sabato 21 febbraio 2026

La notte in cui il Rock perse l'innocenza: il volo della gallina di Alice Cooper



C’è un momento preciso in cui il rock 'n' roll ha smesso di essere solo "pace e amore" per trasformarsi in un incubo teatrale. Quel momento risale a una calda serata di settembre del 1969, sul palco del Toronto Rock 'n' Roll Revival. In scaletta c’erano giganti come John Lennon e Chuck Berry, ma a rubare la scena fu un giovane di Detroit con gli occhi cerchiati di nero e un nome da donna: Alice Cooper.

L’atmosfera era frenetica, la band stava suonando con un’energia quasi violenta quando, dal nulla, spuntò un ospite del tutto fuori luogo: una gallina. Ancora oggi nessuno sa con certezza come quel pennuto sia finito sul palco, ma la sua presenza stava per cambiare per sempre la storia della musica.

Alice, che all'epoca era poco più che un ragazzo cresciuto in città e non aveva mai visto un animale da cortile da vicino, la guardò e fece un ragionamento che, col senno di poi, definì "catastroficamente ingenuo". Pensò: "Ha le ali, ha le piume... quindi vola". Con un gesto teatrale, la sollevò e la lanciò verso il pubblico, convinto che il volatile avrebbe dispiegato le ali e sarebbe planato elegantemente sopra le teste degli spettatori.

Non andò così.

La gallina precipitò come un sasso direttamente nelle prime file, dove la folla, eccitata dalla musica distorta e dal caos, non reagì con delicatezza. In pochi secondi, l'animale fu fatto a pezzi e i suoi resti vennero scagliati di nuovo verso il palco. Alice restò lì, immobile, mentre pezzi di piume e sangue imbrattavano le scenografie. Non era un sacrificio rituale pianificato, era stato un incidente caotico, ma l'effetto visivo fu devastante.

Il mattino seguente, la realtà venne spazzata via dal mito. I giornali non riportarono la cronaca di un malinteso, ma inventarono una leggenda nera: "Alice Cooper stacca a morsi la testa di una gallina e beve il sangue sul palco". Era nata la figura del "mostro" del rock.

Invece di correre ai ripari con smentite ufficiali, Alice ricevette una telefonata dal suo mentore, Frank Zappa, che gli diede il consiglio più cinico e brillante della sua carriera: "Non dire a nessuno che non l'hai fatto. La gente adora odiarti".

Da quel giorno, Alice Cooper smise di essere solo un cantante e divenne il cattivo dei fumetti che l'America puritana temeva. Capì che il pubblico aveva una fame insaziabile di oscurità e spettacolo. Fu così che, tra una ghigliottina, un boa costrittore e una sedia elettrica, nacque lo Shock Rock. Tutto merito (o colpa) di una gallina che, purtroppo per lei, non sapeva volare.