lunedì 18 ottobre 2021

The Lords


Grazie a Beat-Club sono risalito ai The Lords, una band rock tedesca, formatasi a Berlino nel 1959.

È stato uno dei gruppi beat più longevi della Germania, attivo nell'ultimo mezzo secolo.

Sono molto conosciuti per la loro attività durante gli anni Sessanta e i primi anni Settanta e sono noti per il loro approccio a volte umoristico e irriverente.



Tra il 1965 e il 1969, i The Lords hanno avuto ben dodici brani nelle classifiche tedesche, principalmente prodotti da Heinz Gietz.

Il loro più grande successo fu il classico, "Gloryland", del settembre 1967, che raggiunse il numero 5.

Il loro ultimo successo fu "Three-Five-Zero-Zero" nell'agosto del 1969.

Nel 1989 i The Lords potevano contare sulla pubblicazione di oltre trenta singoli, e raggiunsero sette milioni di copie vendute, un vero record per una rock band tedesca nel proprio paese.



Discografia

 

In Black and White – In Beat and Sweet (1965)

Shakin' All Over (1966)

Some Folks by the Lords (1967)

Good Side of June (1968)

Deutschlands Beatband Nr. 1 Die Volksplatte (1968)

Ulleogamaxbe (1969)

Shakin' All Over '70 (1970)

Inside Out (1971)

1964–1971 (1971)

Birthday Album – 15 years (1974)

20 Jahre Lords (1979)

The Lords '88 (1988)

Stormy (1989)

The Very Best (1992)

The Original Singles – Collection/The A & B-Sides (1999)

Live 1999 (1999)

Spitfire Lace (2002)

Lords 50 (2009)

Reloaded (2014)

Now More Than Ever! (2015)


venerdì 15 ottobre 2021

Vincenzo Zitello - “Mostri e Prodigi”

Una ninfa di mare - sirena (1881)


Vincenzo Zitello - “Mostri e Prodigi”

TELENN RECORDING-2021 


Un album strumentale pone sempre il problema della comprensione e mi riferisco alla connessione tra chi crea e chi usufruirà del “lavoro finito”.

Un album come “Mostri e Prodigi”, di Vincenzo Zitello, potrebbe essere catturato anche in modo molto semplice, senza decodificazioni cervellotiche, perché le atmosfere da cui si viene avvolti non necessitano di troppe parole, se si possiede un minimo di sensibilità.

Ma sarebbe un peccato non mettere in rilievo il grande lavoro culturale e di ricerca che si cela dietro ad un progetto che difficilmente passerà nei media e che rischia di essere pane per pochi, come accade oggigiorno con tutta la musica di qualità.

Zitiello e i suoi compagni di viaggio utilizzano la mitologia e le credenze popolari e realizzano otto tracce legate tra loro concettualmente.

Nel corso degli ultimi millenni di storia dell’uomo, le culture e le tradizioni di ogni popolo si sono arricchite di storie e miti strettamente legati a creature leggendarie e animali fantastici, risultato dell’incrocio tra uomini e animali realmente esistenti.

Queste creature dalle mille forme e il più delle volte dall’aspetto inquietante, si possono trovare nei racconti e nelle leggende, sia greche che romane, ma anche in quelle della cultura nordica e orientale.

Quando si parla di questi elementi mitologici occorre tener presente che in una data cultura e in un determinato momento storico sono stati creduti esseri reali, quindi, effettivamente esistiti: “Mostri e Prodigi” fornisce un contributo, riuscendo a dar vita ad otto elementi chiave attraverso musica immaginifica.

Partirei proprio dall’aspetto musicale che, per ogni episodio/figura mitologica, mi ha costretto ad approfondita ricerca strumentale. Chiarisco con un esempio.

Leggendo i crediti, al titolare Vincenzo Zitello vengono attribuiti 19 strumenti utilizzati, 8 dei quali erano a me sconosciuti nella denominazione, per cui l’ascolto combinato alla lettura mi ha condotto alla scoperta di “dizi e santoor”, tanto per fare un esempio, e ho così colmato qualche lacuna. Sono certo che la lunga lista di strumenti inusuali stimolerà le persone curiose e virtuose e anche questo porterà ad arricchimento personale.

