Se dovessimo compilare una lista delle persone che hanno
vissuto più vite in una sola, Keith Richards sarebbe senza dubbio in cima. Il chitarrista dei Rolling
Stones non è solo un monumento vivente al rock 'n' roll, ma è anche il
protagonista di alcuni degli aneddoti più incredibili della storia della
musica. Eppure, tra trasfusioni di sangue leggendarie e cadute dagli alberi di
cocco, ce n’è uno che supera tutti per audacia e assurdità: il giorno in cui
decise di "inalare" le ceneri di suo padre.
Tutto ha inizio nel 2002, quando Bert Richards, il padre di
Keith, scompare all'età di 84 anni. Tra i due, dopo anni di silenzio e
lontananza, si era creato un legame fortissimo negli ultimi tempi, fatto di
complicità e di quel tipo di affetto ruvido che solo certi uomini sanno
scambiarsi. Quando arrivò il momento di dirgli addio definitivamente, Keith
decise di piantare una quercia nella sua proprietà, con l'idea di spargere le
ceneri del genitore ai piedi dell'albero per nutrirne le radici.
Ma è qui che la realtà supera la finzione. Mentre Keith
apriva l’urna, una sottile scia di polvere finì sul tavolo. In quel momento, il
chitarrista si trovò davanti a un dilemma: pulire con uno straccio quello che
tecnicamente era suo padre, oppure trovare un modo più "onorevole"
per non sprecare nemmeno un briciolo di quell'essenza.
Come ha raccontato lui stesso con la sua inimitabile voce
roca, decise che non poteva semplicemente spazzare via Bert. Così, quasi per
istinto, stese una riga di cocaina, ci mescolò sopra quella manciata di ceneri
e... beh, fece quello che Keith Richards sapeva fare meglio.
Quando la notizia venne fuori anni dopo, durante
un’intervista esplosiva a NME, il mondo rimase a bocca aperta. Molti
pensarono a una delle sue solite provocazioni, a una boutade lanciata per
alimentare il mito dell'immortale pirata del rock. Persino il suo ufficio
stampa cercò freneticamente di ritrattare, parlando di uno scherzo mal
interpretato. Ma Keith, fedele a sé stesso, non fece mai marcia indietro. Nella
sua autobiografia Life, ha confermato ogni dettaglio, descrivendo il
gesto non come un atto di follia, ma come un rituale intimo, un modo per tenere
il padre dentro di sé, letteralmente, per un ultimo viaggio insieme.
Oggi quella quercia nel Sussex è alta e robusta, cresciuta
sul resto delle ceneri di Bert. E Keith, dal canto suo, continua a sorridere al
mondo con quel ghigno di chi sa di aver infranto ogni tabù possibile,
trasformando persino il lutto in una performance leggendaria. In fondo, se sei
Keith Richards, anche un addio può diventare la storia più rock 'n' roll di
sempre.
