mercoledì 15 aprile 2015

Intervista ad Alvaro Fella


Ho conosciuto in modo diretto Alvaro Fella un paio di anni fa, in occasione di una celebrazione dei Genesis, band con cui i Jumbo suonarono agli albori del prog, al Teatro Alcione di Genova. L’ho ritrovato al FIM del 2014, sul palco del Riviera Prog Fest, e nonostante una suo momentaneo problema fisico gli impedisse una normale deambulazione, compensò alla grande con una voce straordinaria, che non avevo mai avuto la possibilità di sentire dal vivo. Nei mesi a seguire la sua attività musicale si è intensificata e mi è venuta la solita voglia di… curiosare.




Milano, 12 novembre 2014

Come definiresti il ruolo dei JUMBO all’interno del contesto prog italiano?

Penso che i JUMBO siano stati un gruppo che si diversificava abbastanza da molti altri dell'epoca che sono oggi chiamati PROGRESSIVE, sia per i testi dei loro brani sia per gli arrangiamenti degli stessi. Ultimamente mi sono ritrovato ad ascoltare vari gruppi dell'epoca (era un pò di tempo che non lo facevo), non con l'orecchio del protagonista ma con quello dell'ascoltatore, e ho riscontrato che molti dei loro testi facevano in gran parte riferimento al mondo diciamo “Fantasy” o simili  mentre i testi dei JUMBO erano molto diversi e vicini al sociale e alla realtà di tutti i giorni. Gli arrangiamenti anche loro abbastanza dissimili dal resto del periodo, molto più vicini al Rock con alternanza a momenti acustici con l'intervento di chitarra acustica flauto e pianoforte, per poi aggiungere momenti di sapore classico o jazzistico, e molto legati  a quanto il testo recitava.

Recentemente abbiamo ricordato assieme una data molto importante, quella che vide i JUMBO aprire, assieme agli Osanna, il concerto genovese dei Genesis, nell’Agosto del 1972: potresti sintetizzare qualche ricordo di quei giorni per i lettori di Progressive World?

Per quanto riguarda il famoso concerto del 1972, al purtroppo scomparso Teatro Alcione di Genova, insieme ai mitici GENESIS, condiviso anche con gli OSANNA, i ricordi sono un pò annebbiati essendo trascorsi ormai più di quaranta anni. Ricordo però che loro non erano ancora famosissimi sia in Italia che in Inghilterra come lo sarebbero diventati subito dopo; ricordo che arrivarono con due normali furgoni, anche non in ottime condizioni, come un normalissimo gruppo nostrano. I loro strumenti, soprattutto le tastiere e le casse degli amplificatori, erano anche scorticati dai continui carica e scarica dal furgone. Ci colpì naturalmente la loro meravigliosa musica, anche per quanto riguarda la presenza scenica e la strana pettinatura che all'epoca usava Gabriel e anche i travestimenti dello stesso. Devo dire in verità che gli OSANNA anche loro da tempo usavano questo tipo di presenza scenica. Poi dico una cosa che ora può sembrare una eresia, ma al tempo, non essendo loro ancora conosciutissimi, molti ragazzi del pubblico erano venuti per ascoltare i JUMBO e gli OSANNA.
           
Come proseguì la vostra storia, sino allo scioglimento della band?

Dopo quel concerto la nostra storia è proseguita con la realizzazione del terzo album, “VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI?”: al concerto di Genova ricordo che eseguimmo la “SUITE PER IL SIG. K” e “MISS RAND”, tratti dal nostro primo album DNA; poi abbiamo partecipato a molti concerti dal vivo, in special modo ai grandi raduni Rock del periodo, tipo il BE-IN di Napoli, Mestre POP, la Rassegna di musica contemporanea di Civitanova Marche, il concerto di Villa Borghese a Roma, il Parco Lambro a Milano etc etc., e poi numerosi spettacoli  aprendo concerti di gruppi stranieri in tournèe in Italia, come appunto i GENESIS, AMAZING BLONDEL, UFO,  AMOND DUUL, EKSEPTION, BEGGAR'S OPERA e altri.

Da dove nacque la vostra voglia di musica? Quali i vostri punti di riferimento dell’epoca?

