 1999 all'età di 53 anni. Il tastierista Bob Nave è morto il 28 gennaio 2020, all'età di 75 anni.

Si registra una reunion nel 2017 denominata  “Summer of Love 50th Anniversary Reunion Madison Theater”.







The Pretenders

 


Riassumo oggi la storia dei The Pretenders, prendendo spunto da informazioni trovate su siti esteri.

L’articolo è oggettivamente un po' schematico, ma vorrei dare un’idea di cosa abbiano rappresentato, proponendo un po' della loro musica, fruibile con un semplice clic sul titolo azzurro.

Da scoprire o riscoprire, un bel rock che soddisfa…


I The Pretenders sono un gruppo rock anglo-americano formatosi nel marzo del 1978. La band originale era composta dalla fondatrice e compositrice principale Chrissie Hynde (voce, chitarra ritmica), James Honeyman-Scott (chitarra solista, cori, tastiere), Pete Farndon (basso, cori) e Martin Chambers (batteria, cori, percussioni). Dopo la morte di Honeyman-Scott nel 1982 e di Farndon nel 1983, la band subì numerosi cambiamenti di organico; Hynde è stato l'unico membro costante della band.

I Pretenders si formarono dopo che Dave Hill della Anchor Records ascoltò alcuni demo della musica di Hynde, musicalmente attiva sin dal 1973.

Venne organizzata a Londra una sessione di prove con tre elementi - Hynde, Mal Hart al basso e Phil Taylor dei Motörhead alla batteria - e fu suonata una selezione di canzoni originali di Hynde. Hill rimase impressionato e organizzò una giornata allo Studio 51 per registrare un'altra demo. Anche se era un azzardo, sentiva di aver visto e sentito abbastanza "potenziale stellare" da poter suggerire a Hynde di formare una band più permanente per registrare per la sua nuova etichetta, la Real Records.

Hynde mise assieme un gruppo composto da Pete Farndon al basso, James Honeyman-Scott alla chitarra e Gerry Mcilduff alla batteria. Pur senza un nome, registrarono cinque tracce al Regents Park Studio nel luglio 1978, inclusa una cover della canzone dei Kinks "Stop Your Sobbing". Poco dopo, Gerry Mcilduff fu sostituito alla batteria da Martin Chambers. Hynde chiamò la band "Pretenders" dopo la canzone dei Platters "The Great Pretender", che era la canzone preferita di uno dei suoi ex fidanzati.


La band originale (1978-1982)

Il primo singolo della band, una cover della canzone dei Kinks "Stop Your Sobbing" (prodotta da Nick Lowe e registrata alle sessioni di luglio al Regents Park) fu pubblicato nel gennaio 1979 e ottenne l'attenzione della critica.  Fu seguito da "Kid" nel giugno 1979. Nel gennaio 1980 la band raggiunse il numero 1 nel Regno Unito con "Brass in Pocket", che ebbe successo anche negli Stati Uniti, raggiungendo il numero 14 nella Billboard Hot 100.

Il loro album di debutto omonimo fu pubblicato nel gennaio 1980 e fu un successo sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, sia commercialmente che per la critica.

Prodotto da Chris Thomas, è considerato uno dei migliori album di debutto di tutti i tempi.

Il secondo album, “Pretenders II”, fu pubblicato nell'agosto 1981. Includeva le canzoni dell'EP statunitense Extended Play, il successo video di MTV "Day After Day" e popolari brani radiofonici "The Adultress", "Birds of Paradise", "Bad Boys Get Spanked" e "The English Roses".

Il 18 settembre 1981, i Pretenders furono gli ospiti musicali dello show comico statunitense Fridays. La band eseguì "The Adultress", "Message of Love" e "Louie, Louie". Andy Kaufman fu l'ospite del programma.

A causa dell'aumento dell'abuso di droghe, Farndon fu licenziato dalla band il 14 giugno 1982. Due giorni dopo Honeyman-Scott morì di insufficienza cardiaca a causa dell'intolleranza alla cocaina. Farndon stava formando una nuova band quando fu trovato morto il 14 aprile 1983 da sua moglie: dopo aver assunto eroina ed essere svenuto, Farndon era annegato nella sua vasca da bagno, lasciando i Pretenders con solo due membri viventi.


                                   Ri-raggruppamento (1983-1989)

Hynde e Chambers, dopo la morte di Honeyman-Scott, continuarono l’attività. Nel luglio 1982 fu assemblato un nucleo formato da Hynde, Chambers, il chitarrista dei Rockpile Billy Bremner e il bassista dei Big Country Tony Butler per registrare il singolo "Back on the Chain Gang". La canzone fu pubblicata in ottobre e divenne il loro più grande successo negli Stati Uniti, rimanendo al numero 5 per tre settimane consecutive. Il lato B del singolo, "My City Was Gone" fu (tranne che per un breve periodo nel 1990) il tema musicale usato per il Rush Limbaugh Show sin dal suo inizio.

