giovedì 23 gennaio 2025

Luciano Boero all'UniSavona, ospite al corso sulla Musica Progressiva - 22 gennaio 2025


Il 22 gennaio, nel percorso di informazione musicale dedicato alla musica progressiva inserito nel contesto di UniSavona, arriva il momento dell’ospite, speciale, adeguato al contatto umano, musicista, compositore, scrittore.

Lui è Luciano Boero, uno dei fondatori della storica formazione astigiana “La Locanda delle Fate”, band capace di proporre fuori tempo massimo (era il 1977 e nessuna casa discografica pensava ad investire su quella tipologia di proposta) un album divenuto tra i più importanti del genere, “Forse le lucciole non si amano più”.

Una bruttissima giornata di pioggia non ha fermato i partecipanti al corso, che hanno dimostrato interesse verso la narrazione unica di un percorso iniziato moltissimi anni fa, ripreso in vari momenti, con un epilogo, quello musicale, risalente al 2017, quando il Farewell Tour della Locanda terminò laddove era iniziato, ad Asti, Teatro Alfieri.

Il racconto di Boero, inframmezzato da alcuni brani musicali, ha suscitato interesse e domande da parte dei presenti, e la nascita di una naturale empatia generale appare come il risultato più soddisfacente.

Novanta minuti intensi in cui si è passati dalla teoria alla pratica, alla presenza di un protagonista di quei giorni, vissuti intensamente, al confine tra il prog e il “nuovo” che avanzava!

Luciano, di questi tempi è molto più scrittore che musicista...

... e il suo omaggio arriva a Sergio Tortarolo e Franca Terzi, rappresentanti degli enti ospitanti.

Nei frammenti video a seguire, momenti immortalati da Giorgio Pinna.

Grazie Luciano!






mercoledì 22 gennaio 2025

La passione di Nik Kershaw per i Gentle Giant: “puoi passare ore a studiare quello che hanno fatto e non capirlo ancora del tutto”

 

Meglio conosciuto per i suoi otto singoli di successo nella top 40 degli anni '80 e per aver scritto il brano di successo del 1984 The Riddle, Nik Kershaw ha lavorato con il tastierista dei Genesis Tony Banks sull'album solista del 1991 “Still”, e poi con l'ex compagno di band di Banks, Steve Hackett sul “Genesis Revisited II” del 2012. Ha anche collaborato con Lonely Robot e DeeExpus. Nel 2009 Kershaw ha dichiarato di aver sempre avuto inclinazioni verso il genere prog, ma di aver scoperto e di essersi innamorato solo di recente dei Gentle Giant.

"Ho iniziato ad appassionarmi ai Gentle Giant quando una band fusion rock in cui mi esibivo ai tempi in cui ero a Ipswich fece delle cover di un paio dei loro pezzi. La band in questione erano i The King Fisher, e abbiamo fatto le canzoni Free Hand e Just The Same.

Ero un novizio totale quando si trattava dei Gentle Giant, ma il resto dei The King Fisher ne era davvero entusiasta e andò a vedere i GG suonare diverse volte. In realtà, non ho mai avuto la possibilità di assistere ad un loro concerto, e ho scoperto quanto fossero straordinari sul palco solo quando di recente ho ricevuto un DVD filmato dalla BBC nel 1976.

Quando li ascolti in un album dal vivo, immagini che ci debba essere una valanga di persone coinvolte, per via dei molteplici suoni che ottengono, ma sono solo cinque persone! Lo trovo davvero bizzarro. Un minuto li vedi suonare normali strumenti rock e quello dopo sono sullo xilofono e sul flauto dolce. Il modo in cui riescono a fare tutto questo è incredibile.

Non sono come nessun altro mai sentito. I Jethro Tull ci sono andati più vicini, suppongo, ma non troppo! Una canzone come Just The Same ha delle misure di tempo che sono folli. Non dovrebbero funzionare, è tutto sbagliato. Ma esce brillantemente.

Quando si sente cosa fa Kerry Minnear con la sua strumentazione... beh, è ​​unico. Le armonie e i contrappunti che usa sono sbalorditivi. Se si guardano tutti i filmati presenti in rete diventano comprensibili le mie affermazioni. Si possono passare ore a studiare cosa hanno fatto, e non capirlo ancora del tutto.

Da giovane ero un fan dei Genesis, ed è stato questo a farmi appassionare al prog in primo luogo. Ma come si può anche solo iniziare ad associare i Genesis ai Gentle Giant? In effetti, si può anche solo definire i Gentle Giant una band prog? Quello che hanno fatto li ha messi in una casella a sé stante!”.

 


martedì 21 gennaio 2025

"Jerusalem" by ELP: a Progressive Rock anthem

 


A minimum of analysis of the song "Jerusalem" by Emerson, Lake & Palmer, trying to go beyond the normal reading and offering a more critical and complete perspective.

