venerdì 6 febbraio 2026

Nudi davanti al funk: la storia del calzino che ha vestito i Red Hot Chili Peppers

 


Quella folle linea d'ombra tra il funk e un calzino


Nella vasta iconografia del rock and roll, pochi simboli sono riusciti a condensare l'essenza di una band con la stessa efficacia di un semplice calzino sportivo. Per i Red Hot Chili Peppers, quella che nacque come una goliardata nei club sotterranei di Los Angeles nei primi anni '80 si trasformò rapidamente in un potente manifesto estetico e culturale, capace di andare ben oltre il semplice scandalo visivo. Le celebri performance "socks-only" hanno rappresentato per decenni il simbolo di una libertà espressiva totale e di un rifiuto categorico delle convenzioni dell'industria discografica, diventando il riflesso visivo del loro "punk-funk" primordiale: una musica viscerale, fisica e assolutamente priva di filtri.

Tutto ebbe inizio nel 1983, quando la band originale - composta da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons - fu scritturata per un concerto al Kit Kat Club, un locale di striptease sulla Sunset Strip. Per non essere da meno rispetto alle ballerine del locale e per assicurarsi che nessuno dimenticasse il loro nome, i quattro decisero di salire sul palco completamente nudi, fatta eccezione per un calzino di spugna bianco a strisce colorate. L’impatto fu così dirompente che quello che doveva essere un evento isolato divenne il loro marchio di fabbrica, la prova tangibile di una band che metteva il corpo e l'energia al centro della propria proposta artistica.

La consacrazione definitiva di questa immagine arrivò nel 1988 con l'uscita di The Abbey Road EP. La copertina, che ritraeva i membri della band mentre attraversavano le celebri strisce pedonali londinesi nudi e con i calzini d'ordinanza, era una parodia irriverente dei Beatles, ma fungeva anche da dichiarazione d'intenti: il rock classico stava lasciando il passo a una nuova ondata di caos e funk californiano. Anche negli anni successivi, nonostante il successo planetario, la band non rinunciò mai a questa provocazione, culminando nella memorabile chiusura del set a Woodstock '94, quando davanti a una folla oceanica riproposero quel look selvaggio che li aveva resi famosi nei piccoli club di Los Angeles.

Ma dietro l'apparente esibizionismo si celava un significato più profondo. Esibirsi in quel modo richiedeva una fiducia totale tra i membri del gruppo; era un atto di fratellanza estrema in cui la vulnerabilità fisica diventava una forza d'urto contro il perbenismo dell'America reaganiana. Il calzino eliminava ogni barriera tra il musicista e l'ascoltatore, portando la performance su un piano puramente tribale. Con il passare del tempo e l'inevitabile maturità artistica, i Peppers hanno progressivamente abbandonato questa pratica, ma lo spirito di quel gesto vive ancora oggi nelle loro esibizioni cariche di elettricità. In definitiva, il calzino resta uno dei rari esempi in cui l'assenza di abiti è riuscita a vestire perfettamente l'identità di un gruppo, ricordandoci un'epoca in cui il rock non aveva paura di mettersi letteralmente a nudo.