Hynde creò quindi una formazione più solida per la band, mantenendo Chambers e aggiungendo Robbie McIntosh alla chitarra e Malcolm Foster al basso.

"Middle of the Road" fu il primo singolo di questa formazione, pubblicato negli Stati Uniti nel novembre 1983, e raggiunse la top 20. Il lato B statunitense, "2000 Miles", fu pubblicato come singolo nel Regno Unito. Il terzo album dei Pretenders, “Learning to Crawl”, fu prodotto dal "quinto pretendente" Chris Thomas e pubblicato nel gennaio 1984.

Nel luglio 1985, la band (incluso Rupert Black alle tastiere) suonò al Live Aid.

Poco dopo l'inizio delle sessioni di registrazione per l'album successivo, con una traccia già completata, Hynde dichiarò che Chambers non stava più suonando bene e lo licenziò. Scoraggiato per la perdita del suo compagno di band, Foster lasciò, e Hynde e McIntosh registrarono il resto dell'album in varie sessioni a New York e Stoccolma, con session men assortiti. Verso la fine del lavoro Hynde assunse due dei musicisti ospiti, il bassista T.M. Stevens e l'ex batterista degli Haircut One Hundred Blair Cunningham, come nuova sezione ritmica dei Pretenders. L'album Get Close, pubblicato nel 1986, includeva i primi 10 singoli, "Don't Get Me Wrong" dal film Gung Ho (aiutato da un popolare video omaggio alla serie televisiva The Avengers) e "Hymn to Her", un successo che arrivò al numero 8 nel Regno Unito. Negli Stati Uniti, sia "Don't Get Me Wrong" che "My Baby" raggiunsero il numero 1 nella classifica Billboard Mainstream Rock.

Per il Get Close tour, Bernie Worrell fu aggiunto alla formazione dal vivo alle tastiere. Durante il tour, Hynde sentì che il suono della band si era allontanato dalle sue radici rock new wave e credeva di essere ora la frontwoman di una nuova band che "non erano i Pretenders". A metà del tour prese provvedimenti drastici: Stevens e Worrell furono entrambi licenziati, Malcolm Foster fu reintegrato al basso e Rupert Black tornò alle tastiere.



Anni Novanta

Nel 1990, Hynde assunse dei turnisti (tra cui Bremner e Cunningham e il bassista John Mckenzie) e registrò un nuovo album dei Pretenders, Packed! Hynde era l'unica persona raffigurata in qualsiasi parte dell'album, ed era l'unico membro ufficiale della band.

Nel 1993, Hynde si unì all'ex chitarrista dei Katydids Adam Seymour per formare una nuova versione dei Pretenders. Il team di Hynde e Seymour assunse quindi un certo numero di musicisti turnisti per registrare Last of the Independents, tra cui l'ex bassista degli Smiths Andy Rourke, l'ex bassista dei Primitives Andy Hobson e l'ex “pretendente” e batterista/scrittore/produttore James Hood, precedentemente con gli Impossible Dreamers e i Moodswings. Ma alla fine delle registrazioni dell'album (e per il tour successivo) la formazione ufficiale della band era composta da Hynde, Seymour, Hobson e il batterista Martin Chambers.

Quando Last of the Independents fu rilasciato nel 1994, arrivò ad ottenere il disco d'oro negli Stati Uniti. Il singolo "Night In My Veins" fu un successo minore negli Stati Uniti, raggiunse la metà classifica nel Regno Unito e un successo da top 10 in Canada. Il secondo singolo fu la ballata centrale dell'album "I'll Stand by You", che ricevette un notevole airplay e fu un successo top 10 nel Regno Unito, e top 20 negli Stati Uniti (n. 16 nella Billboard Hot 100| Billboard Hot 100) e in Canada.

Il 10 aprile 1999, Hynde organizzò il concerto commemorativo "Here, There and Everywhere - A Concert for Linda" per la sua defunta amica Linda McCartney alla Royal Albert Hall di Londra, organizzato da Hynde e Carla Lane. I Pretenders erano la band di supporto per tutti gli artisti. 

Viva el Amor è stato pubblicato nel 1999, così come la loro collaborazione con Tom Jones nell'album Reload.



Anni 2000

I Pretenders si unirono a Emmylou Harris in Return of the Grievous Angel: A Tribute to Gram Parsons, eseguendo la canzone "She". Una compilation Greatest Hits seguì nel 2000. Durante il 2002 fu rilasciato dalla Artemis Records Loose Screw, il primo disco dei Pretenders ad essere pubblicato da una etichetta diversa dalla WEA.

