venerdì 13 aprile 2018

Intervista a Nik Turner


Intervista a Nik Turner (gennaio 2018)
Articolo già apparso su MAT2020

Il Porto Antico Prog Fest, realizzato a Genova dalla Black Widow Records lo scorso luglio, mi ha permesso di conoscere da vicino Nik Turner, membro degli Hawkwind dal 1970 al 1976, band con cui ha inciso sei album in studio e uno dal vivo. Successivamente ha formato i Nick Turner's Sphinx, con i quali ha militato fino alla fine del secolo scorso.
Non è più un ragazzino il buon Nik, ma parlare con lui e, soprattutto, assistere alla sua performance, mi ha dato l’idea che i suoi quasi 78 anni siano solo puro dato statistico, e che la musica - e più in generale una passione - possa essere fonte infinita di energia.
A distanza di qualche mese gli ho posto alcune domande a cui lui ha gentilmente risposto.
Ecco il nostro scambio di battute.

Parto dalla performance di pochi mesi fa a Genova: che ricordo ti è rimasto del Festival prog realizzato dalla Black Widow?
Devo dire che ho apprezzato molto il Prog Festival di Genova a cui ho preso parte, sono stato molto contento per l’opportunità musicale e sono grato agli organizzatori, Massimo,  Pino e Alberto e a tutti i loro amici, appassionati ed entusiasti. È stato un evento molto ben organizzato e piacevole, con un'atmosfera molto rilassata e stimolante.

L’impressione che personalmente ho avuto nel vederti sul palco è che la tua motivazione sia sempre alta, così come la tua forma fisica: come si fa a non perdere gli stimoli dopo una carriera lunga come la tua?
Beh, ho avuto la fortuna di esercitare una professione che coincide con la mia passione, la musica, questo mi fornisce l’opportunità di incontrare persone molto diverse e, nel caso specifico, molto piacevoli, accomodanti, disponibili, eccitanti e… formidabili, e questo dà la carica!

A proposito di Genova, ti è piaciuto suonare con gli Arabs in Aspic?
Sì, The Arabs in Aspic sono una band Space-Rock scandinava molto eccitante, ragazzi divertenti e davvero fantastici, musicalmente parlando.

La tua band, gli Space Ritual, è ancora in attività? State registrando nuovo materiale?
Sì, gli Space Ritual sono ancora al lavoro, e oltre a partecipare a grandi concerti, dove propongono sempre molto del mio repertorio registrato, stanno lavorando e scrivendo nuovo materiale per il futuro.

Mi racconti qualcosa del concept “Annunaki” con i Chromium Hawk Machine?
L'album "Anunnaki" è un concept suggerito da Massimo Gasperini, come progetto in comune tra me, il mio vecchio amico chitarrista e cantante Helios Creed, (della band Chrome) e il tastierista e produttore Jay Tausig. L'ispirazione nasce dalla musica e dall'atteggiamento di Sun Ra. Il retroscena si basa su alcune teorie di Zaccaria Sitchin - basate su aspetti storici, mitologici, metafisici, teoretici - e sulle idee del teorico scientifico Michael Tellinger, che espone il suo credo molto avvincente, interessante e convincente, in diverse conferenze fruibili su youtube. L'idea è che migliaia di anni fa, a causa di un'esplosione avvenuta nel sistema solare, il pianeta Tiamat esplose, causando la creazione del pianeta Nibiru, il pianeta Plutone, il pianeta Terra e la Luna. Poi, 285.000 anni fa, i giganti chiamarono gli Anunnaki, venuti sulla Terra dal pianeta Nibiru, per estrarre l'oro di cui avevano bisogno per la loro avanzata tecnologia. Crearono delle miniere, che continuarono a lavorare per qualche tempo, in gran parte in Africa, ma anche in altre parti della Terra, dovunque fossero disponibili le risorse. Poi si stancarono di quel lavoro e decisero di creare uno schiavo che lavorasse per loro. Questo doveva essere "L'Adamo", programmato geneticamente per fare ciò che era necessario per la sua sopravvivenza, abbastanza intelligente da far funzionare un meccanismo, e con una “Eva” al suo fianco, capace di riprodursi, il tutto vivendo per un periodo limitato, senza avere ricordi duraturi.

