domenica 21 luglio 2024

Giuliano Calcagno Liutaio al “Le son continu-Rassemblement des instruments et musiques populaires”: “Mai visto tanti strumenti artigianali così "perfetti"!


Giuliano Calcagno, grande liutaio savonese, racconta la sua recente esperienza vissuta con la moglie Silvia al “Le son continu-Rassemblement des instruments et musiques populaires”, a Chateau d'Ars, nel centro della Francia.

Racconta Giuliano…

Più di 100 espositori di ghironde, cornamuse ed altri strumenti costruiti dai migliori liutai di Francia e non...

Spettacoli serali, stage giornalieri ed un concorso per musicisti giovani - e meno giovani - con tanto di giuria e votazione del pubblico.

C'era un duo, padre e figlia di 13 anni, che ci ha veramente emozionato...

La ragazzina suona musica bretone col trombone a coulisse, brava, si deve perfezionare, si sentiva tutta la sua emozione in quelle note...

È bello vedere giovani impegnati in questi repertori che molti considerano morti...

Nei vari festival che abbiamo girato come espositori e come semplice pubblico, abbiamo sempre trovato grande umanità, umiltà, voglia di fare e di condividere, anche se come in ogni buona famiglia c'è sempre quello che te la fa cadere dall'alto, che fa il geloso, ma, son pochi!

Altri invece, mai conosciuti, si "aprono" , ti spiegano il perché hanno adottato certi accorgimenti, ti consigliano e sconsigliano di fare certe cose...

La grandezza sta anche in questo.

Tre giorni lì fanno capire, almeno a me che costruisco strumenti, che non bisogna mai fermarsi nella ricerca e nel migliorarsi e che bisogna anche osare, nel bene e nel male.


SITO DELL’EVENTO

https://www.lesoncontinu.fr/

A due passi da La Châtre, si erge maestoso lo Château d'Ars, gioiello imperdibile del festival, incastonato nella cittadina di Lourouer-Saint-Laurent.

Questo magnifico edificio, le cui origini risalgono al XIV secolo e che è stato restaurato nel XVI secolo, testimonia l'architettura emblematica di quel tempo: imponenti torri, fossati misteriosi ed elementi di fortificazione conferiscono a questo castello un aspetto fiabesco.

Circondata dal suo vasto parco alberato, è stata classificata come monumento storico dal 1926, rendendola non solo un luogo prestigioso, ma anche una preziosa testimonianza della storia e del patrimonio della regione!


Giuliano mette a disposizione il suo reportage fotografico con tanto di didascalie che illustrano strumenti e atmosfera










È intorno a questa fiera della liuteria che si organizza tutto questo raduno. Con quasi 150 espositori provenienti da tutta Europa, è una vera delizia per gli amanti degli strumenti tradizionali. È IL luogo d'incontro per i produttori di ghironda, cornamuse, strumenti a corda e a fiato, fisarmoniche, percussioni...









Che si sia principianti o esperti, è qui che tutti gli amanti della musica si incontrano per vivere la loro passione per la musica tradizionale. Lo spettacolo è un vero e proprio luogo di scambio e condivisione, dove scoprire nuovi strumenti, provare quelli che fanno sognare, e anche partecipare a jam improvvisate che fanno vibrare il luogo tutto il giorno.





Per chi vuole saperne di più sul lavoro dei liutai, le presentazioni degli strumenti permettono di scoprire il frutto di una vita di lavoro e le ultime innovazioni tecniche o tecnologiche!






giovedì 11 luglio 2024

Jethro Tull-Crest of a Knave


Jethro Tull-Crest of a Knave
Chrysalis-1987

“Crest of a Knave” è considerato dai seguaci dei Jethro Tull come l’album della rinascita, arrivato a tre anni dal precedente “Under Wraps”, culmine dell’innamoramento elettronico di Ian Anderson, influenzato dalla presenza del compositore Peter-John Vettese.

