La prima “lezione speciale” del corso
si trasforma in un viaggio libero tra ricordi, musica e testimonianze dirette
del rock anni ’50 e ’60
Sin dall’inizio del corso “Il Rock negli anni ’70 e
dintorni”, alla UniSavona, avevo previsto, almeno a livello
progettuale, di inserire un paio di incontri speciali con personaggi noti del
mondo dello spettacolo, momenti in cui uscire dal programma canonico e andare a
ruota libera, lasciando che la musica e i ricordi guidassero la conversazione.
Questa è stata la prima di queste occasioni, anche se già nella lezione
inaugurale di ottobre avevamo toccato un tema che si sarebbe rivelato perfetto
per l’ospite di oggi: il rock degli anni ’50 e ’60, un’epoca che l’ospite è stato testimone diretto.
La settima lezione del corso, ospitata nella Sala Stella
Maris di Savona il 27 gennaio, si è trasformata quindi in un incontro davvero speciale grazie
alla presenza di Michele, accolto da
una sala gremita e da un pubblico caloroso, attento e sinceramente coinvolto.
Fin dai primi minuti si è percepito un clima particolare, quasi familiare, che
ha messo l’artista a suo agio e gli ha permesso di raccontarsi con una evidente
spontaneità. Nonostante una carriera che lo ha portato a esibirsi in tutto il
mondo, Michele ha confidato di non aver mai vissuto un’esperienza in un contesto
simile: un dialogo diretto, intimo, costruito non su una semplice intervista ma
su un percorso condiviso, fatto di ricordi, musica e partecipazione autentica.
Durante l’incontro sono stati proposti anche alcuni video - e
foto - selezionati della sua carriera: momenti televisivi, spezzoni d’epoca e
frammenti rari che hanno permesso al pubblico di rivivere la storia artistica
di Michele in modo diretto e coinvolgente. Ogni clip aggiungeva un tassello al
racconto, creando un percorso che alternava ricordi, aneddoti e musica, e che
ha contribuito a rendere l’atmosfera ancora più viva.
A rendere l’incontro ancora più prezioso è stata la presenza
di Cristina, la moglie di Michele, che ha partecipato alla costruzione
della scaletta della giornata. La sua presenza discreta ha dato un tocco di autenticità, evidenziando come la storia raccontata non
fosse solo quella di un artista, ma anche quella di una vita condivisa.
La parte finale dell’incontro ha confermato il clima
speciale della giornata, con diverse persone che hanno rivolto domande a Michele, con un interesse vero, rispettoso, affettuoso.
Lui ha risposto con disponibilità e ironia, divertito e sinceramente colpito
dall’attenzione ricevuta. Naturale il rito delle fotografie.
A seguire un breve video che restituisce perfettamente il
tono della giornata: sorrisi, applausi, sguardi attenti, un senso di comunità
che raramente si crea in modo così naturale. Un piccolo frammento che racchiude
l’essenza dell’incontro e che rimarrà come testimonianza di un momento davvero
riuscito.
Michele ha lasciato la sala visibilmente soddisfatto, quasi sorpreso dalla qualità dell’esperienza. E il pubblico, dal canto suo, ha portato a casa non solo un ricordo musicale, ma la sensazione di aver partecipato a qualcosa di unico.

