domenica 15 marzo 2026

Phil Campbell è scomparso venerdì 13 marzo 2026, all'età di 64 anni.

 


Addio a Phil Campbell, il custode del suono dei Motörhead


La notizia della scomparsa di Phil Campbell segna la chiusura definitiva di un’epoca per il rock più intransigente. Gallese, classe 1961, Campbell è stato per oltre trent’anni la spalla fondamentale di Lemmy Kilmister, contribuendo a definire l'estetica sonora di una band che ha fatto del volume e della velocità un marchio di fabbrica inconfondibile. Sebbene la figura di Lemmy sia sempre stata il baricentro carismatico del gruppo, è stato il lavoro di Campbell alle sei corde a fornire la struttura armonica necessaria per sostenere quella sezione ritmica tellurica, trasformando il power trio in una macchina da guerra coordinata e tecnicamente solida.

Entrato nella band nel 1984 dopo un provino che convinse immediatamente Lemmy, Campbell non ha mai cercato di emulare i suoi predecessori, preferendo invece innestare un approccio che mescolava il blues più sporco con la precisione del metal europeo. Questa attitudine è evidente in album come Orgasmatron o Inferno, dove il suo stile si fa più cupo e stratificato, dimostrando una maturità compositiva che andava oltre il semplice riffing ad alta velocità. La sua capacità di alternare assoli fulminei a passaggi più carichi di groove ha permesso ai Motörhead di sopravvivere ai cambi di formazione e alle mode del settore, mantenendo una coerenza stilistica rara nel panorama musicale internazionale.

Dopo lo scioglimento della band madre seguito alla morte di Kilmister nel 2015, Campbell aveva proseguito il suo percorso con i The Bastard Sons, un progetto che gli aveva permesso di esplorare sonorità più vicine all'hard rock classico senza però rinunciare a quell'irruenza che lo ha reso celebre. La sua eredità non risiede solo nei numerosi dischi d'oro o nelle esibizioni sui palchi più prestigiosi del mondo, ma nella disciplina con cui ha interpretato il ruolo di chitarrista ritmico e solista, agendo sempre in funzione della canzone e del collettivo. Con la sua dipartita, si perde un professionista che ha saputo incarnare la sostanza del genere, lontano dagli eccessi puramente estetici e focalizzato sulla concretezza dello strumento.