martedì 24 febbraio 2026

Brian Johnson: dal cofano delle auto al trono degli AC/DC



Il provino leggendario del meccanico di Newcastle a cui toccò l'eredità di Bon Scott

 

Il 19 febbraio 1980, il mondo del rock venne scosso dalla tragica scomparsa di Bon Scott, l'iconico frontman degli AC/DC. La band, distrutta dal dolore e convinta che nessuno potesse sostituire il carisma di Bon, considerò seriamente lo scioglimento. Fu il padre di Malcolm e Angus Young a convincerli a continuare: "Bon non avrebbe mai voluto che vi fermaste". Iniziò così la ricerca di una voce che non fosse un'imitazione, ma un nuovo motore ruggente.

Mentre la band cercava a Londra, a Newcastle viveva Brian Johnson. All'epoca aveva 32 anni, un'età considerata "avanzata" per il rock degli anni '80, e si guadagnava da vivere riparando tetti in vinile e parabrezza per auto nella sua officina. Brian aveva avuto un modesto successo con i Geordie, ma la musica per lui era ormai un capitolo quasi chiuso, un hobby del fine settimana per pagare le bollette.

La band lo chiamò su suggerimento di un fan e del loro produttore. Brian, inizialmente riluttante perché doveva gestire il lavoro in officina, accettò di scendere a Londra solo perché aveva anche un altro ingaggio per un jingle pubblicitario (quello di un'aspirapolvere).

Arrivò al provino in ritardo, entrando in una sala prove fumosa dove Malcolm e Angus Young lo aspettavano. Invece di mostrarsi nervoso, Brian si comportò da vero "Geordie": chiese se ci fosse una birra fresca, si mise a chiacchierare con la band e propose di cantare "Whole Lotta Rosie" (un classico dei tempi di Bon) e "Nutbush City Limits" di Ike & Tina Turner.

Non appena Brian aprì bocca, la stanza tremò. La sua voce non era solo potente; aveva quella grinta sabbiata e autentica che ricordava il fumo delle fabbriche del nord dell'Inghilterra. Angus Young avrebbe poi dichiarato: "Bon lo aveva menzionato una volta, dicendo che era un grande interprete. Quando lo abbiamo sentito, abbiamo capito che era l'uomo giusto".

Pochi giorni dopo, Brian tornò in officina a Newcastle. Ricevette una telefonata da Malcolm che gli chiedeva: "Vuoi venire alle Bahamas a registrare il nuovo disco?". Brian rispose che doveva prima finire di riparare un tetto. Quel disco era "Back in Black". Con la sua copertina nera in segno di lutto per Bon Scott, l'album divenne il disco rock più venduto di tutti i tempi, trasformando definitivamente un meccanico della classe operaia in una delle divinità più amate dell'Olimpo del Rock.