Passato, storia lontana, immaginazione e credenze, concetti che sembrano lontani dalla contemporaneità, ma in verità simbolo delle nostre esistenze, in quanto rappresentazioni dei nostri sentimenti e situazioni di vita, tra sogni e realtà.

E se tutto questo ispira ancor oggi, più o meno consciamente, il pensiero umano, le sollecitazioni per chi crea arte - in questo caso musica - conducono verso un mondo speciale ed esclusivo, seppur aperto a tutti.

Ma quali sono i simboli scelti da Zitello? (cliccando sul nome parte l’ascolto)

La Sirena, nella mitologia ellenica figlia del dio dei fiumi Acheloo, nata dalle gocce di sangue che usciva dalle ferite provocate da Ercole…

Il Basilisco, simile ad una lucertola alata e con la testa e le zampe di gallo, capace di uccidere con il suo sguardo penetrante o con il suo soffio velenoso…

L’Unicorno, animale leggendario dall’aspetto elegante e soave ma allo stesso tempo forte e superbo…

La Fenice, uccello sacro, in grado di controllare il fuoco e di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.

La Chimera, figlia di Echidna e Tifone e frutto di un rapporto incestuoso tra la stessa Echidna e suo figlio Ortro…

Il Grifone, creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d'aquila.

Il Centauro, noto per essere un inguaribile ubriacone e violentatore di donne.

Il Drago, creatura dai tratti solitamente serpentini, presente nell'immaginario collettivo di tutte le culture, in quelle occidentali come essere malefico portatore di morte e distruzione, in quella orientale come creatura portatrice di fortuna e bontà.

Il legame con il nostro vissuto e con il pensiero quotidiano appare evidente e veder abbinate le storie che da sempre ci appartengono a trame musicali specifiche, ha come risultato la creazione di un elemento integrante, utile al completamento di un quadro che, “sonorizzato”, appare sotto nuova luce.

Dice l’autore a proposito delle figure trattate: “Vivono solitamente in una dimensione parallela, oscillando fra un regno e l’altro, fra reale e immaginario, vita e morte, musica e poesia, alimentando sogni ed incubi. A volte però, in situazioni eccezionali, essi si manifestano nel regno umano suscitando stupore e paura. Alcuni uomini prendono così coscienza che il proprio mondo appartiene in realtà anche a ciò che abita sogni, visioni, racconti e canzoni.”

Evidenzio, per chi non lo sapesse, che i musicisti in questione sono Professionisti con la “P” maiuscola - a fine articolo propongo la formazione nel dettaglio - e sintetizzo la lunga biografia di Vincenzo Zitello sottolineando che è un arpista, compositore e polistrumentista italiano, primo divulgatore e musicista a suonare l'arpa celtica in Italia dal 1977. Ha collaborato con: Ivano Fossati, Franco Battiato, Alan Stivell, Fabrizio De Andre, Hevia, Beppe Barra, Osanna, Dan Ar Brass e moltissimi altri musicisti, partecipando a più di 115 registrazioni in progetti discografici come “Special Guest”, pubblicando 12 album solistici distribuiti in tutto il mondo e svolgendo attività concertistica internazionale.

Tra folk e classico, una proposta che profuma di storia e popolo, un passato antico che prende vita e delizia anima e cuore, sollecitando la memoria. Imperdibile!

