martedì 24 febbraio 2026

Tullio De Piscopo: ottant'anni tra jazz, ricerca percussiva e identità popolare

 


Il ritmo instancabile di un maestro del Mediterraneo


Il 24 febbraio 2026 segna un traguardo significativo per la musica italiana, poiché Tullio De Piscopo raggiunge la soglia degli ottant'anni. Questo anniversario non rappresenta soltanto una celebrazione anagrafica, ma offre l'opportunità di analizzare il percorso di un artista che ha saputo operare una sintesi rigorosa tra il rigore tecnico del jazz e la visceralità della tradizione partenopea. La sua evoluzione artistica è segnata da una curiosità intellettuale che lo ha portato a dialogare con linguaggi apparentemente distanti, mantenendo sempre una coerenza stilistica basata sulla precisione ritmica e sull'esplorazione timbrica delle percussioni.

La carriera di De Piscopo affonda le radici in una formazione tecnica solida, maturata inizialmente nel contesto delle orchestre da ballo e successivamente consolidata nelle sessioni di registrazione più prestigiose degli anni Settanta. È in questo periodo che la sua figura emerge come punto di riferimento per il jazz europeo, collaborando con nomi del calibro di Gerry Mulligan e Astor Piazzolla. Proprio con il compositore argentino, De Piscopo ha contribuito a definire le trame ritmiche di opere fondamentali, dimostrando una capacità analitica nel comprendere le strutture del "nuevo tango" e traducendole in una scansione batteristica moderna e dinamica.

Il passaggio verso una dimensione più popolare, avvenuto negli anni Ottanta, non deve essere interpretato come una semplificazione, bensì come un'estensione della sua ricerca. La partecipazione al movimento del Neapolitan Power insieme a Pino Daniele ha permesso di codificare un suono nuovo, dove il blues e il funk si innestano sulle radici mediterranee. Brani come Andamento lento hanno cristallizzato questa fase, portando la complessità delle percussioni nel contesto della musica leggera senza sacrificarne la qualità esecutiva. In questo scenario, De Piscopo non si è limitato a fornire una base ritmica, ma ha elevato la batteria a strumento solista e narrativo.

Oltre all'attività concertistica e discografica, l'apporto del musicista napoletano si estende alla didattica e alla conservazione della cultura percussiva. Il suo approccio allo strumento è sempre stato caratterizzato da una profonda conoscenza della fisica del suono e da una disciplina rigorosa, elementi che hanno influenzato generazioni di batteristi. Arrivato a ottant'anni, De Piscopo continua a rappresentare un ponte tra l'avanguardia tecnica e la funzione sociale della musica, confermando che il ritmo, se inteso come studio costante, non subisce l'usura del tempo ma si arricchisce di nuove sfumature interpretative.