Qualche nota personale su Yessongs, uscito il 4 maggio del 1973. Non c’è nulla
di museale in queste registrazioni live degli YES, perché propongono una musica che si muove, che si allunga,
che si lascia attraversare dal pubblico e dalla tensione dei palchi enormi. La
voce di Jon Anderson è una corrente che tiene insieme tutto, un modo di
respirare dentro le strutture. Rick Wakeman non arriva mai come un colore
aggiunto, ma come una forza che apre varchi, che illumina passaggi, che spinge
le armonie verso zone che in studio restavano solo accennate.
Chris Squire e Bill Bruford costruiscono un terreno che non è
mai statico. Il basso di Squire è una seconda chitarra, una linea melodica che
sostiene e provoca, mentre Bruford porta quella sua asciuttezza irregolare che
rende ogni transizione più viva. Steve Howe si muove dentro questo flusso con
una chitarra che non cerca protagonismo, ma dialogo continuo, come se ogni
frase fosse un modo per rimettere in circolo l’energia degli altri.
Il cuore del disco è Close to the Edge non è una
riproposizione poco fedele al disco. Le sezioni si dilatano, si aprono,
diventano un rito collettivo in cui il pubblico non è un contorno ma un
elemento della forma. Siberian Khatru acquista una fisicità che in
studio restava compressa, Heart of the Sunrise diventa un corpo
pulsante, con le dinamiche che si allargano e si restringono come se la band
stesse cercando continuamente un nuovo equilibrio.
I momenti acustici di Howe e le traiettorie tastieristiche di
Wakeman non interrompono il flusso, lo ampliano. Sono aperture che mostrano la
radice del linguaggio del gruppo, la loro capacità di passare da una dimensione
sinfonica a una più intima senza perdere coerenza. Tutto resta parte dello
stesso respiro.
Yessongs non è un documento perfetto, e proprio per questo è prezioso. Porta con sé il rumore dell’epoca, le imperfezioni dei grandi spazi, la volontà di spingere il rock sinfonico oltre la sua stessa definizione. Non fotografa un concerto, racconta un modo di stare nella musica. È un disco che ancora oggi si muove, cambia, respira. Un organismo che non ha mai smesso di vivere.
Crediti
Registrato tra il 1972 e il 1973
durante il tour di Close to the Edge Pubblicato il 4 maggio 1973
Formazione
Jon Anderson voce
Chris Squire basso, cori
Steve Howe chitarre, voce
Rick Wakeman tastiere
Bill Bruford batteria (parte del tour)
Alan White batteria (subentra nel tour e
appare in parte del materiale)
Tracklist
Opening
(Excerpt from Firebird Suite)
Siberian Khatru
Heart of the
Sunrise
Perpetual
Change
And You and I
Mood for a
Day
Excerpts from
The Six Wives of Henry VIII
Roundabout
I've Seen All Good People
Long Distance Runaround/The
Fish
Close to the Edge
Yours Is No
Disgrace
Starship Trooper

