Taxi to Vega-Carnivora
EP
I
Taxi to Vega
arrivano da Roma e dai Castelli Romani con un’idea di band che oggi
sembra quasi controcorrente: quattro persone che si incontrano, si riconoscono,
si ascoltano, e decidono di costruire un suono insieme, senza strategie, senza
etichette, senza la necessità di collocarsi in un sottogenere. È un progetto
nato nel 2023, ma la sua origine reale nasce molto prima, attraverso l’amicizia
fra Andrea e Roberto, basso e batteria, cresciuti insieme e abituati a capirsi
con un gesto. È da quella intesa che si è formato il nucleo del gruppo, poi
completato dall’arrivo di Federico, chitarrista con una cultura hard rock
inglese, e di Anna, la voce più giovane, portatrice di una sensibilità moderna
e post‑2000.
La loro storia recente è fatta di tre anni quasi interamente dedicati alla composizione, con una selezionata attività live tra Roma e provincia. Non una rincorsa ai palchi, ma un lavoro lento, continuo, che ha permesso alla band di trovare un’identità condivisa. La sala prove è il loro vero centro, un luogo dove un’idea grezza entra e ne esce trasformata, dove nessuno porta un brano “finito”, dove ogni pezzo è il risultato di un processo collettivo. È un metodo che si sente subito ascoltando Carnivora, il loro primo EP, composto da quattro brani scelti per rappresentare le diverse anime del gruppo.
Spirale apre il lavoro con
un blues in 3/4 che conserva il sapore delle origini. È il primo pezzo scritto,
e si percepisce quella fase in cui una band sta ancora cercando la propria
forma ma ha già un’intenzione chiara. Carnivora, il brano che dà
il titolo all’EP, è invece la parte più dura e diretta del quartetto: riff
asciutti, un impatto immediato, un’energia che richiama le influenze metal e
grunge senza mai scivolare nella citazione. Pioggia di China
porta un’altra luce, più melodica, più aperta, più narrativa, è il brano che la
band stessa definisce “il più divertente da realizzare”, forse perché
permette un respiro diverso, una morbidezza che non contraddice l’identità del
gruppo ma la completa. In chiusura Sinapsi, un pezzo
veloce, frenetico, tecnicamente impegnativo, che restituisce la compattezza
della band e la sua capacità di muoversi su terreni più complessi senza perdere
immediatezza.
Quello
che colpisce, in Carnivora, è la naturalezza con cui convivono
influenze molto diverse: metal, funk, grunge, prog, punk. Non c’è la volontà di
mostrare un catalogo di riferimenti, né di dimostrare versatilità. È piuttosto
un modo di suonare che nasce dall’ascolto reciproco, dal lasciare spazio, dal
non irrigidire il processo creativo.
I
Taxi to Vega parlano spesso delle loro canzoni come di un “flusso di
coscienza”, e questa immagine descrive bene anche il loro rapporto con i testi:
non cercano spiegazioni, non vogliono imporre un significato, preferiscono che
ogni ascoltatore trovi il proprio. È un approccio che restituisce libertà sia a
chi scrive sia a chi ascolta.
Dal
vivo hanno scelto finora contesti condivisi, rassegne e serate con altre band,
più per costruire una comunità che per inseguire visibilità immediata. È un
modo di stare nella musica che rispecchia la loro identità, niente tabelle di
marcia, niente programmi a lungo termine, solo la volontà di lavorare un pezzo
alla volta e di godersi il tempo passato insieme.
Carnivora è il risultato di
questo percorso. Un EP che racconta con sincerità chi sono i Taxi to Vega oggi…
una band che ha trovato un equilibrio raro, un suono che nasce dall’intesa e
un’idea di rock che non ha bisogno di definizioni.
L’intervista che segue permette di entrare ancora più a fondo nel loro modo di lavorare, nelle dinamiche interne, nelle scelte che hanno portato alla nascita dell’EP e nella visione che li accompagna. È un completamento naturale all’ascolto, perché mostra la stessa autenticità che si percepisce nei brani.
Il vostro progetto nasce tra Roma e i Castelli Romani nel 2023. Come si è formato il nucleo iniziale e cosa vi ha fatto capire che poteva diventare una band vera e propria.
