Il provino leggendario del meccanico
di Newcastle a cui toccò l'eredità di Bon Scott
Il 19 febbraio 1980, il mondo del rock venne scosso
dalla tragica scomparsa di Bon Scott, l'iconico frontman degli AC/DC.
La band, distrutta dal dolore e convinta che nessuno potesse sostituire il
carisma di Bon, considerò seriamente lo scioglimento. Fu il padre di Malcolm e
Angus Young a convincerli a continuare: "Bon non avrebbe mai voluto che
vi fermaste". Iniziò così la ricerca di una voce che non fosse
un'imitazione, ma un nuovo motore ruggente.
Mentre la band cercava a Londra, a Newcastle viveva Brian Johnson. All'epoca aveva 32 anni, un'età
considerata "avanzata" per il rock degli anni '80, e si guadagnava da
vivere riparando tetti in vinile e parabrezza per auto nella sua officina.
Brian aveva avuto un modesto successo con i Geordie, ma la musica per
lui era ormai un capitolo quasi chiuso, un hobby del fine settimana per pagare
le bollette.
La band lo chiamò su suggerimento di un fan e del loro
produttore. Brian, inizialmente riluttante perché doveva gestire il lavoro in
officina, accettò di scendere a Londra solo perché aveva anche un altro
ingaggio per un jingle pubblicitario (quello di un'aspirapolvere).
Arrivò al provino in ritardo, entrando in una sala prove
fumosa dove Malcolm e Angus Young lo aspettavano. Invece di mostrarsi nervoso,
Brian si comportò da vero "Geordie": chiese se ci fosse una birra
fresca, si mise a chiacchierare con la band e propose di cantare "Whole
Lotta Rosie" (un classico dei tempi di Bon) e "Nutbush City
Limits" di Ike & Tina Turner.
Non appena Brian aprì bocca, la stanza tremò. La sua voce non
era solo potente; aveva quella grinta sabbiata e autentica che ricordava il
fumo delle fabbriche del nord dell'Inghilterra. Angus Young avrebbe poi
dichiarato: "Bon lo aveva menzionato una volta, dicendo che era un
grande interprete. Quando lo abbiamo sentito, abbiamo capito che era l'uomo
giusto".
Pochi giorni dopo, Brian tornò in officina a Newcastle.
Ricevette una telefonata da Malcolm che gli chiedeva: "Vuoi venire alle
Bahamas a registrare il nuovo disco?". Brian rispose che doveva prima
finire di riparare un tetto. Quel disco era "Back in Black".
Con la sua copertina nera in segno di lutto per Bon Scott, l'album divenne il
disco rock più venduto di tutti i tempi, trasformando definitivamente un
meccanico della classe operaia in una delle divinità più amate dell'Olimpo del
Rock.