Da dove hai tratto suggerimento per i testi? Pensi davvero che la vita sia stata portata sulla terra dagli alieni?
Le idee per i testi delle canzoni sono state influenzate dagli scritti di Michael Tellinger e dalle idee di Zachariah Sitchin. Sento che la vita umana potrebbe essere stata portata sulla Terra da extraterrestri. Perchè no?

Che giudizio dai dell’album?
È stato un lavoro davvero affascinante, molto sfaccettato e, a tratti, sconvolgente.

Gli Hawkwind sono sempre stato un esempio di famiglia, di fratellanza cosmica, e tutto ciò ha portato alla creazione di capolavori musicali: come sono ora i tuoi rapporti con Dave Brock, dopo i vecchi problemi legati all’utilizzo del nome della band?
Beh, non ho alcun problema con Dave Brock; lui ha sicuramente bisogno di guardare oltre se stesso e comprendere che tutti noi abbiamo la necessità di aiutarci l'un l'altro, per spingere la nave spaziale a piani e dimensioni della realtà diversi e infinitamente variabili.

Mi dici un tuo pensiero sul tuo amico Lemmy, scomparso un paio di anni fa, e uno su Dik Mik, anch’esso mancato recentemente?
Il mio amico Lemmy, dopo una lunga vita di sperimentazioni fisiche e metafisiche è finalmente entrato in una dimensione completamente diversa, tra “reale e surreale”, e questo vale anche per il mio buon amico Dik Mik.

Cosa c’è nel futuro di Nik Turner?
Il mio futuro prevede il suonare la musica in un contesto di benessere e innalzamento della coscienza, creando consapevolezza e diffondendo felicità.

Ti rivedremo in Italia?
Lo spero sinceramente, con la mia band o solo come Nik Turner, in qualsiasi progetto mi stimoli e mi ispiri. Sarà quella l’occasione per vedere il pubblico italiano, là fuori, con grande piacere.

Immagini di repertorio...





mercoledì 11 aprile 2018

Interview with David Jackson

                           
King Crimson Meets Van der Graaf Generator!


David Cross & David Jackson Release New Album “Another Day

Interview with David Jackson
31/3/18 (Suffolk)

The meeting between you and David Cross dates back to many years ago: why is a common project born only now?
The ‘project’ was born very soon after we first met 2010. We were both guests at the Il Giardino Verona Prog Festival that year.  I was at due to play with N.y.X. – but they had to drop out. N.y.X’s other guest Trey Gunn (x King Crimson) couldn’t make it either, so the replacement band was Arti & Mestieri with xKC David Cross. David and I met for the first time at the Ryanair Desk and became friends very quickly. There was a gap in the show that evening, so David and I improvised a spontaneous duo. This was a lot of fun and a great success for us as well as a hit with the audience! Soon afterwards we met up in London and started work by recording improvisations and trying to write new music together. By the time we met you, Athos, in November that same year at Prog Exhibition in Rome, we had several great pieces and astonishing improvisations in the bank.
However, David Cross was also in the middle of finishing ‘Sign of the Crow’, a great album by his Band DCB, as well as several other projects. He was extremely busy, as was I, so we decided to take our time and let our writing and creativity take it’s own time to mature.

"King Crimson Meets Van der Graaf Generator" appears as a very strong call for all fans of progressive music: what are the main features of "Another Day"?
I think that the main feature is that the album doesn’t sound like anyone else! There is great ensemble and individual playing and great melodies. I think it is a new kind of sound-set, that no-one’s found before - and a new kind of collaborative creativity. When we solo and play freely, there are two soloists working around each other and just the rhythm section, which leaves a lot of space. Added is that the violin can do double stops, which means constructive harmony; Jaxon’s two Saxes at once (Double Horns) means he can do the same. Both players can therefore play heavy and power chordal rifs. Both Davids are keyboard players, writers and arrangers, so there are some rousing chorus’ and anthem like tunes. We decided to dd to all of this an amazing rhythm section that has been working together for quite a few years.

