Sanctuaire – Mathieu Torres
Il secondo album di Mathieu
Torres, Sanctuaire,
si presenta come una prosecuzione naturale di Desconegut, ma con un
respiro più ampio e una consapevolezza diversa. È un lavoro che cerca di “explorer
la psyché humaine à travers des architectures sonores et des improvisations qui
se déploient comme des poèmes”, come recita la presentazione ufficiale.
Torres non costruisce un santuario nel senso di rifugio, ma
di spazio aperto, dove la chitarra diventa voce e materia, dove ogni suono
sembra interrogare il silenzio da cui proviene.
La scrittura è introspettiva, ma mai chiusa. L’artista parla
di composizioni giornalistiche, e questa definizione, insolita nel
linguaggio musicale, suggerisce un modo di comporre che osserva, registra,
racconta. Non c’è retorica, non c’è virtuosismo esibito, ma piuttosto
un’attenzione al dettaglio, alla relazione tra gesto e ascolto. La chitarra di
Torres mantiene quel lirismo organico che già caratterizzava il primo disco, ma
qui si muove in un paesaggio più stratificato, dove ogni brano sembra aprire
una finestra diversa sullo stesso orizzonte.
Sanctuaire è un album che si ascolta come si leggerebbe un diario di
viaggio interiore. I titoli stessi - Le Parfum des Glycines, Khiónê,
Ténéré, Hoia Baciu - evocano luoghi reali e immaginari, spazi di
memoria e di percezione. Torres non cerca la continuità del pensiero, la
fluidità di un discorso che si fa e si disfa, come se ogni brano fosse una
tappa di un percorso che non ha fine. In questo senso, Le Clochard Céleste
(Trio), già anticipato come B‑side del disco, diventa quasi un punto di
equilibrio, un momento in cui la chitarra si apre al dialogo, lasciando
intravedere la dimensione collettiva che attraversa tutto il lavoro.
L’impressione complessiva è quella di un disco che non vuole
essere analizzato, ma abitato. Torres sembra dire che la musica non serve a
spiegare, ma a “ramener la musique à la vie et la vie à la musique”,
come affermava in una sua nota di poetica. È un gesto etico prima ancora che
estetico: riportare la musica al suo stato naturale, al suo respiro, alla sua
fragilità.
Sanctuaire è dunque un luogo di ascolto, un territorio di passaggio, un invito alla presenza. Non è un album da consumare, ma da frequentare - come si frequentano i luoghi che ci insegnano a stare.
Crediti
Mathieu Torres – chitarra, composizioni
Produzione: Matziz Records
Uscita: 5 giugno 2026
Formati: CD, vinile, digitale
Materiali ufficiali: live in studio, foto, B‑side Le Clochard Céleste (press kit)
Tracklist
1.
Le
Parfum des Glycines
2.
Pyrène
3.
Impressions
(cover)
4.
Blue
Monday
5.
Khiónê
6.
En
Marche Folle
7.
Le
Clochard Céleste (Trio)
8.
Des
Airs de Répit
9.
Rosewood
10.
Ténéré
11.
Xana
Valse
12.
Sneakers
Station
13.
Hoia
Baciu

