giovedì 17 settembre 2026

Kimmo Pörsti - Somewhere Not Far From Here-Il commento


Kimmo Pörsti – Somewhere Not Far From Here

Una produzione Seacrest Oy – Artwork di Ed Unitsky


La nuova opera di Kimmo Pörsti si inserisce nel vasto universo creativo dei The Samurai of Prog, quella realtà che negli anni è diventata una sorta di “multinazionale finlandese del prog”, capace di generare album, progetti paralleli, collaborazioni internazionali e un immaginario visivo riconoscibile. Per lungo tempo questa costellazione musicale è rimasta confinata allo studio, costruendo dischi complessi e stratificati senza mai affrontare la dimensione del palco. Solo di recente, con un tour europeo che ha finalmente portato la loro musica davanti al pubblico, il progetto ha assunto una forma più tangibile. In questo scenario, Somewhere Not Far From Here appare come un tassello naturale, un’estensione personale, coerente e profondamente sentita del mondo dei Samurai.

Il disco è stato preparato tra il 2023 e il 2026, con una cura artigianale che appartiene da sempre al modo di lavorare di Pörsti. Alcune parti di batteria sono state registrate in una piccola casa di tronchi nel cuore della foresta, un dettaglio che racconta molto del carattere del progetto, un lavoro che nasce lontano dal rumore, immerso nella quiete, costruito con pazienza e con un senso di intimità che si riflette nella musica.

Le undici tracce alternano brani vocali e strumentali, componendo un percorso che oscilla tra il sinfonico, il melodico e il cinematografico. Sei brani sono cantati, cinque sono strumentali, e la scrittura si muove con naturalezza tra aperture orchestrali e momenti più raccolti.


La sequenza dei brani è pensata come un viaggio: 

A Circle of Wagons - apertura ampia, progressiva, con un respiro narrativo che richiama i Samurai ma introduce una dimensione più personale.

Carrousel - la rilettura di Jean‑Pascal Boffo, elegante e sospesa, con un gusto quasi da colonna sonora.

Nightmares Come to Consume - tensione, dinamiche, intrecci strumentali che mostrano la solidità del gruppo di lavoro.

Chasing Echoes - una delle pagine più liriche del disco, con un equilibrio perfetto tra voce e tessiture strumentali.

Things Not Seen (Outline I) - primo dei due “outline”, brano che gioca con atmosfere più rarefatte.

In My Life - la cover degli Ambrosia, trattata con rispetto e con una delicatezza che la rende parte integrante del percorso.

Light of Other Days - un brano che si muove tra luce e malinconia, con un uso molto evocativo del flauto.

You and the Sun - pagina solare, melodica, con un senso di apertura che contrasta con i brani più introspettivi.

Over the Sleeping Stars - la composizione di Toni Jokinen, elegante e notturna.

The Only One in the Crowd (Outline II) - il secondo “outline”, più strutturato e narrativo del primo.

With a Breath I Linger - chiusura morbida, contemplativa, che lascia un senso di sospensione. 


Il disco vede la partecipazione di un gruppo di musicisti che orbitano da anni attorno al mondo Seacrest, ciascuno con un ruolo ben definito:

John Wilkinson, Dan Schamber, Michael Trew, Steph Honde - voci

Toni Jokinen, Rafael Pacha - chitarre elettriche e acustiche

Keijo Hakala, Jan‑Olof Strandberg - basso

Risto Salmi - sax ed EWI

Hanna Pörsti - flauto

Mario De Siena - tastiere

Kimmo Pörsti - batteria, tastiere, basso, mix, mastering e produzione 

La scelta di suonare tutto senza alcun intervento di intelligenza artificiale - oramai occorre evidenziarlo! - è una dichiarazione di poetica: la musica deve conservare il tocco umano, la vibrazione impercettibile che nasce dalle mani e dal respiro. Pörsti insiste su questo punto, e il risultato è un album che trasmette calore, presenza, artigianalità.

La confezione è il classico mini‑LP Seacrest, sei pannelli, booklet di venti pagine. Le illustrazioni di Ed Unitsky sono parte integrante dell’opera: figure sospese, architetture impossibili, paesaggi che sembrano provenire da un universo parallelo. Unitsky non si limita a decorare, ma prova a costruire un mondo visivo che dialoga con la musica, amplificandone la dimensione epica e spirituale.

Somewhere Not Far From Here è un album che conferma Kimmo Pörsti come uno dei più solidi artigiani del prog sinfonico contemporaneo. Il legame con i Samurai è evidente e solido, ma il disco possiede una sua identità precisa, più meditativa, più intima, più libera. In un momento in cui la “multinazionale finlandese del prog” ha finalmente scelto di mostrarsi dal vivo, questo lavoro rappresenta la controparte silenziosa e riflessiva: la musica che nasce lontano dal palco, ma che trova nel tour europeo una nuova energia, un nuovo senso di continuità.

È un album che cerca la profondità e la coerenza, e proprio per questo riesce a toccare il cuore dell’ascoltatore.

Felice di aver appena ascoltato dal vivo Kimmo e i Samurai, l’abbinamento visivo ed il fresco ricordo aiutano!