È un “punto e a capo” che passa attraverso una diversa line up, che vede oltre al sacro vate Ian - è lui che nell’occasione si occupa della parte tastieristica - e all’immancabile Martin Barre alla chitarra, Dave Pegg al basso e il doppio drummer, con l’esperto “fairportiano” Gerry Conway pronto ad alternarsi con il giovane americano Doane Perry, futura colonna portante dei Tull per il ventennio a seguire. Da segnalare la presenza di Ric Sanders al violino nel lungo “Budapest”, il brano più amato da Anderson. In realtà lo stacco rispetto al passato lascia alcuni strascichi di rigidità tecnologica - “Steel Monkey” e “Dogs In The Midwinter” -, ma è indubbio il cambio di direzione, o meglio, un ritorno al suono caratteristico della band, dove l’elemento acustico prevale in ogni contesto. Il brano di maggior visibilità è “Said She Was a Dancer”, aiutato da un video che leva ogni dubbio sul vocalist: è Ian Anderson e non Mark Knopfler!

Se “Raising Steam” profuma ancora di corso precedente, l’equilibrio - e il nuovo orizzonte - si ristabilisce con la bellissima “Farm on the Freeway”, la dinamica “Jump Start”, la drammaticità atmosferica di “Mountain Men” e la compassata e affascinante “The Waking Edge”. Le liriche di Anderson sono lo specchio delle riflessioni derivanti dal suo momentaneo allontanamento dalla scena, immerso nel lavoro “industriale”, giorni in cui è stato più facile, forse, pensare alle diversità sociali e agli aspetti ambientali del mondo contemporaneo.

Una curiosità, nel 1989 il disco vinse sorprendentemente il Grammy Award per il miglior prodotto hard rock/heavy metal davanti a nomi più autorevoli nel genere: i fans dei Metallica non gradirono la scelta! 





martedì 9 luglio 2024

Herman's Hermits


Herman's Hermits è stato un gruppo musicale inglese in auge negli anni Sessanta.
Specializzata nella musica beat, nel pop e nel rock and roll, la band si era formata a Manchester nel 1964.

Nel 1965 il singolo Mrs. Brown, You've Got a Lovely Daughter raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per tre settimane, e in Canada il singolo I'm Henry VIII, I Am, riporta il gruppo in prima posizione nella Billboard Hot 100.


Hanno fatto parte della cosiddetta British Invasion e si sciolsero una prima volta nel 1967, per tornare a suonare insieme nel 1970. Soltanto un anno dopo si sciolsero definitivamente.

Il loro più grande singolo di successo è stato il brano I'm Into Something Good (scritta da Gerry Goffin e Carole King) che nel 1964 raggiunse la prima posizione nelle classifiche di vendita in Gran Bretagna. Ottenne molto successo anche in altri paesi fu inserito nella colonna sonora del film Una pallottola spuntata.

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Il cantante Peter Noone (Herman) è stato un grande amico di John Lennon, dei Beatles.


Formazione originale:

Peter Noone (1947, voci, chitarra, tastiera)
Karl Green (1947, voci, basso)
Keith Hopwood (1946, voci, chitarra)
Derek Leckenby (1945-1994, voci, chitarra)
Barry Whitwam (1946, batteria)


Discografia:

Herman's Hermits (1965)
When the Boys Meet the Girls (Original Soundtrack) (1965)
Both Sides of Herman's Hermits (1966)
There's a Kind of Hush All Over the World (1967)
Mrs. Brown, You've Got a Lovely Daughter (1968)
The Best of Herman's Hermits (1969)
The Most of Herman's Hermits (1971)
The Most of Herman's Hermits Volume 2 (1972)
Herman's Hermits' Greatest Hits (1977)
The Very Best of Herman's Hermits (1984)

L'ATTUALITA'


Io li ricordo per questo brano indimenticabile...






Il concerto dei King Crimson del 1982, in Francia, uscirà in vinile e CD a settembre


King Crimson's Sheltering Skies (Live in Fréjus, 27 agosto 1982): per la prima volta un album dal vivo della formazione degli anni '80 viene pubblicato in vinile.

 

Un nuovo concerto dal vivo dei King Crimson del 1982 uscirà a settembre. Sheltering Skies (Live in Fréjus, 27 agosto 1982) sarà pubblicato da Panegyric/DGM il 6 settembre.

