IlPorto Antico Prog
Fest, realizzato a Genova dalla Black Widow Records lo scorso luglio, mi
ha permesso di conoscere da vicino Nik Turner,
membro
degli Hawkwind dal 1970 al 1976, band con cui ha inciso sei album in studio e
uno dal vivo. Successivamente ha formato i Nick Turner's Sphinx, con i quali ha
militato fino alla fine del secolo scorso.
Non è più un ragazzino il buon Nik, ma parlare
con lui e, soprattutto, assistere alla sua performance, mi ha dato l’idea che i
suoi quasi 78 anni siano solo puro dato statistico, e che la musica - e più in
generale una passione - possa essere fonte infinita di energia.
A distanza di qualche mese gli ho posto alcune
domande a cui lui ha gentilmente risposto.
Ecco il nostro scambio di battute.
Parto dalla performance di pochi mesi fa a Genova: che
ricordo ti è rimasto del Festival prog realizzato dalla Black Widow?
Devo dire che ho apprezzato molto il Prog Festival di Genova
a cui ho preso parte, sono stato molto contento per l’opportunità musicale e
sono grato agli organizzatori, Massimo, Pino e Alberto e a tutti i loro amici, appassionati
ed entusiasti. È stato un evento molto ben organizzato e piacevole, con
un'atmosfera molto rilassata e stimolante.
L’impressione che personalmente ho avuto nel vederti sul
palco è che la tua motivazione sia sempre alta, così come la tua forma fisica:
come si fa a non perdere gli stimoli dopo una carriera lunga come la tua?
Beh, ho avuto la fortuna di esercitare una professione che
coincide con la mia passione, la musica, questo mi fornisce l’opportunità di
incontrare persone molto diverse e, nel caso specifico, molto piacevoli,
accomodanti, disponibili, eccitanti e… formidabili, e questo dà la carica!
A proposito di Genova, ti è piaciuto suonare con gli Arabs in
Aspic?
Sì, The Arabs in Aspic
sono una band Space-Rock scandinava molto eccitante, ragazzi divertenti e
davvero fantastici, musicalmente parlando.
La tua band, gli Space Ritual, è ancora in attività? State
registrando nuovo materiale?
Sì, gli Space Ritual sono ancora al lavoro, e oltre a
partecipare a grandi concerti, dove propongono sempre molto del mio repertorio
registrato, stanno lavorando e scrivendo nuovo materiale per il futuro.
Mi racconti qualcosa del concept “Annunaki” con i Chromium
Hawk Machine?
L'album "Anunnaki"
è un concept suggerito da Massimo Gasperini, come progetto in comune tra me, il
mio vecchio amico chitarrista e cantante Helios Creed, (della band Chrome) e il
tastierista e produttore Jay Tausig. L'ispirazione nasce dalla musica e dall'atteggiamento
di Sun Ra. Il retroscena si basa su alcune teorie di Zaccaria Sitchin - basate
su aspetti storici, mitologici, metafisici, teoretici - e sulle idee del
teorico scientifico Michael Tellinger, che espone il suo credo molto
avvincente, interessante e convincente, in diverse conferenze fruibili su youtube.
L'idea è che migliaia di anni fa, a causa di un'esplosione avvenuta nel sistema
solare, il pianeta Tiamat esplose, causando la creazione del pianeta Nibiru, il
pianeta Plutone, il pianeta Terra e la Luna. Poi, 285.000 anni fa, i giganti
chiamarono gli Anunnaki, venuti sulla Terra dal pianeta Nibiru, per estrarre
l'oro di cui avevano bisogno per la loro avanzata tecnologia. Crearono delle
miniere, che continuarono a lavorare per qualche tempo, in gran parte in
Africa, ma anche in altre parti della Terra, dovunque fossero disponibili le
risorse. Poi si stancarono di quel lavoro e decisero di creare uno schiavo che lavorasse
per loro. Questo doveva essere "L'Adamo", programmato geneticamente
per fare ciò che era necessario per la sua sopravvivenza, abbastanza
intelligente da far funzionare un meccanismo, e con una “Eva” al suo fianco,
capace di riprodursi, il tutto vivendo per un periodo limitato, senza avere
ricordi duraturi.