Come JUMBO la nostra storia comincia con la registrazione del nostro primo album intitolato semplicemente “JUMBO”, che doveva essere un disco mio solista, poi durante la registrazione in sala è nata l'idea di far diventare tutti i partecipanti alla realizzazione del disco componenti stabili del gruppo. Alcuni di loro erano stati miei compagni d'avventure già da molti anni, come Sergio Conte, il tastierista che con me suonava già da quando era giovanissimo, poi il batterista Vito Balzano con cui avevo già suonato per molto tempo in varie formazioni; il chitarrista Daniele Bianchini e il bassista Aldo Gargano li avevo conosciuto alcuni mesi prima frequentando la mitica CARTA VETRATA locale di Bollate (MI), dove sono transitati molti dei gruppi che hanno fatto la storia della nostra musica - tipo, PFM, NEW TROLLS, BANCO ecc ecc. - un locale che oserei definire un tempio per la musica di quel periodo. L'unico componente conosciuto nell'occasione fu il flautista/ armonicista/chitarrista Dario Guidotti, venuto solo per fare degli interventi nei brani ma subito assunto come membro stabile del gruppo. Io ho cominciato molto presto, a metà anni '60: sono passato attraverso il periodo BEAT, quello R&B, quello dei primi gruppi Rock con cover di Hendrix e Cream, per poi arrivare ad inizio anni '70 al progetto JUMBO.

Come hai proseguito l’attività musicale dopo la conclusione del progetto “JUMBO”?

Dopo lo scioglimento dei JUMBO sono stato lontano dal nostro mondo per parecchi anni, deluso dalla fine che aveva fatto la musica che la mia generazione era riuscita a creare negli anni precedenti che, per ragioni politiche, era stata bandita dai concerti dal vivo e dalle trasmissioni radio e televisive; ormai si cominciava a essere travolti dalla Disco Music, i locali si erano trasformati tutti in discoteche dove il protagonista era il DJ e i ragazzi dovevano dimenarsi al ritmo dei 4/4, così non avevano il tempo di pensare. In quel periodo ho partecipato ad alcuni sporadici concerti con i JUMBO  di cui mi piace ricordare il più importante, e cioè un concerto a PARIGI al Teatro “La Cigale nel Febbraio del 1990 insieme ai MAGMA e ai IQ; di quel concerto è stato realizzato anche un CD edito dalla MELLOW RECORD. Per l'occasione eravamo riusciti a riunire tutti i componenti originali della formazione, escluso il tastierista Sergio Conte sostituito la bravo Paolo Dolfini. Purtroppo in quegli anni ho perso un po’ il contatto con il nostro mondo, e solo da circa un anno e mezzo ho ripreso a fare concerti con i CAP - consorzioacquapotabile - gruppo PROG molto interessanti e sulla scena da molti anni con una numerosa discografia alle spalle. I ragazzi mi avevano contattato proponendomi di condividere i loro concerti dove miscelare il loro repertorio al mio, accompagnandomi nei brani storici dei JUMBO. E così ho ricominciato a sentire il profumo del palco, abbiamo in questo anno fatto dei bei concerti insieme ai GARYBALDI, ai DELIRIUM, a ALDO TAGLIAPIETRA, oltre a concerti nostri; a Giugno abbiamo partecipato anche al FIM di Genova ed è stata una esperienza bellissima, perché condividere il palco con altri numerosi gruppi per alcuni giorni mi ha riportato indietro di tanti anni, atmosfera già vissuta nel periodo storico della musica PROG, cioè quei famosi raduni di cui parlavo prima.

Quale pensi sia il pezzo più pregiato della vostra discografia, da consigliare a qualche giovane che non ha avuto modo di conoscervi?

Se devo consigliare il pezzo più significativo dei JUMBO  mi trovo un pò in difficoltà: certamente la SUITE PER IL SIG. K, che compare nel secondo album DNA ed è forse un pò l'icona dei JUMBO, ma penso che tutto il disco sia da consigliare, come pure il terzo, “VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI?”, un disco interessante per chi volesse avvicinarsi e conoscere la nostra musica. Certamente è il disco della maturità, con brani dai testi molto forti, tutti censurati dalle trasmissioni RAI, all'epoca unico mezzo radiofonico (le cosiddette radio libere sarebbero nate subito dopo), con i brani SPECCHIO, VIA LARGA, 40 GRADI, VANGELO?, NO!, GIL ( con la collaborazione di Franco Battiato e Lino “Capra” Vaccina degli AKTUALA), brani interessanti sia per gli argomenti trattati nei testi sia per gli arrangiamenti degli stessi.

Come erano i JUMBO dal vivo?   
              
Dal vivo i JUMBO Erano un gruppo molto coinvolgente, sia per la forte grinta espressa  durante i concerti sia per le variazioni musicali, che alternavano momenti molto forti e aggressivi a momenti acustici, molto dolci, con interventi di flauto, pianoforte e chitarre acustiche.

