Originari di Milano, gliAlusa Fallaxnacquero a Novara nel
1969, e fecero uscire il primo singolo nello stesso anno, seguito da un secondo
a breve distanza.
Sempre nel 1969 uno dei due Guido della formazione pubblicò un 45
giri a nomeGuido degliAlusa Fallax:Guardarti
negli occhi per la West Side.
Il gruppo rimase insieme per molti anni anche se il loro unico
album venne realizzato nel 1974 dalla Fonit, un lavoro di qualità che passò
purtroppo inosservato.
L’album si inserisce nella migliore tradizione del rock
progressivo italiano, basato sulle tastiere e con evidenti influenze classiche,
avvicinandosi negli episodi migliori al Banco del Mutuo Soccorso. L’etichetta
elenca ben 13 brani, ma sono tutti collegati a formare due lunghe suite
notevoli per esecuzione e testi.
Purtroppo il disco ebbe una minima promozione, e il gruppo rimase
relegato alle performance nei locali da ballo fino al 1979.
I
dischi degli Alusa Fallax, assieme a quelli di altri gruppi analoghi, fanno
oggi parte degli oggetti di culto di un collezionismo internazionale che ha uno dei suoi
mercati più fiorenti in Giappone. L'albumIntorno alla mia cattiva educazioneè
stato ristampato in CD nel 1994 e nel 2005 e in vinile nel 2008, ed
è stato ristampato dalla "
Seven Seas/King" (K25P428) in Giappone.
Uno dei
pochissimi gruppi di rock progressivo a Bologna, Sensitiva Immagine, si formò nel 1975, e
realizzò solamente una cassetta autoprodotta (poi ristampata in CD), con un
ottimo spettacolo dal vivo con uso di costumi e scene in stile Genesis.
Anche la
musica aveva forti influenze del prog sinfonico inglese, ma il gruppo aveva un
bel suono ed uno stile abbastanza originale, con testi in italiano.
La loro
unica cassetta, “E tutto cominciò così”, venne realizzata verso la fine degli anni ‘70 e venduta
privatamente ai concerti; le note di copertina della ristampa giapponese in CD
citano il 1980 come data di realizzazione, ma altre fonti parlano del 1977 o
1978.
La
cassetta non conteneva i nomi dei musicisti, mentre la prima ristampa in CD
cita solo quattro nomi, aggiungendo un po’ di mistero su questa band.
I sei
brani della cassetta sono stati finalmente ristampati in CD nel 1991
dall’etichetta giapponese Melos (la stessa che realizzò in CD l’album mai
uscito del Buon Vecchio Charlie) in tiratura limitata subito andata fuori
produzione, mentre una seconda ristampa dell’etichetta italiana Kaliphonia ha
aggiunto due introduzioni strumentali e quattro inediti.
L’album
contiene sei bei lunghi brani con prevalenza di chitarra e tastiere, come nel
brano Harlem dalle forti influenze dei Genesis; la qualità del suono è molto
buona, anche se l’impressione complessiva è che si senta la mancanza di una
produzione professionale, specialmente nelle parti vocali che sono brevi ma in
alcune parti deboli (www.italianprog.com)
Gli Alphataurus sono un gruppo italiano
di rock progressivo formatisi nel 1973.
Provenienti
da Milano, il gruppo ha al suo attivo un unico album ufficiale, omonimo, uscito
nel 1973.
Si tratta
di un lavoro nel quale emergono soprattutto il cantante Michele Bavaro ed il
tastierista Pietro Pellegrini. I brani sono tutti lunghi e molto elaborati,
comunque lontani dalla sfarzosità tipica dei gruppi dell’epoca.
Come
molti gruppi progressivi di quei primi anni ‘70, anche gli Alphataurus devono
fare i conti con scarsi riscontri di vendita che portano ben presto il gruppo
allo scioglimento, proprio mentre stavano preparando il materiale per un nuovo
album.
Questi
brani sono poi stati pubblicati nel 1992 dalla Mellow Record su un album
intitolato "Dietro l’Uragano", ma si tratta in effetti di canzoni
appena abbozzate, in pratica delle demo per giunta senza parti vocali.
Bavaro
oggi fa il solista, dopo essere arrivato anche in Brasile, cantando brani cult
della canzone italiana.
