Mentre il mondo del rock celebrava gli eccessi e il carisma
travolgente dei frontmen, John Paul Jones costruiva il mito dei Led Zeppelin
dall'ombra, con la precisione di un veterano e la curiosità di un
avanguardista. Oggi, 3 gennaio, festeggiamo il compleanno dell'uomo che
ha saputo essere, contemporaneamente, il battito cardiaco e l'anima sofisticata
della band più grande del mondo.
Nato nel 1946 a Sidcup, Jones non era un debuttante quando si
unì a Jimmy Page nel 1968. Era già uno dei turnisti più rispettati di Londra,
un musicista capace di scrivere arrangiamenti d'archi per i Rolling Stones e di
passare dal pianoforte al basso con una naturalezza disarmante. È stata proprio
questa sua solida preparazione musicale a dare ai Led Zeppelin quella marcia in
più: se la band è riuscita a spaziare dal blues viscerale al folk psichedelico,
gran parte del merito va alla sua capacità di inserire tastiere, mandolini e
flauti dolci proprio dove nessuno se li sarebbe aspettati.
Il suo legame con John Bonham resta, ancora oggi, il punto di
riferimento per ogni sezione ritmica. Insieme non si limitavano a tenere il
tempo; creavano una spinta costante, un groove influenzato dal jazz e dal soul
che permetteva alla chitarra di Page e alla voce di Plant di volare altrove,
sicuri che la base fosse indistruttibile. Senza le intuizioni di Jones in brani
come No Quarter, dove il suo piano elettrico definisce
l'atmosfera stessa della traccia, o la maestosità di Kashmir,
il rock non sarebbe lo stesso.
Dopo lo scioglimento della band, Jones ha continuato a
dimostrare che la sua creatività non ha confini, producendo album rivoluzionari
e tornando alla ribalta con il progetto The Them Crooked Vultures.
Oggi festeggiamo un artista completo che ha sempre scelto la
sostanza della musica al rumore della fama.
Buon compleanno, John Paul Jones, il vero perno del rock n'
roll.
