sabato 4 luglio 2026

Carmine Capasso & Giorgio Fico Piazza pubblicano il live album "Vi suoniamo una storia"

 


Carmine Capasso & Giorgio Fico Piazza pubblicano il live album Vi suoniamo una storia


Ho assistito all’ultima data del tour di Carmine Capasso e Giorgio Fico Piazza e questo elemento cambia la prospettiva con cui si ascolta Vi suoniamo una storia. Il disco non è soltanto la registrazione di fasi live, ma la restituzione fedele di un clima che ho visto e sentito in prima persona. Sul palco c’era una relazione musicale che si costruiva attraverso sguardi, dinamiche, respiri. Il pubblico percepiva tutto questo e lo restituiva con attenzione.

L’album, pubblicato da Ma.Ra.Cash Records, conserva esattamente quella atmosfera.

Il progetto nasce dall’incontro tra la voce e la chitarra di Carmine Capasso e il basso di Giorgio Fico Piazza, figura centrale del prog italiano. La scelta di registrare durante il tour 2024–2026 permette di cogliere la naturalezza del suono, la sua immediatezza, la sua fisicità. Non c’è costruzione da studio, c’è un palco che respira. La band lavora con una coesione che ho potuto osservare da vicino e che nel disco emerge con chiarezza.

Dal punto di vista tecnico, il live è costruito con una cura che non cerca perfezione, ma verità. La chitarra di Capasso ha un timbro definito, con una presenza che non invade mai gli altri strumenti. Il suo uso del synth è misurato, funzionale, mai decorativo. La voce è ripresa con una chiarezza che permette di cogliere sfumature e intenzioni, soprattutto nei brani più narrativi.

Il basso di Giorgio Fico Piazza è il centro armonico del progetto, in quanto il suo tocco è immediatamente  riconoscibile, un modo di entrare nella frase che appartiene alla scuola storica della PFM. Nei brani del repertorio classico, da Impressioni di settembre a È festa, la sua presenza è un ponte tra epoche. La resa sonora valorizza questa caratteristica senza mai sovraccaricare.

La batteria di Jacopo Casadio ha un suono asciutto, controllato, con una dinamica che segue il racconto più che la potenza. I cori aggiungono un colore che si integra con naturalezza. Il piano e l’Hammond di Giuseppe “Sep” Sarno aprono spazi, creano profondità, danno respiro. L’Hammond, in particolare, è registrato con una pasta sonora che richiama la tradizione prog senza imitazioni.

Piero Chiefa alterna basso e chitarra ritmica con una precisione che sostiene l’intero impianto. Nelle prime quattro tracce il suo basso crea un dialogo interessante con Piazza, un doppio registro che arricchisce la tessitura armonica.

Il mix è pulito, equilibrato, rispettoso del palco. La scelta di evitare sovraincisioni permette di cogliere la vera natura del concerto. Il risultato è un live che non cerca effetti, ma presenza.

Il concerto si apre con i brani di Capasso. Neve Nera e Una valigia di perché mostrano una scrittura che unisce sensibilità cantautorale e linguaggio progressivo. Enigma, scritto per i The Trip, aggiunge una pagina di storia personale. Monnalisa di Ivan Graziani introduce un tono affettuoso, quasi confidenziale.

La parte centrale è dedicata a Giorgio Fico Piazza. Il live celebra i suoi ottant’anni con una sequenza che attraversa gioventù, collaborazioni, incontri. Il tempo di morire richiama la stagione con Lucio Battisti. 21st Century Schizoid Man e Lucky Man riportano in scena la tradizione di King Crimson e Emerson Lake and Palmer. La chiusura con i classici della PFM è un omaggio che diventa testimonianza.

L’ultima data del tour, quella che ho vissuto personalmente, conferma la natura del progetto. Capasso ha guidato la serata con una presenza scenica che non cerca protagonismo, ma relazione. Piazza ha portato la sua eleganza naturale, quella che nasce da una vita intera dedicata alla musica. La band ha suonato con una coesione che si costruisce solo quando il palco diventa casa. Il pubblico ha ascoltato con attenzione, ha seguito ogni passaggio, ha riconosciuto la storia che veniva raccontata.

In quella occasione è stato possibile assistere alla presentazione - e alla performance - di Gianmaria Zanier, tanto per restare in tema prog!

Vi suoniamo una storia è tecnica, emozione e memoria. È un live vero, fedele, diretto. È il suono di due artisti che attraversano la loro storia e la condividono con chi ascolta. È un documento che conserva un momento preciso, un concerto che ho visto e che ritrovo nel disco con sorprendente fedeltà.

 

Tracklist

NEVE NERA - Carmine Capasso

UNA VALIGIA DI PERCHE’ - Carmine Capasso

ENIGMA - The Trip

MONNALISA - Ivan Graziani

IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO - Ennio Morricone

APACHE - The Shadows

UNA BAMBOLINA CHE FA NO, NO, NO – I Quelli

IL TEMPO DI MORIRE - Lucio Battisti

21ST CENTURY SCHIZOID MAN - King Crimson

LA CARROZZA DI - HANS - Premiata Forneria Marconi

LUCKY MAN - Emerson Lake & Palmer

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE - Premiata Forneria Marconi

È FESTA - Premiata Forneria Marconi

Formazione

Carmine Capasso - voce, chitarra, synth

Giorgio Fico Piazza - basso

Piero Chiefa - basso (tracce 1, 2, 3, 4), chitarra ritmica

Jacopo Casadio - batteria, cori

Giuseppe “Sep” Sarno - piano, Hammond