martedì 24 febbraio 2026

Layla: l'ossessione di Eric Clapton e il triangolo amoroso più famoso del rock



Il grido di un uomo innamorato: come "Layla" cambiò tutto


C’è un momento preciso nella storia del rock in cui il confine tra arte e vita privata si è dissolto completamente. È il 1970, ed Eric Clapton è un uomo tormentato. Ha tutto quello che un musicista potrebbe desiderare - il successo, il talento, la fama di "Dio della chitarra" - ma gli manca l’unica cosa che vuole davvero: Pattie Boyd.

Il problema non è solo che lei è bellissima e carismatica; il problema è che è la moglie di uno dei suoi migliori amici, George Harrison.

Per mesi, Clapton tiene questo segreto dentro di sé, soffocandolo tra l'amicizia per George e il desiderio per Pattie. Ma la pressione diventa insostenibile. Invece di scriverle una lettera o farle una telefonata, Eric decide di fare l'unica cosa che sa fare per comunicare davvero: imbraccia la sua Fender Stratocaster.

L’ispirazione gli arriva da un libro di poesie persiane che gli era stato regalato, la storia di Layla e Majnun. È il racconto di un giovane che impazzisce d'amore per una donna che non può avere, e Clapton ci si riflette come in uno specchio. Inizia così a comporre un brano che è un assalto frontale al cuore di Pattie.

Quando entra in studio con i suoi Derek and the Dominos, l'atmosfera è elettrica. Insieme a lui c’è un altro genio, Duane Allman, che inventa quel riff iniziale così tagliente e urgente, simile a un urlo di disperazione. La canzone cresce, diventa un turbine di chitarre intrecciate che implorano: "Layla, you've got me on my knees" (Layla, mi hai messo in ginocchio).

La parte più incredibile di questa storia, però, avviene fuori dallo studio. Clapton, quasi come in una sfida cavalleresca, invita Pattie a casa sua e le fa ascoltare il nastro. Immaginiamo la scena: la musica che esplode nelle casse, le chitarre che piangono e lui che la guarda fissandola negli occhi, come a dirle: "Ecco, questo è quello che provo per te. Ora lo sanno tutti".

Pattie è terrorizzata e affascinata allo stesso tempo. Capisce che quel brano è una dichiarazione di guerra al suo matrimonio. Inizialmente resiste, scossa da quel gesto così estremo, ma il seme del dubbio e della passione è piantato. Clapton aveva usato la musica come un’arma di seduzione di massa, mettendo a nudo la sua anima davanti al mondo intero pur di convincerla.

Ci vorranno ancora anni di drammi, sparizioni e sofferenze, ma alla fine quel richiamo disperato funzionò: nel 1974 Pattie lasciò George per Eric. La cosa più assurda? Harrison, con una flemma tutta britannica e una spiritualità invidiabile, rimase amico di entrambi, arrivando a dire che preferiva che lei stesse con un buon amico piuttosto che con uno sconosciuto.

"Layla" rimane ancora oggi il testamento di quell'ossessione: la prova vivente che, a volte, per conquistare il cuore di qualcuno, non servono fiori o promesse, ma un riff di chitarra capace di fermare il tempo.