 

http://www.vincenzozitello.it/

https://www.facebook.com/vincenzo.zitello

  

Vincenzo Zitello: arpa celtica, arpa bardica, lama sonora, violino, viola, violoncello, contrabbasso, theremin, tin wistle, clarinetti, bawu, ocarina, dizi, hulusi, fujara, handpand, autoharp, salterio ad arco, santoor;

Federico Sanesi: tabla, sonagli, bodhran, zarb, gunguru, rider, ghatam;

Riccardo Tesi: organetto diatonico;

Claudio Rossi: violino, guilele, mandolino americano, lap dobron;

Arthuan Rebis: nyckelharpa, esraj, tar drum, riq;

Laura Garampazzi: tromba Bb;

Giada Colagrande: tar drum;

Alfio Costa: hammond B3;

Luciano Monceri: morin khuur

Maurizio Serafini: piva emiliana 


La parte grafica dell’album e stata realizzata da Federico Gasparotti, il dipinto della copertina e stato realizzato da Mariano Bottoli una reinterpretazione del dipinto di Edward Burne-Jones: Una ninfa di mare - sirena (1881)







 

giovedì 14 ottobre 2021

Beat-Club propone Cat Stevens e un brano degli esordi, "Matthew & Son”

Beat-Club, nella sua opera di lento rilascio del materiale di proprietà, propone ultimamente Cat Stevens e uno dei suoi primi brani,Matthew & Son”, contenuto nell’omonimo album di esordio pubblicato il 10 marzo 1967 dall'etichetta discografica Deram.

Qualche nota succinta relativa alla sua storia...

Yusuf Islam (nato Steven Demetre Georgiou il 21 luglio 1948), comunemente noto con il nome d'arte di Cat Stevens e in seguito Yusuf, è un cantautore e polistrumentista britannico. Il suo stile musicale è composto da folk, pop, rock e, nella sua carriera successiva, musica islamica. È stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2014.

Il suo album di debutto del 1967 ha raggiunto la top 10 nel Regno Unito e la sua title track, "Matthew and Son", ha raggiunto il numero 2 nella UK Singles Chart.

Gli album di Stevens, “Tea for the Tillerman” (1970) e “Teaser and the Firecat” (1971) sono stati certificati triplo disco di platino negli Stati Uniti dalla RIAA.

Il suo album del 1972 “Catch Bull at Four” è stato per tre settimane al numero uno della Billboard 200 e quindici settimane al numero uno nelle classifiche australiane ARIA.

Ha vinto due premi ASCAP per la scrittura di canzoni nel 2005 e nel 2006 per "The First Cut Is the Deepest".

Le sue altre canzoni di successo includono "Father and Son", "Wild World", "Moonshadow", "Peace Train" e "Morning Has Broken". Nel 2007 ha ricevuto l'Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection dalla British Academy of Songwriters, Composers and Authors.

https://www.youtube.com/watch?v=u4pLNKb8j2U




mercoledì 13 ottobre 2021

The Samurai of Prog- “OMNIBUS II – The Middle Years”


The Samurai of Prog- “OMNIBUS II – The Middle Years”

Seacrest Oy

Boxset/Compilation


OMNIBUS II – The Middle Years” è un sunto importante del lavoro dei The Samurai of Prog, costituito da quattro album originali a cui sino state aggiunte alcune bonus tracks, un cofanetto sontuoso che darà piena soddisfazione agli amanti del genere, non solo agli ascoltatori fidelizzati della band.

Trattasi di dischi che ho commentato nel passato, per cui riproporrò di volta in volta il link alla recensione, soffermandomi solo sulle novità.

Per chi non li avesse mai ascoltati è questa l’occasione buona per entrare in contatto con una vera multinazionale del prog, la cui ossatura è fornita dai tre musicisti di riferimento, l’italiano Marco Bernard al basso, il finlandese Kimmo Pörsti alle percussioni e l’americano Steve Unruh al violino/flauto/voce.

Ovviamente i tre sono molto di più che meri strumentisti, ma le peculiarità emergeranno nel corso della lettura.

Segnalo anche l’uscita avvenuta a fine 2018 di “OMNIBUS-The Early Years” - quindi il prodotto di un’epoca più lontana -, il cui commento è fruibile al seguente link:

https://athosenrile.blogspot.com/2018/12/the-samurai-of-prog-omnibus-early-years.html

Attorno a loro, sopra, sotto e ai fianchi, i tre Samurai sono soliti avvalersi di un numero impressionante di musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Anche questo si svelerà a poco a poco, leggendo l’articolo.

