Il 25 maggio scorso ho avuto il piacere di affiancare Federico De Caroli
alla libreria Ubik di Savona per la presentazione del suo ultimo romanzo, L'ONIRISTA.
Dialogare con l'autore in quell'occasione ha permesso di far emergere la
complessità teorica che sta alla base del suo lavoro, un modus articolato che
si ritrova intatto non appena si aprono le pagine del libro. Il confine tra
realtà e proiezione mentale si fa infatti estremamente sottile nel momento in
cui ci si addentra nell'opera, dove l'atmosfera sospesa e una costante
sensazione di instabilità accompagnano lo sviluppo della vicenda nei suoi
spostamenti quotidiani.
L'intreccio si sviluppa all'interno di scenari emblematici
per la cifra stilistica del testo. Attraverso descrizioni accurate ma prive di
eccessi sentimentali, De Caroli delinea ambienti caratterizzati da cromatismi
stridenti e dettagli privi di armonia. Questo contrasto visivo funge da
perfetto corrispettivo formale al disorientamento profondo che attraversa
l'opera, dove gli spazi urbani e chiusi vengono percepiti come filtri verso
dimensioni capaci di sgretolare le convenzioni sociali e personali.
La narrazione procede legando le situazioni attraverso una
prosa fluida che unisce con precisione tecnica e sensibilità narrativa. Figure
singolari popolano la scena, muovendosi con una disinvoltura che amplifica, per
contrasto, il senso di estraneità e di impaccio che domina la prospettiva
centrale del racconto.
Il tessuto in cui si muovono i personaggi è descritto come un
reticolo in cui le traiettorie umane si incrociano in modo apparentemente
casuale. Il confronto con figure del passato introduce dinamiche relazionali
tese e ambigue, venate da una sottile incomunicabilità.
L'attraversamento di spazi asimmetrici e passaggi talvolta angusti o sotterranei evidenzia una forte fascinazione per il dettaglio, dove la scomposizione psicologica dei legami e la percezione del caos quotidiano diventano centrali. In queste sezioni, la scrittura si mantiene asciutta e critica, legando i concetti con connettivi logici precisi ed evitando formule retoriche o enfatiche.
Il nucleo tematico più profondo risiede nella riflessione
teorica sulla natura stessa dell'esperienza: l'idea che la realtà onirica
possieda una linearità e una coerenza non inferiori a quella cosciente, e che
il vero ostacolo risieda nell'incapacità dell'individuo di applicare i giusti
codici interpretativi a una dimensione priva di filtri protettivi.
In definitiva, L'ONIRISTA si configura come
un'indagine accurata sui meccanismi della percezione, dove le vicende mettono
costantemente in discussione la solidità del piano reale. Rinunciando alla
linearità rassicurante della narrativa tradizionale, De Caroli costringe chi
legge a confrontarsi con la natura frammentaria, stratificata e talvolta
perturbante dell'esperienza umana, mantenendo una tensione costante in ogni
capitolo e lasciando un senso di profonda e stimolante inquietudine.
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