Da dove hai tratto suggerimento per i testi? Pensi davvero
che la vita sia stata portata sulla terra dagli alieni?
Le idee per i testi delle canzoni sono state influenzate dagli
scritti di Michael Tellinger e dalle idee di Zachariah Sitchin. Sento che la
vita umana potrebbe essere stata portata sulla Terra da extraterrestri. Perchè
no?
Che giudizio dai
dell’album?
È stato un lavoro davvero affascinante, molto sfaccettato e,
a tratti, sconvolgente.
Gli Hawkwind sono
sempre stato un esempio di famiglia, di fratellanza cosmica, e tutto ciò ha
portato alla creazione di capolavori musicali: come sono ora i tuoi rapporti
con Dave Brock, dopo i vecchi problemi legati all’utilizzo del nome della band?
Beh, non ho alcun problema con Dave Brock; lui ha sicuramente
bisogno di guardare oltre se stesso e comprendere che tutti noi abbiamo la
necessità di aiutarci l'un l'altro, per spingere la nave spaziale a piani e
dimensioni della realtà diversi e infinitamente variabili.
Mi dici un tuo pensiero
sul tuo amico Lemmy, scomparso un paio di anni fa, e uno su Dik Mik, anch’esso
mancato recentemente?
Il mio amico Lemmy, dopo una lunga vita di sperimentazioni
fisiche e metafisiche è finalmente entrato in una dimensione completamente
diversa, tra “reale e surreale”, e questo vale anche per il mio buon amico Dik Mik.
Cosa c’è nel futuro di
Nik Turner?
Il mio futuro prevede il suonare la musica in un contesto di
benessere e innalzamento della coscienza, creando consapevolezza e diffondendo
felicità.
Ti rivedremo in Italia?
Lo spero sinceramente, con la mia band o solo come Nik Turner,
in qualsiasi progetto mi stimoli e mi ispiri. Sarà quella l’occasione per
vedere il pubblico italiano, là fuori, con grande piacere.
David Cross & David Jackson Release New
Album “Another Day Interview with David Jackson
31/3/18 (Suffolk)
The
meeting between you and David Cross dates back to many years ago: why is a
common project born only now?
The ‘project’ was born very soon after we
first met 2010. We were both guests at the Il Giardino Verona Prog Festival
that year.I was at due to play with
N.y.X. – but they had to drop out. N.y.X’s other guest Trey Gunn (x King
Crimson) couldn’t make it either, so the replacement band was Arti &
Mestieri with xKC David Cross. David and I met for the first time at the
Ryanair Desk and became friends very quickly. There was a gap in the show that
evening, so David and I improvised a spontaneous duo. This was a lot of fun and
a great success for us as well as a hit with the audience! Soon afterwards we
met up in London and started work by recording improvisations and trying to
write new music together. By the time we met you, Athos, in November that same
year at Prog Exhibition in Rome, we had several great pieces and astonishing
improvisations in the bank.
However, David Cross was also in the
middle of finishing ‘Sign of the Crow’, a great album by his Band DCB, as well
as several other projects. He was extremely busy, as was I, so we decided to
take our time and let our writing and creativity take it’s own time to mature.
"King Crimson Meets Van der Graaf Generator" appears as a very
strong call for all fans of progressive music: what are the main features of
"Another Day"?
I think
that the main feature is that the album doesn’t sound like anyone else! There
is great ensemble and individual playing and great melodies. I think it is a
new kind of sound-set, that no-one’s found before - and a new kind of
collaborative creativity. When we solo and play freely, there are two soloists
working around each other and just the rhythm section, which leaves a lot of space.
Added is that the violin can do double stops, which means constructive harmony;
Jaxon’s two Saxes at once (Double Horns) means he can do the same. Both players
can therefore play heavy and power chordal rifs. Both Davids are keyboard
players, writers and arrangers, so there are some rousing chorus’ and anthem
like tunes. We decided to dd to all of this an amazing rhythm section that has
been working together for quite a few years.
