lunedì 29 giugno 2026

L'esordio sorprendente dei Taxology: A Deep Dive in the Colourful and Mysterious Garden of Mr.

 


A Deep Dive in the Colourful and Mysterious Garden of Mr. Taxology - Taxology, 2026 – NOS Records

 

L’esordio dei Taxology arriva come un piccolo terremoto creativo. Due ragazzi giovanissimi, Andrea Rizzi e Giuseppe Bitonte, costruiscono un concept album sorprendentemente maturo, ricco di immaginazione e di una cura artigianale che oggi si incontra di rado. Il loro giardino sonoro è un luogo reale e insieme mentale, un territorio dove botanica, psichedelia e narrazione filosofica convivono con naturalezza.

L’album si presenta come un viaggio. Quindici tracce che formano un unico flusso, un percorso ipnagogico guidato dalla voce di Bruno Vergani, presenza discreta e magnetica che accompagna l’ascoltatore attraverso un giardino simbolico. La tassonomia diventa un linguaggio poetico. I nomi delle piante non classificano soltanto, aprono un nuovo pensiero. Ogni titolo è una soglia che introduce a un organismo musicale autonomo, parte di un ecosistema coerente.

La scrittura dei Taxology si muove con libertà. Le atmosfere oscillano tra psichedelia, cinema, retrofuturismo, funk, orchestrazioni leggere e improvvise aperture luminose. La tavolozza timbrica è ampia. Chitarre, pianoforte, tastiere, archi, fiati, sitar, mandolino e percussioni orchestrali convivono senza frizioni. Tutto è registrato in casa, con un approccio che unisce spontaneità e precisione. Il risultato è un suono organico, vivo, che respira.

Brani come Mandragora Caulescens, Michelia Aenea o Celtis Australis mostrano la capacità del duo di trasformare la materia botanica in metafora dell’interiorità. La mandragora, con il suo confine tra scienza ed esoterismo, diventa simbolo dell’atto creativo che emerge dal buio. Le piante diventano specchi dell’esistenza umana, presenze che suggeriscono un rapporto diverso con la natura e con il tempo.

La voce narrante di Vergani aggiunge profondità. I suoi interventi non interrompono il flusso, lo amplificano. Raccontano una favola interiore, una visione interiore che invita a osservare, a entrare in relazione senza forzare. È un gesto poetico che richiama tanto le spiritualità antiche quanto una sensibilità contemporanea attenta all’eco-appartenenza.

La copertina rafforza l’immaginario. Mr. Taxology appare come un alchimista ottocentesco che dirige un giardino di bulbi e ampolle luminose. L’immagine richiama Méliès e il suo stupore infantile. È un invito a lasciarsi sorprendere, a entrare in un mondo dove la fantasia non è evasione ma strumento di conoscenza.

Il disco funziona come un erbario musicale. Ogni traccia è una cellula autonoma, ma il giardino resta uno. La musica scorre con naturalezza, senza virtuosismi superflui, con una freschezza che appartiene più all’avanguardia che alla tradizione. Il progressive è presente come idea di percorso, non come estetica. La psichedelia è un colore, non un recinto.

A Deep Dive in the Colourful and Mysterious Garden of Mr. Taxology è un debutto sorprendente. Non si limita a presentare un progetto, ma apre un mondo, invitando ad un ascolto attento, capace di accogliere le vibrazioni sottili che legano uomo e natura. È un giardino che cambia a ogni visita, un luogo dove la musica diventa esperienza.

Un inizio incoraggiante...