mercoledì 25 marzo 2026

È morto Terry Cox, il batterista dei Pentangle: addio a un musicista unico



La notizia è arrivata oggi, 24 marzo 2026: Terry Cox, storico batterista dei Pentangle, è morto all’età di 89 anni. La conferma è stata diffusa attraverso i canali ufficiali della band, che lo hanno ricordato come «uno dei cinque punti di luce dei Pentangle - un batterista di raro istinto e immaginazione».

Terry Cox era una delle colonne portanti di quel suono inconfondibile che, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, fuse folk, jazz e musica antica in una forma nuova, elegante e modernissima. La sua batteria - discreta, intelligente, mai invadente - ha ridefinito il ruolo delle percussioni nel folk contemporaneo.

Prima di entrare nei Pentangle, Cox aveva già un percorso ricco: suonava nei jazz club londinesi e collaborava con figure come Sandy Brown, Alexis Korner, Duffy Power e John McLaughlin. Quella formazione jazzistica rimase sempre nel suo tocco: morbido, elastico, capace di dare movimento anche ai brani più rarefatti.

Con Bert Jansch, John Renbourn, Jacqui McShee e Danny Thompson, Cox contribuì a creare una delle band più raffinate della scena britannica. Il loro album più celebre, Basket of Light (1969), resta un caposaldo del folk-rock, e la sua batteria è parte essenziale di quel suono.

Cox firmò anche diversi brani, tra cui Springtime Promises, Moondog e Helping Hand .

La sua carriera non si esaurì con i Pentangle. Cox fu un session drummer di altissimo livello, presente in dischi fondamentali della musica pop e rock britannica. Tra le sue collaborazioni più note quelle con David Bowie (in Space Oddity (1969) è lui il batterista del brano che ha cambiato la storia del pop; con Elton John (suonò nei suoi album del 1970 e 1971); con i Bee Gees, Shirley Collins, John Williams, Scott Walker, una lista che testimonia la sua versatilità e il suo prestigio

Negli anni Settanta collaborò anche con Charles Aznavour, portando la sua sensibilità jazzistica in un contesto completamente diverso.

Cox partecipò alle reunion dei Pentangle nel 1982-83 e poi ancora nel 2008 e 2011, apparendo in concerti, programmi televisivi e nel live album Finale . Negli ultimi anni viveva tra Regno Unito e Spagna, continuando a suonare in contesti più intimi, spesso jazzistici.

Terry Cox non è mai stato un musicista “da copertina”, ma chiunque abbia ascoltato i Pentangle sa quanto la sua presenza fosse decisiva. La band lo ha ricordato con parole semplici e perfette: «Ha ridefinito i confini tra folk, jazz e oltre».

La sua batteria costruiva atmosfere, sosteneva, suggeriva. Era un musicista che sapeva ascoltare prima ancora che suonare.