Carmine Capasso & Giorgio Fico Piazza pubblicano
il live album Vi suoniamo una storia
Ho assistito all’ultima data del tour di Carmine Capasso e
Giorgio Fico Piazza e questo elemento cambia la prospettiva con cui si
ascolta Vi suoniamo una storia.
Il disco non è soltanto la registrazione di fasi live, ma la restituzione
fedele di un clima che ho visto e sentito in prima persona. Sul palco c’era una
relazione musicale che si costruiva attraverso sguardi, dinamiche, respiri. Il
pubblico percepiva tutto questo e lo restituiva con attenzione.
L’album, pubblicato da Ma.Ra.Cash Records, conserva
esattamente quella atmosfera.
Il progetto nasce dall’incontro tra la voce e la chitarra di Carmine Capasso e il basso di Giorgio Fico Piazza, figura centrale del prog italiano. La scelta di registrare durante il tour 2024–2026 permette di cogliere la naturalezza del suono, la sua immediatezza, la sua fisicità. Non c’è costruzione da studio, c’è un palco che respira. La band lavora con una coesione che ho potuto osservare da vicino e che nel disco emerge con chiarezza.
Dal punto di vista tecnico, il live è costruito con una cura
che non cerca perfezione, ma verità. La chitarra di Capasso ha un timbro
definito, con una presenza che non invade mai gli altri strumenti. Il suo uso
del synth è misurato, funzionale, mai decorativo. La voce è ripresa con una
chiarezza che permette di cogliere sfumature e intenzioni, soprattutto nei
brani più narrativi.
Il basso di Giorgio Fico Piazza è il centro armonico del
progetto, in quanto il suo tocco è immediatamente riconoscibile, un modo di entrare nella frase
che appartiene alla scuola storica della PFM. Nei brani del repertorio
classico, da Impressioni di settembre a È festa, la sua presenza
è un ponte tra epoche. La resa sonora valorizza questa caratteristica senza mai
sovraccaricare.
La batteria di Jacopo Casadio ha un suono asciutto, controllato, con una dinamica che
segue il racconto più che la potenza. I cori aggiungono un colore che si
integra con naturalezza. Il piano e l’Hammond di Giuseppe “Sep” Sarno aprono
spazi, creano profondità, danno respiro. L’Hammond, in particolare, è
registrato con una pasta sonora che richiama la tradizione prog senza
imitazioni.
Piero Chiefa alterna basso e chitarra ritmica con una
precisione che sostiene l’intero impianto. Nelle prime quattro tracce il suo
basso crea un dialogo interessante con Piazza, un doppio registro che
arricchisce la tessitura armonica.
Il mix è pulito, equilibrato, rispettoso del palco. La scelta di evitare sovraincisioni permette di cogliere la vera natura del concerto. Il risultato è un live che non cerca effetti, ma presenza.
Il concerto si apre con i brani di Capasso. Neve Nera
e Una valigia di perché mostrano una scrittura che unisce sensibilità
cantautorale e linguaggio progressivo. Enigma, scritto per i The Trip,
aggiunge una pagina di storia personale. Monnalisa di Ivan Graziani
introduce un tono affettuoso, quasi confidenziale.
La parte centrale è dedicata a Giorgio Fico Piazza. Il live celebra i suoi ottant’anni con una sequenza che attraversa gioventù, collaborazioni, incontri. Il tempo di morire richiama la stagione con Lucio Battisti. 21st Century Schizoid Man e Lucky Man riportano in scena la tradizione di King Crimson e Emerson Lake and Palmer. La chiusura con i classici della PFM è un omaggio che diventa testimonianza.
L’ultima data del tour, quella che ho vissuto personalmente,
conferma la natura del progetto. Capasso ha guidato la serata con una presenza
scenica che non cerca protagonismo, ma relazione. Piazza ha portato la sua
eleganza naturale, quella che nasce da una vita intera dedicata alla musica. La
band ha suonato con una coesione che si costruisce solo quando il palco diventa
casa. Il pubblico ha ascoltato con attenzione, ha seguito ogni passaggio, ha
riconosciuto la storia che veniva raccontata.
In quella occasione è stato possibile assistere alla presentazione - e alla performance - di Gianmaria Zanier, tanto per restare in tema prog!
Vi suoniamo una storia è tecnica, emozione e memoria. È un live vero, fedele,
diretto. È il suono di due artisti che attraversano la loro storia e la
condividono con chi ascolta. È un documento che conserva un momento preciso, un
concerto che ho visto e che ritrovo nel disco con sorprendente fedeltà.
Tracklist
NEVE NERA - Carmine Capasso
UNA VALIGIA DI PERCHE’ - Carmine Capasso
ENIGMA - The Trip
MONNALISA - Ivan Graziani
IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO - Ennio Morricone
APACHE - The Shadows
UNA BAMBOLINA CHE FA NO, NO, NO – I Quelli
IL TEMPO DI MORIRE - Lucio Battisti
21ST CENTURY SCHIZOID MAN - King Crimson
LA CARROZZA DI - HANS - Premiata Forneria Marconi
LUCKY MAN - Emerson Lake & Palmer
IMPRESSIONI DI SETTEMBRE - Premiata Forneria Marconi
È FESTA - Premiata Forneria Marconi
Formazione
Carmine Capasso - voce, chitarra, synth
Giorgio Fico Piazza - basso
Piero Chiefa - basso (tracce 1, 2, 3, 4), chitarra ritmica
Jacopo Casadio - batteria, cori
Giuseppe “Sep” Sarno - piano, Hammond