I Malibran si formano a Catania nell’estate del 1987 e cominciano subito a suonare brani di propria composizione, in classico stile Progressive Rock. Alla fine del 1988 la line up comprende Giuseppe Scaravilli ( voce, chitarra ), Giancarlo Cutuli ( flauto, sax ), Jerry Litrico ( chitarra ), Angelo Messina ( basso ), Alessio Scaravilli ( batteria ) e Benny Torrisi ( tastiere). Con questa formazione registrano cinque dischi: The Wood of Tales ( 1990 ), Le Porte delSilenzio ( 1993 ), La Città Sul Lago ( 1998 ), In Concerto ( 2000 ) e Oltre L'ignoto ( 2001 ), i primi due per la romana Pegaso Records, i successivi per la Mellow Records di San Remo. Tengono concerti sempre più spettacolari in ogni parte della Sicilia, si esibiscono varie volte a Roma e partecipano ai maggiori festival Progressive italiani ( Castelverde ‘89, Mondovì ‘91, Altomonte ’94 ). Su L’ "Italia del Rock", edito da LA REPUBBLICA, sono indicati come uno dei gruppi più importanti della nuova scena Prog tricolore. Suonano insieme agli OSANNA, agli ANEKDOTEN e compaiono sull’Enciclopedia del Rock Italiano ( Arcana Editrice, 1993 ). Nel 1996, alla Festa del 1° Maggio tenuta a Catania con Edoardo Bennato e Gino Paoli, hanno di fronte ventimila persone. Nel 1999, a Belpasso, sono sul palco con il BANCO , e nell’ ottobre 2000 suonano in America, in North Carolina, in occasione del PROGDAY FESTIVAL, insieme alle migliori formazioni internazionali. Partecipano inoltre alla raccolta Molecole ( Kaliphonia, 1995 ) e a Songs for Jethro, tributo ai JETHRO TULL ( Il Popolo del Blues, 2000 ). Nel 2001 Cutuli e Torrisi decidono di lasciare la band, che prosegue comunque l’attività ridotta a quartetto, con Giuseppe Scaravilli impegnato anche al flauto. Dopo la ristampa brasiliana dei primi due dischi ( Rock Symphony, 1999 ), nel 2002 la Mellow pubblica The Wood of Tales Plus e nel 2003 Strani Colori ( raccolta di pezzi rari ed inediti ). Live on StageIVE ,1994, è invece il titolo del CD pubblicato dalla brasiliana Rock Symphony. Nel 2003 il previsto show di apertura all’esibizione palermitana dei JETHRO TULL è annullato all’ultimo momento dagli organizzatori locali. Intanto la francese Musea pubblica il triplo KALEVALA, opera di artisti vari, compresa la band siciliana, che partecipa anche al natalizio Tanti Auguri CD ( 2003 ) e a The Letters, tributo ai KING CRIMSON ( 2004 ). Cancellato il concerto della PFM, che i Malibran avrebbero dovuto aprire nell’estate 2004 a Catania, viene affidata alla ELECTROMANTIC di Beppe Crovella ( ARTI E MESTIERI ) la pubblicazione del dvd antologico 10 Anni in Concerto ( 2005 ). Spezzoni di questo stessa raccolta vengono proiettati sul maxischermo del primo Prog Festival di Buenos Aires. Tra il 2005 e il 2006 Giuseppe Scaravilli mette su CD circa 50 concerti della band, registra TheHome Studio Sesssions e partecipa come ospite alla ITULLIANS CONVENTION di Novi Ligure con Ian Anderson, gli ex JETHRO TULL Glenn Cornick, Clive Bunker e Dave Pegg, più John Weathers, ex GENTLE GIANT. Nel 2006 i Malibran suonano tra l’altro all’ANDRIA PROGFEST con BALLETTO DI BRONZO, OSANNA, METAMORFOSI, BANCO DEL MUTUO SOCCORSO, MALAAVIA e CONQUEROR. Nel 2008 esce Trasparenze, il nuovo disco ( in realtà più un lavoro solista di Giuseppe Scaravilli ).
Consorzio Acqua
Potabileè un gruppo di rock
progressivo italiano della zona di Novara, nato nel 1971 e ancora in attività.
Come successe ad
altri gruppi italiani degli anni ‘70 (per esempio Il Castello di Atlante),
Consorzio Acqua Potabile riuscì a pubblicare il primo album sono negli anni ‘90
(periodo del revival del progressive rock e della nascita di etichette
discografiche specializzate nel settore).
Il gruppo nacque nel
1977 a Boffalora Sopra Ticino (MI), ma venne riscoperto solo negli anni ‘90 dall’etichetta
milanese Kaliphonia che pubblicò un CD con le registrazioni di un live del
1977.
Con la riscoperta del
live del 1977 la formazione si riunì con quattro dei cinque componenti
originali.
Durante la sua
attivita negli anni ‘70 il gruppo realizzò per il teatro anche una “opera
prog”” dal titolo Gerbrand che però non venne mai registrata.
L’ispirazione
musicale del gruppo era data da complessi come Banco del Mutuo Soccorso e
Premiata Forneria Marconi
Avere in mano la copertina di “Per Viam” è stimolante e
inquietante allo stesso tempo.
Il gruppo èAntonius Rex,una novità assoluta
per me.
Eppure la genesi risale addirittura a fine anni 60!
Antonio Bartoccetti, oltre a creare musica poco
convenzionale è anche musicista alternativo e poco incline ai compromessi
tipici dell’ambiente, e interessato principalmente alla personale proposta
musicale.
Nella video intervista a seguire il personaggio di
delinea in tutta la sua complessità.
Non saprei come definire e catalogare Per Viam.
Atmosfere rarefatte, religiosità, magia,
irrazionalità, preghiera… davvero tanti gli ingredienti.
C’e’ del prog, del rock, c’e’ del Dark.
L’ho ascoltato due volte consecutivamente.
Mi ha colpito immediatamente “Woman of the
King” che, messo a tutto volume, ad occhi chiusi, conduce in
“terre antiche” e produce emozioni a raffica.
Brano avvolgente, con ritmi incalzanti e motivi di
stampo medioevale.
Sette brani in tutto, con la “Micro Demons”
d’apertura presentata nel filmato a fondo post.
Disco pregevole, non per tutti, ma secondo me in grado
di suscitare interesse in chi ama percorre strade musicali poco ortodosse.
ANTONIUS REX -Full Biography
In
Milan in 1968 the composer Antonio Bartoccetti founded the groups Jacula and
Antonius Rex, with a view to transform into music a series of
theological-philosophical and esoteric observations, which were the fruit of a
close association with the mystic Franz Parthenzy. In London in 1969 Antonio
Bartoccetti managed to cut the first "embryonic" LP, entitled
"In Cauda Semper Stat Venenum". Realising that this work would be
difficult to market, designer and producer Travers issued just a few hundred
copies in a plain black and white cover and gave them away as a symbolic and
magical gift to monasteries and made no attempt to get the LP distributed. In 1972 the
same musicians (Bartoccetti vocals-guitar-bass, Norton voice-piano-synthesizer,
Tiring church organ), cut the second album under the name Jacula, entitled
"Tardo Pede In Magiam Versus": the album, while qualitatively valid
and extremely innovative, turned out to be a commercial flop: Jacula broke up
and was reborn at the same time as Antonius Rex. During his military service in
1973 Antonio Bartoccetti thought about a new group and a new album, many songs
of which had already been composed by Doris Norton and him in 1971. In 1974 the
two musicians went back to London where they got to know Albert Goodman, an
aristocratic practioner of the occult, wealthy owner of country estates with
his own castle and indipendent Darkness record label and hobby percussionist.