 

Jerusalem by ELP: A Progressive Rock Anthem


The version of "Jerusalem" proposed by Emerson, Lake & Palmer on their album "Brain Salad Surgery" is much more than just a cover. It is a bold and innovative reworking of an English national anthem, which becomes a manifesto of progressive rock and a profound exploration of the themes of spirituality, national identity and inner conflict.

The text, taken from the poem by William Blake, evokes powerful and evocative images, such as those of Jesus walking in the English mountains and the heavenly Jerusalem built between "dark satanic mills". This contrast between the sacred and the profane, between nature and industrialization, is a recurring theme in Blake's poetry and is amplified by ELP's music.

The hymn speaks of a mythical and spiritual land, a place where the divine has manifested itself. This idealized view of England has often been used for political and nationalistic purposes, but ELP seems to offer a more complex and ambiguous reading.

The presence of "dark satanic mills" suggests an inner conflict between spirituality and materiality, between the ideal and reality.

ELP's music transforms the anthem into a powerful sensory experience. The main features of this version are:

-Emerson's Hammond organ, capable of creating a solemn atmosphere, while Palmer's drums provide an engaging rhythm. Lake's powerful and emotional voice conveys the depth of the lyrics.

-The use of the moog and in particular the Apollo, the first polyphonic synthesizer, which at the time was a prototype.

The music develops in a non-linear way, with improvisations and variations that keep the listener tense.

ELP's version caused a lot of controversy upon its release. Some have considered it a heresy, an outrage to a sacred hymn. Others, however, welcomed it as a masterpiece, a work of art that expanded the boundaries of rock music.

But despite the passage of time, ELP's "Jerusalem" is a song that continues to arouse debates and discussions. It is an example of how progressive rock can be used to explore deep and complex themes, and to create works of art that transcend musical genres.

All that remains is to listen to it with the help of the lyrics...


And did those feet in ancient time

walk upon England's mountains green?

And was the holy Lamb of God

on England's pleasant pastures seen?

And did the countenance divine

shine forth upon our clouded hills?

And was Jerusalem builded here

among those dark Satanic Mills?

Bring me my bow of burning gold!

Bring me my arrows of desire!

Bring me my spear! O clouds, unfold!

Bring me my chariot of fire!

I will not cease from mental fight,

nor shall my sword sleep in my hand,

till we have built Jerusalem

In England's green and pleasant Land.







Ci ha lasciato Eric Hudson (The Band), il Maestro delle Tastiere-Il ricordo di Fabrizio Poggi


Ci ha lasciato Eric Garth Hudson, nato a Windsor, in Canada, il 2 agosto 1937, musicista e polistrumentista di straordinario talento, noto soprattutto per essere stato un membro fondatore della leggendaria band rock The Band. La sua abilità nel suonare una vasta gamma di strumenti, tra cui organo, tastiere, pianoforte e fisarmonica, gli ha permesso di creare un suono unico e distintivo che ha caratterizzato la musica di The Band.

La carriera musicale di Hudson è iniziata fin dalla giovane età. La sua passione per la musica lo ha portato a esplorare diversi generi e a padroneggiare una moltitudine di strumenti. La sua versatilità lo ha reso un musicista ricercato e apprezzato da molti artisti.

Hudson è entrato a far parte di The Band nei primi anni '60, contribuendo in modo fondamentale alla creazione del sound caratteristico della band che forniva supporto a Bob Dylan.

Oltre al suo lavoro con The Band, Hudson ha collaborato con numerosi artisti e ha intrapreso una prolifica carriera solista. La sua musica è stata influenzata da una vasta gamma di generi, dal rock al jazz, dal folk al blues.

Hudson è stato uno dei più grandi musicisti del suo tempo. La sua capacità di creare emozioni profonde attraverso la musica lo rende un'icona indimenticabile nella storia del rock.

Fabrizio Poggi lo ha conosciuto da vicino e così commenta:

“Oggi è un giorno molto triste per me. Il mio eroe e amico Garth Hudson di The Band ci ha lasciati. Non dimenticherò mai quel giorno in cui ci incontrammo fuori Woodstock per poi andare in studio a registrare insieme. Fu una giornata incredibile. E come faccio a dimenticare la domanda che fece ad Angelina tra una sessione di registrazione e un’altra: “Is Fabrizio happy?”. Un monumento della musica mondiale chiedeva se io fossi felice per ciò che aveva suonato sul mio disco. Non ero felice.  Di più! Come sono triste adesso che lui è volato in cielo. Tramite un amico eravamo rimasti in contatto e ciò mi rendeva profondamente felice. La sua musica, la sua vita, resteranno per sempre scolpite nella storia del mondo, ma soprattutto nella mia”.