Conosco Roberto dai tempi del liceo e abbiamo condiviso altri progetti musicali. Dopo il periodo del covid, spinti da una “voglia di ricominciare a suonare” incontenibile, ci siamo messi alla ricerca di altri musicisti. Non è stato affatto facile e ha richiesto parecchio tempo, ma, alla fine, abbiamo incontrato Anna e Federico. La vera forza della nostra band è l’affiatamento tra noi quattro: abbiamo scoperto un’unione e un’intesa profonda che sta alla base di qualsiasi cosa facciamo e rende tutto più semplice. (Andrea).
Andrea e Roberto suonano insieme dai tempi della scuola. Quanto pesa questa lunga amicizia nel modo in cui costruite il vostro suono.
Tutti sanno che, in ogni formazione musicale, una buona intesa tra bassista e batterista, rende ogni cosa più semplice. Come detto, conosco Andrea da una vita e siamo affiatati, basta uno sguardo per capirci. Pensiamo che questa intesa emerga nelle nostre canzoni. (Roberto).
Federico porta un background hard rock inglese, Anna una sensibilità più moderna e post 2000. Come convivono queste due anime nella scrittura dei brani.
Non c'è una ricetta, quando c'è intesa ognuno mette il suo e si fa influenzare dall'altro, quando arriva la nota giusta mette tutti d'accordo. (Anna).
Dite che non volete etichette, solo “rock e basta”. Cosa significa per voi oggi rivendicare questa semplicità in un panorama pieno di sottogeneri.
Mi fanno un po’ sorridere le numerose categorie in cui è stato suddiviso il rock, basta aggiungere un effetto particolare alla chitarra ed è nato un nuovo sottogenere. Noi… siamo noi, non sappiamo dove posizionarci, sicuramente siamo rock e tanto ci basta. (Andrea).
Le vostre influenze spaziano dal Metal al Funk, dal Grunge al Prog fino al Punk. Qual è il punto in cui queste strade si incontrano e diventano Taxi to Vega.
Il punto in cui si incontrano è semplicemente… Carnivora! Il nostro EP! (Roberto).
Ogni brano nasce in sala prove, da un’idea grezza che si trasforma collettivamente. Come funziona davvero questo processo: chi porta cosa, come si decide la direzione, quando capite che un pezzo è “finito”.
La musica che abbiamo scritto fino ad ora ha dentro la personalità di ognuno di noi quattro. Quando uno di noi pensa di avere l’idea giusta, la propone agli altri e si sviluppa insieme aggiungendo, cambiando e modificando in base alle sperimentazioni che facciamo in saletta. Anche per questo abbiamo voluto firmare i nostri pezzi come “Taxi to Vega” e non individualmente. Dentro ci siamo “noi quattro” e sarebbe impossibile definire chi ha contribuito di più o di meno. A stabilire che un pezzo sia pronto lo dice… il pezzo stesso ! Te ne accorgi suonandolo che è pronto! (Andrea).
Parlate delle canzoni come di un “flusso di coscienza”. Che rapporto avete con il significato dei testi e con l’interpretazione personale dell’ascoltatore.
Secondo noi, i testi non si devono spiegare: partono da dentro e devono arrivare dentro, non devono vedere la luce della spiegazione per non bruciarsi. (Federico).
Dopo tre anni di lavoro quasi esclusivo sulla composizione avete scelto quattro brani per il vostro primo EP. Perché proprio questi quattro e cosa rappresentano del vostro percorso.
Tra i nostri brani, abbiamo scelto quelli che, secondo noi, sono più rappresentativi della nostra varietà espressiva: “Spirale” è il primo pezzo che abbiamo scritto, un blues in 3/4. “Carnivora” è il nostro brano più duro e diretto. “Pioggia di China” è più melodico. È stato il più divertente da realizzare. Infine, “Sinapsi” è un brano veloce, frenetico e impegnativo tecnicamente. (Anna).
Avete già fatto una selezionata attività live tra Roma e provincia. Che tipo di pubblico avete incontrato e cosa vi interessa trasmettere dal palco.
Fino ad ora abbiamo preferito contesti come rassegne ed eventi con altre band per espandere le nostre conoscenze e trovare un nostro posto nella comunità musicale. (Federico).
Guardando avanti: cosa vi piacerebbe esplorare nel prossimo capitolo, sia come suono sia come identità di band.
Non abbiamo tabelle di marcia, né progetti a lungo termine. Lavoriamo un pezzo alla volta alle idee che ci vengono, cercando di goderci ogni minuto del tempo che passiamo insieme. (Federico).


