Perché nei concerti dei King Crimson
la musica è un rito che non ammette distrazioni...
Mentre i loro contemporanei cercavano la gloria sotto i
riflettori, i King Crimson di Robert Fripp hanno costruito una filosofia
basata sull'ascesi e sulla disciplina quasi monastica. Fripp, seduto sul suo
sgabello in un angolo d'ombra, ha sempre rifiutato il ruolo di rockstar,
preferendo quello di "medium" musicale.
La bizzarria di Fripp risiede nel suo ferreo codice di
condotta. Per lui, il concerto è un atto di creazione collettiva tra musicista
e pubblico, e qualsiasi interferenza tecnologica - specialmente i flash delle
macchine fotografiche - è considerata un atto di violenza estetica che
interrompe il flusso creativo. Celebri sono le sue interruzioni: Fripp è capace
di posare la chitarra e abbandonare il palco se il pubblico non rispetta il
silenzio o se percepisce un'atmosfera irrispettosa. Questa ricerca della
"perfezione dell'aria" ha reso i concerti dei Crimson esperienze
mistiche per alcuni e sfide di nervi per altri, confermando Fripp come
l'intellettuale più intransigente del rock.