David Cross, Athos Enrile & David Jackson (Rome, November 2010, Prog Exhibition)
What
is the underlying theme of the album? Can you consider it a concept despite
being an instrumental record?
When we
first met and emergency improvised together at the Il Giardino Festival in
Verona in 2010,we joking took on the
characters of ‘Vladimir and Estragon’ from the play ‘Waiting for Godot’, by
Samuel Beckett. It has taken us 8 years to finish this album as we have both
been so busy on many other projects. Nevertheless, we have kept coming back to
this two disillusioned old men theme and have probably incorporated religious,
philosophical, classical, biographical and even wartime references in the choice
of material, track titles and even the arrangements. An example might be the
inclusion of Big Ben from The Houses of Parliament in ‘Millennium Toll’.Others might me ‘Going Nowhere’ and ‘Mr.
Morose.’I would therefore consider it a
conceptalbum and not just a collection
of music.
Further
clues might be found in the brilliant album cover by Michael Inns and the
motifs ofthe Tree , Sunrise and ’Bowler
Hats’ (a direct lift from the heads of Vladimir and Estragon’.)
Sometime
in the future Cross and I will be revealing another surprise and public
dimension to ‘Another Day’, but the is a secret for the moment. But it will
make the concept idea a lot clearer. How important is the technology in an album like"Another Day"?
PLAYING: David Cross has a wonderful array of FX
pedals and Loopers of which he is the master! These have have been part of his
set up for many years. These are really designed for guitarists but adapt
brilliantly to his electric violin. So he has created an enormous range of tones
and colours that match his instantly flexible range of expression. David
Jackson also has a lot of FX units and Loopers, but on this album and in this
particular situation, I felt it was right to play using all the natural sounds
along with only great reverbs and occasional echoes. I play whistles, flutes,
Sopranino, Soprano, Alto and Tenor saxophones on this album and uses great
microphones to get a very widest range of expressionfrom my horns.
RECORDING: The recording technology has always shaped the creative
process in the studio. Thankfully long gone are the days of Tape machines and
the strange alchemy of Sound on Sound! Both Davids use LogicX these days,
though started the process of this album on Logic9. The power of this system is
easy high level recording and mighty editing techniques. Add to that, instant
access to great FX; and wonderful harmonic instruments and rhythm sections
through MIDI. When we started out, we were able to improvise and experiment:
write and arrange and ship ideas back and forth via the internet, so we could
work together and apart.
When we were
improvising with the band, recording with total separation allowed David and I
to edit trackslike ‘Trane to Kiev’,
‘Breaking Bad’, ‘Mr. Morose’ and ‘Time Gentlemen, Please’ into exciting new
shapes.
PRODUCTION: The other vital role
that technology now plays is in the mixing and production side. We were blessed
in the making of ‘Another Day’ in that my son Jake Jackson was happy to work
with us. He has won two awards (Breakthrough Engineer 2010 and best Live Recording
2012) and works across all areas of recorded music. Working in two different
studios caused us problems creatingconsistent drum sounds. Mick Paul and Jake got to the bottom of that
thanks to a great day at Air Studios! Jake also works a lot for Nick Cave,
which also means the violinist Warren Ellis. David Cross is particularly
delighted with Jakes mixing of his complex violin sounds. The sax and flutes
are produced beautifully too, of course. Jake’s master of the final process and
the mysterious world of plug-ins has meant that technology has helped us
produce the best sound either of us have ever recorded so far!
MASTERING: Jake carefully chose Jon Webber to finish off the
Mastered sound on ‘Another Day’. This clarity caused us a few small trips back
to the drawing board to remove erroneous details of the sound no-one had
noticed before; but the the final result is marvellous.
What can you say about the other two elements that
make up the team, Mick Paul and Craig Blundell?