David Cross, Athos Enrile & David Jackson (Rome, November 2010, Prog Exhibition)

What is the underlying theme of the album? Can you consider it a concept despite being an instrumental record?
When we first met and emergency improvised together at the Il Giardino Festival in Verona in 2010,  we joking took on the characters of ‘Vladimir and Estragon’ from the play ‘Waiting for Godot’, by Samuel Beckett. It has taken us 8 years to finish this album as we have both been so busy on many other projects. Nevertheless, we have kept coming back to this two disillusioned old men theme and have probably incorporated religious, philosophical, classical, biographical and even wartime references in the choice of material, track titles and even the arrangements. An example might be the inclusion of Big Ben from The Houses of Parliament in ‘Millennium Toll’.  Others might me ‘Going Nowhere’ and ‘Mr. Morose.’  I would therefore consider it a concept  album and not just a collection of music.
Further clues might be found in the brilliant album cover by Michael Inns and the motifs of  the Tree , Sunrise and ’Bowler Hats’ (a direct lift from the heads of Vladimir and Estragon’.)
Sometime in the future Cross and I will be revealing another surprise and public dimension to ‘Another Day’, but the is a secret for the moment. But it will make the concept idea a lot clearer.

How important is the technology in an album like"Another Day"?
PLAYING: David Cross has a wonderful array of FX pedals and Loopers of which he is the master! These have have been part of his set up for many years. These are really designed for guitarists but adapt brilliantly to his electric violin. So he has created an enormous range of tones and colours that match his instantly flexible range of expression. David Jackson also has a lot of FX units and Loopers, but on this album and in this particular situation, I felt it was right to play using all the natural sounds along with only great reverbs and occasional echoes. I play whistles, flutes, Sopranino, Soprano, Alto and Tenor saxophones on this album and uses great microphones to get a very widest range of expression  from my horns.
RECORDING: The recording technology has always shaped the creative process in the studio. Thankfully long gone are the days of Tape machines and the strange alchemy of Sound on Sound! Both Davids use LogicX these days, though started the process of this album on Logic9. The power of this system is easy high level recording and mighty editing techniques. Add to that, instant access to great FX; and wonderful harmonic instruments and rhythm sections through MIDI. When we started out, we were able to improvise and experiment: write and arrange and ship ideas back and forth via the internet, so we could work together and apart.
When we were improvising with the band, recording with total separation allowed David and I to edit tracks  like ‘Trane to Kiev’, ‘Breaking Bad’, ‘Mr. Morose’ and ‘Time Gentlemen, Please’ into exciting new shapes.
PRODUCTION: The other vital role that technology now plays is in the mixing and production side. We were blessed in the making of ‘Another Day’ in that my son Jake Jackson was happy to work with us. He has won two awards (Breakthrough Engineer 2010 and best Live Recording 2012) and works across all areas of recorded music. Working in two different studios caused us problems creating  consistent drum sounds. Mick Paul and Jake got to the bottom of that thanks to a great day at Air Studios! Jake also works a lot for Nick Cave, which also means the violinist Warren Ellis. David Cross is particularly delighted with Jakes mixing of his complex violin sounds. The sax and flutes are produced beautifully too, of course. Jake’s master of the final process and the mysterious world of plug-ins has meant that technology has helped us produce the best sound either of us have ever recorded so far!
MASTERING: Jake carefully chose Jon Webber to finish off the Mastered sound on ‘Another Day’. This clarity caused us a few small trips back to the drawing board to remove erroneous details of the sound no-one had noticed before; but the the final result is marvellous.