L'uscita vede il concerto del 1982, registrato mentre i Crimson erano in tour in Europa con gli allora compagni di etichetta Roxy Music a supporto di Beat, il secondo album della formazione degli anni '80 di Robert Fripp, Bill Bruford, Tony Levin e Adrian Belew.

Il concerto sarà pubblicato per la prima volta in doppio vinile e come CD autonomo dell'intero concerto, che è stato registrato per una pubblicazione video all'epoca. È anche la prima volta che un album dal vivo della formazione degli anni '80 sarà pubblicato su vinile.

L'uscita, stampata su vinile da 200 grammi con copertina apribile o un singolo CD, è stata completata con l'aggiunta della registrazione di The Sheltering Sky, dal concerto della sera precedente a Cap d'Agde. Contiene anche note di copertina dello scrittore Prog e biografo dei King Crimson Sid Smith.

 


Adrian Belew e Tony Levin saranno in tour negli Stati Uniti entro la fine dell'anno come Beat, insieme al batterista dei Tool Danny Carey e al chitarrista Steve Vai, eseguendo il repertorio dei King Crimson degli anni '80.






lunedì 8 luglio 2024

I Gentle Giant hanno rilasciato un nuovo video per “Betcha Thought We Could No Do It”


Il nuovo remix di Steven Wilson dell'album del 1977 dei Gentle Giant The Missing Piece è stato pubblicato all'inizio di quest'anno

 

Le leggende del prog britannico Gentle Giant hanno rilasciato un nuovissimo video promozionale per il remix di Steven Wilson di Betcha Thought We Couldn't Do It che è fruibile a fine articolo.

Il brano è, ovviamente, tratto dall'album della band del 1977 The Missing Piece, di cui un nuovissimo remix di Steven Wilson è stato pubblicato all'inizio di quest'anno. Un breve e acuto shock di rock uptempo, è spesso visto come la risposta della band al punk rock che imperversava intorno a loro in quel momento.

The Missing Piece è spesso citato dai fan come l'inizio del passaggio della band verso una musica più semplice e meno complessa, che era ancora più evidente nei loro ultimi due album, Giant For A Day del 1978 e l'ultimo album in studio del 1980 Civilian.

"È stato interessante, vero?" Kerry Minnear ha detto a Prog Magazine all'inizio di quest'anno quando ha rivalutato The Missing Piece con i compagni membri della band Gary Green e John 'Pugwash' Weathers. "Perché penso che sia stato Ray (Shulman, bassista, morto nel 2023) a entrare nel punk abbastanza presto. Penso che ci fosse qualcosa nel punk che lo attraeva. Aveva energia grezza e non aveva bisogno di suonare alla perfezione per comunicare, e questa è davvero una cosa preziosa in sé. Sapevamo che tipo di storia avevamo, e in un certo senso era una specie di camicia di forza perché sentivamo di dover essere intelligenti o un po' imprevedibili quindi potrebbe esserci stata una leggera ribellione in corso".

La band ha anche creato video per Memories Of Old Days  e Two Weeks In Spain, entrambi presenti in The Missing Piece.







domenica 7 luglio 2024

Da Savona all'Irlanda all'America: un pò di resoconto...

Rappresentanti della Officina della Pace


Giovedì 4 luglio 2024 è andato in scena l’evento conclusivo di una serie di incontri proposti al Santuario di Savona, focalizzati su aspetti specifici cittadini e su temi ad ampio respiro, tra il sociale e l’attualità.

Numerosi scrittori e promulgatori culturali si sono susseguiti nell’arco del mese di giugno (tutti i giovedì), dando vita ad incontri che hanno assunto un sapore aulico, provocato dal luogo che emana sacralità e predispone l’animo verso uno stato di serenità e riflessione.

L’ultimo appuntamento è nato con una logica diversa dai meeting precedenti, una sorta di festa in cui la musica l’ha fatta da padrona.