Un po’ di informazioni generali fornite dal gruppo a proposito del nuovo progetto.

Chiariamo intanto che cosa si nasconde dietro alla seconda parte del titolo, “The Middle Years”, che svela lo spazio temporale che racchiude i quattro dischi, delineando però la progettualità della band, che considera mediana la produzione che dal 2017 arriva al 2020, e quindi ipotizza un nuovo e prolifico percorso da qui ai prossimi anni.

Naturalmente sono lavori particolarmente amati dai TSoP, come loro stessi dichiarano.

Partiamo da “On We Sail”, maggio 2017, di cui all’epoca scrissi così:

https://athosenrile.blogspot.com/2017/05/the-samurai-of-prog-on-we-sail.html 


Questa le due novità inserite nel nuovo contesto: 

10. The Iron Mask (02:34)

11. Pentahedron (05:09)

 

Inizio dalla breve “The Iron Mask”, una creazione di Oliviero Lacagnina; questi i musicisti impegnati:

Marco Bernard: basso

Kimmo Pörsti: batteria e percussioni

Steve Unruh: violin e flauto

Oliviero Lacagnina: tastiere

Rafael Pacha: chitarra acustica

Marcel Singor: chitarra elettrica

 

Si conferma la capacità di creare immagini attraverso la musica.

Un’iniziale colonna sonora perfetta per un film d’azione anni ’70 - con la tipica tensione continua - si trasforma in un lampo in un’aria classicheggiante condita da elementi rock pennellati dall’elettrica. Meraviglioso strumentale che in poco più di due minuti sintetizza un modo di concepire “il mestiere” e diventa il biglietto da visita del gruppo.

La seconda novità è rappresentata da “Pentahedron”, di Octavio Stàmpalia.

 

I crediti: 

Marco Bernard: basso

Kimmo Pörsti: batteria e percussioni

Steve Unruh: violin e chitarra acustica

Octavio Stampalìa: tastiere

Marcella Arganese: chitarra elettrica

 

Un altro strumentale meraviglioso, carico di cambi di percorso, tra folklore e sacralità, tradizione popolare e novità: una capacità descrittiva fuori dal comune che in cinque minuti spinge verso differenti stati d’animo.

Nel link su proposto è presente una mia intervista agli autori ma appaiono icastiche le considerazioni che i Samurai inseriscono nelle note oggettive di OMNIBUS-2, che a proposito di “On We Sail” ne raccontano i temi fondanti:

<<Spesso, scegliamo i nostri temi pescando dall'arte e dalla letteratura, ma per “On We Sail” è il tema che ha scelto noi. In un breve lasso di tempo quattro dei nostri precedenti collaboratori erano morti in modo piuttosto scioccante. E non era passato molto da quando Steve aveva vissuto preoccupazioni relative al suo stato di salute. Quindi l’argomento “morte” è stato in cima alla mente durante la realizzazione di questo album. Il risultato, curiosamente, è diventato un album vivace seguendo temi di perseveranza e grinta. Come affermavano le note di copertina originali:

"Di fronte a cose così pesanti su larga scala, possiamo sentirci come se fossimo minuscole creature su una piccola zattera, che ondeggiano lungo un fiume canyon impetuoso, evitando a malapena le rocce frastagliate. O forse siamo a bordo di un'antica nave greca, di fronte a probabilità impossibili mentre onde massicce e mostri dal profondo incombono. L'esperienza ci insegna che le probabilità di sopravvivenza sono, di fatto, impossibili. Prima o poi, qualcosa ci porterà. Ma le nostre vite non sono definite da una lotta per l'immortalità. La vita è ciò che facciamo con la nostra temporanea fuga dall'oblio. È un fiore che sboccia, un uccello che canta, un marinaio che padroneggia l'arte della navigazione nonostante le acque pericolose. Sviluppiamo ed esprimiamo chi siamo, chi vogliamo essere, nel bel mezzo della battaglia per la sopravvivenza. Visto attraverso certe lenti, quello sviluppo e quell'espressione possono sembrare inutili. Ma visto attraverso gli altri, appare bello, eroico e significativo oltre la tomba".>>

