A Deep Dive
in the Colourful and Mysterious Garden of Mr. Taxology - Taxology, 2026 – NOS Records
L’esordio dei Taxology
arriva come un piccolo terremoto creativo. Due ragazzi giovanissimi, Andrea
Rizzi e Giuseppe Bitonte, costruiscono un concept album
sorprendentemente maturo, ricco di immaginazione e di una cura artigianale che
oggi si incontra di rado. Il loro giardino sonoro è un luogo reale e insieme
mentale, un territorio dove botanica, psichedelia e narrazione filosofica
convivono con naturalezza.
L’album si presenta come un viaggio. Quindici tracce che
formano un unico flusso, un percorso ipnagogico guidato dalla voce di Bruno
Vergani, presenza discreta e magnetica che accompagna l’ascoltatore
attraverso un giardino simbolico. La tassonomia diventa un linguaggio poetico.
I nomi delle piante non classificano soltanto, aprono un nuovo pensiero. Ogni
titolo è una soglia che introduce a un organismo musicale autonomo, parte di un
ecosistema coerente.
La scrittura dei Taxology si muove con libertà. Le atmosfere
oscillano tra psichedelia, cinema, retrofuturismo, funk, orchestrazioni leggere
e improvvise aperture luminose. La tavolozza timbrica è ampia. Chitarre,
pianoforte, tastiere, archi, fiati, sitar, mandolino e percussioni orchestrali
convivono senza frizioni. Tutto è registrato in casa, con un approccio che
unisce spontaneità e precisione. Il risultato è un suono organico, vivo, che
respira.
Brani come Mandragora Caulescens, Michelia Aenea
o Celtis Australis mostrano la capacità del duo di trasformare la
materia botanica in metafora dell’interiorità. La mandragora, con il suo
confine tra scienza ed esoterismo, diventa simbolo dell’atto creativo che
emerge dal buio. Le piante diventano specchi dell’esistenza umana, presenze che
suggeriscono un rapporto diverso con la natura e con il tempo.
La voce narrante di Vergani aggiunge profondità. I suoi
interventi non interrompono il flusso, lo amplificano. Raccontano una favola
interiore, una visione interiore che invita a osservare, a entrare in relazione
senza forzare. È un gesto poetico che richiama tanto le spiritualità antiche
quanto una sensibilità contemporanea attenta all’eco-appartenenza.
La copertina rafforza l’immaginario. Mr. Taxology appare come
un alchimista ottocentesco che dirige un giardino di bulbi e ampolle luminose.
L’immagine richiama Méliès e il suo stupore infantile. È un invito a lasciarsi
sorprendere, a entrare in un mondo dove la fantasia non è evasione ma strumento
di conoscenza.
Il disco funziona come un erbario musicale. Ogni traccia è
una cellula autonoma, ma il giardino resta uno. La musica scorre con
naturalezza, senza virtuosismi superflui, con una freschezza che appartiene più
all’avanguardia che alla tradizione. Il progressive è presente come idea di
percorso, non come estetica. La psichedelia è un colore, non un recinto.
A Deep Dive in the Colourful and Mysterious Garden of Mr. Taxology è un debutto sorprendente. Non si limita a presentare un
progetto, ma apre un mondo, invitando ad un ascolto attento, capace di
accogliere le vibrazioni sottili che legano uomo e natura. È un giardino che
cambia a ogni visita, un luogo dove la musica diventa esperienza.
Un inizio incoraggiante...
