Quando il leader dei Clash scomparve
nel nulla per correre 42 km senza allenamento
Nel 1982, i The Clash erano la band più importante del
pianeta, ma internamente stavano cadendo a pezzi. Joe
Strummer, spinto dal manager Bernie Rhodes a "scomparire"
per generare pubblicità in vista di un tour imminente, prese il suggerimento
fin troppo alla lettera. Senza avvisare nessuno, nemmeno la sua fidanzata
dell'epoca, il frontman fuggì a Parigi, dando il via a una delle ricerche più
frenetiche della storia del rock.
Mentre Scotland Yard e l'Interpol lo cercavano, Strummer viveva in incognito nella capitale francese. Non era una vacanza di lusso, ma un tentativo di ritrovare sé stesso lontano dalle pressioni dell'industria musicale. Durante questo esilio volontario, decise di iscriversi alla Maratona di Parigi.
L'aspetto più incredibile dell'impresa non fu solo la
distanza, ma il regime di allenamento adottato da Strummer. Anni dopo, in
un'intervista alla rivista Steppin' Out, Joe rivelò il suo segreto per
finire la corsa:
"Non bisogna correre neanche un passo nelle quattro
settimane precedenti la gara. E la sera prima della maratona, bisogna bere
dieci pinte di birra. È fondamentale. Non dimenticare la birra."
Nonostante la totale assenza di preparazione atletica e uno
stile di vita non propriamente salutista, Joe si presentò ai nastri di partenza
con il numero di pettorale 13.513.
Strummer non solo portò a termine i 42,195 km, ma lo fece con
un tempo rispettabile di circa 3 ore e 25 minuti (secondo alcune fonti,
anche se i registri ufficiali sono incerti). Quell'impresa non fu solo un atto
sportivo, ma un gesto puramente punk: una sfida aperta alle leggi della
fisiologia e alle aspettative della società.
Poco dopo la gara, Joe fu rintracciato in un bar parigino, con la barba incolta e lo sguardo di chi aveva appena attraversato l'inferno di bitume. Tornò a Londra giusto in tempo per il tour, dimostrando che lo spirito punk non conosceva limiti fisici. Quella fuga trasformò una crisi d'identità in un'impresa sportiva assurda e indimenticabile, consolidando ulteriormente il mito di un uomo che correva sempre, in un modo o nell'altro, controcorrente.