Our Rhythm
Section of Mick Paul and Craig Blundell comes from The David Cross Band. They
have been working together for many years and have a unique and great mutual
understanding. They are a wonderful team ready to quickly learn and record
complex arrangements - or improvise without a word! Mick Paul is famous for his
Fretless 6 string bass power and delicacy and his individual harmonic
sensibility. Craig Blundell has mastery of complex drum kits and has a
distinctive personal sound and approach. He is just a world famous Prog Rock
drummer in great demand and clearly at the top of his game!
Several of
the pieces on this album came from ‘blind’ improvisations in a small studio.
‘Blind’ means we were all in different rooms - essential for separation - and
only joined by headphones - and a random tempo and time signature click track.
The unique pieces on the album that came from these band improvisations are
‘Trane to Kiev’, ‘Breaking Bad’, ‘Mr. Morose’ and ‘Time Gentlemen, Please’.
Equal credit goes to Mick and Craig in the identity of these tracks!
Is it
possible to define your music for some young people who are unlikely to know
the prog of the 70s?
Probably
not! That’s why we need music journalists and analysts.
The record
has great playing and a great sound; and it references music that has gone
before and has influenced us all, but it finds a sound and perhaps a new voice
all of it’s own. It can be fierce and it can be sublime; it can be uplifting
and it can be haunting. It reflects the time we’re now in, much as the Prog of
the 70’s reflected that time and feeling.
Have you planned a tour to promote your album? Will you come to Italy?
David
Cross and I enjoy the freedom and spontaneity of playing as a Duo and have
played duo gigs in UK, Holland and Italy already. That is how much of ‘Another
Day’ was created. Live, we use copious amounts of technology in both FX and
Loopers and create versions of several tracks from the album. We also include
some music from our King Crimson and Van der Graaf Generator canon. We like to
involve the audience!
So we are
ready and willing to promote the album however and wherever there is an
audience. We could also create a Band to play the album as it stands, but that requires
a lot of all round investment, but please don’t rule that idea out!
Either as
a Cross & Jackson Duo, or Cross & Jackson Band, of course we want to
come and play Italy! Please help find us the way!
In support of the album David Cross & David
Jackson plan to tour mid-2018!
Track list:
1. PREDATOR
2. BUSHIDO
3. LAST RIDE
4. GOING NOWHERE
5. TRANE TO KIEV
6. MILLENNIUM TOLL
7. ARRIVAL
8. COME AGAIN
9. BREAKING BAD
10. MR. MOROSE
11. ANTHEM FOR ANOTHER DAY
12. TIME GENTLEMEN, PLEASE
Released March 16, 2018
To purchase David Cross & David Jackson's “Another Day”:
David Cross & David Jackson “Another Day" (marzo 2018)
Cherry Red Records
I King Crimson incontrano i Van der Graaf Generator
Da un pò di tempo
osservavo da lontano l’attività di David Jackson e David Cross nella speranza di
vedere un loro prodotto concreto, al di là della spettacolarità che è propria
dei live che li ha visti assieme on stage. Jackson ama particolarmente
l’Italia, la sua musica e gli artisti di riferimento per il prog, e sono molte le
occasioni in cui si è… messo a disposizione, dagli Osanna agli OAK passando per
i Garybaldi. Ma per chi come me lo ha visto da adolescente - con lui avvenne il
mio battesimo live - il marchio VdGG è qualcosa di incancellabile.
Della mia tenera età
fa parte pure David Cross, che vidi nel pieno dello splendore assieme ai King
Crimson.
E poi mi capitò di
trovare entrambi in un momento di relax, a Roma, nell’occasione delle prima
Prog Exhibition, nel 2010, un tempo in cui probabilmente vennero gettate le
basi per questo “Another Day”, un disco non certo
facile da assimilare ma, ascolto dopo ascolto, capace di diventare penetrante,
anche se è possibile che la mia oggettività venga minata dalla storia, dal mio
vissuto, da sonorità che riescono ad attivare una contaminazione dei sensi
stimolando la mia memoria.
Roma, novembre 2010-Prog Exhibition
E poi la denominazione
ufficiale, “I King Crimson
incontrano i Van der Graaf Generator”, è allettante per chi ama certa musica!