In arrivo l'edizione Super Deluxe del classico album degli Yes "Close To The Edge"


 La nuova versione di Close To The Edge contiene mix di Steven Wilson e l'intero spettacolo London Rainbow del dicembre 1972

Gli Yes ripubblicheranno il loro classico album del 1972 Close To The Edge in un cofanetto Super Deluxe Edition contenente cinque CD, un disco in vinile e un disco Blu-ray, tramite Rhino Records, il 7 marzo.

Il nuovo set presenta una rimasterizzazione dell'album originale su vinile e CD, remix vocali e strumentali di Steven Wilson, nonché mix stereo Dolby Atmos, 5.1 e Hi-Res, sempre di Wilson. Puoi guardare un trailer della nuova uscita qui sotto.

Il cofanetto contiene anche rari e inediti outtake, prime versioni e singoli edit di America e Total Mass Retain, oltre a materiale tratto dal tour Close To The Edge del 1972 della band, tra cui l'intero spettacolo al Rainbow Theatre di Londra del 16 dicembre 1972.

Pubblicato originariamente nel 1972, il quinto album in studio degli Yes Close To The Edge è stato il primo a vedere la band riempire un intero lato di vinile con una composizione, l'epica traccia del titolo, ed è stato a lungo elogiato come uno dei migliori album del progressive rock.



A seguire la tracklist completa…

 

TRACKLIST Close To The Edge Super Deluxe Edition

CD 1 e LP – Remaster 2025

1. Close To The Edge

I. The Solid Time Of Change

II. Total Mass Retain

III. I Get Up I Get Down

IV. Seasons Of Man

2. And You And I

I. Cord Of Life

II. Eclipse

III. The Preacher The Teacher

IV. Apocalypse

3. Siberian Khatru






lunedì 20 gennaio 2025

la storia contorta di “A Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum: "Una Rolls Royce apparve per venirmi a prendere per Top Of The Pops. Ho chiesto chi l'avesse prenotata; l'autista disse, 'Il tuo manager.' Lo abbiamo licenziato e ho preso l'autobus"


Nel maggio del 1967, il singolo di debutto della band cambiò il mondo della musica. Quasi sei decenni dopo, ha sviluppato una lunga e prolungata eredità


È una canzone dal testo quasi incomprensibile, è stata oggetto di lunghe controversie legali ed è il disco più trasmesso dalle emittenti radiofoniche britanniche negli ultimi sei decenni.

A Whiter Shade Of Pale, il debutto dei Procol Harum, non solo è stato in cima alle classifiche del Regno Unito per sei settimane, ma è anche arrivato al numero 5 in America. Tutto è iniziato con il paroliere Keith Reid, come raccontò il cantante/pianista Gary Brooker.

"Keith aveva scritto le parole e me le aveva inviate. Stavo lavorando a un'idea musicale che fino a quel momento era stata puramente strumentale, quando ho aperto la posta e “A Whiter Shade Of Pale” era in cima ad altri testi. Rimasi immediatamente colpito dall'immensa lunghezza delle quattro strofe originali, ciascuna con un ritornello, e dalla forma narrativa che poi ha assunto, con i suoi personaggi misteriosi e le sue vicende."

L'idea melodica di Brooker era stata ispirata dal compositore classico Johann Sebastian Bach. "Per tutto il 1966 avevo seguito con interesse il lavoro del Jacques Loussier Trio e degli Swingle Singers, che avevano fatto dell'adattamento di pezzi di Bach un'arte", ha detto Gary. "Air On AG String è stato il punto di partenza, ma il resto è stata invenzione, con un riferimento costante a pause e atmosfere alla Bach".

Pubblicato nel maggio 1967, debuttò al numero 11 nel Regno Unito, raggiungendo la vetta una settimana dopo. Ma nonostante il successo immediato, Brooker non aveva intenzione di lasciarsi trasportare dalla celebrità pop.

"Quando ero al numero 1, una Rolls Royce è apparsa a casa mia per venirmi a prendere per Top Of The Pops. Ho chiesto chi l'avesse prenotata, l'autista disse, 'Il tuo manager.' Lo abbiamo licenziato e ho preso l'autobus!"

Il singolo era stato originariamente attribuito a Brooker e Reid. Nel 2004 l'organista Matthew Fisher, membro dal 1967 al 1969 e poi di nuovo dal 1991 al 2004, ha intentato una causa, sostenendo di aver co-scritto la musica con Brooker. Vinse la causa due anni dopo, ma non fu contento della sentenza che gli aveva attribuito il 40 percento delle royalties musicali e nessun pagamento per le vendite prima del 2005.

