Dalle luci della ribalta alle manette:
la sfida di Jim Morrison alla legge
Immaginiamo di essere nel 1967, alla New Haven Arena, nel Connecticut. L'aria è densa di fumo e di quell'elettricità tipica dei grandi eventi rock. Ma quella sera, il concerto dei Doors non finì con gli applausi, bensì con le sirene della polizia. Tutto iniziò per un banale equivoco: prima di salire sul palco, Jim Morrison si era appartato in una doccia nel backstage con una ragazza. Un poliziotto, non riconoscendolo, gli ordinò bruscamente di andarsene. Jim, che non ha mai sopportato l'autorità, rispose male e l'agente lo mise a tacere con una spruzzata di spray al peperoncino dritto negli occhi.
Nonostante il dolore, Jim decise di salire comunque sul
palco, ma non aveva intenzione di limitarsi a cantare. Durante il pezzo Back
Door Man, la band iniziò a improvvisare un ritmo ipnotico e lui colse
l'occasione per sfogarsi. Cominciò a raccontare al pubblico, con tono teatrale
e di sfida, quello che gli era appena successo, sbeffeggiando il poliziotto e
chiamandolo "piccolo uomo blu". Era troppo per le forze dell'ordine
presenti: le luci in sala vennero accese di colpo, i poliziotti salirono sul
palco e trascinarono via Morrison sotto gli occhi increduli di migliaia di fan.
Fu la prima volta nella storia che una rockstar veniva arrestata "in
diretta" durante un concerto.
In tutto quel caos, i suoi compagni di band rimasero
impietriti. Ray Manzarek, il tastierista, guardava la scena tra il
rassegnato e lo scioccato, consapevole che la follia di Jim stava superando il
limite della musica. John Densmore, alla batteria, provava un misto di
paura e rabbia per quel disastro che stava rovinando lo show, mentre Robby
Krieger continuò a pizzicare le corde della chitarra finché non staccarono
la corrente. Si ritrovarono soli sul palco, mentre fuori scoppiava una rivolta
tra fan e poliziotti.
Quella notte, però, ci ha regalato un'icona immortale. Portato in centrale, Jim venne fotografato per la celebre foto segnaletica (la mugshot): quello scatto, dove lui appare spettinato, con lo sguardo fiero e per nulla pentito, è diventato il simbolo della ribellione giovanile, finendo su poster e magliette di ogni generazione successiva. Quello che doveva essere un semplice arresto per "incitamento alla rivolta" trasformò definitivamente Jim Morrison da cantante a leggenda maledetta.
