Ricorre oggi, 19 marzo, l’anniversario
della morte di Paul Kossoff, professione chitarrista, fondatore dei Free. Nato in Inghilterra,
ad Hmpstead, il 14 settembre del 1950, aveva solo 26 anni quando il 19 marzo
del 1976 morì a seguito di un’overdose di eroina, durante un volo aereo.
Kossoff era da tempo eroinomane.
Lo stile di Paul Kossoff è di chiara matrice blues,
pieno di feeling ed espressività, con largo uso di “bending” e del vibrato.
Suonava principalmente Chitarre Gibson Les Paul, e dal vivo con due
o più amplificatori Marshall. Nessun effetto a pedale, wha o fuzz con
controllo del “guadagno” con i due potenziometri del volume sulla Les Paul.
Ma chi furono i Free?
I Free nascono a Londra nel 1968 quando Paul
Kossoff e Simon Kirke, rispettivamente chitarrista e
batterista dei Black Cat Bones, contattano il cantante Paul
Rodgers dopo averlo visto in azione con la sua blues band, i Brown
Sugar. Come bassista viene reclutato il sedicenne Andy Fraser. Con
la protezione di Alexis Korner (responsabile anche della
scelta del nome), i quattro fanno serate in piccoli club creandosi un certo
seguito, e firmano così per la Island Records, pubblicando al loro esordio
l’album Tons of Sobs. La voce graffiante di Rodgers e i
grintosi assoli di Kossoff personalizzano un sound che negli anni a venire non
sarà più così energico. Nel secondo album, Free, i toni si
fanno infatti più morbidi e pacati concedendo largo spazio alle armonie vocali.
Il grande successo arriva comunque con Fire and Water, contenente
il brano All Right Now, caratterizzato
da un riff di chitarra e un ritornello che li porterà in cima alle classifiche
di USA e Regno Unito. I Free si separano al culmine della carriera, nel1971,
per dedicarsi a progetti diversi con scarso successo per tutti e quattro. Si
rimettono quindi insieme nel 1972, e, dopo ripetuti cambi di formazione e i
problemi di droga di Kossoff, pubblicano Free at Last (1972)
e Heartbreaker (1973). Fraser lascia il gruppo formando
la Andy Fraser Band, lasciando il posto al bassista giapponese Tetsu
Yamauchi; entra anche il tastierista texano John “Rabbit” Bundrick già
con Johnny Cash, tuttavia il gruppo britannico non riesce a
trovare la stabilità a causa dell’abbandono di Kossoff prima della conclusione
di Heartbreaker (in alcune date è Rodgers a improvvisarsi
chitarrista). In seguito Rodgers e Kirke ritrovano la gloria con i Bad Company,
Tetsu si unisce ai Faces e Bundrick intraprende la carriera
solista diventando dal 1979 tastierista live degli Who.
Kossoff, dopo due anni di cure intensive, quando
sembrava essere tornato al meglio (pubblica un album da solista e due con i
Back Street Crawler), muore nel 1976 sull'aereo che lo stava portando a New
York. Dal 1974 al 2002 vengono pubblicate antologie dei Free rimasterizzate e
arricchite di inediti, e versioni alternative dei loro successi.
Conclusa l'esperienza Bad Company, Paul Rodgers
intraprende l'attività come solista e nel 2005; dall'incontro con Brian
May e Roger Taylor dei Queen, nasce
il progetto Queen +Paul Rodgers, che porta la formazione ad
esibirsi in tutto il mondo con un repertorio celebrativo comprendente i
successi di entrambi, anche se con un taglio principalmente 'Queen'.
Il tour 2005-2006, sull'ondata emotiva post-Freddy
Mercury, riscuote enorme successo e da origine ad un doppio CD live
dal nome Return of the Champions.
Ultima formazione
- Paul Rodgers - voce, chitarra, piano (1968-1971, 1972-1973)
- Paul Kossoff - chitarra (1968-1971, 1972-1973)
- John "Rabbit" Bundrick - tastiere (1972-1973)
- Tetsu Yamauchi - basso (1972-1973)
- Simon Kirke - batteria (1968-1971, 1972-1973)
Ex componenti
- Andy Fraser - basso, piano (1968-1971, 1972)
- Wendell Richardson - chitarra (1973)
- Leigh Webster -tastiere (1972)