Sono oltre 52 minuti
di musica (divisi su 12 i brani), raccontati nei dettagli da Jackson nell’intervista a seguire, chiacchierata in cui si può capire tutto della
genesi, della costruzione e degli aspetti tecnici che caratterizzano il disco.
L’album è strumentale
e non poteva essere diversamente, ma esiste una certa concettualità a cui si farebbe
fatica ad arrivare se non ci fosse il racconto di uno dei due “creatori”.
Dice l'ex VdGG: “Quando suoniamo da soli e liberamente, ci sono due solisti
che lavorano l'uno attorno all'altro e la sezione ritmica che lascia molto
spazio e dà il giusto supporto”.
Ecco la
strana sensazione che deriva dall’ascolto… il bilanciamento tra la necessità
dell’assoluta libertà esecutiva - basata sull’improvvisazione iniziale - e la
compattezza di una band solida che nulla lascia al caso. Siamo al cospetto di due
enormi solisti che ci ricordano, allo scoccare della prima nota di sax e al
primo tocco di violino, chi loro siano, chi siano stati e quale sia l'eredità lasciata alle generazioni a venire.
La base
potente che li accompagna - la sezione ritmica - è quella della David Cross
Band, ovvero il bassista Mick Paul e
il drummer Craig Blundell, preparati e
collaudati, capaci di regalare ai due David la possibilità di spaziare a
piacimento.
Ci sono attimi da
brivido, come nella toccante “Breaking Bad”,
supportata da un ritmo vorticoso e coinvolgente, o nella più intimistica “Mr. Morose”, dove il mood cupo avvolge e
coinvolge guidando gli stati d’animo e promuovendo immagini e sentimenti
contrastanti.
Ecco… ogni singolo brano appare capace di condizionare lo stato d’animo, una azione che forse solo il connubio tra violino e sax è
in grado di promuovere con tale efficacia.
I due David mi appaiono mostruosi in questa
nuova avventura artistica che, tenuto conto dei tempi, mi sembra sostenuta
adeguatamente dal punto di vista promozionale, il che dimostra che i signori
fanno sul serio!E poi il “Duo” può
funzionare in tanti modi differenti, Cross e Jackson non hanno bisogno di molto
per dare sfogo alla loro arte… qualche metro di palco e i loro strumenti, ciò è quanto basta
per unire cuori e cervelli di chi ama pensare che il tanto tempo che è ormai alle spalle
non sia passato invano.
L’INTERVISTA
L'incontro
tra te e David Cross risale a molti anni fa: perché è nato solo ora un progetto
comune?
Il "progetto" è nato poco dopo
il nostro primo incontro nel 2010. Eravamo entrambi ospiti al Club il Giardino
nel contesto del Verona Prog Festival. Dovevo suonare con i N.y.X., ma per
qualche motivo dovettero rinunciare. Anche l'altro ospite di N.y.X, Trey Gunn
(ex King Crimson,) non riuscì ad essere presente e quindi entrarono in gioco
gli Arti & Mestieri, con cui collaborava l’ex King Crimson David Cross.
Io e Cross, provenienti dalla stessa terra, ci siamo incontrati al desk della
Ryanair e siamo diventati amici molto rapidamente. C'era un “buco” nello
spettacolo di quella sera, così decidemmo di improvvisare, diventando così...
una coppia spontanea. Il tutto è stato molto divertente e anche estremamente
soddisfacente, soprattutto per l’evidente gradimento del pubblico.
Dopo poco ci siamo ritrovati a Londra e
abbiamo iniziato a lavorare registrando improvvisazioni e cercando di scrivere
nuova musica insieme. Quando ci siamo rivisti, nel novembre dello stesso anno
alla Prog Exhibition di Roma - e tu eri presente! - avevamo nel cassetto già
diversi pezzi importanti e improvvisazioni stupefacenti.
Tuttavia David Cross era anche nel bel
mezzo della realizzazione di "Sign of the Crow", un grande
album rilasciato con la sua band, oltre ad essere preso da diversi altri progetti. Era
estremamente impegnato, così come lo ero io, quindi abbiamo deciso di prenderci
il nostro tempo e lasciare che i nostri scritti e la creatività prendessero il
loro tempo per maturare.