Nel marzo 2005 i Pretenders sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. Nel corso della cerimonia eseguirono "Precious" e "Message of Love". Durante il suo discorso di accettazione, Hynde nominò e ringraziò tutti i membri sostitutivi del gruppo, poi disse: “So che i Pretenders sono sembrati una tribute band negli ultimi 20 anni, e stiamo rendendo omaggio a James Honeyman-Scott e Pete Farndon, senza i quali non saremmo qui. E d'altra parte, senza di noi, non avrebbero potuto essere qui, ma è così che funziona nel rock 'n' roll".

L'album dei Pretenders “Break Up the Concrete” fu pubblicato dalla Shangri-La Music il 7 ottobre 2008. È stato il primo album Top 40 della band negli Stati Uniti in ventidue anni e il suo ultimo fino ad oggi. I brani includono "Boots of Chinese Plastic", "Don't Cut Your Hair", "Love's a Mystery", "The Last Ride" e "Almost Perfect".

 


Anni 2010

Nel settembre 2012 i Pretenders si riuniscono (Hynde, Chambers, Heywood, Walbourne, Wilkinson) come parte della line-up di intrattenimento per il Gran Premio di Singapore 2012. Vengono raggiunti dal tastierista/chitarrista acustico Carwyn Ellis nell'autunno 2012. Il 6 settembre 2016 Stevie Nicks annuncia che i Pretenders sarebbero stati il suo supporto in un tour di 27 città negli ultimi tre mesi del 2016. La band dal vivo era composta da Hynde, Chambers, Heywood, Walbourne, Wilkinson, come prima.

Il 21 ottobre del 2016 pubblicano il loro decimo album in studio, Alone. Tuttavia, come in Packed!, Hynde era l'unico “pretendente” dell'album, altrimenti suonato interamente da musicisti occasionali. Nel maggio 2017, Ellis ha ripreso il tour con i Pretenders che hanno girato l'Australia e la Nuova Zelanda con Nicks.

 


Anni 2020 

Il programma della band prevedeva originariamente la pubblicazione del loro 11° album in studio, “Hate for Sale”, per il 1° maggio 2020; il singolo principale, "The Buzz", uscì il 17 marzo 2020. Tuttavia, il 24 marzo l'uscita  fu posticipata al 17 luglio. Lo stesso giorno (il 24 marzo), fu rilasciato il secondo singolo, la title track "Hate for Sale".

Il 17 aprile 2020 è uscito il terzo singolo "You Can't Hurt a Fool", il 12 maggio 2020 il quarto singolo "Turf Accountant Daddy". "Don't Want to be This Lonely", pubblicato il 28 maggio 2020, è stato il quinto e ultimo singolo estratto dall'album.

Un tour nordamericano di cinque mesi con i Journey era originariamente previsto per il 15 maggio 2020, ma a causa della pandemia di COVID-19 è stato cancellato.

Il 3 settembre 2022 i Pretenders si sono esibiti al Taylor Hawkins Tribute Concert allo stadio di Wembley con Dave Grohl al basso. Hanno eseguito "Precious", "Tattooed Love Boys" e "Brass In Pocket".

 


Formazione attuale

Chrissie Hynde – voce, chitarra (1978-presente)

Martin Chambers – batteria (1978-1986, 1994-presente)

Nick Wilkinson – basso (2005-presente)

James Walbourne – chitarra (2008-presente)

Eric Heywood – pedal steel (2008-presente)

Carwyn Ellis – tastiere (2012, 2017-presente)

Ex componenti

James Honeyman-Scott – chitarra (1978-1982)

Pete Farndon – basso (1978-1982)

Robbie McIntosh – chitarra (1983-1987)

Chris Thomas (turnista: 1983)

Malcolm Foster – basso (1983-1986, 1987)

Rupert Black – tastiere (1984-1986, 1987)

Blair Cunningham – batteria (1986-1987)

T. M. Stevens – basso (1986-1987)

Bernie Worrell – tastiere (1986-1987)

Johnny Marr – chitarra (1987)

Adam Seymour – chitarra, tastiere (1993-2008)

Andy Hobson – basso (1994-2005)

Zeben Jameson – basso (turnista: 1994-2006)

 


Album in studio

1979 – Pretenders (Sire Records)

1981 – Pretenders II (Sire Records)

1984 – Learning to Crawl (Sire Records)

1986 – Get Close (Sire Records)

1990 – Packed! (Sire Records)

1994 – Last of the Independents (Sire Records)

1999 – ¡Viva el Amor! (Warner Music Group)

2002 – Loose Screw (Warner Music Group)

2008 – Break Up the Concrete (Warner Music Group)

2016 – Alone (Eagle Rock Entertainment)

2020 - Hate for Sale

Album dal vivo

1995 – The Isle of View

2010 – Live in London 

Raccolte

1987 – The Singles

2000 – Greatest Hits

2006 – Pirate Radio

EP

1981 – Extended Play