After ten days of intense rehearsal, the three of them, together with engineer
Coldweiss, went into the Mondial Sound Studios in Milan, famous for its then
state-of-the-art technology and recorded the third album (the first as Antonius
Rex), entitled "Neque Semper Arcum Tendit Rex". Produced by Mr.Albert
Goodman.... the six recorded tracks are typically dark-progressive and meticulous
to the point of madness. Albert was delighted with the result and spared no
expense producing the album, which was recorded in just 38 days, to which can
be added another ten for the mixing carried out by the excellent engineer
Coldweis. Albert Goodman
went back to London with the master tape, published a demo LP with a really
strange black and white cover, including on the front magical symbols and a
"diabolical" letter dated 1624. Albert Goodman was good friends with
two directors of the Vertigo record label. The label thought the album was
great, but they were not so sure about the cover: that cover with those symbols
and that letter were just too much! They even suggested dumping the song
"Devil Letter", but the group had no intention of doing that and were
certainly not inclined to change a single thing. Albert was
very un happy about all of this.... Antonio Bartoccetti and Doris Norton had a
good laugh about it and accepted it as sign of magic destiny. In fact, Giulio
Tasnad, the Rumanian esoteric expert, declared publicly in 1975 that, whoever
listened to the song "Devil Letter", read the Letter backwards on a
Friday night and put eight of the symbols featured on the LP cover on a table,
would be absolutely certain to have a close encounter with the Prince Of
Darkness. After this event however, Antonius Rex lost momentum, record company
interest waned and the desire to record new music was missing. Even when the
wealthy Jewish record company editor, Mr.Daniele, who, together with his two
American partners was highly impressed with the album "Neque Semper Arcum
Tendit Rex", wanted Antonius Rex for new albums at all costs: Antonius Rex
were just interested in money. The guiding
principle for 1977 became "only money" because as Antonio Bartoccetti
explained: "when you have a son, life changes and you have to start
thinking about him as well". For this reason the album "Zora"
(pre-recorded in a hurry in a private studio in 1975), in both its first and
second editions turned out to be an uninspiring work, decidedly absurd....
songs from the second album "Tardo Pede In Magiam Versus" were
included with just the edition of a few drum fills from Albert. Doris Norton
played keyboards, but between one recording session and another she was breast-feeding
her son, even if the progressive-piano of "Necromancer" is still
fantastic. Antonio Bartoccetti played Gibson guitar live in the console,
smoking and anxious to get it over and done with. He sang just two words in
"Necromancer" but then got his friend Franco Mussita to sing
"Zora". Tickle
continued to dish out money, some of which was used to self produce the album
"Anno Demoni", which the group defined as an appropriate document of
electronic-dark.... the same thing happened with the album "Ralefun",
recorded in 1979 at the request of Mr.Daniel in Munich: good compositions but
recorded in too much of a hurry and without much care, with a lousy sound and
poor mixing (Colin Coldweis was not at the controls)..... the mixing was done
without the knowledge of the group. Despite all this the album
"Ralefun" enjoyed a certain success. So as not to disappoint their
fans, Antonius Rex, with the money got after breaking the contract with
Emanuele Daniele, went into the 24 track Zanibelli Regson (Milan) studios in
May 1980 and self produced, in a completely indipendent and creative way, their
album entitled "Praeternatural". This album was a limited edition for
the Musik Research record label and the musicians sold autographed copies only
to fans from all over the world, who came at periodic intervals to visit them
in their Convent-Castle.
2004:
"MAGIC RITUAL" (DVD side 1, CD side 2) 2005: album
"MAGIC RITUAL" (only LP) 2006: album
"SWITCH ON DARK" (LP, digipack) including video “Perpetual Adoration” 2009: album
"PER VIAM" (LP, digipack) including video “Micro Demons” “Per Viam”
videos 2009: - “Micro
Demons” (clip) - “Ipse
Dixit” (promotional) - Lara Fasson
(“Per Viam” promotional) - “Angels
& Demons” (clip)
Il mio incontro con il chitarrista Antonio Bartoccetti
La prima cosa su cui ho riflettuto è legata al fatto che tu hai
pubblicato la tua musica agli albori del prog. Sembra anche che non hai grossa
propensione a “contaminare” il tuo lavoro con i compromessi che normalmente
servono per uscire dalla nicchia, aiutati dalla pubblicità. Come stanno le
cose?
Partiamo dal concetto che "globalmente il tutto
è falso" per dedurre che la gran parte della esistenzialità degli umani si
basa sul compromesso e sulla violenza. Il solo fatto di essere nati senza
averlo scelto è fin troppo eloquente. Conosco gente che ritiene l'uomo un
errore di Dio... io la vedo diversamente, ma solo perché la Fortuna mi ha
sorriso. Già dagli anni '70 ogni band avrebbe venduto la propria madre in
cambio di passaggi televisivi.... per nostra saggezza noi abbiamo condannato la
Dea Tv già dal lontano '74. Quindi nessun compromesso ne ieri ne oggi... oggi
che la Tv è finalmente in agonia.