La denominazione precisa e il timing di serata sono fruibili dalla locandina a seguire…

Irlanda e America, balli e concerti, il tutto inframmezzato da tessere di estrema attualità, quelle messe sul piatto da alcuni rappresentanti/testimoni della “Officina della Pace”, associazione la cui nobile missione potrebbe essere racchiusa nelle seguenti parole catturate dalla rete: “La guerra non è che una gravissima malattia provocata da prolungate ingiustizie economiche e politiche e squilibri geografici che troppo a lungo sono stati ignorati o affrontati con soluzioni inadeguate, quando non peggiorative. Non vogliamo proporre soluzioni ma denunciare l’indifferenza, la cattiva volontà politica, il cinismo. Non vogliamo cedere alla rassegnazione! Anche se tutto ciò non servisse a nulla, sempre meglio che nulla aver fatto”.

Come non essere d’accordo, e ancora… cosa può fare la “semplicità” della musica per contribuire al raggiungimento del logico e doveroso obiettivo?

Beh, trovarsi in una piazza e ascoltarsi mi pare già una gran cosa, un piccolo simbolo ed un esempio positivo.

Il motore di tutte le iniziative è stato Roberto Fiaschi - coadiuvato da Paola Bussino - titolare/gestore della Libreria Paoline Savona, luogo di incontro quotidiano per chiunque condivida principi di convivenza minimali.

Ma la giornata del 4 luglio aveva responsabili e organizzatori precisi: Raffella Bergonzi e Roberto Storace.

Nello specifico, Raffaella si è occupata dell’insegnamento basico di balli irlandesi ad un nutrito gruppo di curiosi, che da subito hanno avuto la possibilità di mettere in pratica i suggerimenti appena ricevuti.


Roberto, musicista di lungo corso, ha proposto un set di musica irlandese, coadiuvato da Sandro Signorile e da Fiorenzo, i cui contributi sono risultati fondamentali anche dal punto di vista tecnico, in qualità di operatori del service.

Ecco un piccolo sunto di quanto accaduto…



La manifestazione si è conclusa con la proposizione di musica americana da parte dei BECS, acronimo dei cognomi di Briano Marco, Enrile Athos, Cruciani Fabrizio e Roberto Storace, a cui si sono aggiunti per alcuni cori, Raffaella, Maura Genta e Roberto Fiaschi.


Il collegamento logico è quello esistente con la scrittura di un paio di book di Pintelli/Enrile/De Negri, legati temporalmente alle sonorità proposte, letture che hanno portato qualche mese fa alla creazione dell’ensemble musicale.

Anche in questo caso propongo sample video girati da Daniela Ferrari e Maura Genta.



Una bella serata, con tanta convivialità incrementata da una pizzata all’aperto, con presenze trasversali - alcune straniere - e la soddisfazione di aver dato vita ad un momento che rimarrà nella memoria dei presenti.

E già siamo protesi, con la mente, a nuovi progetti!

 






mercoledì 3 luglio 2024

Brian Jones, Jim Morrison e... NICO


Il 3 Luglio è un giorno che accomuna due morti celebri nel mondo del Rock, quella di Brian Jones, nel 1969 e quella di Jim Morrison, esattamente due anni dopo.
Per ricordarli entrambi ricorro a… una terza persona, altrettanto importante, Nico, che li conobbe bene, da molto vicino.
La vita di Nico fu un po’ più lunga di quella di Brian e Jim, ma abbastanza complicata.
Morti premature, morti eccellenti, morti di cui rimarrà traccia, per sempre!


NICO modella

Nico conobbe i primi successi personali come modella apparendo su numerose pubblicazioni di moda a diffusione internazionale. Ancora molto giovane si trasferì a Parigi, dove ebbe modo di incontrare il famoso fotografo Tobias che la ribattezzò Nico, dal nome del suo ex boy-friend, il regista Nico Papatakis.
Nella sua carriera di modella, Nico - divenuta pupilla della famosa stilista Coco Chanel - lavorò fino alla fine degli anni '50 per riviste prestigiose come Vogue, Tempo, Vie Nuove, ed altre ancora.
Come attrice ebbe anche un ruolo minore nel film "La dolce Vita", di Fellini e interpretò alcuni film di Andy Warhol.