What can you say about the other two elements that make up the team, Mick Paul and Craig Blundell?
Our Rhythm Section of Mick Paul and Craig Blundell comes from The David Cross Band. They have been working together for many years and have a unique and great mutual understanding. They are a wonderful team ready to quickly learn and record complex arrangements - or improvise without a word! Mick Paul is famous for his Fretless 6 string bass power and delicacy and his individual harmonic sensibility. Craig Blundell has mastery of complex drum kits and has a distinctive personal sound and approach. He is just a world famous Prog Rock drummer in great demand and clearly at the top of his game!
Several of the pieces on this album came from ‘blind’ improvisations in a small studio. ‘Blind’ means we were all in different rooms - essential for separation - and only joined by headphones - and a random tempo and time signature click track. The unique pieces on the album that came from these band improvisations are ‘Trane to Kiev’, ‘Breaking Bad’, ‘Mr. Morose’ and ‘Time Gentlemen, Please’. Equal credit goes to Mick and Craig in the identity of these tracks!

Is it possible to define your music for some young people who are unlikely to know the prog of the 70s?
Probably not! That’s why we need music journalists and analysts.
The record has great playing and a great sound; and it references music that has gone before and has influenced us all, but it finds a sound and perhaps a new voice all of it’s own. It can be fierce and it can be sublime; it can be uplifting and it can be haunting. It reflects the time we’re now in, much as the Prog of the 70’s reflected that time and feeling.

Have you planned a tour to promote your album? Will you come to Italy?
David Cross and I enjoy the freedom and spontaneity of playing as a Duo and have played duo gigs in UK, Holland and Italy already. That is how much of ‘Another Day’ was created. Live, we use copious amounts of technology in both FX and Loopers and create versions of several tracks from the album. We also include some music from our King Crimson and Van der Graaf Generator canon. We like to involve the audience!
So we are ready and willing to promote the album however and wherever there is an audience. We could also create a Band to play the album as it stands, but that requires a lot of all round investment, but please don’t rule that idea out!
Either as a Cross & Jackson Duo, or Cross & Jackson Band, of course we want to come and play Italy! Please help find us the way!


In support of the album David Cross & David Jackson plan to tour mid-2018!

Track list:
1. PREDATOR
2. BUSHIDO
3. LAST RIDE
4. GOING NOWHERE
5. TRANE TO KIEV
6. MILLENNIUM TOLL
7. ARRIVAL
8. COME AGAIN
9. BREAKING BAD
10. MR. MOROSE
11. ANTHEM FOR ANOTHER DAY
12. TIME GENTLEMEN, PLEASE

Released March 16, 2018

To purchase David Cross & David Jackson's “Another Day”:

Buy CDs & more information: www.crossmusic.co.uk

David Cross & David Jackson Official website: www.crossandjackson.com

David Cross:
Twitter: @DavidCrossMusic

David Jackson:
Official website: http://www.jaxontonewall.com
Twitter: @jaxontonewall

Press inquires: Glass Onyon PR, PH: 828-350-8158, glassonyonpr@gmail.co

martedì 10 aprile 2018

David Cross & David Jackson - Commento all'album “Another Day" e intervista a D.J.


David Cross & David Jackson
 “Another Day" (marzo 2018)
Cherry Red Records

I King Crimson incontrano i Van der Graaf Generator

Da un pò di tempo osservavo da lontano l’attività di David Jackson e David Cross nella speranza di vedere un loro prodotto concreto, al di là della spettacolarità che è propria dei live che li ha visti assieme on stage. Jackson ama particolarmente l’Italia, la sua musica e gli artisti di riferimento per il prog, e sono molte le occasioni in cui si è… messo a disposizione, dagli Osanna agli OAK passando per i Garybaldi. Ma per chi come me lo ha visto da adolescente - con lui avvenne il mio battesimo live - il marchio VdGG è qualcosa di incancellabile.
Della mia tenera età fa parte pure David Cross, che vidi nel pieno dello splendore assieme ai King Crimson.
E poi mi capitò di trovare entrambi in un momento di relax, a Roma, nell’occasione delle prima Prog Exhibition, nel 2010, un tempo in cui probabilmente vennero gettate le basi per questo “Another Day”, un disco non certo facile da assimilare ma, ascolto dopo ascolto, capace di diventare penetrante, anche se è possibile che la mia oggettività venga minata dalla storia, dal mio vissuto, da sonorità che riescono ad attivare una contaminazione dei sensi stimolando la mia memoria.