Che cosa ha maggiormente influenzato la tua formazione
musicale?
Sicuramente alcuni compositori classici tipo
Debussy, Ravel... quindi un produttore eccezionale rispondente al nome di
Robert Fripp e anche, parzialmente, la musica di Peter Hammil e dei suoi
insuperati V.D.G.G.. Ma c'è stata anche un'influenza grafica unica: la
copertina del primo album Black Sabbath; penso che quell'immagine sia stata di
ispirazione per centinaia di artisti rock-metal. Naturalmente le nostre
"cose" erano totalmente diverse... copertine mystic-dark tipo
"In Cauda" e "Tardo Pede" ed un tipo di musica
iper-personale e naturalmente invendibile. C'è stato qualcuno che ha paragonato
il nostro sound di quell'epoca a Black Sabbath, a Deep Purple... quel qualcuno
non è ne posseduto ne drogato… è solo un paziente psichiatrico... anche se la
psichiatria è un furto legale. A tale scopo amo seguire due pazienti con
problemi dando loro delle indicazioni attraverso la filosofia.
Ho inserito l’articolo su di te su Facebook e l’ho
condiviso con amici, la maggior parte musicisti o affini. La cosa su cui ho
trovato tutti d’accordo è l’originalità, la personalità e il coraggio di
proporre materiale che è tutt’altro che easylistening. Uno con orgoglio mi ha
scritto:”Io lo passo sempre nelle mie trasmissioni radio!”. La tua musica
rispecchia la tua personalità, il tuo quotidiano?
Si... ma in modo parziale... rispecchia solo
porzioni del quotidiano. Non puoi vivere quotidianamente le 24 ore al giorno in
quei mondi. Puoi farlo di notte in determinate notti, puoi farlo dopo
l'abbraccio virtuale di uno spirito, puoi farlo nel corso di un Sacrificio,
puoi farlo quando hai deciso di idealizzare una persona o quando devi guardare
attraverso le fenditure il metodo con cui il sapere è trasmesso e dedurre che
tutto vive in catene d'astuzia.
Il mondo musicale che ci arriva attraverso i media è
di infima qualità ma è quello che, forse, la maggior parte dei giovani vuole.
Pensi che ci sia spazio per qualcosa di culturalmente più avanzato, per
qualcosa di metafisico e trascendente, per la religione, per la letteratura?
Purtroppo no... andiamo fatalmente verso il peggio
con la concretizzazione di un progetto globale di annullamento delle Volontà...
questo fa comodo al potere. Ora abbiamo tossici e puttane già a 12-13 anni...
arriveranno a 18 senza più stimoli vitali o cognitivi... questa è una delle
vendette divine. C'è naturalmente spazio per "qualcosa di più" ma a
livello di nicchie poiché questo è il tempo dell'ultra-limited. Adesso ascolto
i Dream Theater... non sono creativi ma sono oggettivamente iper a livello
esecutivo, presentando la contemporaneità del Prog.
Come ho scritto a inizio post, mi ha colpito subito
“Woman Of The King”. In questo c’è poco di razionale perché al primo ascolto
non avevo ancora metabolizzato il testo. Ti gratifica o ti infastidisce il
fatto che si possa anche essere rapiti dalla tua musica istintivamente, senza
una comprensione totale?
Penso che ogni musicista abbia nella mente una
"Donna del Re"... più il rapporto è unico e più il Re le può parlare
pianissimo. Per adorarla deve ucciderla... non è semplice da comprendere ma è
solo drammaticamente così. A livello timbrico ho usato un paio di plug-in di
arpa e liuto pilotati da una delle mie Gibson elettriche: il risultato è
positivamente dolce e dicono, impressionista: mi auguro possa generare
sensazioni visive.... se poi tutto questo non è dettagliatamente compreso so
che ci sono sempre le impressioni epidermicamente primarie.
Ci sono relazioni fra la song Angels & Demons
e l'omonimo film?
Avevamo deciso di fare "Angels &
Demons" nel Gennaio 2007... subito dopo, una volta scritta la
micro-sceneggiatura che includeva una messa cattolica, una sequenza di simboli,
il messaggio "Illuminati", una virtuale sacerdotessa (interpretata
dall'attrice Claudia Mengarelli) ed ovviamente la 6 corde, l'abbiamo incisa in
4 turni. Il brano non ha nulla a che vedere con il film omonimo... film che è
una cazzata solenne e che si avvale di una colonna sonora a mezza strada fra
l'infantile e il demenziale. Un altro errore della Chiesa è che questo film non
porterà nuove vocazioni alla Chiesa stessa.
Da sempre collabori con personaggi esoterici. Oggi chi è al tuo
fianco?
Ho iniziato a 15 anni con il mago Parthenzy fino ad
arrivare alla veggente rumena Monika T.. Oggi c'è Francesca... anni 74... con
la mente e il corpo immortale di una 35enne. E' una veggente di energia totale,
assolutamente eccezionale in grado di agire anche nella magia non bianca.
Insieme abbiamo elaborato "Pre Viam" (non "Per Viam") e ci
lavoreremo ancora visto che le parti di tastiere andranno rifatte... parleremo
anche di possessioni toccate con mano.
Come nasce la collaborazione con Black Widow?
Un giorno vennero da me Laura e Mass della Black
Widow... parlammo di musica, di arte, di ipotetiche ristampe, di nuovi progetti
e anche naturalmente di vile denaro. La prima regola è stata "libertà
assoluta" per i nuovi album... e così è stato. Tutto questo non puoi
concretizzarlo con una major i cui art director non capisco un "C".
Quanto conta nel tuo lavoro la perfezione tecnologica?
Si possono ricreare certe atmosfere unplugged?
