domenica 24 maggio 2026

Delirium: per i 55 anni di attività un nuovo album e d un concerto (con la Fungus Family) al Teatro Govi di Genova (22-5-26)-Un piccolo resoconto

 

Il 22 maggio 2026, il Teatro Govi ha accolto una serata speciale, costruita per celebrare i cinquantacinque anni di attività dei Delirium, una storia che attraversa generazioni e continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità. Un pubblico numeroso, fatto di amici, appassionati e volti familiari, ha riempito la sala con quell’attenzione affettuosa che si riserva alle occasioni importanti.

L’evento aveva un valore doppio: la festa per un traguardo che pochi gruppi possono vantare e la presentazione ufficiale del nuovo album, “Sesta Strada Lungo il Tempo”, un lavoro che approfondirò molto presto in un’intervista dedicata e in una recensione specifica. Qui resta il suo debutto dal vivo, inserito nel flusso naturale di una serata pensata per raccontare un percorso lungo mezzo secolo.

A introdurre il concerto è stata una giovane presentatrice, che ha ripercorso la storia della band con leggerezza e rispetto. Più volte, durante la serata, è affiorato il nome di Mauro La Luce, paroliere storico scomparso da pochi mesi, presenza discreta e fondamentale nella loro poetica. Il suo ricordo ha attraversato la sala unendo passato e presente.

Prima di arrivare ai Delirium, la serata ha portato sul palco la Fungus Family, che ha aperto la serata con un set solido e coinvolgente, mostrando una band in piena trasformazione. Il percorso, guidato da Dorian Deminstrel e Carlo Barreca, cuore fondativo del progetto, sta portando il gruppo verso un linguaggio più diretto e incisivo, come dimostra La Morte del Sole, l’ultimo album che segna un passaggio netto rispetto alle radici più visionarie degli esordi.

Le atmosfere psichedeliche e prog restano riconoscibili, ma oggi si intrecciano con un suono più asciutto, una scrittura più concreta e l’uso dell’italiano che aggiunge una diversa intensità espressiva. Non è un paragone con il passato ma solo il sottolineare un cambiamento, che lo stesso Dorian ha raccontato dal palco. Dal vivo questa evoluzione funziona, perché la band appare compatta, attenta alle dinamiche, capace di alternare tensione e aperture melodiche senza perdere fluidità.

Il pubblico ha colto subito questa energia nuova e ha risposto con calore. Un bel momento è arrivato verso la fine, quando Mauro Serpe (Panther & C.) si è aggregato alla formazione, portando il suo flauto dentro il tessuto sonoro con naturalezza, ampliando il respiro melodico e creando un ponte ideale con la tradizione prog ligure.

Nel complesso, la Fungus Family ha m offerto un’apertura intensa e coerente, perfetta per introdurre la serata dedicata ai Delirium.

Delirium – 55 anni di storia

La sala del Teatro Govi era gremita, con molti amici presenti e quell’atmosfera speciale che si crea quando una band non è solo un gruppo musicale, ma una parte viva della storia di una città. I Delirium sono questo per Genova: un’istituzione, un punto di riferimento, un pezzo di memoria collettiva che continua a rinnovarsi senza perdere identità.

Il concerto ha ripercorso musicalmente l’intero arco della loro produzione, riportando sul palco brani storici tratti dai vecchi album, quei passaggi che hanno segnato la loro evoluzione e che il pubblico riconosce fin dalle prime note. È stato un viaggio attraverso le diverse stagioni della band, dalle radici più progressive alle svolte più melodiche, con quella capacità tutta loro di far convivere poesia, teatralità e tensione musicale.

Accanto a questo percorso, la serata ha ospitato anche la presentazione ufficiale del nuovo album, “Sesta Strada Lungo il Tempo”, che approfondirò presto in un’intervista dedicata e in una recensione specifica. Qui resta il suo debutto dal vivo, inserito nel flusso naturale di una celebrazione che guardava avanti senza dimenticare ciò che l’ha resa possibile.


La formazione sul palco era quella attuale, completa e affiatata:

Ettore Vigo – tastiere, cori

Martin Grice – fiati, cori

Fabio Chighini – basso, voci

Alessandro Corvaglia – voce solista, tastiere aggiuntive, chitarra acustica, cori

Michele Cusato – chitarre, cori

Enrico Tixi – batteria, percussioni, cori

Con la presenza di Alice Vigo in un brano

Ettore Vigo, unico presente alla storica performance sanremese di Jesahel, ha portato sul palco la sua consueta eleganza musicale; Martin Grice, inglese ormai genovese d’adozione, ha intrecciato fiati e colori melodici con la naturalezza di chi vive questa storia dall’interno. La sezione ritmica, con Chighini e Tixi, ha dato solidità e dinamica, mentre Corvaglia e Cusato hanno aggiunto intensità vocale e timbrica.

A impreziosire la serata, un intervento del coro di Sant’Olcese, ospite per un momento particolarmente suggestivo che ha ampliato il respiro collettivo del concerto.

Il sound è stato potente, curato, attento alle sfumature. Una concentrazione necessaria soprattutto per affrontare la lunga suite di apertura del nuovo album, Schiavo della viltà, ventidue minuti che richiedono equilibrio, ascolto reciproco e una tenuta espressiva non comune. La band ha mostrato una padronanza totale del materiale, alternando passaggi di virtuosismo a momenti più narrativi, con un coinvolgimento crescente del pubblico.

Il culmine emotivo è arrivato con l’ultimo brano, il loro manifesto: Jesahel. La sala si è alzata in piedi, trasformando il teatro in un unico coro. È il momento che ho scelto di allegare a questo reportage, pur sapendo che il video, girato da lontano e con un cellulare, ha solo il valore semplice e affettuoso di un ricordo. Ma è proprio questo che conta: la partecipazione, la voce condivisa, l’energia che attraversa le generazioni.

Che dire, i Delirium sono tornati, e lo hanno fatto con la forza tranquilla di chi sa ancora parlare al proprio pubblico senza bisogno di effetti. Ma vale la pena tenere d’occhio anche la Fungus Family, perché nelle loro proposte si avverte quella qualità che il mainstream non riesce più a donarci, una libertà che nasce dal basso e cresce solo quando la musica resta viva, curiosa, in movimento.