Un frammento televisivo del 1979, una di quelle
apparizioni che oggi sembrano arrivare da un’altra epoca: i Dik Dik ospiti
ad Antennatre Lombardia, impegnati in un medley che attraversa la memoria
collettiva “dalla California all’Isola di Wight”. È un documento
vivo, non solo per la band che ha segnato un pezzo di immaginario italiano, ma
anche per la presenza - spesso dimenticata, mai marginale - di Joe Vescovi,
figura centrale del progressive nazionale.
Vescovi, fondatore dei The Trip, portava con sé un
linguaggio musicale diverso, più visionario, più strutturato, più vicino alle
derive sinfoniche e psichedeliche degli anni Settanta. Il suo ingresso nei Dik
Dik aggiunse una profondità inattesa, un colore armonico che si percepisce
anche in questo medley televisivo, dove la band attraversa i propri successi
con una naturalezza che oggi appare quasi artigianale.
Rivedere questo estratto significa ritrovare un pezzo di
storia pop italiana, ma anche riconoscere il percorso di un musicista che ha
saputo attraversare mondi diversi senza perdere identità. Joe Vescovi rimane
una figura di confine, tra rock e canzone, tra ricerca e mainstream, tra Savona
e un immaginario internazionale che lui, per primo, aveva intuito.
Un piccolo documento, dunque, ma capace di restituire
un’epoca e un talento.
