Decameron: Ten Days in 100 Novellas –
Part III
Adoro tutto quanto proposto dalla Colossus, l’associazione
progressive rock finlandese capace di opere monumentali che sono il frutto del
coinvolgimento di artisti dislocati nei vari luoghi del pianeta.
Sono realmente impressionato dal lavoro di Marco Bernard, capace di
proporre progetti complessi da definire, perché frutto di connessioni tra
tessuti lontani nello spazio, e capace di accorciare ere differenti, come è
accaduto recentemente con il lavoro di restyling di mondi passati con i suoi
The Samurai Of Prog, propositori del magnifico “Lost And Found”.
Sono 4 i CD che compongono la terza e ultima parte del Decameron, accompagnati
da un booklet sontuoso e di grande effetto - 64 pagine a colori - curato da Ed Unitsky. Il mastering è di Tommi
Liuhala.
Qualche fatto oggettivo rilevato dal comunicato ufficiale: sono 35 le band progressive che partecipano,
provenienti da 13 differenti
paesi. I brani realizzati
sono 36, circa 278 minuti di musica che vedono Bernard come regista
principe.
Cospicuo il contributo italiano, rilevabile all’interno dei
partecipanti:
Queste le band che hanno preso parte a Decameron III: Robert Webb, Ageness, Ellesmere
& Pericle Sponzilli, JPL, Willowglass, Trion, Stella Lee Jones, Nexus,
The Nova Mob, Elephants of Scotland, Jinetes Negros, Mauro Mulas, Latte e Miele, Oceanic Legion, Interpose, Court, Ars
Ephemera, United Progressive Fraternity, Alex Grata, Il Tempio Delle Clessidre,
The Rebel Wheel, Taproban, D’AccorD, Phoenix Again, Castle Canyon, S.A.L.U.E.N.A, Il
Castello di Atlante, Fran Turner, Blank Manuscript, Ozone Player, Faveravola,
Cirrus Bay, Marchesi Scamorza, Bornidol, Locus Amoenus, Castle Canyon.
Proviamo a dare una dimensione della copertura geografica dei
partecipanti: Finlandia, Italia, Giappone, Francia, Inghilterra, Olanda,
Argentina, USA, Canada, Austria, Russia, Norvegia, Spagna: una multinazionale
al lavoro!
Ho ascoltato una prima volta le oltre 4 ore e mezza di musica
tutto d’un fiato, approfittando di un lungo viaggio al volante, senza quindi
poter leggere alcun credito, e ho così goduto della sintesi del mio mondo
musicale preferito, quello che cambia ritmo e atmosfera ad ogni angolo, dove le
cesellature classiche ammorbidiscono il duro rock e dove arpeggi acustici
guidano cavalcate elettriche, e in questo piccolo/grande contenitore ho
scoperto attori di cui non conoscevo l’esistenza che, in occasione di ulteriore
ascolto, mi hanno portato alla ricerca di terre sconosciute, per effetto della
curiosità e di quel sacro effetto domino che permette di scoprire ciò che è
sconosciuto, realizzando immediatamente che la musica di cui non si sa è
superiore a quella incamerata.
E così si incontra la classe e la qualità dei giapponesi Stella
Lee Jones o il prog sorprendente degli americani The Nova Mob, così come la
freschezza dei canadesi Ars Ephemera e la genialità espressiva degli argentini
Jinetes Negros.
Massiccia, come già scritto la presenza italiana - 12 band - che
vede gruppi storici e consolidati nel tempo alternati ad esperienze più recenti.
Un lavoro di squadra incredibile e una proposta di estrema qualità
che assume aspetti didascalici per chi si avvicina solo ora a questo genere
musicale, ma che può rappresentare una grande sorpresa anche per i più navigati.
Marco Bernard, all’interno della Colossus, ha una prerogativa,
quella di far apparire semplici progetti dalle dimensioni gigantesche contraddistinte
dalla grande qualità musicale, e la sua capacità aggregativa appare una
competenza da cui occorrerebbe attingere.
Questa parte finale del Decameron dovrebbe essere nelle case di ogni amanti della musica -
non solo progressiva - e di chi volesse avvicinarsi a qualcosa da
scoprire.
Un tempo accadeva proprio così… chi comprava l’ultimo vinile
uscito lo metteva a disposizione della sua comunità, e la musica prendeva il
volo, e per quell’ora di ascolto eravamo un tutt’uno.
Cofanetto da non perdere!
Decameron III è disponibile
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mondo.