Brooker fece ricorso e un altro caso iniziò nel 2007. Un anno dopo la Corte d'appello decise che Fisher avrebbe dovuto trattenere un credito ma non ricevere royalties, a causa del suo ritardo di 38 anni nel portare avanti il ​​caso. Fisher fece ricorso e un altro processo iniziò nel 2008 davanti ai Law Lords del Regno Unito, la prima volta che un caso di copyright di una canzone veniva ascoltato nella Camera dei Lord. Ciò si concluse con un'altra vittoria per Fisher, che riacquistò l'accesso alle royalties future. Brooker in seguito disse che la lunga azione legale gli era costata oltre £ 1.000.000.


È arrivata proprio al momento giusto e ha significato così tanto per così tante persone in un momento formativo


Nel corso degli anni, A Whiter Shade Of Pale è stata pubblicata come cover da almeno 1.000 artisti diversi. È diventata così riconoscibile che i Procol Harum l'hanno ritirata dal loro set per diversi anni. È rientrata nelle classifiche dei singoli due volte nel 1972, raggiungendo il numero 1 nei Paesi Bassi e il numero 13 nel Regno Unito. La canzone è stata inserita nella Grammy Hall Of Fame nel 1998 e nella Rock & Roll Hall Of Fame nel 2018. (Dopo la morte di Brooker nel 2022 è rientrata di nuovo nelle classifiche del Regno Unito).

Ma cosa ha di speciale A Whiter Shade Of Pale da renderla così intramontabile e iconica?

"È arrivata proprio al momento giusto e ha significato così tanto per così tante persone in un periodo formativo", considera Brooker. "Ora, i più giovani la sentono e suona ancora piena di atmosfera. Riflette un'epoca che, forse, avrebbero voluto vivere".




domenica 19 gennaio 2025

La leggenda del prog metal dei Dream Theater Mike Portnoy prova a suonare “Shake It Off”, di Taylor Swift, senza avere la minima idea di cosa stia ascoltando!


"Taylor, mi dispiace davvero, ho rovinato completamente la tua canzone!"


Per sua stessa ammissione, Mike Portnoy dei Dream Theater non ascolta musica pop, quindi quando le brave persone del sito web Drumeo gli hanno lanciato la sfida di suonare insieme al mega-hit mondiale di Taylor Swift “Shake It Off”, senza rivelare cosa stesse ascoltando, il maestro del prog-metal è rimasto più che confuso. Ancor di più quando gli è stato detto che la canzone aveva già avuto 3,3 miliardi di visualizzazioni su YouTube.

"Sembra qualcosa uscito da Disneyland in Giappone", riflette, dopo aver registrato una prima parte di batteria che ammette "è come pisciare completamente sull'arte di qualcun altro".

"Nel mio mondo hai un assolo di chitarra, un assolo di tastiera, forse un assolo di basso", aggiunge, ascoltando la traccia senza la sua traccia ritmica. "Questa ha un assolo di conversazione. In che tipo di mondo viviamo?"

Per quanto possa essere sconcertato, Portnoy, il cui CV include anche Liquid Tension Experiment, Flying Colors, The Winery Dogs e un periodo di cinque anni con gli Avenged Sevenfold, tenta coraggiosamente di suonare quello che immagina potrebbe andare bene e che ha poca somiglianza con il suono reale della batteria usato nella canzone.

Quando il nome del brano e quello dell'artista che l'ha registrata vengono rivelati a Portnoy, il batterista sembra mortificato.

"Oh mio dio, è Taylor Swift?" sussulta. "Tipo, la più grande artista sulla terra! Wow, non ne avevo idea".

"Taylor, mi dispiace davvero", continua, "suonerei ancora con te senza pensarci un attimo. Giuro che non rifarei ciò che ho fatto oggi e mi dispiace di aver rovinato completamente la tua canzone!".

"Mia figlia si divertirà un mondo", ha aggiunto.






sabato 18 gennaio 2025

Teddy Osei, membro fondatore e cantante degli Osibisa, è morto a 88 anni


Il 14 gennaio scorso è venuto a mancare, all'età di 88 anni, il membro fondatore, cantante e sassofonista degli afro-beat prog rocker Osibisa Tedy Osei

 

La band afro-rock Osibisa ha confermato che il membro fondatore, cantante e sassofonista Teddy Osei è morto all'età di 88 anni.

In una dichiarazione sulla loro pagina Facebook, la band ha affermato: "I membri degli Osibisa e il management della band sono profondamente addolorati per la scomparsa, avvenuta oggi, del loro caro amico Francis 'Teddy' Osei”.

Conosciuto in tutto il mondo come leader e fondatore degli Osibisa, rivoluzionaria band Afro-Rock, era un musicista pieno di talento e passione. Sassofonista, batterista e cantante, Teddy aveva trovato il successo con gli Osibisa.

