Mr. Tambourine Man: l’attimo in cui Dylan regalò ai
Byrds il futuro
Capita raramente di assistere al momento esatto in cui una
canzone cambia strada, e con lei un intero genere musicale. Nell’estate del 1964,
in una stanza di Los Angeles piena di strumenti scordati e ambizioni enormi, Bob
Dylan prende la chitarra e suona Mr. Tambourine Man ai Byrds,
che allora non erano ancora “i Byrds”, ma un gruppo in cerca di identità.
Roger McGuinn ricorderà che fu come vedere aprirsi una finestra: la
melodia era già perfetta, ma sembrava chiedere un’altra veste, più luminosa,
più elettrica. Dylan, che in quel momento stava scivolando fuori dal recinto
del folk ortodosso, non solo non si oppose, ma sembrava quasi divertito
dall’idea che quei ragazzi potessero trasformare la sua ballata in
qualcos’altro.
La cosa sorprendente è che i Byrds si mossero con una
rapidità quasi insolente. Il 20 gennaio 1965, mentre Bringing It All Back
Home non era ancora nei negozi, loro erano già in studio a registrare
la loro versione, due minuti scarsi, armonie levigate, la Rickenbacker di
McGuinn che scintilla come un faro. Quando il disco di Dylan uscì, il 27 marzo,
il singolo dei Byrds era già pronto da settimane. Arriverà nei negozi il 12
aprile: appena sedici giorni dopo, ma con un impatto completamente diverso.
La leggenda vuole che, quando Dylan ascoltò la versione dei
Byrds, sorrise e disse: “Wow… you can dance to it”… era la
conferma che aveva intuito tutto fin dall’inizio, quella canzone, nelle mani
giuste, poteva diventare il manifesto di un nuovo suono. E così fu.
In meno di un mese, Mr. Tambourine Man non era più solo un brano di Dylan, ma il punto di partenza del folk-rock.