Con i Velvet Underground.

Dopo aver incontrato Andy Warhol ed essere divenuta un'assidua frequentatrice della sua "Factory", fu da questi incoraggiata a partecipare, come voce solista, al primo disco dei Velvet Underground, intitolato appunto "The Velvet Underground & Nico", con l'inconfondibile banana warholiana in copertina.

Il gruppo dei Velvet, anche loro frequentatori della Factory, ebbe il periodo di massima notorietà dopo la pubblicazione del disco d'esordio (1967): i loro primi concerti erano vere e proprie performance totali, comprendenti incontri di teatro, suoni e cinema in cui con la musica venivano proiettate immagini psichedeliche; un ballerino, Gerard Malanga, accompagnava canzoni come Heroin e Sunday Morning. Lo spettacolo, chiamato Exploding Plastic Inevitable o EPI, era in realtà una creazione di Warhol. Ma la presenza di Nico all'interno della band è sempre stata problematica: forzata dallo stesso Warhol, inizialmente non era stata accettata dagli altri componenti; solo John Cale maturerà con la "chanteuse" un forte legame duraturo nel tempo (sarà infatti il produttore dei suoi più importanti lavori da solista).

Nonostante ciò "The Velvet Underground e Nico" è divenuto uno dei migliori album della storia del rock, carico di innovazione e spinte targate east coast, momenti suggestivi ed espressioni metropolitane. In quest'opera s'inserisce la voce di Nico che - dotata di un timbro rauco e assolutamente personale - viene tuttora considerata una delle più belle della musica rock
La canzone Sunday Morning interpretata da Lou Reed con voce effeminata, è ritenuta un vero capolavoro, che il suo particolare modo di cantare ha reso indimenticabile.


Con Andy Warhol

Solista

Verso la fine degli anni Sessanta decide di abbandonare i Velvet proseguendo la propria attività di mannequin e registrando diversi album da solista (Cale sarà un suo importante collaboratore) ma senza mai ripetere il successo riscosso con i Velvet Underground. 
Anni più tardi dichiarò: "I Velvet volevano sbarazzarsi di me perché ricevevo più attenzione di loro da parte della stampa", a testimonianza di una collaborazione forzata anche se ben riuscita.
Questo è, però, il periodo più prolifico della sua carriera: preso in mano l'harmonium che Cale le aveva regalato, Nico inaugura un modo del tutto nuovo di concepire la canzone diventando punto di riferimento e anticipatrice della corrente dark di fine anni 70.
Dagli arrangiamenti ipnotici alle melodie pungenti e inquietanti della sua voce, a volte anche a cappella, la valkiria dai tratti perfetti butta le basi del dark: gusto per l'occulto, ambientazioni gotiche e mistero si fondono in uno con senso d'angoscia, alienazione, decadenza e mestizia: "Non so bene come faccia a vivere. È una continua lotta tra me e me. È un dramma sentirmi come aliena a me stessa. Non ho alcun riferimento per capire chi io sia. Vivo come in un perenne esilio" dichiarerà una volta l'artista. 

Il lavoro che porta a maturazione queste sue tendenze è Desertshore, in cui gli embrioni contenuti nel precedente album (The Marble Index) vengono sviluppati a pieno con risultati grandiosi. 
Nel 1974, partecipa al concerto collettivo June 1, 1974, organizzato dall'etichetta Island per promuovere la figura di Kevin Ayers. In esso, appare la sua famosa versione di The End dei Doors, incisa da Nico un anno prima nell'omonimo disco.

