Un lavoro che scava nelle zone più quiete dell’emozione
C’è un filo emotivo che attraversa tutto il nuovo lavoro
degli ELLE, una ricerca costante di
autenticità, un modo di raccontare l’essere umano mentre attraversa le proprie
paure e tenta di trasformarle in un gesto di verità. Silent search of spring nasce così, come un percorso che non ha bisogno
di alzare la voce per farsi ascoltare.
Il viaggio comincia con “Babylon”, il singolo che ha
anticipato il disco. Parte come una ballata morbida, quasi timida, poi
si apre in una coda satura, un intreccio di voci che sembra voler travolgere
l’ascoltatore con un’energia improvvisa. È il primo indizio di un disco che non
teme di espandersi, di lasciare che le emozioni si allarghino fino a diventare
suono.
Da lì si entra in territori più frastagliati con “Ravine”,
una suite che procede per movimenti, cambi di prospettiva, aperture improvvise.
La coda, che omaggia Interstellar di Christopher Nolan, porta dentro
l’attualità: la pace come condizione naturale dell’essere umano, sporcata da
guerre crudeli e insensate. È uno dei momenti più intensi del disco, perché la
musica accompagna, suggerisce, lascia spazio.
“Truth” sposta ancora l’asse. Qui gli ELLE sembrano suonare in un locale di
Chicago negli anni del post‑rock: una voce che si fa fragile, una struttura che
si apre in una coda strumentale senza melodia, fatta di feedback e saturazioni
che richiamano i primi Sonic Youth. È un brano che non cerca la perfezione, ma
la sincerità del gesto.
Il percorso trova un equilibrio diverso nella title track, “Silent
search of spring”. Le chitarre acustiche intrecciate richiamano i
primi Kings of Convenience, mentre le due voci - Danilo Ramon Giannini e Miriam
Fornari - si avvolgono in un dialogo continuo, quasi un abbraccio. È qui che il
disco rivela la sua natura più intima… un rapporto d’amore silenzioso,
profondo, che non ha bisogno di dichiarazioni.
Il finale arriva con “Meeting of skins”, un brano che
rischia e funziona proprio per questo: una struttura rock che accoglie
armonizzazioni dolcissime, un equilibrio che non dovrebbe stare in piedi e
invece regge, come se il disco volesse chiudersi mostrando tutte le sue
possibilità.
Il tutto è sostenuto da un suono che si è fatto più pieno grazie all’ingresso di Giovanni Lafavia alla batteria, e soprattutto dal nuovo ruolo di Miriam Fornari, finalmente in prima linea, in un dialogo vocale che diventa la vera novità del disco.
L’album è disponibile su Spotify e conferma una maturità raggiunta senza perdere
la delicatezza degli inizi.
Crediti
Marco Calderano – chitarre
Danilo Ramon Giannini – voce e testi
Miriam Fornari – synth e voce
Giovanni Lafavia – batteria
Artwork:
Iacopo Callisti
Label:
Urtovox Records
Tracklist
1.
Ravine
2.
Pillows
3.
Truth
4.
Babylon
5.
Another
Water
6.
Freedom
Symphony
7.
Meeting
of Skins
8.
Silent
Search of Spring
