Paco Vescovi – Carvada
Ci sono album che sorprendono non per l’effetto speciale, ma
per la sincerità con cui si presentano. Carvada,
di Paco Vescovi, appartiene a questa categoria: un disco giovane,
diretto, costruito con una cura che non ostenta nulla e lascia parlare la
musica.
Paco Vescovi arriva da una storia familiare che molti
appassionati di prog conoscono bene. È il nipote di Joe Vescovi,
tastierista dei The Trip, figura centrale della scena italiana degli
anni Settanta e, per noi savonesi, un riferimento affettivo oltre che
artistico. Non è un’eredità da esibire come un marchio, né un confronto da
evocare, ma piuttosto un’ombra luminosa, un tratto genetico che forse ha
lasciato una traccia, quella naturalezza nel muoversi tra armonie, quella
curiosità timbrica che non si insegna.
Paco, però, non imita nessuno. Carvada è un lavoro
personale, costruito su un linguaggio che guarda più al presente che alla
nostalgia. Certo che, osservandolo da lontano, ritorna alla mente un certo... Claudio Rocchi!
L’album si muove tra atmosfere intime e aperture più ampie,
con una scrittura che privilegia la fluidità. Le melodie scorrono senza
rigidità, gli arrangiamenti sono essenziali ma mai poveri, e c’è una
sensibilità ritmica che dà coesione all’intero lavoro.
La voce è trattata con misura, senza artifici inutili, e lascia emergere una timbrica giovane ma già riconoscibile, mentre la parte strettamente musicale è la sintesi di mandolino, harmonium, piano, synth, e il gusto che emerge sorprende, considerando l'età di Paco.
C’è un equilibrio interessante tra spontaneità e controllo,
nulla sembra messo lì per caso, ma nulla suona costruito. È un disco che
respira, che si prende il suo tempo, che non ha paura di essere semplice quando
serve e più articolato quando la musica lo chiede.
Carvada è un primo passo, ma già molto consapevole. Paco Vescovi dimostra di
avere una voce propria, una direzione chiara e una sensibilità che merita
attenzione. Se la genetica ha dato una mano, è stata discreta, il resto è
frutto di ascolto, curiosità e lavoro.
In un panorama spesso affollato di progetti effimeri, questo debutto ha qualcosa di raro, la sincerità.












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