lunedì 3 agosto 2026

Il flauto magico di un vagabondo: la genesi visiva dei Jethro Tull



Come un abito logoro e una gamba alzata hanno ridefinito l'estetica del rock


Agli albori dei Jethro Tull, Ian Anderson non era la figura carismatica e sicura di sé che conosciamo oggi. Per mascherare un profondo senso di inadeguatezza e per distinguersi dalla massa di chitarristi blues, adottò un'immagine che era l'esatto opposto del glamour dell'epoca: quella di un eccentrico vagabondo scozzese.

Vestito con un cappotto lungo e consunto che sembrava recuperato da un cassonetto, Anderson iniziò a esibirsi in pose plastiche e frenetiche. La celebre postura su una gamba sola nacque quasi per errore: nel tentativo di soffiare con forza estrema nel flauto traverso e mantenere l'equilibrio durante i passaggi più veloci, Anderson sollevò istintivamente una gamba. I fotografi catturarono l'immagine e la stampa la celebrò come un marchio di fabbrica studiato. Insieme alle bizzarre gag sul palco - come le finte interruzioni meteorologiche o la presenza di animali di pezza - questa estetica permise ai Jethro Tull di decostruire la serietà del progressive rock con una dose massiccia di ironia britannica.