"Era una voce importante nella musica e nella cultura. Ci mancherà, ma non lo dimenticheremo mai."

Con gli Osibisa, Osei, di origine ghanese, ebbe un ruolo determinante nel far conoscere al pubblico bianco il contagioso sound afro-beat africano, riscuotendo il favore degli appassionati di rock progressivo per i suoi primi album nei primi anni '70.

Un giovane Roger Dean creò il logo distintivo della band diversi anni prima di progettare il famoso logo per gli Yes e disegnò anche le copertine dei primi due album in studio della band, Osibisa del 1970 e Woyaya del 1971, entrambi caratterizzati dalla sua esclusiva opera d'arte con l'elefante volante.

Il loro più grande successo nel Regno Unito fu Sunshine Day, del 1975 (dall'album Welcome Home di quell'anno), che raggiunse il 17° posto e fu inserito anche nel film Boyhood di Richard Linklater del 2014, vincitore dell'Oscar.


Nato Francis Osei nel 1939 a Kumasi, nella regione Ashanti del Ghana, e chiamato così in onore del re Ashanti Osei Tutu, il giovane Osei prosperò in un ambiente musicale vissuto in famiglia. Al college imparò da solo il sassofono ascoltando dischi jazz, iniziando quando il sassofonista previsto per la band che stava cercando di formare non si presentò alle prove.

Dopo aver ottenuto un certo successo in Ghana con la sua band, i Comets, Osei partì per Londra nel 1962, studiando musica e teatro con una borsa di studio del governo ghanese e formando il gruppo soul Cat's Paw. Nel 1969, insieme al fratello Mac Tontoh e a Sol Amarfio dei Cat's Paw, Osei formò gli Osibisa, a cui si unirono l'antiguano Wendell (Dell) Richardson (chitarra solista e cantante solista), il nigeriano Lasisi Amao (percussionista), il grenadiano Roger Bedeau, noto anche come Spartacus R (basso), e il trinidadiano Robert Bailey (tastiere).

Il successo iniziale scemò all'alba degli anni '80, ma la band continuò a fare tournée e registrare. Osei ebbe un ictus nel 2010 e fu costretto a ridurre i tour, ma rimase attivo in studio.

Nel 2020 la band ha pubblicato Sunshine Day: The Boyhood Sessions, sfruttando il legame con Linklater, e nel 2021 ha pubblicato un nuovo album in studio, New Dawn, in cui Osei e il membro fondatore Robert Bailey hanno lavorato di nuovo insieme, oltre al membro di lunga data Gregg Kofi Brown.

Il batterista e membro fondatore Sol Amarfio è morto all'età di 84 anni nel dicembre 2022.





venerdì 17 gennaio 2025

The Kinks


The Kinks è stato un gruppo musicale rock degli anni Sessanta, formatosi a Londra. Sono considerati tra i più influenti della british invasion.

La formazione originale del gruppo era composta da Ray Davies (1944), cantante, e suo fratello Dave (1947), chitarrista. A completare la band Mick Avory (batteria e percussioni) e Pete Quaife (basso), quest'ultimo fu sostituito temporaneamente nel 1966 da John Dalton, e poi definitivamente nel 1969 dallo stesso Dalton. Si sono successivamente riuniti nel 2018, con la formazione che prevede Ray Davies, Dave Davies e Mick Avory.

La band ha all'attivo brani entrati nella leggenda, come You Really Got Me (da molti ritenuto il primo pezzo hard-rock della storia, uscito nell'agosto 1964), All Day and All of the Night, A Well Respected Man, Sunny Afternoon, Lola, Death of a Clown e Waterloo Sunset.


Davies si specializzò nel ritrarre con pungente ironia quadretti di vita quotidiana del suo paese, stigmatizzandone vizi e comportamenti e affrontando spesso argomenti tabù per l'epoca (la “Lola” della celeberrima canzone, ad esempio, era un travestito incontrato dal protagonista in un sordido locale di Soho "dove ti danno champagne che sembra coca cola").


Nel 1968 (circa un anno prima del celebre Tommy dei The Who) compose le musiche di una delle primissime opere rock, The Kinks Are the Village Green Preservation Society, e pochi mesi dopo con lo stesso spirito diede alle stampe il suo capolavoro maturo, Arthur (Or the Decline and Fall of the British Empire): tuttavia, l'opera non venne mai rappresentata e per una serie di disguidi il disco uscì in ritardo, compromettendo il suo primato. 
Il nuovo stile, molto diverso dal verace garage degli esordi, è adesso orientato verso il vaudeville, il music hall e il pop da camera, una mescolanza che influenzerà il glam rock del decennio successivo. 
Negli anni Settanta i The Kinks indirizzeranno la propria attività musicale e concertistica in funzione soprattutto del mercato americano.