 

Passiamo ad "ARCHIVIARUM", del febbraio 2018:

https://athosenrile.blogspot.com/2018/02/the-samurai-of-prog-archiviarum.html 

Anche in questo caso sono due le novità, perché oltre alla bonus “White Skies” troviamo una nuova versione di “La Oscuridad”, di Lalo Huber, che vede la seguente lineup: 

Marco Bernard: basso

Kimmo Pörsti: batteria e percussioni

Steve Unruh: violin e flauto

Lalo Huber: tastiere

Carlos Lucena: chitarra elettrica

Ariane Valdiviè: voce

Marcelo Ezcurra: voce

 

Nella canzone originale compariva Michelle Young alla voce e non erano presenti Valdiviè e Ezcurra.

Traccia lunghissima in cui domina il pathos e la capacità di stimolare gli aspetti emotivi.

White Skies” è un’altra creazione italiana, di Alessandro Di Benedetti, che firma musica e lirica. 

Marco Bernard: basso

Kimmo Pörsti: batteria e percussioni

Alessandro Di Benedetti: tastiere, chitarra ritmica e cori

Kari Riihimäki: chitarra elettrica

Daniel Fäldt: voce 

Un altro sentiero lunghissimo, di quelli che in ambito prog si è soliti definire “suite”, dove il contenuto è compendio di storie e stili, contenitore vario e affascinante, vero accrescimento del disco originale.

Dicono i TSoP a proposito di "ARCHIVIARUM":

<< “Archiviarum” è una raccolta di registrazioni speciali che TSoP ha realizzato nel corso degli anni. Quattro tracce sono state create nuove per l'album, alcune erano inedite, alcune erano apparse in altri progetti con cui i TSoP erano coinvolti, e una era una cover. A tutti è stato dato un nuovo trattamento e un nuovo mix, e in alcuni casi nuovi accordi. Dopo aver completato questo album di tipo "compilation", siamo rimasti felicemente sorpresi di scoprire che, nonostante le sue origini frammentarie, “Archiviarum” è cresciuto in un'esperienza di ascolto coesa, e ora si pone come un vero e proprio album nel nostro catalogo.>>


E arriviamo al terzo episodio, “Toki No Kaze”, del maggio 2019:

https://athosenrile.blogspot.com/2019/05/the-samurai-of-prog-yoki-no-kaze.html 

Non sono presenti pezzo aggiuntivi. 

<< “Toki No Kaze” ("Wind of Time") è un'opera a tema, dove tutte le tracce sono state ispirate alle opere animate di Hayao Miyazaki. Come spesso accade, la copertina è stata abbellita con le meravigliose creazioni di Ed Unitsky, ma questa volta presentava anche la copertina interna e l'artwork del libretto della figlia di Marco, Alessandra. (più tardi, la figlia di Kimmo avrebbe cantato in alcuni lavori TSoP, quindi la nostra band è diventata un affare di famiglia!).

Come sentirete, “Toki No Kaze” presenta un tono cinematografico, come se stessimo creando colonne sonore per i film di Miyazaki, ma visto attraverso il prisma dei musicisti di rock progressivo.>>


L’ultimo album proposto è “Beyond the Wardrobe”, rilasciato nel novembre del 2020:

https://athosenrile.blogspot.com/2020/11/the-samurai-of-prog-beyond-wardrobe.html

 

Sono un paio le traccia supplementari:

10. Killing Hopes (08:18)

11. Take Me Down (07:57)


Parto da “Killing Hopes”, musica e testo di Marco Grieco…

 

Marco Bernard: basso

Kimmo Pörsti: batteria e percussioni

Steve Unruh: violin e flauto

Marco Grieco: tastiere, chitarra acustica, cori

Àkos Bogàti-Bokor: chitarra elettrica e acustica

Elisa Montaldo: voce

 

Prima parte con profumo di “YES”, per effetto di un gioco vocale che vede primeggiare Elisa Montaldo, la cui raggiunta maturità musicale permette di accantonare lo strumento di riferimento per coltivare la sua poliedricità. Un successivo lungo “solo acustico” diventa preludio alla maestosità di un esempio di prog sinfonico… quanti ricordi può evocare una trama sonora, seppur nuova!

