Se oggi pensiamo ai Queen, ci vengono in mente stadi
gremiti, Freddie Mercury che domina il palco di Wembley e una libertà
espressiva che non conosceva confini. Eppure, c'è stato un momento preciso in
cui questa libertà ha spaventato qualcuno. Siamo nel 1984, e la band
pubblica il video di "I Want to Break Free". In Europa è un
successo clamoroso, ma negli Stati Uniti succede l'imprevedibile: il video
viene bandito.
La cosa affascinante è che tutto era nato come un gioco.
L’idea non fu nemmeno di Freddie, ma di Roger Taylor. Volevano fare una parodia
di Coronation Street, una soap opera famosissima nel Regno Unito.
L'immagine era surreale: questi quattro rocker mondiali che si vestono da
donne, con tanto di parrucche, bigodini e aspirapolvere, per interpretare delle
casalinghe annoiate in un tipico salotto inglese.
In Gran Bretagna la gente rise di cuore; era quel tipo di
umorismo "drag" che fa parte della loro cultura da secoli. Ma quando
la clip arrivò sulle scrivanie dei dirigenti di MTV negli Stati Uniti, calò il
gelo.
Per l'America di metà anni '80, vedere Freddie Mercury con la
minigonna di pelle e i suoi iconici baffi mentre ancheggiava non era
divertente: era "pericoloso". MTV, che all'epoca era il pilastro del
mercato discografico, decise semplicemente di non trasmetterlo. Il pubblico
americano, lontano da quel gusto per il paradosso tipicamente europeo,
interpretò il video in modo molto serio, quasi come una provocazione politica o
sessuale che non erano pronti ad accogliere.
Le conseguenze furono reali e pesanti. Brian May ha ricordato
spesso come quel singolo episodio abbia praticamente "ucciso" la
carriera dei Queen negli USA per anni. Mentre nel resto del mondo la band
continuava a riempire le arene, negli States il legame si era spezzato. Freddie
ne rimase profondamente amareggiato; non riusciva a spiegarsi come un popolo
che si diceva "libero" potesse scandalizzarsi per un po' di trucco e
un'aspirapolvere.
Ironia della sorte, oggi quel video è uno dei più amati della
storia della musica. Quello che allora fu visto come uno scandalo imbarazzante,
col tempo è diventato il simbolo supremo della filosofia dei Queen: non
prendersi mai troppo sul serio e, soprattutto, avere il coraggio di essere
esattamente chi si vuole essere.