La band crea ed incide la Sua musica personale che
trova la sua ragione di esistere nella manualità, nelle composizioni spontanee,
nelle micro-sceneggiature pre-incisioni, nelle dinamiche, nelle sfumature,
negli ambienti e solo parzialmente nei testi... quindi il computer svolge
soltanto due ruoli: primo quello di registratore multitraccia e secondo quello
di archivio timbrico... abbiamo in studio circa 8.000 suoni di cui 6.000 creati
da noi per qualsiasi genere musicale ma ovviamente noi amiamo le "fusioni
timbriche" che riescono a dare un tocco di unicità. Anche la chitarra
elettrica, strumento sacro per un certo tipo di progressive, la faccio passare
in 6 o 7 fra effetti e plug-ins.
Chi compra i tuoi dischi, riferito alla fascia di età?
Abbiamo schedati quasi 30.000 fans con cui siamo in
rapporto email... la loro età media è nel mezzo del cammino e sono
prioritariamente donne... questo perché le donne hanno vitalmente bisogno di
accendere un sogno almeno una volta nella vita. Ma recentemente abbiamo
scoperto anche fans giovanissimi e questo è un vero mistero della fede.
Antonius Rex Prophecy è davvero shock... esistono
progetti collaterali?
C'è chi dice che il mondo finirà nel 2012.... la
profezia Antonius Rex inclusa in "Per Viam" dice che questa data sarà
immediatamente dopo il 2018. C'è in progetto per questo brano di realizzare un
dvd con almeno 10 interpretazioni diverse di 10 artisti provenienti sia dal
cinema, che dal teatro, che dalla Tv, che dalla strada. Abbiamo iniziato le
registrazioni e staremo a vedere.
Corre voce che Doris Norton, colonna portante degli
Antonius Rex, abbia deciso di abbandonare la band. E' dunque vero?
Penso che la Sua esistenza stia diventando sempre
più mistica . Doris Norton ha deciso di non suonare più le tastiere degli Antonius
Rex quando ha letto la sceneggiatura definitiva del video "Micro
Demons" (che non ha voluto dirigere) ... non è stata d'accordo sull'insert
delle donne vampire sul messaggio troppo oscuro che il video comunica e così ha
detto addio alla band... e come tutti sanno i grandi mantengono le decisioni.
Questo è comunque un problema perché non so dove trovare una tastierista così
eccezionale e anche perché lei vuole che vengano tolte tutte le parti di piano
e tastiere del prossimo album "Pre
Viam" (prima del cammino) ... un vero iperbolico problema anche in vista del
tour che sta organizzando la label.
Quali sono i tuoi programmi futuri? Quando uscirà il
già mitico "Pre Viam" e che cosa differenzia questo titolo da
"Per Viam"?
"Pre Viam" è stato programmato per il
giorno 1 Settembre 2009 ma dovendo rifare tastiere, clavicembali, organi e
piani, proprio non lo so. Non c'è nessuna differenza fra i due titoli "Pre
Viam" e l'attuale "Per Viam"... prova a fare un magico anagramma
e scoprirai magicamente che sono fatalmente uguali nel concept... ma non solo!
Antonius Rex ritorna con questo lavoro basato su composizioni esoteriche realizzate da Antonio Bartoccetti. Doris Norton riprende il ruolo di tastierista, arrangiatrice, ingegnere del suono e programmatrice dei calcolatori. Questo nuovo incredibile album ancora una volta rivela che forze invisibili sono capaci di penetrare in ogni essere umano essendo coinvolte in una personale e soprannaturale ricerca tesa alla fusione di magia ed esperienze mistiche estreme. L’album fornisce una serie di visioni “scure” a volte paradisiache e altre terrificanti, mettendole a disposizione dell'ascoltatore per il raggiungimento della fusione subliminare. I mortali, ascoltatori dell’album, ottengono un potere paranaturale e diventano capaci di vivere liberi, lontani dalla stupidità, dagli alienanti e dementi problemi della vita quotidiana. Il chitarrista Antonio Bartoccetti, come nel precedente album, ha scritto in primo luogo la video sceneggiatura di ogni traccia, poi ha composto le tracce audio e ha registrato tutto l’album: il lavoro è stato completato in 14 mesi. PER VIAM… il più grande , fantastico, iperbolico, mistico, progressivo, sognatore, visionario, incantevole, e terrificante nuovo album di Antonius Rex.
TRACK-LIST: Micro Demons 5,05 Per Viam 6,39 Woman of the King 8,52 Spectra 7,49 UFDEM 6,28 Antonius Rex Prophecy 11,14
Extra tracks CD-ROM Video Micro Demons 5,05 Label:Black Widow LINE UP: Antonio Bartoccetti: vocals, guitars Doris Norton: keyboards, vocal, digital drum, sound construction, computer Florian Gorman: acoustic drum Monika Tasnad: medium Guest: Rex Anthony: synthesizer on Per Viam, Ufdem, Antonius Rex Prophecy
Come ho già avuto
modo di raccontare da questo spazio, pochi giorni fa ho partecipato ad bel
concerto ad Alba, il cui resoconto è fruibile all’indirizzo:
Fantastica
la sua disponibilità, e alla mia solita domanda relativa ad una possibile
intervista, risponde subito positivamente.
Immaginando
il suo “mondo” di impegni mi limito ad una decina di quesitie… dopo 6 ore
ricevo la mail di ritorno.
Davvero
una sorpresa.
Personalmente
mi sento in colpa per essere rimasto fermo al Lanzetti dell PFM.
La
sua voce credo sia tra le migliori in assoluto e la sua voglia di sperimentare
e percorrere nuove strade dovrebbe essere un insegnamento per tanti.
