venerdì 30 gennaio 2026

La paura di Roger Waters: quando la politica diventa una minaccia personale

 


Il cofondatore dei Pink Floyd denuncia un clima politico sempre più violento negli Stati Uniti e teme che la sua opposizione al presidente possa renderlo un bersaglio

 

Roger Waters, storico membro dei Pink Floyd e da anni residente negli Stati Uniti, ha dichiarato in una recente intervista che le sue posizioni politiche potrebbero metterlo in serio pericolo. Il musicista, da sempre molto critico nei confronti del presidente Donald Trump, ritiene che la sua opposizione aperta possa addirittura costargli la vita.

Nel corso della conversazione con il giornalista Piers Morgan, Waters ha definito Trump “malvagio” e “demente”, sostenendo che il presidente governi nell’interesse esclusivo degli oligarchi e dei più ricchi. Ha ricordato come, già dal 2016, avesse paragonato la retorica di Trump ai meccanismi che portarono all’ascesa dei totalitarismi del Novecento, sottolineando il pericolo di una politica basata sull’individuazione di nemici interni ed esterni.

Waters ha ribadito che, secondo lui, Trump non crede realmente nei messaggi che diffonde, ma agisce unicamente per arricchire sé stesso, la propria famiglia e una ristretta cerchia di alleati potenti, tra cui imprenditori come Elon Musk e Mark Zuckerberg.

Alla domanda sul perché continui a vivere negli Stati Uniti nonostante il suo giudizio così negativo, Waters ha ammesso di aver pensato di trasferirsi in Portogallo o nei Caraibi. Ha poi aggiunto che la sua permanenza nel Paese potrebbe non essere garantita a lungo: secondo lui, Trump e il suo entourage potrebbero decidere di “farlo fuori”, vista l’imprevedibilità del presidente.

Il musicista ha fatto riferimento anche all’uccisione di Renee Nicole Good, poetessa e attivista, colpita da un agente dell’immigrazione a Minneapolis. Waters ha citato questo episodio come esempio di un clima politico violento e pericoloso, sostenendo che Trump potrebbe inviare “uomini mascherati” a eliminarlo, così come - a suo dire - accadrebbe a chi si oppone al presidente.

Waters ha descritto il contesto globale come “pericoloso e completamente fuori controllo”, denunciando l’uso della forza militare come strumento principale della politica estera statunitense, in particolare nei confronti di Venezuela e Iran. Ha accusato l’“impero occidentale” di voler dominare il mondo attraverso la guerra e l’intimidazione.

Nonostante le polemiche, Waters non sembra intenzionato a moderare i toni. Nell’intervista ha confermato anche le sue critiche a Ozzy Osbourne e ai Black Sabbath, dichiarando di non apprezzarne lo stile e definendo “disgustoso” il celebre episodio del pipistrello.