Dalla cocaina al nudo improvviso: la regina dei Blondie ricorda lo spiazzante incontro ravvicinato con il Duca Bianco durante il tour del 1977
L'incontro tra Debbie Harry e David Bowie nel 1977 rappresenta uno dei frammenti più
vividi e surreali della mitologia del rock, un episodio che sembra distillare
l'essenza stessa di un'epoca dominata da eccessi, genialità e una totale
assenza di filtri sociali. Tutto ebbe inizio durante lo storico tour di Iggy
Pop per l'album The Idiot, un periodo di transizione fondamentale in cui
Bowie, cercando di sfuggire ai demoni di Los Angeles, aveva scelto di restare
nelle retrovie suonando le tastiere per l'amico Iggy, mentre i Blondie, ancora
giovani ed emergenti, avevano ottenuto l'agognato ruolo di gruppo di supporto.
Nella sua autobiografia Face It, pubblicata nel 2019,
Debbie Harry ha squarciato il velo di mistero su ciò che accadeva dietro le
quinte di quelle date leggendarie, raccontando un aneddoto che vede
protagonista proprio il Duca Bianco. Secondo il racconto della cantante, Bowie
era alla ricerca di cocaina e lei, muovendosi con la naturalezza di chi
frequentava abitualmente il sottobosco artistico di New York, riuscì a
procurargliene una piccola quantità. Una volta ricevuto il "favore",
David, in un gesto che mescolava gratitudine, narcisismo e quella teatralità
provocatoria che lo accompagnava ovunque, decise di ringraziarla in modo del
tutto inaspettato: si sbottonò i pantaloni e le mostrò i propri genitali.
Ciò che rende questo aneddoto memorabile non è tanto il gesto
in sé, quanto la reazione di Debbie Harry. Invece di sentirsi offesa o
scandalizzata, la frontwoman dei Blondie osservò la scena con la distaccata
curiosità di un'esteta. Con la sua proverbiale calma punk, analizzò la
"dotazione" di Bowie descrivendola nelle sue memorie come "molto
ben proporzionata", quasi come se stesse valutando un'opera d'arte o un
accessorio di scena particolarmente riuscito. Per la Harry, quel momento non
rappresentò un atto di prevaricazione, bensì una sorta di bizzarro omaggio
cameratesco tra icone; un segnale che Bowie si sentiva abbastanza a suo agio
con lei da abbandonare ogni formalità, seppur in modo eccentrico.
Questo episodio fotografa perfettamente il clima di quegli
anni, dove il corpo e la sessualità erano vissuti con una libertà radicale e
dove i grandi nomi della musica si muovevano in una dimensione parallela,
lontana dalle regole del senso comune.
Debbie ha sempre ricordato David con estremo affetto e ammirazione, minimizzando l'accaduto come una delle tante follie di un tour selvaggio. In quel backstage, tra l'odore di sigarette e l'adrenalina dei concerti, si consumò così uno scambio che oggi definiremmo assurdo, ma che per i due protagonisti fu solo un altro capitolo della loro straordinaria e spericolata vita on the road.