Ebbero un'incalcolabile influenza su molti gruppi successivi, a partire dai Clash arrivando fino a Blur, Oasis e gli altri gruppi brit pop, genere di cui si possono considerare i principali ispiratori.

Nel 1990 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame e si sono sciolti nel 1996.

Purtroppo, Peter Quaife, sottoposto a dialisi renale da più di dieci anni, è morto il 23 giugno 2010. Ray Davies ha dedicato la sua performance del 27 giugno al festival di Glastonbury in suo onore, spiegando alla folla: «Io non sarei qui oggi se non fosse stato per lui».


Formazione attuale:

Ray Davies - voce, chitarra ritmica (1964-1996; 2018-presente)
Dave Davies - voce, chitarra solista (1964-1996; 2018-presente)
Mick Avory - batteria (1964-1984; 2018-presente)

Ex membri:

Pete Quaife - basso (1964-1969)
John Dalton - basso (1969-1976; 1978)
Andy Pyle - basso (1976-1978)
Jim Rodford - basso (1978-1996)
Bob Henrit - batteria (1984-1996)
John Gosling - tastiere (1970-1978)
Gordon John Edwards - tastiere (1978)
Ian Gibbons - tastiere (1979-1989; 1993-1996)
Mark Haley - tastiere (1989-1993)



Discografia:

1964 - Kinks
1965 - Kinda Kinks
1965 - The Kink Kontroversy
1966 - Face to Face
1967 - Something Else by the Kinks
1968 - The Kinks Are the Village Green Preservation Society
1969 - Arthur (Or the Decline and Fall of the British Empire)
1970 - Lola Versus Powerman and the Moneygoround, Part One
1971 - Percy
1971 - Muswell Hillbillies
1972 - Everybody's in Show-Biz
1973 - Preservation: Act 1
1974 - Preservation: Act 2
1975 - The Kinks Present a Soap Opera
1976 - Schoolboys in Disgrace
1977 - Sleepwalker
1978 - Misfits
1979 - Low Budget
1981 - Give the People What They Want
1983 - State of Confusion
1984 - Word of Mouth
1986 - Think Visual
1989 - UK Jive
1993 - Phobia

giovedì 16 gennaio 2025

Piccolo ricordo di Sandie Shaw

Non mi ha mai fatto impazzire Sandie Shaw… quando ho iniziato ad ascoltare musica, Stones e Beatles erano il mio pane quotidiano, mentre la proposta della “cantante scalza” strizzava l’occhio al ritornello facile, ad un’immagine precisa e ad una certa facilità sonora che mi sembrava inadeguata al nuovo che avanzava.

Ma ero un bambino, e a distanza di anni, scevro da alcuni pregiudizi - solo alcuni! - , rivaluto quel periodo e chi lo ha alimentato.

Beat Club mi invia una notifica che certifica l’inserimento di un nuovo brano, e dal cilindro esce fuori la bella Sandie.

A proposito di camminate “barefoot”, nell'agosto 2007 la cantante ha rivelato di aver subito un intervento "correttivo" sui suoi piedi, che ha definito "brutto"; l'operazione chirurgica l'ha lasciata incapace di camminare per due mesi: forse un paio di ciabattine… all’epoca…

Un minimo di storia.

Sandie Shaw, pseudonimo di Sandra Ann Goodrich, nata il 26 febbraio 1947 è una cantante inglese tra le più famose degli anni Sessanta, soprannominata la cantante scalza per la sua abitudine di esibirsi sul palco a piedi nudi.

È una delle interpreti britanniche di maggior successo degli anni ‘60 e ha avuto tre singoli al numero uno nel Regno Unito con "(There's) Always Something There to Remind Me" (1964), "Long Live Love" (1965) e "Puppet on a String" (1967).

Con "Puppet on a String" è diventata la prima voce britannica a vincere l'Eurovision Song Contest.

È tornata nella top 40 del Regno Unito dopo quindici anni con la cover del 1984 della canzone degli Smiths "Hand in Glove". La Shaw ha annunciato il suo ritiro dall'industria musicale nel 2013.








I Jethro Tull condividono il primo brano del prossimo album “Curious Ruminant”


 

Jethro Tull pubblicheranno il loro 24° album in studio Curious Ruminant a marzo


I Jethro Tull hanno annunciato che pubblicheranno il loro 24° album in studio, Curious Remnant, tramite InsideOut Music il 7 marzo.

Contemporaneamente la band ha condiviso un nuovo video per la traccia che dà il titolo all'album, un'animazione digitale curata da Costin Chioreanu, che in precedenza aveva creato il video della band per Ginnungagap dei RökFlöte.


