Gianni Venturi e Felice
Del Gaudio presentano Sciamantrica, pubblicato da PMS Studio il
15 aprile 2026 per le edizioni BMRG.
È un’opera che si muove come un rito, un attraversamento, un
luogo dove poesia e musica non si limitano a convivere ma si trasformano a
vicenda. L’idea fondante è già nel manifesto che accompagna il progetto,
un’arte che non cerca la massa e non si piega al mercato, ma che invita chi
ascolta a un gesto opposto, quasi iniziatico, quello di lasciarsi educare alla
profondità.
Venturi porta con sé la sua storia gitana, la voce che nasce
in una casa di musicisti, la formazione accanto a Roberto Roversi, la lunga
ricerca sul suono come materia viva. Del Gaudio risponde con un contrabbasso
che non è solo strumento, ma corpo sonoro, memoria di viaggi, collaborazioni,
festival, un percorso che attraversa continenti e generi. L’incontro tra i due
genera un linguaggio che non ha bisogno di definizioni: poesia in musica,
musica poetica, o forse semplicemente Sciamantrica, un territorio dove
la parola diventa respiro e la nota diventa visione.
Il viaggio si apre con Preghiera per Gaza, una
meditazione dolorosa che scivola tra immagini di macerie, soldati, madri
rannicchiate, un buio che diventa armonia dissonante. La voce non denuncia,
osserva, assorbe, restituisce. Del Gaudio costruisce un paesaggio sonoro che
incide il testo, lo attraversa, lo amplifica. È un inizio che chiarisce subito
la postura del disco.
Avrei voluto ridere sposta il baricentro verso l’intimo,
con il contrabbasso e il violoncello di Enrico Guerzoni che sostengono un testo
di memoria ferita, infanzia sottratta, ritorni impossibili. È uno dei brani più
emotivamente esposti, dove la voce sembra quasi incrinarsi mentre cerca un
punto di luce.
La luce arriva, ma in forma complessa, in Fili di luce,
un inno domestico e cosmico insieme, dove la quotidianità – la salvia, il
prezzemolo, la canapa – convive con la tenebra che divora. Il rabab di Del
Gaudio apre un varco mediorientale, come se la luce stessa avesse bisogno di
un’origine antica per farsi ascoltare.
La terra è mia è un ritorno alle radici, alla terra come corpo, come
eredità, come promessa. Venturi la canta come si parla a un genitore, con
gratitudine e malinconia. Del Gaudio costruisce un tappeto sonoro essenziale,
quasi rituale, che lascia spazio al respiro del testo.
La Caverna di Platone e Socrate formano un
dittico filosofico. Nel primo, la società massificata, le famiglie obsolete,
gli Dei del dolore, il burattinaio che è burattino a sua volta: un mondo che si
osserva da dentro la nebbia. Nel secondo, la riflessione diventa più politica,
più tagliente, con la cicuta che ritorna come simbolo eterno dell’ingiustizia.
L’oud di Del Gaudio aggiunge una dimensione arcaica, quasi da tragedia greca.
Caro Hermann è un dialogo immaginario con Hesse, un riconoscersi
lupo della steppa, estraneo al proprio tempo, in cerca della via degli aironi.
È uno dei testi più narrativi, più cinematografici, dove la musica si fa strada
tra immagini di acciaio, macchine pensanti, giardini di cobalto.
Ho paura della pecora sorprende per la sua attualità:
algoritmi, ologrammi, DNA digitale, un futuro che non è distopia ma cronaca.
Venturi rovescia il simbolo, non è il lupo a fare paura, ma la pecora, la massa
che ingloba, che anestetizza.
Chiude L’Amore è un Codice Binario, una
riflessione sull’amore come dualità, come numero primo che cerca il suo
accoppiamento. Paolo Caruso al handpan introduce un ritmo circolare, ipnotico,
che accompagna un testo dove la tenerezza convive con la visione filosofica.
Sciamantrica è un lavoro che non cerca scorciatoie e non concede appigli facili. È un’opera che chiede tempo, ascolto, disponibilità a lasciarsi attraversare. La forza del disco sta nella maturità dei due autori, nella loro capacità di trasformare la parola in gesto sonoro e il suono in visione. Ne nasce un percorso che resta, che continua a lavorare dentro chi ascolta anche dopo il silenzio, come una traccia sottile che non si dissolve.
Tracklist
1.
Preghiera
per Gaza
2.
Avrei
voluto ridere
3.
La
terra è mia
4.
La
Caverna di Platone
5.
Caro
Hermann
6.
Fili
di luce
7.
Socrate
8.
Ho
paura della pecora
9.
L’Amore
è un Codice Binario
Crediti
Artisti
Gianni Venturi – voce, testi
Felice Del Gaudio – contrabbasso, basso
elettrico, rabab, oud, arrangiamenti, produzione artistica
Autore dei testi Gianni Venturi
Ospiti Enrico Guerzoni – violoncello in Avrei
voluto ridere Paolo Caruso – handpan in L’Amore è un Codice Binario
Etichetta PMS Studio
Edizioni BMRG Srl
Data di rilascio 15 aprile 2026
Distribuzione PMS Studio
Produzione artistica Felice Del Gaudio
Link digital store
https://pmsstudio.lnk.to/sciamantrica



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