lunedì 6 aprile 2026

ELLE – Silent search of spring


 

Un lavoro che scava nelle zone più quiete dell’emozione

 

C’è un filo emotivo che attraversa tutto il nuovo lavoro degli ELLE, una ricerca costante di autenticità, un modo di raccontare l’essere umano mentre attraversa le proprie paure e tenta di trasformarle in un gesto di verità. Silent search of spring nasce così, come un percorso che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.

Il viaggio comincia con “Babylon”, il singolo che ha anticipato il disco. Parte come una ballata morbida, quasi timida, poi si apre in una coda satura, un intreccio di voci che sembra voler travolgere l’ascoltatore con un’energia improvvisa. È il primo indizio di un disco che non teme di espandersi, di lasciare che le emozioni si allarghino fino a diventare suono.

Da lì si entra in territori più frastagliati con “Ravine”, una suite che procede per movimenti, cambi di prospettiva, aperture improvvise. La coda, che omaggia Interstellar di Christopher Nolan, porta dentro l’attualità: la pace come condizione naturale dell’essere umano, sporcata da guerre crudeli e insensate. È uno dei momenti più intensi del disco, perché la musica accompagna, suggerisce, lascia spazio.

“Truth” sposta ancora l’asse. Qui gli ELLE sembrano suonare in un locale di Chicago negli anni del post‑rock: una voce che si fa fragile, una struttura che si apre in una coda strumentale senza melodia, fatta di feedback e saturazioni che richiamano i primi Sonic Youth. È un brano che non cerca la perfezione, ma la sincerità del gesto.

Il percorso trova un equilibrio diverso nella title track, “Silent search of spring”. Le chitarre acustiche intrecciate richiamano i primi Kings of Convenience, mentre le due voci - Danilo Ramon Giannini e Miriam Fornari - si avvolgono in un dialogo continuo, quasi un abbraccio. È qui che il disco rivela la sua natura più intima… un rapporto d’amore silenzioso, profondo, che non ha bisogno di dichiarazioni.

Il finale arriva con “Meeting of skins”, un brano che rischia e funziona proprio per questo: una struttura rock che accoglie armonizzazioni dolcissime, un equilibrio che non dovrebbe stare in piedi e invece regge, come se il disco volesse chiudersi mostrando tutte le sue possibilità.

Il tutto è sostenuto da un suono che si è fatto più pieno grazie all’ingresso di Giovanni Lafavia alla batteria, e soprattutto dal nuovo ruolo di Miriam Fornari, finalmente in prima linea, in un dialogo vocale che diventa la vera novità del disco. 

L’album è disponibile su Spotify e conferma una maturità raggiunta senza perdere la delicatezza degli inizi.


Crediti

Marco Calderano – chitarre

Danilo Ramon Giannini – voce e testi

Miriam Fornari – synth e voce

Giovanni Lafavia – batteria

Artwork: Iacopo Callisti

Label: Urtovox Records


Tracklist

1.   Ravine

2.   Pillows

3.   Truth

4.   Babylon

5.   Another Water

6.   Freedom Symphony

7.   Meeting of Skins

8.   Silent Search of Spring