L'incontro ravvicinato a Hidden Hills
tra la Regina del Blues e il Re Lucertola finito nel sangue e nel whiskey
L’incontro tra Janis Joplin e Jim Morrison è
passato alla storia come uno dei capitoli più selvaggi e controversi della
mitologia rock degli anni Sessanta, un evento che non produsse musica, ma un
fragoroso scontro fisico. Tutto ebbe inizio durante un party in una villa a
Hidden Hills, in California, dove il produttore Paul Rothchild ebbe
l’ambiziosa, e col senno di poi infelice, idea di far conoscere i due artisti,
convinto che la "Regina del Blues" e il "Re Lucertola"
fossero anime gemelle destinate a una folgorante sintonia. Inizialmente
l'atmosfera sembrò confermare le aspettative, con i due seduti a terra a bere e
chiacchierare, ma con il passare delle ore e l'accumularsi dell'alcol la
situazione prese una piega oscura. Mentre Janis diventava più aperta ed
emotiva, Jim scivolò in quella modalità molesta e aggressiva che i suoi amici
chiamavano "Jim il Terribile".
Morrison iniziò a infastidire Joplin in modo volgare e
insistente, ignorando i suoi ripetuti rifiuti e convinto che il suo carisma da
sex symbol gli permettesse qualunque libertà. Janis, tuttavia, non era una
groupie intimorita, ma una donna che aveva imparato a difendersi con le unghie
e con i denti sin dall'infanzia in Texas. Quando Jim arrivò a strattonarla
violentemente per i capelli nel tentativo di trascinarla con sé, la pazienza
della cantante si esaurì bruscamente: Janis afferrò la sua onnipresente bottiglia
di Southern Comfort e la schiantò con forza inaudita sulla testa di Morrison,
lasciandolo a terra stordito e sanguinante tra lo stupore dei presenti.
L’epilogo della vicenda fu tanto assurdo quanto i suoi
protagonisti. Se Janis rimase profondamente disgustata dal comportamento di
Morrison, definendolo un idiota e giurando di non volerlo mai più vedere, Jim
ne uscì paradossalmente stregato. Il giorno successivo, il leader dei Doors
contattò ossessivamente Rothchild per avere il numero di quella donna che lo
aveva messo al tappeto, dichiarando di essersene innamorato proprio per la sua
tempra indomabile. I due non si riavvicinarono mai più, ma quell'incidente
rimane ancora oggi il simbolo di un'epoca di eccessi irripetibili, lo scontro
frontale tra due stelle che bruciavano troppo in fretta e che, nel giro di
pochissimi anni, sarebbero entrate tragicamente nel mito del Club dei 27.