Roma, novembre 2010-Prog Exhibition

E poi la denominazione ufficiale, “I King Crimson incontrano i Van der Graaf Generator”, è allettante per chi ama certa musica!

Sono oltre 52 minuti di musica (divisi su 12 i brani), raccontati nei dettagli da Jackson nell’intervista a seguire, chiacchierata in cui si può capire tutto della genesi, della costruzione e degli aspetti tecnici che caratterizzano il disco.
L’album è strumentale e non poteva essere diversamente, ma esiste una certa concettualità a cui si farebbe fatica ad arrivare se non ci fosse il racconto di uno dei due “creatori”.
Dice l'ex VdGG: “Quando suoniamo da soli e liberamente, ci sono due solisti che lavorano l'uno attorno all'altro e la sezione ritmica che lascia molto spazio e dà il giusto supporto”.
Ecco la strana sensazione che deriva dall’ascolto… il bilanciamento tra la necessità dell’assoluta libertà esecutiva - basata sull’improvvisazione iniziale - e la compattezza di una band solida che nulla lascia al caso. Siamo al cospetto di due enormi solisti che ci ricordano, allo scoccare della prima nota di sax e al primo tocco di violino, chi loro siano, chi siano stati e quale sia l'eredità lasciata alle generazioni a venire.
La base potente che li accompagna - la sezione ritmica - è quella della David Cross Band, ovvero il bassista Mick Paul e il drummer Craig Blundell, preparati e collaudati, capaci di regalare ai due David la possibilità di spaziare a piacimento.
Ci sono attimi da brivido, come nella toccante “Breaking Bad”, supportata da un ritmo vorticoso e coinvolgente, o nella più intimistica “Mr. Morose”, dove il mood cupo avvolge e coinvolge guidando gli stati d’animo e promuovendo immagini e sentimenti contrastanti.
Ecco… ogni singolo brano appare capace di condizionare lo stato d’animo, una azione che forse solo il connubio tra violino e sax è in grado di promuovere con tale efficacia.
I due David mi appaiono mostruosi in questa nuova avventura artistica che, tenuto conto dei tempi, mi sembra sostenuta adeguatamente dal punto di vista promozionale, il che dimostra che i signori fanno sul serio! E poi il “Duo” può funzionare in tanti modi differenti, Cross e Jackson non hanno bisogno di molto per dare sfogo alla loro arte… qualche metro di palco e i loro strumenti, ciò è quanto basta per unire cuori e cervelli di chi ama pensare che il tanto tempo che è ormai alle spalle non sia passato invano.


L’INTERVISTA


L'incontro tra te e David Cross risale a molti anni fa: perché è nato solo ora un progetto comune?

Il "progetto" è nato poco dopo il nostro primo incontro nel 2010. Eravamo entrambi ospiti al Club il Giardino nel contesto del Verona Prog Festival. Dovevo suonare con i N.y.X., ma per qualche motivo dovettero rinunciare. Anche l'altro ospite di N.y.X, Trey Gunn (ex King Crimson,) non riuscì ad essere presente e quindi entrarono in gioco gli Arti & Mestieri, con cui collaborava l’ex King Crimson David Cross. Io e Cross, provenienti dalla stessa terra, ci siamo incontrati al desk della Ryanair e siamo diventati amici molto rapidamente. C'era un “buco” nello spettacolo di quella sera, così decidemmo di improvvisare, diventando così... una coppia spontanea. Il tutto è stato molto divertente e anche estremamente soddisfacente, soprattutto per l’evidente gradimento del pubblico.
Dopo poco ci siamo ritrovati a Londra e abbiamo iniziato a lavorare registrando improvvisazioni e cercando di scrivere nuova musica insieme. Quando ci siamo rivisti, nel novembre dello stesso anno alla Prog Exhibition di Roma - e tu eri presente! - avevamo nel cassetto già diversi pezzi importanti e  improvvisazioni stupefacenti.
Tuttavia David Cross era anche nel bel mezzo della realizzazione di "Sign of the Crow", un grande album rilasciato con la sua band, oltre ad essere preso da diversi altri progetti. Era estremamente impegnato, così come lo ero io, quindi abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo e lasciare che i nostri scritti e la creatività prendessero il loro tempo per maturare.