"King
Crimson Meets Van der Graaf Generator" appare come un richiamo molto forte
per tutti gli appassionati di musica progressiva: quali sono le caratteristiche
principali di "Another Day"?
Penso che la caratteristica principale sia
quella che l'album non suona come nessun altro! C'è un grande ensemble su cui
risalta un modo di suonare individuale e la presenza di grandi melodie. Penso che sia un nuovo
tipo di sound-set che nessuno ha mai visto prima e un nuovo modello di
creatività collaborativa. Quando suoniamo da soli e liberamente, ci sono due
solisti che lavorano l'uno attorno all'altro e la sezione ritmica che lascia
molto spazio e dà il giusto supporto. Da aggiungere che il violino può fare
doppi stop, il che significa armonia costruttiva; i due Sax suonati all’unisono
(Double Horns) danno lo stesso risultato. Entrambi i “solisti” possono quindi
suonare potenti e duri riff. Sia io che Cross siamo tastieristi, scrittori e
arrangiatori, quindi ci sono alcuni brani divertenti e corali. Abbiamo poi
deciso di chiudere il cerchio inserendo una sezione ritmica straordinaria che
ha lavorato insieme per diversi anni.
Qual è il tema di fondo
dell'album? Riesci a considerarlo concettuale nonostante sia un lavoro
strumentale?
Durante il nostro primo incontro del 2010
al Club il Giardino abbiamo scherzato sui personaggi di “Vladimir ed
Estragon” protagonisti del dramma “Aspettando Godot”, di Samuel
Beckett. Ci sono voluti otto anni per finire l’album perché, come ti dicevo, eravamo molto
impegnati in molteplici progetti. Ciononostante abbiamo continuato a tornare
verso questo tema disincantato dei vecchi uomini e probabilmente abbiamo
inserito riferimenti religiosi, filosofici, classici, biografici e persino
legati alla guerra, tutte cose che emergono nella scelta del materiale, nei
titoli dei brani e persino negli arrangiamenti. Un esempio potrebbe essere
l'inclusione del Big Ben da The Houses of Parliament in "Millennium
Toll". Altri potrebbero essere "Going Nowhere" e "Mr.
Morose”. Lo considererei quindi un concept album e non solo una raccolta di
brani musicali.
Ulteriori indizi si possono trovare nella
brillante copertina dell'album di Michael Inns. Prossimamente Cross e io
riveleremo un'altra sorpresa e una dimensione pubblica di "Another Day",
ma per il momento è un segreto. Ma renderà l'idea di concept molto più chiara.
Quanto è importante la
tecnologia in un album come "Another Day"?
STRUMENTAZIONE: David Cross ha una meravigliosa serie di pedali FX e
Loopers di cui ha il dominio totale e che hanno fatto parte del suo set up per
molti anni. E’ materiale progettato per chitarristi ma si adatta
perfettamente al suo violino elettrico. In questo modo ha creato una vasta
serie di toni e colori che si abbinano alla sua gamma di espressioni basate
sulla flessibilità. Anche io ho molte unità FX e Loopers, ma su questo album e
in questa particolare situazione ho sentito che era giusto suonare usando tutti
i suoni naturali, unendo solo grandi riverberi ed echi occasionali. Nel disco suono fischietti, flauti, sax (sopranino, soprano, sassofono e tenore), e
uso ottimi microfoni per ottenere un'espressione molto più ampia dalle mie
trombe.
REGISTRAZIONE:
la tecnica di registrazione ha sempre modellato il processo creativo in
studio. Per fortuna sono passati i giorni delle macchine a nastro e della
strana alchimia legata al “suono su suono”! Sia io che Cross usiamo al
momento Logic X, sebbene avessimo avviato il processo di questo album su
Logic 9. La potenza di questo sistema è legata alla facile registrazione, di
alto livello, e da potenti tecniche di editing. Aggiungiamo a tutto ciò
l'accesso immediato a grandi FX, e meravigliosi strumenti armonici e sezioni
ritmiche attraverso il MIDI. Quando abbiamo iniziato, siamo stati in grado da
subito di improvvisare e sperimentare: scrivere, organizzare e spedire idee
avanti e indietro via Internet, così da poter lavorare insieme e separatamente.
