giovedì 4 giugno 2026

Federico De Caroli-"L'ONIRISTA": commento al libro



Il 25 maggio scorso ho avuto il piacere di affiancare Federico De Caroli alla libreria Ubik di Savona per la presentazione del suo ultimo romanzo, L'ONIRISTA. Dialogare con l'autore in quell'occasione ha permesso di far emergere la complessità teorica che sta alla base del suo lavoro, un modus articolato che si ritrova intatto non appena si aprono le pagine del libro. Il confine tra realtà e proiezione mentale si fa infatti estremamente sottile nel momento in cui ci si addentra nell'opera, dove l'atmosfera sospesa e una costante sensazione di instabilità accompagnano lo sviluppo della vicenda nei suoi spostamenti quotidiani.

L'intreccio si sviluppa all'interno di scenari emblematici per la cifra stilistica del testo. Attraverso descrizioni accurate ma prive di eccessi sentimentali, De Caroli delinea ambienti caratterizzati da cromatismi stridenti e dettagli privi di armonia. Questo contrasto visivo funge da perfetto corrispettivo formale al disorientamento profondo che attraversa l'opera, dove gli spazi urbani e chiusi vengono percepiti come filtri verso dimensioni capaci di sgretolare le convenzioni sociali e personali.

La narrazione procede legando le situazioni attraverso una prosa fluida che unisce con precisione tecnica e sensibilità narrativa. Figure singolari popolano la scena, muovendosi con una disinvoltura che amplifica, per contrasto, il senso di estraneità e di impaccio che domina la prospettiva centrale del racconto.

Il tessuto in cui si muovono i personaggi è descritto come un reticolo in cui le traiettorie umane si incrociano in modo apparentemente casuale. Il confronto con figure del passato introduce dinamiche relazionali tese e ambigue, venate da una sottile incomunicabilità.

L'attraversamento di spazi asimmetrici e passaggi talvolta angusti o sotterranei evidenzia una forte fascinazione per il dettaglio, dove la scomposizione psicologica dei legami e la percezione del caos quotidiano diventano centrali. In queste sezioni, la scrittura si mantiene asciutta e critica, legando i concetti con connettivi logici precisi ed evitando formule retoriche o enfatiche.

Il nucleo tematico più profondo risiede nella riflessione teorica sulla natura stessa dell'esperienza: l'idea che la realtà onirica possieda una linearità e una coerenza non inferiori a quella cosciente, e che il vero ostacolo risieda nell'incapacità dell'individuo di applicare i giusti codici interpretativi a una dimensione priva di filtri protettivi.

In definitiva, L'ONIRISTA si configura come un'indagine accurata sui meccanismi della percezione, dove le vicende mettono costantemente in discussione la solidità del piano reale. Rinunciando alla linearità rassicurante della narrativa tradizionale, De Caroli costringe chi legge a confrontarsi con la natura frammentaria, stratificata e talvolta perturbante dell'esperienza umana, mantenendo una tensione costante in ogni capitolo e lasciando un senso di profonda e stimolante inquietudine.