Take Me Down” è un ulteriore parto di Alessandro Di Benedetti, che è autore di musica e parole:

 

Marco Bernard: basso

Kimmo Pörsti: batteria e percussioni

Alessandro di Benedetti: tastiere, cori e percussioni

Rafael Pacha: chitarra acustica

John Wilkinson: voce solista

Marcel Singor: chitarra elettrica 

John Wilkinson conduce vocalmente la traccia mentre la sezione ritmica si inerpica su tempi composti che faranno la felicità del progster più esigente.

Ma la voce dal vago sapore genesisiano - unita agli arrangiamenti particolarmente riusciti - riporta ad un mondo sonoro che appare al contempo lontano - se si pensa alla nascita - ma fresco e ancora innovativo.

<<“Beyond the Wardrobe” è, in un certo senso, il pezzo di accompagnamento del nostro catalogo a “On We Sail”; sono entrambi un po’ nella vena "crossover", rispetto agli altri nostri lavori. Le canzoni sono liberamente basate su un tema preciso, che ha a che fare con il concetto di "partire per l'avventura", mentre gli strumentali attingono pesantemente a temi di musica classica, dando a questo album il suo carattere unico e riconoscibile. Ma in realtà, “Beyond the Wardrobe” è semplicemente un album pieno di musica originale che abbiamo amato e apprezzato molto. Contiene anche alcuni dei passaggi musicali più difficili che abbiamo mai registrato.>>

Concludono i The Samurai of Prog:

<< Una band può essere buona solo quanto le composizioni che suona, e a questo proposito, siamo stati incredibilmente fortunati. Come una palla di neve che rotola in discesa, con dimensioni e velocità in continua crescita, abbiamo raccolto un elenco da sogno di compositori e artisti, ospitati lungo la nostra traiettoria. Lontano dalle nostre origini di band principalmente dedita alle "cover", abbiamo trovato il nostro groove creando musica originale in un rapporto simbiotico con compositori di tutto il mondo. A volte scriviamo i testi o co-scriviamo le canzoni, a volte interpretiamo e riarrangiamo demo relativamente complete, e a volte non siamo che fedeli esecutori di composizioni formali. Ma in tutti i casi, ringraziamo i nostri fantastici autori per aver contribuito a costruire la strada su cui viaggiamo. Ringraziamo anche gli artisti ospiti per aver contribuito a far brillare le composizioni e, come sempre, ti ringraziamo, ascoltatore, per esserti unito a noi lungo la strada!>>


Un altro grande lavoro, per quanto mi riguarda entusiasmante, ma vorrei sottolineare ancora una volta come sia impossibile godere dei progetti dei TSoP se non li si esamina nella globalità, prendendo coscienza del lavoro continuo e pressante che rende la band come la più attiva in assoluto tra quelle esistenti.

Non solo musica, ma immagini e cura dei dettagli in fase di produzione e post- produzione, e credo che avere nelle mani una confezione di un qualsiasi “album Samurai” provochi una gioia fisica simile a quella procurata dal contatto col vinile e da tutte le sue componenti.

La cura dell’artwork, quasi sempre nelle mani di Ed Unitsky, rappresenta una peculiarità diventata marchio di fabbrica.


Cofanetto - quasi cinque ore di musica - che non può mancare nella collezione dell’amante del prog!



