mercoledì 10 giugno 2026

"La Muta" cambia pelle ai Supercanifradiciadespiaredosi

 


 SUPERCANIFRADICIADESPIAREDOSI

 La Muta

 

La Muta segna il ritorno dei Supercanifradiciadespiaredosi dopo un percorso lungo, irregolare e sempre sorprendente. Sono passati nove anni da Geni Compresi e nel frattempo il trio ha attraversato silenzi, deviazioni, esperimenti e quella parentesi visionaria chiamata Aggiovaggio, un vinile illustrato che già mostrava la volontà di uscire dai binari. Con questo nuovo lavoro la band torna a una forma più diretta, asciutta e immediata, pur mantenendo quella libertà creativa che da sempre la caratterizza.

Il disco nasce attorno a una scelta precisa: una voce, due bassi e una batteria. Una formula essenziale che diventa il punto di partenza per un suono più rock, più compatto, più fisico. Mauro Andreolli, ancora una volta al fianco del gruppo, scolpisce un impianto sonoro che esalta ritmo, dinamica e presenza. I brani sono più brevi ma conservano la capacità di cambiare pelle, giocare con le strutture, sorprendere senza perdere coesione.

L’apertura con Sotto carica è un manifesto di energia. Limo spinge sul groove con un testo che colpisce per la sua ironia tagliente. The sailor hard III riprende un vecchio tema e lo rilancia con una spinta nuova. Farloccobolario crea un’atmosfera sospesa che dialoga con il libro da cui trae ispirazione. La danza del mentre riflette sul tempo con una leggerezza che non toglie forza al messaggio. Fidarsi degli altri recupera un testo degli anni Novanta e lo veste con una struttura moderna e coinvolgente. Ossidea è un piccolo viaggio giocoso che mescola immaginario infantile e mito. Fare tardi porta con sé l’eco del prog di Aggiovaggio ma lo traduce in una forma più compatta. La title track arriva come un blocco di roccia, essenziale e potente. Muta paradossa è una scheggia anarchica che diverte e spiazza. Midollo osseo è il brano più heavy, un flusso continuo che corre senza tregua. My Hell, con la collaborazione di Mario Speziali, apre una parentesi desertica e malinconica. The feene chiude il disco con un sorriso, leggero e affettuoso.

Il risultato è un album che vive di varietà e coerenza allo stesso tempo. Ogni brano ha una propria identità ma tutti condividono un’idea precisa: cambiare forma senza perdere anima. La Muta è un lavoro maturo, libero, costruito con esperienza e con quella voglia di giocare che i Supercanifradiciadespiaredosi non hanno mai abbandonato. È un disco che scorre, sorprende, diverte e invita a riascoltare. Un ritorno vero, solido, sentito.

Da scoprire, davvero.


INFO E CONTATTI:

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