Con Brian Jones

La morte

Dopo circa cinquant'anni passati fra il lavoro di precoce modella, attrice, cantante e musicista, fra la tossicodipendenza e il continuo senso d'inquietudine, arriva la fine, e come la vita, è avvolta nel mistero: morì a Ibiza, nel 1988 per emorragia cerebrale, pare a seguito di una banale caduta con la bicicletta.
Con John Cale

Commento di Gabriele Lunati

Nico è una figura tragica, controversa, sfuggente, una delle personalità più sconcertanti della storia del rock, bellissima, a tal punto da odiare lei stessa la propria bellezza e proiettare il suo fisico in un tunnel di autodistruzione che la rese più simile a un puzzle in procinto di disgregarsi in mille pezzi che a una musa o a una dea di un culto pagano suo malgrado vivo e profondo. Una donna sola, apolide per scelta, imperscrutabile, con un volto enigmatico da tragedia greca e il fascino ambiguo di una vita intensa. 
Ex modella, attrice principiante, musa della Factory di Andy Warhol, chanteuse dei Velvet Underground quindi artista solista e ancora attrice impegnata in pellicole non commerciali, è diventata un'icona tragica e silenziosa che non si annovera tra le leggende del rock perché ha vissuto buona parte della sua vita artistica lontano dai clamori e dal music business. Cinica, egoista, eroinomane, incompresa. La sua fu un'esistenza oscura sul precipizio di un abisso interiore e come la sua arte, anche la morte di Nico, sacerdotessa sepolcrale del rock, resterà per sempre avvolta nel mistero.






lunedì 1 luglio 2024

Consortium e Nomadi: quale il legame?


Solo ora mi sono accorto dell’esistenza di un gruppo inglese di nome Consortium, e anche se non mi pare siano stati fondamentali all’interno del mondo musicale, realizzarono un brano significativo, che imparai ad amare da bambino, quando i Nomadi facevano parte di quel pugno di band italiane in grado di regalarci, anche, la trasposizione italiana di celebri brani d’oltremanica o d’oltreoceano.

Il titolo era “Vai Via, Cosa Vuoi” (del 1971): mi piaceva tantissimo, e il mio apprezzamento non è mutato.



E allora scopriamo qualcosa in più di questo “complesso”, termine appropriato se si fa riferimento al gergo di quei giorni…

 

I West Coast Consortium, o semplicemente Consortium, sono stati un gruppo pop psichedelico britannico che ha registrato per la Pye Records tra il 1967 e il 1970, e che divennero popolari grazie al singolo "All the Love in the World".

La band si formò originariamente come Gruppo 66, composto da Robbie Fair (chiamato anche Robbie Leggat, voce), Geoff Simpson (chitarra solista, cori), Brian Bronson (chitarra ritmica), John Barker (basso) e John Podbury (batteria).

Iniziarono facendo cover, ma in seguito si misero in proprio, dal punto di vista creativo.

Partirono come gruppo di canto armonico, nello stile dei Beach Boys e dei Four Seasons, e furono inizialmente rinominati XIT; dopo aver firmato per la Pye Records cambiarono nuovamente il nome in West Coast Consortium. 

La band pubblicò "All the Love in the World" sotto il nome abbreviato di Consortium nel 1969, canzone che raggiunse il numero 22 nella UK Singles Chart e il numero 11 nella classifica olandese.



Pubblicarono poi altri singoli, ma non entrarono in classifica. Sebbene Pye avesse offerto alla band la possibilità di registrare un album, non si arrivò mai ad una conclusione. Nel 1970 i Consortium passarono all'etichetta Trend. 

In quell’anno la formazione subì una serie di cambiamenti: Simpson se ne andò perché non era disposto a lasciare la sua famiglia per andare in tour in Italia, e fu sostituito da Billy Mangham. Anche il tastierista John Caley fu aggiunto alla formazione. Più tardi anche Brian Bronson e John Barker se ne andarono e così Mangham. La band arruolò i nuovi membri Brian Parker (chitarra) e Ken Brown (basso), ma Podbury e Caley lasciarono il gruppo per essere sostituiti da John Albert Parker (fratello di Brian) alla batteria, mentre Mick Ware si unì come secondo chitarrista solista.

La band continuò con uno stile molto più pesante, quasi psichedelico, e nel 1975 registrò un album, “Rebirth”, ma all’epoca non fu pubblicato e la band si sciolse. 

Nel 2003 verrà rilasciata un'antologia di 27 tracce delle loro registrazioni.

L'unico album registrato in carriera, “Rebirth” (1975), prese vita nel 2006.