Recupererò
il tempo perduto, occupandomi anche delle varie diramazioni, vediMangala
Vallispresenti
nel filmato a seguire.
L'INTERVISTA
Giovedì
ad Alba ho provato una grande emozione. Ho visto tante collaborazioni da mero
palcoscenico, ma ciò che mi è arrivato in quella occasione è la voglia di
regalare musica di qualità, senza ricercare la visibilità a tutti i costi,
senza l’urgenza del mettersi in evidenza, forse più tipico dei giovanissimi.
Ammesso che tutto questo sia vero, quali sono le differenze che esistono tra il
"vostro" muovervi nel mondo musicale attuale rispetto agli anni 70?
Alcune
cose che mi vengono in mente sono:
La
comprensione più profonda di aspetti musicali in precedenza vissuti solo d'istinto,
il consapevole rispetto per il passato e per i colleghi, la gioia di essere su
un palco per una performance più vera.
Come
ti accennavo ad Alba, ti vidi con gli Acqua Fragile come “spalla” dei Gentle
Giant.
C’era solo da imparare da loro, dai Van Der Graaf, dai Genesis, o già a quei
tempi sarebbe potuto avvenire un mutuo scambio di conoscenze musicali?
Occorre
spiegare che in Italia, fino alla fine degli anni '60, ai musicisti ed in
particolare ai gruppi, alle band, era di fatto impedito dalle case
editrici/discografiche un accesso creativo alla composizione/registrazione per
cui solo da Collage delle Orme è stato possibile iniziare un processo artistico
moderno partendo praticamente da zero.
In
quel frangente, la metodologia, l' approccio alla composizione,
all'arrangiamento, il come realizzare una copertina, insomma tutto quanto
veniva imparato da modelli anglosassoni di riferimento.
Persino
l' organizzazione tecnica, societaria e fiscale era da costruire ispirandosi a
coloro che destavano la nostra ammirazione.
Ritengo
uno scambio alla pari prima degli anni '70 praticamente irrealizzabile mentre due sere fa è stato ad esempio possibile per il
sottoscritto, con i Mangala Vallis, fare un fantastico concerto con il da te
citato David Jackson e la sua formidabile musicalità.
A
tutte le persone che hanno vissuto in diretta il prog mi viene da chiedere la
seguente cosa, elaborata nel corso dell’ultimo anno.
Credo che la musica progressiva, quella che più amo, sia di difficile parto, di
complicata esecuzione e ascolto non immediato.
Ciò mi porta a dire che questa tipologia di musica non poteva durare molto
perché pare che si abbia bisogno di easylistening e fast sings.
Che giudizio dai di questa parte di “storia musicale” e che spazi prevedi per
il futuro?
Eccoti
alcuni dei miei pensieri:
La
Musica non è per tutti e soprattutto non per le masse.
La Musica non è solo la musica registrata ma soprattutto quella eseguita dal
vivo.
Se la musica è "un arte dell'uomo per l'uomo", allora è bene che si
ricordi che l'uomo è un essere, un animale complesso e di certo una musica con
peculiari difficoltà, formati non standard, interpretazioni intense,
registrazioni sperimentali ed altro risulta essere l'arte che accompagna l'uomo
e meglio ne descrive la storia ed il mondo psico-fisico. L'
arte, e la musica in particolare, devono tornare ad essere una forma di
ribellione intellettuale che obblighi l'establishment a cambiare per evolversi.
Esempio: Le radio e le televisioni devono arrivare a sentire l'esigenza di
cambiamenti profondi nelle forme e nei contenuti come ne andasse della loro
stessa sopravvivenza. Difficile
prevedere un futuro se almeno il 50% della popolazione non rinuncia totalmente
alla televisione (provocando il crollo degli introiti pubblicitari ) in favore
di realtà più umane ed intense.
Rileggendo
la storia dei gruppi storici, è facile trovare cambi di umore, discussioni,
modifiche alle formazioni. Senza entrare in nessun tipo di polemica, che
giudizio dai, in sede di bilancio, del tuo periodo passato con la PFM?
Il
mio primo periodo con quel gruppo ancora vibrava per il progetto di
"cambiare il mondo con la musica". Sperimentare
e mettersi continuamente alla prova era il modo di procedere.
Storicamente, a livello musicale, è possibile sia stata una forzatura per il
nucleo originario dover "avere un cantante" perché la loro bravura
strumentale, originale marchio di fabbrica, tuttora si accompagna ad una
superficialità per gli episodi vocali , atteggiamento che a volte sembra
rasentare il disprezzo per le parole ed il cantato .
Quando
penso all’Inghilterra di fine anni 60 mi vengono in mente miriadi di artisti
emersi contemporaneamente e arrivati tutti al successo e magari ancora in auge
dopo 40 anni.
Perché
ciò non avviene più? Crisi di talenti, di idee, star system soffocante? E’ solo
un fatto di businnes?
Oggi
i Media hanno disintegrato il pubblico e moltiplicato i finti artisti come
bruciando la candela ad entrambe le estremità.
Pochi
giorni fa ho ascoltato artisti autorevoli legittimare le canzoncine di Sanremo,
evidenziando che chi le propone ha quel tipo di richiesta e soddisfa una larga
parte di pubblico.
Qual
è la tua posizione rispetto alla musica di disimpegno?
Questa
di dare al pubblico ciò che vuole è una grande BALLA.
Per quanto è dato a chiunque di sapere, il pubblico vuole soldi, sesso, potere
e sostanze eccitanti ed allora perché i santoni dei media non promuovono di
scaricargliene addosso una valanga? Più
semplice "nobilitare" la musica di disimpegno, quella per occupare il
mercato e tenere fuori gli artisti contrabbandandola come vitale per la
sopravvivenza dell'umanità.
