C’è un momento preciso in cui il rock 'n' roll ha smesso di
essere solo "pace e amore" per trasformarsi in un incubo teatrale.
Quel momento risale a una calda serata di settembre del 1969, sul palco
del Toronto Rock 'n' Roll Revival. In scaletta c’erano giganti come John Lennon
e Chuck Berry, ma a rubare la scena fu un giovane di Detroit con gli occhi
cerchiati di nero e un nome da donna: Alice
Cooper.
L’atmosfera era frenetica, la band stava suonando con
un’energia quasi violenta quando, dal nulla, spuntò un ospite del tutto fuori
luogo: una gallina. Ancora oggi nessuno sa con certezza come quel
pennuto sia finito sul palco, ma la sua presenza stava per cambiare per sempre
la storia della musica.
Alice, che all'epoca era poco più che un ragazzo cresciuto in
città e non aveva mai visto un animale da cortile da vicino, la guardò e fece
un ragionamento che, col senno di poi, definì "catastroficamente
ingenuo". Pensò: "Ha le ali, ha le piume... quindi vola".
Con un gesto teatrale, la sollevò e la lanciò verso il pubblico, convinto che
il volatile avrebbe dispiegato le ali e sarebbe planato elegantemente sopra le
teste degli spettatori.
Non andò così.
La gallina precipitò come un sasso direttamente nelle prime
file, dove la folla, eccitata dalla musica distorta e dal caos, non reagì con
delicatezza. In pochi secondi, l'animale fu fatto a pezzi e i suoi resti
vennero scagliati di nuovo verso il palco. Alice restò lì, immobile, mentre
pezzi di piume e sangue imbrattavano le scenografie. Non era un sacrificio
rituale pianificato, era stato un incidente caotico, ma l'effetto visivo fu
devastante.
Il mattino seguente, la realtà venne spazzata via dal mito. I
giornali non riportarono la cronaca di un malinteso, ma inventarono una
leggenda nera: "Alice Cooper stacca a morsi la testa di una gallina e
beve il sangue sul palco". Era nata la figura del "mostro"
del rock.
Invece di correre ai ripari con smentite ufficiali, Alice
ricevette una telefonata dal suo mentore, Frank Zappa, che gli diede il
consiglio più cinico e brillante della sua carriera: "Non dire a
nessuno che non l'hai fatto. La gente adora odiarti".
Da quel giorno, Alice Cooper smise di essere solo un cantante e divenne il cattivo dei fumetti che l'America puritana temeva. Capì che il pubblico aveva una fame insaziabile di oscurità e spettacolo. Fu così che, tra una ghigliottina, un boa costrittore e una sedia elettrica, nacque lo Shock Rock. Tutto merito (o colpa) di una gallina che, purtroppo per lei, non sapeva volare.
