martedì 21 luglio 2026

Ian Anderson rivela il nome del cantante punk che gli chiese un autografo: “Non è per me, è per mia madre”

 


Ian Anderson rivela il nome del cantante punk che gli chiese un autografo: “Non è per me, è per mia madre”

 

I Jethro Tull hanno sempre avuto fan inattesi, spesso lontani dal loro universo prog. Nel corso degli anni Ian Anderson ha scoperto che la sua musica ha raggiunto ascoltatori insospettabili, da Stephen King a Nick Cave. Tra i più sorprendenti ci sono due figure simbolo del punk, un mondo che sembrerebbe agli antipodi rispetto alla band di Aqualung.

Nel nuovo numero della rivista Prog, Anderson risponde alle domande di amici e colleghi celebri, tra cui membri di Yes, ELP, Opeth e altri protagonisti della scena rock. Una delle domande arriva da Hugh Cornwell, ex cantante degli Stranglers, che chiede ad Anderson se l’ascesa del punk sia stata un momento epocale nella storia del rock o semplicemente una fase naturale della sua evoluzione. La risposta apre la porta a un aneddoto che Anderson non aveva mai raccontato in modo così diretto.

Anderson ricorda che per lui il punk era già presente con gli MC5, poi con i Ramones, e che a metà degli anni Settanta si era insinuato nella musica britannica con una forza inevitabile. Racconta poi un episodio che lo ha colpito per la sua spontaneità. Joey Ramone, icona assoluta del punk americano, gli si avvicinò timidamente per chiedere un autografo. Anderson ricorda il momento con un sorriso. Ramone gli disse che la firma non era per lui, ma per sua madre. Un gesto semplice che rivela quanto la musica dei Jethro Tull avesse raggiunto ascoltatori molto diversi tra loro.

Joey Ramone non fu l’unico. Rispondendo a una domanda di Derek Shulman, ex cantante dei Gentle Giant, Anderson racconta di aver incontrato altri fan improbabili. Il più sorprendente fu John Lydon, l’ex frontman dei Sex Pistols. Anderson ricorda che Lydon lo avvicinò durante un evento, visibilmente allegro dopo qualche birra, e gli dichiarò con entusiasmo quanto amasse l’album Aqualung, in particolare una canzone che non ha voluto nominare ma che evidentemente aveva lasciato un segno profondo.

Questi episodi mostrano come la musica dei Jethro Tull abbia attraversato generi, epoche e identità artistiche, conquistando anche chi, almeno in apparenza, apparteneva a un mondo distante. Anderson li racconta con naturalezza, come piccoli frammenti di una storia che continua a sorprendere.