La notizia della scomparsa di Dave
Mason, morto a 79 anni, ha riportato alla memoria una stagione
irripetibile della musica britannica. A ricordarlo è stato Steve Winwood, compagno d’avventura nei Traffic
e unico membro ancora in vita della formazione originaria. Nel suo messaggio,
Winwood ha sottolineato quanto Mason fosse stato decisivo nel definire
l’identità della band, affermando che “la sua capacità di scrivere canzoni,
il suo talento musicale e il suo spirito distintivo hanno contribuito a creare
musica che è durata ben oltre la sua epoca”.
I Traffic nacquero nel 1967, quando Winwood – reduce dal
successo con gli Spencer Davis Group – si unì a Mason, Jim Capaldi e Chris
Wood, musicisti con cui aveva condiviso lunghe jam session notturne
all’Elbow Room di Birmingham. Da quell’incontro prese forma un gruppo capace di
fondere rock, psichedelia e improvvisazione con una libertà creativa che
avrebbe segnato un’intera generazione.
Mason rimase nei Traffic solo per periodi brevi e alternati,
nel 1967, 1968 e poi nel 1971, ma il suo contributo fu determinante: firmò i
primi due grandi successi della band, Hole In My Shoe e Feelin’
Alright?, brani che avrebbero poi trovato nuova vita in decine di
reinterpretazioni. La sua presenza tornò simbolicamente sul palco nel 2004,
quando si riunì a Winwood e Capaldi per l’ingresso dei Traffic nella Rock
and Roll Hall of Fame.
Nel suo ricordo, Winwood ha voluto sottolineare il valore
umano oltre che artistico di Mason, affermando che “il suo posto nella
storia della band sarà sempre ricordato e, attraverso la musica, la sua
presenza continua a vivere”. Parole che assumono un peso ancora maggiore se
si considera che Wood è scomparso nel 1983 e Capaldi nel 2005, lasciando
Winwood come ultimo testimone diretto di quella stagione creativa.
Oggi, la scomparsa di Dave Mason chiude un altro capitolo
della storia dei Traffic, ma la sua musica – e il suo modo di intendere la
canzone – resta un punto fermo per chiunque abbia incrociato quella stagione di
libertà sonora.