"Eccoci di nuovo", dice Ian Anderson. "L'ho già detto? La vita nei cani anziani e un po' di riflessione introspettiva."

Sebbene non si tratti di un concept album come The Zealot Gene del 2002 e RökFlöte del 2023, il nuovo album contiene nove nuove tracce che richiamano molto il classico sound della band degli anni '70, non ultima l'epica Drink From The Same Well di quasi 17 minuti.

Curious Remnant vanta il contributo dell'ex tastierista Andrew Giddings e del batterista James Duncan, insieme agli attuali membri della band David Goodier, John O'Hara, Scott Hammond e, al suo debutto discografico con la band, il chitarrista Jack Clark.

Curious Ruminant sarà disponibile in diversi formati, tra cui un'edizione limitata deluxe ultra-trasparente 180g 2LP + 2CD + Blu-ray artbook e un'edizione limitata deluxe 2CD+Blu-ray artbook. Entrambe contengono l'album principale, mix stereo alternativi e un blu-ray contenente Dolby Atmos e 5.1 Surround Sound (ancora una volta curato da Bruce Soord dei The Pineapple Thief), oltre a materiale di interviste esclusive. L'edizione limitata deluxe in vinile artbook include anche 2 stampe artistiche esclusive. L'album sarà disponibile anche come edizione speciale CD digipak, gatefold 180g LP + LP-booklet e come album digitale (sia in stereo che in Dolby Atmos). 


 




mercoledì 15 gennaio 2025

Alla UniSavona approdano i Jethro Tull (15 gennaio 2025)

E arriva il giorno dei Jethro Tull alla UniSavona, e con loro termina l’analisi – coscientemente superficiale – dei gruppi stranieri.

Con l’aiuto di alcuni discenti si abbonda con album e locandine antiche, materiale da collezionisti, tutto messo in bella mostra per passare un po’ di sana passione a chi si trova al cospetto di un mondo mai frequentato.

Emerge la preponderante figura di Ian Anderson e, per riaffermare uno degli stilemi base del prog - la commistione tra musica classica e rock - si parte con una Bourée di una decina di anni fa, proposta con orchestra:

https://www.youtube.com/watch?v=akDtB6rWHlA

Da qui inizia il viaggio di giornata, quello che disegna una band tuttora in pista, e viene messo in rilievo il ruolo di “padrone” del gruppo che da sempre ricopre Anderson.

Molti i video presentati, partendo dal Festival di Wight e arrivando ai giorni nostri, ovvero alla clip dell’album che uscirà a marzo, “Curious Ruminant”.

Fabrizio, as usual, ha sintetizzato la storia dei Jethro Tull, mentre Renata ha analizzato l’album “Aqualung”, con l’apprezzamento dell’audience.

Graditi anche i vari aneddoti riguardanti la vita di un gruppo che, tra alti e bassi, ci allieta sin dal 1968.

Non era questa la giusta occasione per disquisire sulla conduzione gruppale di Ian Anderson né sulla precarietà della sua voce, era invece importante sottolineare la grandezza e la genialità di un leader musicale e le skills - e la resilienza - di chi lo ha accompagnato in tutti questi anni.

A seguire frammenti video che ricordano la lezione n° 9:

 

E ora si prosegue con un po’ di musica progressiva italiana e la prossima puntata vedrà la presenza di un ospite, Luciano Boero, ex La Locanda delle Fate…


martedì 14 gennaio 2025

YES-"Awaken"


Una delle canzoni che più mi emozionano in assoluto è “Awaken”, produzione YES, inserita nell’album “Going for The One”, un esempio di disco perfetto.

In questo articolo riproporrò la genesi del brano attraverso le parole di Jon Anderson, la miglior traduzione che ho trovato (Genesis Forum Italia) e, naturalmente, il video relativo al brano.

Awaken è un brano unico, una di quelle canzoni che, dopo averle ascoltate, ti viene da dire:
"Oh, mio Dio, sì, la musica può durare per sempre!"
Jon Anderson


Come nacque il brano all’interno di “Going for the One”?
Ricorro al pensiero di Jon Anderson…

Dovevamo iniziare le registrazioni a Montreux, in Svizzera, con il tastierista dell'epoca che era Patrick Moraz, in quel momento in Brasile per sposarsi. Quando rientrò le cose non sembravano andare per il verso giusto, e gli accadimenti della sua vita si riflettevano sul lavoro, con un chiaro deficit di concentrazione. Così all'improvviso, Brian, il nostro manager, se ne uscì con una frase del tipo: "Beh, penso che Rick Wakeman voglia tornare nella band." E così fu.

