sabato 25 aprile 2026

Steve Winwood ricorda Dave Mason: un tributo alla storia dei Traffic

 

Steve Winwood (a sinistra) e Dave Mason dei Traffic durante le prove alla Fairfield Hall di Croydon, nel sud di Londra, nel giugno del 1971

La notizia della scomparsa di Dave Mason, morto a 79 anni, ha riportato alla memoria una stagione irripetibile della musica britannica. A ricordarlo è stato Steve Winwood, compagno d’avventura nei Traffic e unico membro ancora in vita della formazione originaria. Nel suo messaggio, Winwood ha sottolineato quanto Mason fosse stato decisivo nel definire l’identità della band, affermando che “la sua capacità di scrivere canzoni, il suo talento musicale e il suo spirito distintivo hanno contribuito a creare musica che è durata ben oltre la sua epoca”.

I Traffic nacquero nel 1967, quando Winwood – reduce dal successo con gli Spencer Davis Group – si unì a Mason, Jim Capaldi e Chris Wood, musicisti con cui aveva condiviso lunghe jam session notturne all’Elbow Room di Birmingham. Da quell’incontro prese forma un gruppo capace di fondere rock, psichedelia e improvvisazione con una libertà creativa che avrebbe segnato un’intera generazione.

Mason rimase nei Traffic solo per periodi brevi e alternati, nel 1967, 1968 e poi nel 1971, ma il suo contributo fu determinante: firmò i primi due grandi successi della band, Hole In My Shoe e Feelin’ Alright?, brani che avrebbero poi trovato nuova vita in decine di reinterpretazioni. La sua presenza tornò simbolicamente sul palco nel 2004, quando si riunì a Winwood e Capaldi per l’ingresso dei Traffic nella Rock and Roll Hall of Fame.

Nel suo ricordo, Winwood ha voluto sottolineare il valore umano oltre che artistico di Mason, affermando che “il suo posto nella storia della band sarà sempre ricordato e, attraverso la musica, la sua presenza continua a vivere”. Parole che assumono un peso ancora maggiore se si considera che Wood è scomparso nel 1983 e Capaldi nel 2005, lasciando Winwood come ultimo testimone diretto di quella stagione creativa.

Oggi, la scomparsa di Dave Mason chiude un altro capitolo della storia dei Traffic, ma la sua musica – e il suo modo di intendere la canzone – resta un punto fermo per chiunque abbia incrociato quella stagione di libertà sonora.