Da allora sono state pubblicate ulteriori raccolte di materiale inedito.

 

Discografia

Album

Looking Back: The Pye Anthology (2003)

Rebirth (2006)

Mr. Umbrella Man (A Collection Of Demos 1967-1969) (2008)

13th Hour (2010) 

Singoli

"Some Other Someday" (1967)

"Colour Sergeant Lilywhite" (1968)

"All the Love in the World" b/w "Spending My Life Saying Goodbye" (1969)

"When the Day Breaks" b/w "The Day the Train Never Came" (1969)

"Beggar Man" b/w "Cynthia Serenity" (1969)

"I Don't Want Her Anymore" (1969)

"Melanie Cries Alone" (1970)

"Annabella" (1971)

"Sunday In The Park" (1972)





Marco De Luca-“La stagione decisiva”


La discografia di Marco De Luca, composta da quattro differenti progetti, fornisce indicazioni sul lungo percorso del cantautore, la cui attività inizia già nei primi ’90.

A seguire propongo la biografia ufficiale che illuminerà l'excursus del musicista di Teramo, ma è il caso di fare una sosta sul suo ultimo lavoro, “La stagione decisiva”, rilasciato tre mesi fa.

Sono otto le tracce che fanno parte dell’album, per un totale di circa trentasei minuti, tempo durante il quale De Luca propone la propria idea di musica, radici solide aggrappate ad un mondo che, temporalmente, sembra lontano anni luce, e attraverso il quale passa la denuncia - e una visione molto personale - che unisce oggettività a sentimenti, peraltro condivisibili.

Tre dei brani - “Videospazzatura”, “Il mostro” e “Un uomo gentile” - risalgono al repertorio del primo gruppo di appartenenza, a dimostrazione di una ricerca del fil rouge che annoda i percorsi di vita, alcuni dei quali portano a punti fermi che non cambiano a dispetto dello scorrere del tempo.

Ho trovato poesia e quotidianità avvolte da un grido di dolore, con un piglio iconoclasta tipico del periodo punk e, qualunque sia la sensazione d’ascolto, un tuffo nel passato è garantito.

Punk e psichedelia... potrebbe essere questo il sunto di un progetto che non può lasciare indifferenti.

Di seguito il link di un sito dove poter ascoltare e scaricare gratuitamente l’album:

https://marcodeluca.bandcamp.com/album/la-stagione-decisiva

 

In ogni caso basterà cliccare sui titoli a seguire per ottenere l’ascolto, brano per brano…

 

VIDEOSPAZZATURA 04:09

IL MOSTRO 04:32

LA FESTA 03:42

ALLA DERIVA 04:24

15 ANNI 04:07

UN UOMO GENTILE 04:28

ASPIRANTI MODELLE 06:25

IL GIORNO 05:41


 L’album è stato scritto, arrangiato e registrato da De Luca in uno studio.


BIOGRAFIA

Marco De Luca, cantautore di Atri in provincia di Teramo, esordisce nel 90' con il gruppo dei Sine, con i quali propone musica propria e cover dei Cure, per lui band di grande ispirazione. Agli inizi del 2000 il gruppo si scioglie e continua la sua attività da solista, dirada i live e si concentra sulla scrittura di nuovi pezzi e così, nel 2006, esce STANZE REMOTE, album sperimentale dalle sonorità new wave anni 80', autoprodotto e realizzato interamente da solo nello studio di casa sua. Nel 2008 esce l'EP DUE altra autoproduzione realizzata insieme ad altri musicisti, che vede lui alla voce, chitarre e arrangiamenti al computer insieme ad un bassista, batterista e percussionista, l'album tende più al pop con sonorità più aperte ed orecchiabili ed è stato trasmesso da diverse radio. Nel 2012 è uscito Canzoni Inedite, composto da alcuni brani realizzati in diversi periodi, raccolti in un album che suona più cantautoriale.

Nel 2024 è uscito il suo nuovo lavoro LA STAGIONE DECISIVA, che differisce dai suoi precedenti lavori per un maggior uso delle tastiere presenti in tutti brani, l’album è disponibile su tutti gli stores digitali.