Ricordo che ero al lavoro su di un brano con Steve Howe, quello che alla fine chiamammo "Awaken".  Steve, nella sua camera da letto in un Holiday Inn, inventò il riff principale della canzone.  Andai a fare colazione e al ritorno lui era ancora focalizzato su ciò che aveva da poco creato. Io entrai nella stanza e gli chiese se potesse cambiare tonalità, e incominciai a cantarci sopra. Registrammo quella prima sessione e poi quella successiva.
Passò poi agli accordi - otto o nove - e io buttai già un testo al volo… "… Il lavoro dell’uomo che vuole raccontare la storia del mondo riconquistando il fiore del frutto del suo albero".
Iniziai a cantarlo subito, e registrammo anche quello.
Nacque così “Awaken”, nel giro di 15 minuti, in una camera da letto di un Holiday Inn.

Un anno dopo, a Montreux, Rick era lì con noi e iniziammo a lavorarci.
Chris Squire - talento incredibile - realizzò una incredibile linea di basso, e a un certo punto io chiesi a Rick di fare anche lui un “solo”. Ne provò alcuni che registrammo, ma sembravano non funzionare. Mancava qualcosa. Così proposi di cercare un organo da chiesa, e ne trovammo uno a Vevey, non lontano da Montreux.
In quella bellissima chiesa provammo qualche registrazione per ottenere il suono e l’atmosfera dell’assolo che è nel bel mezzo di "Awaken".

Un mio amico, l'ingegnere dello studio di registrazione di Montreux, mi disse che in Svizzera esistono linee telefoniche perfette, e che avremmo potuto mettere un piccolo mixer in chiesa e una spina nel sistema telefonico, e sentire il tutto nello studio, a 10 miglia di distanza da Montreux. Quindi registrammo l'assolo che si sente in "Awaken" simultaneamente, mentre Chris, Alan e Steve, a Montreux, stavano eseguendo le loro parti. Che magia per qui tempi!




Un testo profondo, frutto delle riflessioni e della ricerca spirituale di Anderson…

AWAKEN
(J. Anderson S. Howe)
da Going for The One -1977- YES
(Il Risveglio)

Una forte vibrazione si dirige verso il sole
Oh, lascia che il mio cuore sogni nel passato
Un luogo dove un uomo mortale come me potrebbe vivere

Mi piacerebbe che il sole rimanesse immobile
E arrivasse a toccare la nostra intima ed antica essenza
Di uomini mortali come noi
Noi possiamo essere qui ora
Possiamo esistere qui adesso

Risveglio di soli, alte maree che si avvicendano
Sogni benigni e terribili accadono qui
Le masse si toccano, le stelle, i suoni, le ere si susseguono

Le imprese dell’uomo mostrano come è possibile modificare
La nostra esistenza nella storia
Il fiore dal frutto sta rifiorendo nel suo albero
Ogni cosa sta rifiorendo
Tutto si rigenera in te

Le imprese dell’uomo scaturiscono da un fuoco
che divampa con la sua cieca furia ardente,
per vedere che il calore della sua stessa essenza
è già una promessa della visione nitida
di ciò che vuole raggiungere.

Il Signore delle Immagini e dei Suoni
sta proiettando una luce su di te:
ascoltare nel buio ci collega ad un tunnel
che ci fa uscire da una normale esistenza
per dirigerci ad una sfida
come se i nostri occhi vedessero d’incanto
rimarginarsi una ferita appena inferta

le imprese dell’uomo sono state condotte lontano
dalla via fino ad allora percorsa entro i limiti
così che tutto è stato lasciato apposta per te
tutto è stato lasciato apposta per te
tutto è stato lasciato apposta per te ora, adesso

Il Signore della Luce
Nel puro accadere degli eventi,
dove esiste un incrocio di vie che si intrecciano tra loro,
ha disposto un piano così vicino a te
che si risveglia nel tuo cuore

Il Padrone delle Anime ci spinge a entrare in contatto
La nostra giovinezza impenetrabile chiede da lontano
Che il pensiero possa rappresentare il punto di incontro
Con tutto ciò che è chiaro
Sii onesto con te stesso
Non c’ è alcun dubbio

Il Padrone del Tempo
Ci spinge a navigare sopra tutte le nostre terre
E, non appena vedremo tutto più vicino,
dovremo dire addio a tutto quanto

Una forte vibrazione si dirige verso il sole
Oh, lascia che il mio cuore sogni nel passato
Un luogo dove un uomo mortale come me potrebbe vivere

Mi piacerebbe che il sole rimanesse immobile
E arrivasse a toccare la nostra intima ed antica essenza
Di uomini mortali come noi
Noi possiamo essere qui ora
Possiamo esistere qui adesso

Come il tempo io sono corso via
E ho girato attorno
E tu mi stavi sempre vicino

Come il tempo io sono corso via
E ho girato attorno
E tu mi stavi sempre vicino