lunedì 19 novembre 2012

"Struttura e Forma" in concerto a Cicagna



Nel recente neonato MAT2020 avevo inserito “Struttura e Forma” nella rubrica “La gioia di ritrovarli”.
Ed è stato davvero bello rivedere il primo atto live di questa band che si ripropone dopo 40 anni sotto una fortissima pressione, quella della passione musicale che non si può accantonare.
L’occasione nasce sabato 17 novembre, nello splendido Teatro di Cicagna, nell’entroterra genovese.
Il progetto è totalmente strumentale, ed è imperniato sul virtuosismo chitarristico di Franco Frassinetti e Giacomo Caliolo, musicisti di lungo corso del panorama genovese. Se poi il completamento prevede una sezione ritmica formata da Marco Porritiello alla batteria e Stefano Gatti al basso, il quadro assume aspetti interessanti… a prescindere.
Ancora una volta il pubblico non è stato quantitativamente ottimale, come ha sottolineato inizialmente un emozionatissimo Frassinetti. Di questi tempi capita.
Una serie di problemi tecnici, e la normale “ruggine” che si presenta all’inizio di ogni nuova avventura, potevano essere elementi destabilizzanti, ma tutto ciò che doveva arrivare al pubblico… è arrivato, e non vi è alcun dubbio che con la continuità arriveranno anche le soddisfazioni.
Indiscutibilmente abili dal punto di vista tecnico, Struttura e Forma pare arrivino al momento giusto, perché la musica che propongono - mi riferisco al genere - si differenzia da quella che normalmente viene presentata nei circuiti conosciuti.
Virtuosismo tecnico dicevo, con le chitarre che la fanno da padrone, ma con una sezione ritmica mostruosa, costituita dal minimalista Gatti - nella posizione intendo - nascosto dietro al suo spartito e da un motore come Porritiello, che mi ha ricordato a tratti John "Pugwash" Weathers, tra tempi pari e dispari (Odds and Even).
Non sono mancati gli ospiti, come il bassista Antonello Palmas Cotogno e il giovane Mattia Frassinetti (spero di non sbagliare il nome di battesimo), chitarrista aggiunto e figlio d’arte.
Un repertorio probabilmente ancora da integrare, ma già sufficiente per far capire gli  intenti della band, propositi che sono emersi chiari, lucidi, e per niente appannati da quella serie di circostanze poco fortunate a cui ho accennato.
Alla Struttura e Forma aggiungerei tanta sostanza, e penso che qualche  strada interessante potrebbe schiudersi.
Io mi sono divertito, e ho captato tutto quello che c’era da assimilare. Ora la speranza è che il diesel non si fermi più… sarebbe un vero peccato.



Appendice

Dopo aver “interrogato” Franco Frassinetti per MAT2020, leggiamo stralci tratti dal "Caliolo pensiero", rubati ad un giacomoaruotalibera, prima del concerto.

Perché riunirsi dopo tanto tempo?
Sarebbe successo comunque, perché nonostante le nostre strade professionali si siano separate nel 1978 abbiamo continuato a lavorare in ''ambito professionale'',
e prima o poi…
Come tu sai io affianco la mia attività di produttore ed arrangiatore nel pop a quella di musicista, e sottolineo che sia io che Franco siamo stati sempre un pò controcorrente; ultimamente abbiamo avuto anche qualche riconoscimento da parte di personaggi importanti nel mondo musicale e questo ci stimola a proseguire un discorso artistico che si sta concretizzando anche in altri progetti.
Qualche aneddoto? Ricordo che provavamo alle sale Sturla di Genova, che in quel periodo erano gestite dai Matia Bazar, e spesso quando suonavo mi apriva qualcuno di loro:  Antonella, Carlo Aldo, (Stellita); quest’ultimo lo ricordo con commozione perché venne qualche tempo dopo ad ascoltarci nello studio che avevamo allestito in vico dell'orto rosso,  tra via Del Campo e via Luccoli e ci fece i complimenti ... cosa dire? Il primo  contratto discografico con la Long Star Music di Wess...
L'amicizia è fondamentale se è vero che oggi siamo ancora insieme  a parlare di ampli, suoni, switcher, ed altro.
Noi siamo gli stessi musicisti di allora... certo il nostro attuale linguaggio è più
allineato  a quello “moderno”, e poi noi due abbiamo due diversi modi di comporre, ma che si  amalgamano bene, e il nostro progetto attuale è basato su di un rock strumentale, ma con  caratteristiche credo abbastanza personali, perché abbiamo inserito elementi  particolari e inconsueti all'interno dei brani.
Piani futuri... beh, ognuno ha le proprie  produzioni... io ad esempio ho due CD di classic  pop in uscita, (Milena Torti e Walter Pradel), poi  oltre all'altro gruppo dove milito, sto lavorando con  Franco ad un progetto del bassista dei red Phoenix Blues, Antonello Palmas  Cotogno. E comunque cercheremo si suonare in Europa... recupereremo il tempo perduto da giovanissimi ora siamo pronti.