L’altra
sera ad Alba ho visto un Lanzetti istrione e trascinatore.
Qual è il tuo rapporto con il pubblico in platea? Quanto è condizionante ai
fini della riuscita di un concerto il feeling che si instaura con chi hai
davanti?
Il
rapporto con il pubblico è sempre molto articolato. Per
non dilungarmi si può scherzosamente citare sai , quel Billy Shakespeare: "In ogni tragedia deve esserci un pò di commedia e viceversa..."
Ho
visto per la prima volta usare il Glovox. Da dove nasce la tua passione per la
sperimentazione e per la tecnologia?
Gli
anni '80 hanno segnato l'inizio dei cantanti -immagine e un primo declino dei
cantanti-voce. Nel deserto della discotecomania ho trovato conforto e stimolo nella ricerca
dell'elettronica applicata alla vocalità.
Posso
dire di essere stato un pioniere nel campo e tuttora alcuni dei miei studi ed
applicazioni rimangono singolari.
Ieri sera mio figlio
di 12 anni canticchiava “Morning comes” che abbiamo ascoltato il giorno prima
in auto. A mio modo cerco di trasmettere ai miei figli quella che giudico buona
musica.
Anche tu hai a cuore
la diffusione della “tua” musica verso i giovani? Cerchi di seminare campi
ancora aridi?
Più
che altro ho a cuore un mio approccio alla musica ed in modo particolare al
canto. Nel mio repertorio, ancora eseguo
brani imparati una cinquantina di anni fa. Sento di non dovermi stancare perché
ogni volta che canto, tendo una mano ai grandi maestri del passato e del
presente, un'altra mano si apre al futuro ed il mio essere si rivolge al cosmo
intero.
Puoi
raccontare qualcosa a proposito del tuo presente musicale e dei progetti
futuri?
A
brevissimo, il 3 maggio, sarò negli Stati Uniti, al Rosfest di Filadelfia con
il gruppo Mangala Vallis. Al ritorno
riprenderemo a lavorare al nuovo album.
L'estate spero mi vedrà in giro
con le varie formazioni in cui milito o che mi arruolano come ospite speciale.
Sto anche lavorando
a nuove composizioni secondo un mio particolare metodo che permette di iniziare
il lavoro senza strumenti musicali o registratori di sorta.
Intendo anche sviluppare una
forma di registrazione che prevede un posizionamento di "brandelli di
sound" su cui organizzare la tessitura vera e propria della composizione. Spero di poter
continuare ad allargare il campo della percezione della mia vocalità nonché la
confidenza nelle corde vocali e nel corpo tutto, per sviluppare la mia voce
sorprendendo anche me stesso come è già accaduto in questi ultimi anni.
La downtown di
Menphis non ha niente a che vedere con le viuzze dei paesini della riviera
ligure.
Beale
Street è una via larga e dritta e i musicisti si trovano su entrambi i lati,
con cadenza regolare, mentre le città di mare offrono piazze e angoli
caratteristici… elementi geometrici contro linearità.
In
quella strada americana, carica di storia, la tipologia è unica e gli artisti
possono essere miscelati senza che il risultato cambi.
A
Varazze, il 2 maggio appena trascorso, il blues ha diverse facce, diversi
aspetti e le proposte le più ampie possibili.
La
differenza fondamentale è una sola: Beale Street è uguale a se stessa, sempre;
la stessa musica, il blues, in una qualsiasi strada italiana è… una tantum.
Varrebbe
la pena di raccontare nei dettagli quanto accaduto a Varazze sabato 2 maggio.
Mi
limiterò a descrivere ciò che ho visto con i miei occhi e a “raccontare” il feeling,
l’atmosfera caratteristica da “evento musicale da ricordare”.
Ho
partecipato a qualcosa di nuovo, di speciale, di contrario al pensiero comune.
Portare
il blues a Varazze, in una giornata da spiagge affollate, da benessere diffuso,
sembra una bestemmia se riferita al “no pain no
blues”, un aforisma che potenzialmente rischia di trasformare
una musica di tutti in “rappresentazione di nicchia”.
Ma
i tempi cambiano, e la gente, giovane e meno giovane, ha bisogno di buona
musica e, vuoi per il tam tam online, vuoi per il tempo favorevole, le vie sono
stracolme, dalla mattina sino a sera inoltrata.
Raindogs
si propone un obiettivo che per un mero fruitore del servizio, quale io sono,
appare titanico:
una
non stop musicale di 12 ore composta da 22 spettacoli (più una jam finale),
suddivisa in 17 differenti punti cittadini.
Costo
del biglietto … zero.
E
che dire dei nomi? Ne cito alcuni, in ordine di apparizione:BonfantieTreves,Fabrizio
Poggi& Chicken Mambo,Baby Gramps,Johnny
Kaplan,Jake Walker.
Il
clou è rappresentato daiNine Below Zero, in scena
alla 21.
Non
sono riuscito ad essere presente per tutte le dodici ore, e ho quindi vissuto
spezzoni di giornata, ma in ogni caso, avrei comunque perso parte degli
artisti, molti dei quali a me sconosciuti, per la contemporaneità di alcuni
concerti, ed è questo il rammarico più diffuso ascoltato tra i vicoli
varazzini…ma accontentiamoci del miracolo!
Tutto
inizia in Piazza Beato Jacopo, con Paolo Bonfanti e Fabio Treves.
Sono
le 11.30 e la piazzetta è gremita, nonostante il sole fastidioso(in relazione
all’evento).
I
bagnanti sono impegnati altrove e la gente presente non è lì per caso fortuito.
