L'evoluzione del rock psichedelico
tra tradizione e sintesi digitale
Tutto è iniziato dalla segnalazione di un amico. Spesso le
scoperte musicali più autentiche arrivano così, attraverso un passaparola che
scavalca gli algoritmi. Approcciarsi agli Altın Gün significa immergersi in un
ponte sonoro che collega la psichedelia di Amsterdam alle polverose strade
dell’Anatolia, un viaggio che dal primo ascolto cattura per la sua capacità di
rendere contemporaneo un passato lontano.
La storia degli Altın Gün inizia nel 2016 ad Amsterdam, non per un legame
di sangue con la terra turca, ma per l'intuizione di Jasper Verhulst. Il
bassista, dopo un tour a Istanbul, rimane colpito dalle sonorità del rock
anatolico degli anni Settanta, un periodo in cui artisti come Selda Bağcan,
Barış Manço ed Erkin Koray fondevano il folklore locale con la psichedelia
occidentale. Attraverso un annuncio sui social network, Verhulst riesce a
riunire un collettivo capace di rileggere quel repertorio, trovando in Erdinç
Ecevit Yıldız e Merve Daşdemir le voci e la sensibilità culturale
necessarie per dare credibilità al progetto. Il nome scelto, che in turco
significa "Giorno d'oro", richiama le tradizionali riunioni
conviviali e segnala fin da subito un intento di celebrazione collettiva della
memoria musicale.
Il debutto discografico avviene nel 2018 con On,
un album che definisce i binari estetici del gruppo: un mix di ritmi funk,
chitarre wah-wah e organi analogici che sostengono il suono del bağlama, il
liuto a manico lungo tipico della tradizione turca. L'anno successivo, con Gece,
la band ottiene una nomination ai Grammy nella categoria Best World Music
Album, consolidando una reputazione internazionale costruita sulla capacità di
trasformare brani popolari in tracce adatte ai club europei. La produzione non
si limita a una sterile operazione di recupero, ma evolve verso soluzioni
tecniche più complesse, come dimostrato in Yol del 2021. In
questo lavoro, influenzato dalle limitazioni del lockdown, il gruppo introduce
drum machine e sintetizzatori come l'Omnichord, spostando il baricentro sonoro
verso un synth-pop sognante e suggestivo che strizza l'occhio agli anni
Ottanta.
Il percorso della band ha subito recentemente un cambiamento
significativo nella formazione. Merve Daşdemir, voce femminile e figura
centrale dell'estetica visiva del gruppo, ha lasciato il progetto nel 2024,
portando a una ristrutturazione degli equilibri interni che oggi vede il gruppo
muoversi come quintetto. Nel nuovo album del 2026, intitolato Garip,
la direzione musicale sembra orientarsi verso un approccio più essenziale e
"terrigno". Il disco è interamente dedicato alle composizioni di Neşet
Ertaş, un'icona della musica folk anatolica, e vede Erdinç Ecevit Yıldız
assumere il ruolo di unico vocalist principale, affiancato dalla sezione
ritmica di Jasper Verhulst e Daniel Smienk, dalla chitarra di Thijs
Elzinga e dalle percussioni di Chris Bruining.
Gli arrangiamenti di quest'ultima fatica discografica,
arricchiti in alcuni passaggi dagli archi della Stockholm Studio Orchestra,
mantengono la tensione psichedelica ma mostrano una maturità tecnica che
privilegia la profondità del suono rispetto all'impatto ritmico immediato.
Questa evoluzione completa una discografia che, dal funk di On e dalla
saturazione elettrica di Aşk (2023), approda a una sintesi
contemporanea dove il bağlama elettrificato e i sintetizzatori dialogano con la
storia, confermando gli Altın Gün come interpreti colti di un'eredità in
continua trasformazione.
Struttura e produzione
La solidità del progetto poggia su una formazione che mantiene il nucleo strumentale originario, centralizzando la componente vocale e la ricerca sonora attorno alle tastiere e alle corde di Erdinç Ecevit Yıldız. La produzione discografica riflette questa progressione:
Formazione attuale: Erdinç Ecevit Yıldız (voce,
sintetizzatori, bağlama), Jasper Verhulst (basso), Thijs Elzinga (chitarra),
Daniel Smienk (batteria), Chris Bruining (percussioni).
Discografia essenziale: On (2018), Gece
(2019), Yol (2021), Aşk (2023), Garip (2026).
