venerdì 5 giugno 2026

Il santuario interiore di Mathieu Torres

 


Sanctuaire – Mathieu Torres

 

Il secondo album di Mathieu Torres, Sanctuaire, si presenta come una prosecuzione naturale di Desconegut, ma con un respiro più ampio e una consapevolezza diversa. È un lavoro che cerca di “explorer la psyché humaine à travers des architectures sonores et des improvisations qui se déploient comme des poèmes”, come recita la presentazione ufficiale.

Torres non costruisce un santuario nel senso di rifugio, ma di spazio aperto, dove la chitarra diventa voce e materia, dove ogni suono sembra interrogare il silenzio da cui proviene.

La scrittura è introspettiva, ma mai chiusa. L’artista parla di composizioni giornalistiche, e questa definizione, insolita nel linguaggio musicale, suggerisce un modo di comporre che osserva, registra, racconta. Non c’è retorica, non c’è virtuosismo esibito, ma piuttosto un’attenzione al dettaglio, alla relazione tra gesto e ascolto. La chitarra di Torres mantiene quel lirismo organico che già caratterizzava il primo disco, ma qui si muove in un paesaggio più stratificato, dove ogni brano sembra aprire una finestra diversa sullo stesso orizzonte.

Sanctuaire è un album che si ascolta come si leggerebbe un diario di viaggio interiore. I titoli stessi - Le Parfum des Glycines, Khiónê, Ténéré, Hoia Baciu - evocano luoghi reali e immaginari, spazi di memoria e di percezione. Torres non cerca la continuità del pensiero, la fluidità di un discorso che si fa e si disfa, come se ogni brano fosse una tappa di un percorso che non ha fine. In questo senso, Le Clochard Céleste (Trio), già anticipato come B‑side del disco, diventa quasi un punto di equilibrio, un momento in cui la chitarra si apre al dialogo, lasciando intravedere la dimensione collettiva che attraversa tutto il lavoro.

L’impressione complessiva è quella di un disco che non vuole essere analizzato, ma abitato. Torres sembra dire che la musica non serve a spiegare, ma a “ramener la musique à la vie et la vie à la musique”, come affermava in una sua nota di poetica. È un gesto etico prima ancora che estetico: riportare la musica al suo stato naturale, al suo respiro, alla sua fragilità.

Sanctuaire è dunque un luogo di ascolto, un territorio di passaggio, un invito alla presenza. Non è un album da consumare, ma da frequentare - come si frequentano i luoghi che ci insegnano a stare.


Crediti

Mathieu Torres – chitarra, composizioni

Produzione: Matziz Records

Uscita: 5 giugno 2026

Formati: CD, vinile, digitale

Materiali ufficiali: live in studio, foto, B‑side Le Clochard Céleste (press kit)

 

Tracklist

1.   Le Parfum des Glycines

2.   Pyrène

3.   Impressions (cover)

4.   Blue Monday

5.   Khiónê

6.   En Marche Folle

7.   Le Clochard Céleste (Trio)

8.   Des Airs de Répit

9.   Rosewood

10.                 Ténéré

11.                 Xana Valse

12.                 Sneakers Station

13.                 Hoia Baciu