Performance
impeccabile di questi due artisti che fanno breccia nel cuore dei tanti
spettatori, scendendo tra di loro, spronandoli alla compartecipazione.
Treves
si districa tra le tante armoniche mentre Bonfanti passa dal blues acustico,
spesso con effetto slide, alla Telecaster . Il mio figlioletto nota che Paolo è
chitarrista mancino.. forse anche io sto seminando bene!
Ad inizio concerto un
anziano signore osserva diffidente da una finestra chiusa, decentrata … verso
la fine ha guadagnato la posizione mediana ed è in compagnia della moglie!
La
piazza rappresenta l’embrione dell’eccitazione musicale che avvertirò nelle ore
a venire, e mentre il duo termina mi godo lo spettacolo della gente,
protagonista quanto gli artisti on stage.
Sono
le 13 e la mia testimonianza riparte alla 16 quando ripercorro le strette
stradine di questo paese “morto” in inverno, “superaffollato” nella bella
stagione.
Prima
di arrivare a Piazza S. Ambrogio, luogo in cui si esibirà Fabrizio Poggi
& Chicken Mambo , trovo cinque band che in altro momento sentirei senza
perdere un solo attimo, ma è questa anche una giornata di scelte!
L’esibizione
di Poggi slitta di qualche decina di minuti e riesco così a sentire “Hey Joe” ,
eseguita dai savonesiDirty Trick.
Mio
figlio, sempre lui, cerca bibite in un bar e quando al mio ritorno non mi trova
nel suo punto di riferimento chiede a Treves, incontrato per caso:” ..hai visto il mio papà..?”, nemmeno fossimo ex compagni di
scuola”! “ Quando me lo racconta, e gli faccio notare l’inadeguatezza della
domanda mi dice:
”
…ma dai … è un uomo come noi!”
Impossibile
descrivere esaurientemente l’atmosfera che si respira.
Si
cammina avendo la certezza che la quasi totalità delle persone è lì per un
motivo comune, e si rafforza in me, ancora una volta, la convinzione che la
musica sia un potente elemento aggregante, capace di abbattere ogni tipo di
barriera.
Fabrizio
Poggi ha appena iniziato quando raggiungo la ”sua “ piazza.
Lì
vi trovo un sacco di amici, artisti e ascoltatori comuni, smossi dal passaggio
di informazioni che l’attuale tecnologia favorisce.
E’
una grande festa!
Fabrizio
inizia con le sue armoniche, la sua voce, accompagnato da basso e chitarra.
Riesco
a filmare un paio di brani, grazie anche ad Angelina, gentilissima compagna di
Poggi .
La gente si avvicina
e batte le mani seguendo il … “clap your hands and save your soul..”Non so se basta per guadagnarsi una fetta di paradiso,
ma questa musica fatta di pochi accordi ( e tanto virtuosismo), questo blues
nato in terre lontane, sa colpire nel profondo, e lascia il segno.
I
miei impegni familiari mi riportano temporaneamente a Savona, ma nel
ripercorrere a ritroso i vicoli, mi ritrovo nella piazza del mattino, dove Baby
Gramps sta intrattenendo un pubblico entusiasta.
Mi
allontano mentre il signore anziano, al mattino diffidente e nascosto, ha
spalancato le finestre e … lascia entrare la musica!
Ritorno
alla 21 e inizia il concerto principale.
Mi hanno riferito che i NBZ erano “la spalla” dei
Dire Strait a Sanremo, nel 1980. Io c’ero ma non ne ho il minimo ricordo.
Sono seduto sotto al palco. Nemmeno a sedici anni
ci riuscivo!
Filmo gran parte di un evento straordinario, per
qualità e coinvolgimento.
I brani storici si
mescolano a contaminazioni “straniere”, ma il risultato è notevole.
Pubblico in delirio sino ai bis, dove tre ragazze guadagnano il palco e una di
loro contribuisce all’irrobustimento della sezione ritmica, con tanto di
bacchetta “strapazzatimpano”.
Il cantante deLeTrois
Tettons, complice forse la sua maglietta rollingstoniana, viene
chiamato sul palco e duetta su “Brown Sugar”.
Che giornata
indimenticabile!
Finisce il concerto,
ma continua la musica.
Il pubblico si dirada velocemente e si ridistribuisce nei punti di ascolto
restanti, in una sorta di sana trance musicale come quella che forse un tempo
animava le manifestazioni dei grandi ideali, delle grandi utopie.
Mi ritrovo al bar Spot a sentire ciò che rimane di Johnny Kaplan.
La sua musica diventa , ahimè , solo sottofondo del mio incontro con un altro
musicista/spettatore, che avrei visto bene su qualche palco varazzino.
J.C. Cinel mi di dice di essersi divertito da morire e aggiunge”…io mi
trasferisco qui!!”
Me ne vado quando la festa è ancora in corso.
Me ne vado col
rammarico di non aver potuto ascoltareAbba Zabba, Pulin & Little Mice,
JaimeDolce, Jake Wlker Duo, Max Prandi, The Big
Sound of Country Music, Veronica SbergiaTrio,
Dirtytrainload,Maurizio Gnola &e Jimmy Ragazzon, Dodo ArmonicaKid
& Gianluca Maiorino, Mauro Ferrarese, Angelo Leadbelly Rossy Pyton
Fecchio, Blue Young Monkeys, Spiritual Gangsta, Les Trois Tetons, Bluse,
Thetruestoryoftheend, Claudio Bellato.
Tanto di cappello al
Raindogs.
Tanto di cappello a
tanti artisti che oggi ci hanno ricordato che “la differenza tra chi suona e chi ascolta è
solo nella posizione, uno di fronte all’altro”(Poggi docet).