Quando improvvisavamo con la band,
registrare con una separazione totale permetteva a Cross e a me di modificare
brani come "Trane to Kiev", "Breaking Bad",
"Mr. Morose” e “Time Gentlemen, Please”, fornendo alla
tracce nuove forme eccitanti.
PRODUZIONE:
L'altro ruolo vitale che la tecnologia ora gioca è nel mixaggio e nella
produzione. Siamo stati fortunati nella realizzazione di "Another
Day" anche per la presenza di mio figlio Jake, ovviamente felice di
lavorare con noi. Ha vinto due premi (Breakthrough Engineer 2010 e miglior Live
Recording 2012) e si adopera in tutte le aree della musica registrata. Lavorare
in due studi diversi ci ha causato problemi nel creare suoni di batteria
coerenti. Mick Paul e Jake sono arrivati alla fine per una grande e risolutiva
giornata agli Air Studios! Jake lavora molto per Nick Cave, il che significa
anche suonare con il violinista Warren Ellis. Naturalmente anche il sax e i
flauti sono stati prodotti magnificamente. Il master del processo finale
ottenuto da Jake e il misterioso mondo dei plug-in ha fatto sì che la
tecnologia ci abbia aiutato a produrre il miglior suono che avessimo mai
registrato finora!
MASTERING:
Jake ha scelto Jon Webber per completare il suono masterizzato in "Another
Day". Questa modalità ci ha portato verso piccoli viaggi a ritroso per
rimuovere i dettagli sonori errati che nessuno aveva notato prima, ma il
risultato finale è meraviglioso.
Cosa puoi dire degli altri due
elementi che compongono la squadra, Mick Paul e Craig Blundell?
La nostra sezione ritmica, Mick Paul e
Craig Blundell, proviene dalla David Cross Band. Lavorano insieme da molti anni
e hanno una comprensione reciproca unica e grande. Sono una squadra
meravigliosa pronta a imparare e registrare rapidamente arrangiamenti complessi
- o improvvisare senza una parola! Mick Paul è famoso per la sua potenza e
delicatezza del basso a 6 corde Fretless e per la sua sensibilità armonica
individuale. Craig Blundell ha la padronanza di complessi drum kit e ha un
suono e un approccio caratteristico. È un batterista famoso in tutto il mondo
in ambito Prog Rock, molto richiesto e considerato un top tra i drummers.
Molti dei pezzi di questo album provengono
da improvvisazioni "cieche" in un piccolo studio. Il 'Blind' sta a
significare che eravamo tutti in stanze diverse - essenziali per la separazione
- e solo uniti da cuffie - con una traccia casuale per segnare il tempo. I soli
pezzi dell'album che provengono da improvvisazioni di gruppo sono "Trane
to Kiev", "Breaking Bad", "Mr. Morose” e “Time Gentlemen,
Please”. Un credito equo va a Mick e Craig nell'identità di queste tracce!
È possibile definire la tua musica
per alcuni giovani che difficilmente conoscono il prog degli anni '70?
Probabilmente no! Ecco perché abbiamo
bisogno di giornalisti e analisti musicali.
Il disco è ben eseguito e ha un suono
eccezionale, e fa riferimento alla musica che ci ha preceduto e ci ha
influenzato tutti, ma realizza un suono - e forse una nuova voce - tutto suo.
Può essere feroce e può essere sublime; può essere edificante e può essere
inquietante. Riflette il tempo in cui ci troviamo ora, proprio come il Prog
degli anni '70 rifletteva quel tempo e quel sentimento.
Avete pianificato un tour per
promuovere l’album? Verrete in Italia?
David Cross e io ci godiamo la libertà e
la spontaneità di suonare come un Duo e abbiamo già suonato così in UK, Olanda
e Italia. Questo è quanto è stato pensato per "Another Day".
