Il cofondatore dei Pink Floyd
denuncia un clima politico sempre più violento negli Stati Uniti e teme che la
sua opposizione al presidente possa renderlo un bersaglio
Roger Waters, storico membro dei Pink Floyd e da anni residente
negli Stati Uniti, ha dichiarato in una recente intervista che le sue posizioni
politiche potrebbero metterlo in serio pericolo. Il musicista, da sempre molto
critico nei confronti del presidente Donald Trump, ritiene che la sua
opposizione aperta possa addirittura costargli la vita.
Nel corso della conversazione con il giornalista Piers
Morgan, Waters ha definito Trump “malvagio” e “demente”, sostenendo che il
presidente governi nell’interesse esclusivo degli oligarchi e dei più ricchi.
Ha ricordato come, già dal 2016, avesse paragonato la retorica di Trump ai
meccanismi che portarono all’ascesa dei totalitarismi del Novecento,
sottolineando il pericolo di una politica basata sull’individuazione di nemici
interni ed esterni.
Waters ha ribadito che, secondo lui, Trump non crede
realmente nei messaggi che diffonde, ma agisce unicamente per arricchire sé
stesso, la propria famiglia e una ristretta cerchia di alleati potenti, tra cui
imprenditori come Elon Musk e Mark Zuckerberg.
Alla domanda sul perché continui a vivere negli Stati Uniti
nonostante il suo giudizio così negativo, Waters ha ammesso di aver pensato di
trasferirsi in Portogallo o nei Caraibi. Ha poi aggiunto che la sua permanenza
nel Paese potrebbe non essere garantita a lungo: secondo lui, Trump e il suo
entourage potrebbero decidere di “farlo fuori”, vista l’imprevedibilità del
presidente.
Il musicista ha fatto riferimento anche all’uccisione di
Renee Nicole Good, poetessa e attivista, colpita da un agente dell’immigrazione
a Minneapolis. Waters ha citato questo episodio come esempio di un clima
politico violento e pericoloso, sostenendo che Trump potrebbe inviare “uomini
mascherati” a eliminarlo, così come - a suo dire - accadrebbe a chi si oppone
al presidente.
Waters ha descritto il contesto globale come “pericoloso e
completamente fuori controllo”, denunciando l’uso della forza militare come
strumento principale della politica estera statunitense, in particolare nei
confronti di Venezuela e Iran. Ha accusato l’“impero occidentale” di voler
dominare il mondo attraverso la guerra e l’intimidazione.
Nonostante le polemiche, Waters non sembra intenzionato a moderare i toni. Nell’intervista ha confermato anche le sue critiche a Ozzy Osbourne e ai Black Sabbath, dichiarando di non apprezzarne lo stile e definendo “disgustoso” il celebre episodio del pipistrello.
