sabato 14 marzo 2026

Giorgio “Fico” Piazza alla Stella Maris di Savona – 13 Marzo 2026

 


Giorgio “Fico” Piazza alla Stella Maris: un rito collettivo contro il CSD

di Athos Enrile

 

Certe serate non si organizzano: accadono. E quando accadono, lo fanno con la naturalezza dei riti, con quella forza silenziosa che mette in moto le persone e le porta fuori di casa, lontano dal temuto CSD – il “culo sul divano”, mio nemico dichiarato di questo anno culturale.

Il 13 marzo, alla Sala Stella Maris di Savona, è successo esattamente questo. Il quarto dei sei appuntamenti del ciclo che ho immaginato a ottobre - in collaborazione con l’Associazione Rossini e in continuità con il mio corso sul rock anni ’70 alla UniSavona - ha superato ogni previsione: sold out oltre ogni possibile immaginazione. Non un pienone formale, ma una sala colma di volti attenti, curiosi, partecipi. Molti corsisti, certo, ma anche amici, conoscenti, persone arrivate attraverso il passaparola, come se la musica avesse chiamato a raccolta una piccola comunità.

Giorgio “Fico” Piazza non ha portato una conferenza, ma la sua vita intera.

La sua narrazione - lunga, stratificata, ricca di aneddoti, video, ricordi personali - ha attraversato decenni di musica italiana: dagli esordi giovanili sino a I Quelli, alla stagione irripetibile della PFM, fino alle collaborazioni con Mina, Celentano, Battisti, De André. Senza dimenticare il collegamento fraterno con Demetrio Stratos.

Ma il racconto non è stato mai nostalgia, ma piuttosto una memoria viva, restituita con una sincerità che non ha bisogno di enfasi.

E poi c’era lui: il basso. Non uno qualunque, ma il basso che Greg Lake regalò a Fico nei primi anni ’70, uno strumento che porta addosso la storia del progressive mondiale, e che nelle sue mani vibra ancora come allora.

A tratti, mentre scorrevano i video, Fico entrava nel brano suonando dal vivo, intrecciando presente e passato in un unico gesto. Un modo di raccontare che non si limita a dire, ma a far vivere.

La Stella Maris, anche grazie ai tanti amici presenti, si è trasformata in una vera camera della memoria. Nessuna separazione, nessuna distanza, ma una sala in linea, un ambiente unico dove ospite e pubblico hanno condiviso lo stesso spazio, mescolandosi naturalmente, guardandosi negli occhi e respirando la stessa aria. Un cerchio di persone che hanno vissuto insieme la stessa esperienza. Battute, rimandi, domande spontanee, risate. Un clima da salotto culturale, non da platea. Un modo di stare insieme che oggi è raro, e proprio per questo prezioso.

C’è stato un istante in cui la serata si è trasformata in qualcosa di più grande, quando è partita La canzone del sole di Battisti - con Fico che l’ha accompagna dal vivo e la sala ha iniziato a cantare all’unisono.

Non era nostalgia ma riconoscimento, un pezzo di vita condivisa che tornava a galla, e che per qualche minuto ha unito tutti in un’unica voce.

Il video lo testimonia, ma chi c’era sa che quel momento non si può davvero spiegare, solo ricordare.

La serata è durata oltre tre ore, davvero tanto per un evento di questa tipologia, ma il gradimento è apparso totale.

E pensare che tutto era nato per caso, da una chiacchierata post-concerto. Fico vive a due ore e mezza di macchina, ma la passione ha vinto sulla fatica, e alla fine, è stato svelato un nuovo obiettivo, quello di portare la musica nelle scuole.

Lo spirito di Piazza è chiaro: la musica non deve restare chiusa nei ricordi, deve camminare, deve arrivare ai ragazzi.

Per questo è già in fase avanzata un progetto per portare la sua storia nelle scuole medie, un gesto di restituzione, di semina, di futuro.

Quella del 13 marzo non è stata una semplice serata musicale. È stata un rito collettivo, un atto d’amore verso la musica e verso le persone che la vivono. Un piccolo miracolo culturale nato dal desiderio di combattere il CSD e di rimettere in moto le persone.

E se tutto questo è stato possibile, è grazie a un musicista vero come Giorgio “Fico” Piazza, alla sua umiltà, alla sua storia, e a quel basso che porta con sé mezzo secolo di vita.

Grande vita alla musica. E a chi la tiene viva.