Perché Nick Drake trasformò le sue
rare apparizioni live in sfide di nervi per il pubblico
Se il rock degli anni '70 era l'epoca dell'intrattenimento, i
concerti di Nick Drake erano l'antitesi dello spettacolo. Il problema
non era solo la sua leggendaria timidezza, ma una perversione tecnica: Drake
utilizzava accordature aperte talmente insolite e specifiche che quasi ogni
canzone richiedeva una tensione diversa delle corde.
Sul palco, questo si traduceva in lunghissimi minuti di
silenzio imbarazzato. Mentre il pubblico di club come il Cousins di
Londra si aspettava intrattenimento, Nick restava curvo sulla sua chitarra
Guild, perso nel tentativo di domare le corde, senza mai alzare lo sguardo o
scambiare una battuta con gli spettatori. Questo rifiuto (o incapacità) di
comunicare verbalmente creava un'atmosfera di isolamento che spesso alienava
gli ascoltatori, portando Drake a concludere anticipatamente le sue esibizioni
e, infine, a rinunciare del tutto ai live, convinto che la sua musica fosse
fisicamente incompatibile con la presenza di altre persone.