Boxset/Compilation, realizzato nel 2021

 

Tracce

 

"ON WE SAIL"

1. On We Sail (06:21)

2. Elements of Life (07:57)

3. Theodora (05:55)

4. Ascension (05:19)

5. Ghost Written (09:40)

6. The Perfect Black (09:30)

7. Growing Up (05:42)

8. Over Again (04:06)

9. Tigers (10:35)

 

Bonus tracks:

10. The Iron Mask (02:34)

11. Pentahedron (05:09)

 

Total time 72:52

 

"ARCHIVIARUM"

1. Keep the Ball Rolling (06:07)

2. Ahead of Fortune (05:16)

3. La Oscuridad (09:50)

4. Cristalli (05:24)

5. Elitropìa (04:56)

6. The Sleeping Lover (08:32)

7. From This Window (10:37)

8. Ice (09:41)

9. Predawn (04:08)

Bonus tracks:

10. White Skies (10:49)

 

Total time 75:27

 

"TOKI NO KAZE"

1. A Tear in the Sunset (08:07)

2. Fair Play (02:34)

3. Zero (07:40)

4. The Never Ending Line (04:55)

5. Au Contraire (05:07)

6. Reality (09:24)

7. The Bicycle Ride (04:36)

8. Castle Blue Dream (07:38)

9. The Spirits Around Us (05:59)

10. Nausicaa e i Custodi della Vita (05:48)

11. Think Green (06:30)

12. La Magia è la Realtà (06:22)

 

Total time 74:47

 

BEYOND THE WARDROBE 

1. Another Time (06:22)

2. Dear Amadeus (08:52)

3. King of Spades (05:54)

4. Forest Rondo (05:50)

5. Jester's Dance (06:47)

6. Kabane (07:33)

7. Marigold (02:33)

8. Brandenburg Gate (04:24)

9. Washing the Clouds (07:28)

Bonus tracks:

10. Killing Hopes (08:18)

11. Take Me Down (07:57)

 

Total time 72:08

 

Line-up 

- Steve Unruh / vocals, guitars, flute, violin

- Marco Bernard / Shuker, Rickenbacker and Dingwall basses

- Kimmo Pörsti / drums, percussion

 

With:

- Kerry Shacklett / keyboards

- Srdjan Brankovic / electric guitars

- Octavio Stampalía / keyboards

- Rubén Álvarez / electric & acoustic guitars

- Luca Scherani / keyboards

- Michelle Young / vocals

- David Myers / keyboards

- Jacques Friedmann / electric guitars

- Sean Timms / keyboards

- Mark Trueack / vocals

- Jacob Holm Lupo / electric guitars

- Oliviero Lacagnina / keyboards

- Flavio Cucchi / classical guitar

- Brett Kull / electric guitar

- Stefan Renström / keyboards, vocoder

- Daniel Fäldt / vocals

- Roberto Vitelli / Moog Taurus pedals

- Rafael Pacha / acoustic guitar

- Marcel Singor / electric guitar

- Marcella Arganese / electric guitar

- Eduardo García Salueña / keyboards

- Lalo Huber / keyboards

- Carlos Lucena / electric guitar

- Ariane Valdiviè / vocals

- Marcelo Ezcurra / vocals

- Michele Mutti / keyboards

- Stefano Galifi / vocals

- Stefano Vicarelli / keyboards

- Marek Arnold / sax

- Fran Turner / electric guitar

- Alessandro Di Benedetti / keyboards, electric rhythm guitar, backing vocals

- Kari Riihimäki / electric guitar

- Marc Papeghin / French horn, trumpet

- Pablo Robotti / electric guitar

- Massimo Sposaro / electric guitar

- Federico Tetti / guitar

- Yuko Tomiyama / keyboards, vocals

- Alan Kamran Shikoh / electric guitar

- Jose Medina / orchestration

- Antony Kalugin / keyboards

- Sergio Chierici / keyboards

- Danilo Sesti / keyboards

- Kenrou Tanaka / guitar

- Elisa Montaldo / vocals

- Alice Scherani / vocalization

- Michele Marinini / vocals

- Ronaldo Rodrigues / keyboards

- Carmine Capasso / electric guitar

- Christian Bideau / keyboards

- Ton Scherpenzeel / keyboards

- Marco Grieco / keyboards, acoustic guitar, background vocals

- Àkos Bogàti-Bokor / electric and acoustic guitars

- John Wilkinson / lead vocals 


Artwork: Ed Unitsky

Label: Seacrest Oy ‎- SCR-1034 (2021, Finland)