Quella folle linea d'ombra tra il funk e un calzino
Nella vasta iconografia del rock and roll, pochi simboli sono
riusciti a condensare l'essenza di una band con la stessa efficacia di un
semplice calzino sportivo. Per i Red Hot Chili
Peppers, quella che nacque come
una goliardata nei club sotterranei di Los Angeles nei primi anni '80 si
trasformò rapidamente in un potente manifesto estetico e culturale, capace di
andare ben oltre il semplice scandalo visivo. Le celebri performance
"socks-only" hanno rappresentato per decenni il simbolo di una
libertà espressiva totale e di un rifiuto categorico delle convenzioni
dell'industria discografica, diventando il riflesso visivo del loro
"punk-funk" primordiale: una musica viscerale, fisica e assolutamente
priva di filtri.
Tutto ebbe inizio nel 1983, quando la band originale -
composta da Anthony Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons - fu scritturata
per un concerto al Kit Kat Club, un locale di striptease sulla Sunset Strip.
Per non essere da meno rispetto alle ballerine del locale e per assicurarsi che
nessuno dimenticasse il loro nome, i quattro decisero di salire sul palco
completamente nudi, fatta eccezione per un calzino di spugna bianco a strisce
colorate. L’impatto fu così dirompente che quello che doveva essere un evento
isolato divenne il loro marchio di fabbrica, la prova tangibile di una band che
metteva il corpo e l'energia al centro della propria proposta artistica.
La consacrazione definitiva di questa immagine arrivò nel
1988 con l'uscita di The Abbey Road EP. La copertina, che ritraeva i
membri della band mentre attraversavano le celebri strisce pedonali londinesi
nudi e con i calzini d'ordinanza, era una parodia irriverente dei Beatles, ma
fungeva anche da dichiarazione d'intenti: il rock classico stava lasciando il
passo a una nuova ondata di caos e funk californiano. Anche negli anni
successivi, nonostante il successo planetario, la band non rinunciò mai a
questa provocazione, culminando nella memorabile chiusura del set a Woodstock
'94, quando davanti a una folla oceanica riproposero quel look selvaggio che li
aveva resi famosi nei piccoli club di Los Angeles.
Ma dietro l'apparente esibizionismo si celava un significato
più profondo. Esibirsi in quel modo richiedeva una fiducia totale tra i membri
del gruppo; era un atto di fratellanza estrema in cui la vulnerabilità fisica
diventava una forza d'urto contro il perbenismo dell'America reaganiana. Il
calzino eliminava ogni barriera tra il musicista e l'ascoltatore, portando la
performance su un piano puramente tribale. Con il passare del tempo e
l'inevitabile maturità artistica, i Peppers hanno progressivamente abbandonato
questa pratica, ma lo spirito di quel gesto vive ancora oggi nelle loro
esibizioni cariche di elettricità. In definitiva, il calzino resta uno dei rari
esempi in cui l'assenza di abiti è riuscita a vestire perfettamente l'identità
di un gruppo, ricordandoci un'epoca in cui il rock non aveva paura di mettersi
letteralmente a nudo.