Considerando la tua esperienza, ti chiedo un bilancio, una comparazione tra il prima e il dopo, per provare a chiarire se il modo di vivere la Musica era più appagante un tempo, rispetto al presente.

Certo allora vivevamo un mondo musicale diverso da come lo si vive oggi. Tieni presente che prima di noi c'erano i famosi anni '60 il mondo BEAT dove i complessi (come si chiamavano allora) erano abituati a suonare le cover dei brani in voga e ci esibiva nelle balere per 4/5 ore per far ballare il pubblico (non esistevano le discoteche), e quindi non avevamo una storia a cui riferirsi per creare qualcosa di nuovo. Poi verso il 69/70 sono cominciati a nascere i nuovi gruppi, tipo PFM, BANCO, ORME, OSANNA, BALLETTO DI BRONZO, JUMBO e altri che hanno cominciato ad esprimersi con brani originali e sonorità nuove, ispirati dal vento che arrivava da mondo anglosassone. Devo dire che il cosiddetto PROG Italiano è forse l'unica espressione musicale giovanile che non ha copiato totalmente dal mondo anglosassone, perché, a  mio parere è qualcosa cosa che sa molto di MEDITERRANEO, come riconosciuto ormai da tutti, in Giappone, Sud America e resto d'Europa. Oggi ci sono gruppi che ancora producono musica PROG, ma sono certamente avvantaggiati da 40 anni di storia a cui fare riferimento, cosa che noi all'epoca non avevamo e quindi si doveva inventare tutto di sana pianta.Oggi ci sono molti gruppi forse anche più bravi musicalmente di noi, però a volte si cura troppo la tecnica e poco l'emozionare, e si corre il rischio di suonarsi addosso.
   
Il ciclo della vita prosegue inesorabile, e ci porta via, un giorno dopo l’altro, le nostre icone musicali: esiste materia e condizione per trovare degni sostituti?
               
E' vero, il tempo ci sta portando via molte nostre icone musicali, purtroppo anche fisicamente; proprio in questi ultimi anni molti dei nostri amici ci hanno lasciato, e penso che infondo ci sia materia e condizione per trovare degni sostituti, ma così a mente fredda non saprei chi citare.
  
Pochi mesi fa hai partecipato al FIM di Genova e sono recenti le tue apparizioni con Aldo Tagliapietra: quale potrebbe essere il futuro  musicale di Alvaro Fella?      
             
Sì, a Giugno ho partecipato al FIM di Genova insieme ai CAP, tra parentesi ero in condizioni disagevoli, essendo reduce da una operazione alla gamba da circa dieci giorni, causa una caduta che mi aveva procurato una frattura di tibia e perone. Nonostante ciò è stata una esperienza bellissima perché, come dicevo prima, mi ha fatto rivivere i grandi raduni Rock degli anni '70, condividere il palco con gli altri gruppi;  fermarsi ad ascoltare gli altri, vedere i componenti degli altri gruppi che si fermano sotto il palco ad ascoltarti, è una emozione grandissima.
Come dicevo prima è ormai più di un anno che condivido i concerti con i CAP,  ragazzi e musicisti meravigliosi, e dopo questo periodo di concerti abbiamo deciso di incidere un nuovo disco insieme, con nuovi brani, alcuni composti da loro e alcuni dal sottoscritto; abbiamo già cominciato ad andare in studio e realizzare le prime cose. Penso sarà un bel lavoro che vorremmo far uscire nel prossimo periodi pasquale.
Comunque il mio sogno nel cassetto e quello di riuscire a fare un grande concerto con i JUMBO,  riuniti in versione originale.

Ma… cosa fanno ora gli ex JUMBO?

Beh, mi fa piacere ricordare cosa fanno ora i miei vecchi compagni d'avventura:
ALDO GARGANO (bassista) e VITO BALZANO (primi batterista) non suonano più.
SERGIO CONTE (tastierista) non suona più il repertorio PROG e sta preparando un disco come cantautore.
DANIELE BIANCHINI (chitarrista) ha formato un interessantissimo trio denominato TRI-ON ed eseguono nuovi brani di sua composizione.
DARIO GUIDOTTI ( flautista armonicista chitarrista e ora anche sassofonista) da anni guida un gruppo di musica BLUES chiamati BLUE CACAO ( sono bravissimi).
Infine TULLIO GRANATELLO (secondo batterista) ha abbandonato l’attività di musicista, ma è sempre nel nostro mondo come imprenditore, infatti è lui il creatore delle famose batterie “TAMBURO”, e ora ha lanciato un nuovo marchio chiamato “VOLUMEDRUMS”, batterie di nuova concezione fatte con materiali nuovi, interessantissime.