Dal vivo usiamo copiose quantità di tecnologia, sia in FX che in Loop, e
creiamo versioni di diverse tracce dell'album. Includiamo anche alcuni brani
dei “nostri” King Crimson e Van der Graaf Generator. Ci piace coinvolgere il
pubblico!
Quindi siamo pronti e disposti a
promuovere l'album comunque e ovunque ci sia un pubblico. Potremmo anche creare
una band per riprodurre l'album così com'è, ma richiede molto investimento a
tutto tondo, ma non vogliamo escludere questa idea!
O come Cross e Jackson Duo, o Cross &
Jackson Band, ovviamente vogliamo venire a suonare l'Italia! Per favore aiutaci
a trovare la strada!
Sono tanti i talenti
puri che si muovono nell’area savonese. Parlo di musica, ovviamente.
Mi riferisco ad un
pool di giovani e meno giovani che in altri tempi e in altri luoghi sarebbero
diventati miti del rock, del blues, del jazz, del folk, del prog e del pop. E mi viene da pensare... è un'era sbagliata, manca per quasi tutti la giusta visibilità, quella
che spetterebbe di diritto a chi ha qualcosa qualcosa in più per grazia ricevuta: il contesto non permette più di esplodere col solo
talento, come capita in quasi tutti i mestieri, e la musica è considerata
un hobby, un qualcosa in più da mettere in mostra, ma da tenere ben separata
dalle "cose serie"!
La visibilità di cui
parlo è una cosa necessaria, perché il musicista che crea deve anche
condividere, il più possibile. E’ questo il suo scopo.
Sono davanti a Lorenzo Piccone che presenta il suo nuovo album, “Soul Searching”, e siamo
alla Ubik di Savona, salotto nobile
della città, per i contenuti che solitamente propone.
Lo scenario che si
presenta è di una bellezza unica per gli “ammalati” di musica come io sono, perché
lo sfondo della scena è carico di strumenti musicali, perlopiù sconosciuti ai
presenti.
Alle spalle di
Lorenzo trovano posto le cose più “semplici”, dalla chitarra alla mandola,
passando per il bouzouki e la lap steel guitar, arrivando alla resofonica.
Alla sua destra un
banchetto con su il prodotto di un liutaio locale, un maestro, Giuliano Calcagno, che mette in mostra
tutta la sua arte abbinando la qualità agli aspetti estetici e innovativi,
inventando cose che credo non abbiano uguali. Sarà lui stesso a raccontarsi nel
video a seguire.
Alla sinistra di
Piccone si trova Rosi Marsala, che
dipinge mentre Lorenzo suona, e la sua mano educata scorre sullo sfondo,
visibile a tutti, alle spalle del musicista. Anche lei si presenta da sola nel
video.
Ma non è una vetrina
fine a se stessa, perché esiste la connessione, lo scambio delle arti, e il
buon Lorenzo, tutto quel ben di Dio non si limita solo ad osservarlo, ma lo
suona pressochè in toto, e la performance si
trasforma in una seduta didattica, un momento formativo in cui i presenti
apprendono qualcosa di più. Sono rimasto molto colpito dall’insieme.
Ritorno a bomba.
Lorenzo Piccone appare ai miei occhi un alieno, capace di destreggiarsi con
ogni “attrezzo”, giocando su echi e riverberi, mettendo in campo una voce
incredibile, coinvolgendo i presenti, proponendo ritmi e musiche lontane dalla
nostra cultura, regalandoci la sua anima e i suoi segreti, trasferendo i suoi
racconti musicali a chi lo sta ascoltando con attenzione.
Lo guardi
concentrato sulle sue dite che muovono, entrambe, nel senso giusto, mentre la
voce, a volte calda e altre graffiante, si diffonde nella sala, e gli aspetti
visual si miscelano all'essenzialità e… si ritorna al senso della musica,
quella che ti fa stare bene, che non ha bisogno di incasellamenti, che
distrugge ogni barriera e procura gioia e voglia di partecipare.