"King Crimson Meets Van der Graaf Generator" appare come un richiamo molto forte per tutti gli appassionati di musica progressiva: quali sono le caratteristiche principali di "Another Day"?

Penso che la caratteristica principale sia quella che l'album non suona come nessun altro! C'è un grande ensemble su cui risalta un modo di suonare individuale e la presenza di grandi melodie. Penso che sia un nuovo tipo di sound-set che nessuno ha mai visto prima e un nuovo modello di creatività collaborativa. Quando suoniamo da soli e liberamente, ci sono due solisti che lavorano l'uno attorno all'altro e la sezione ritmica che lascia molto spazio e dà il giusto supporto. Da aggiungere che il violino può fare doppi stop, il che significa armonia costruttiva; i due Sax suonati all’unisono (Double Horns) danno lo stesso risultato. Entrambi i “solisti” possono quindi suonare potenti e duri riff. Sia io che Cross siamo tastieristi, scrittori e arrangiatori, quindi ci sono alcuni brani divertenti e corali. Abbiamo poi deciso di chiudere il cerchio inserendo una sezione ritmica straordinaria che ha lavorato insieme per diversi anni.

Qual è il tema di fondo dell'album? Riesci a considerarlo concettuale nonostante sia un lavoro strumentale?

Durante il nostro primo incontro del 2010 al Club il Giardino abbiamo scherzato sui personaggi di “Vladimir ed Estragon” protagonisti del dramma “Aspettando Godot”, di Samuel Beckett. Ci sono voluti otto anni per finire l’album perché, come ti dicevo, eravamo molto impegnati in molteplici progetti. Ciononostante abbiamo continuato a tornare verso questo tema disincantato dei vecchi uomini e probabilmente abbiamo inserito riferimenti religiosi, filosofici, classici, biografici e persino legati alla guerra, tutte cose che emergono nella scelta del materiale, nei titoli dei brani e persino negli arrangiamenti. Un esempio potrebbe essere l'inclusione del Big Ben da The Houses of Parliament in "Millennium Toll". Altri potrebbero essere "Going Nowhere" e "Mr. Morose”. Lo considererei quindi un concept album e non solo una raccolta di brani musicali.
Ulteriori indizi si possono trovare nella brillante copertina dell'album di Michael Inns. Prossimamente Cross e io riveleremo un'altra sorpresa e una dimensione pubblica di "Another Day", ma per il momento è un segreto. Ma renderà l'idea di concept molto più chiara.

Quanto è importante la tecnologia in un album come "Another Day"?

STRUMENTAZIONE: David Cross ha una meravigliosa serie di pedali FX e Loopers di cui ha il dominio totale e che hanno fatto parte del suo set up per molti anni. E’ materiale progettato per  chitarristi ma si adatta perfettamente al suo violino elettrico. In questo modo ha creato una vasta serie di toni e colori che si abbinano alla sua gamma di espressioni basate sulla flessibilità. Anche io ho molte unità FX e Loopers, ma su questo album e in questa particolare situazione ho sentito che era giusto suonare usando tutti i suoni naturali, unendo solo grandi riverberi ed echi occasionali. Nel disco suono fischietti, flauti, sax (sopranino, soprano, sassofono e tenore), e uso ottimi microfoni per ottenere un'espressione molto più ampia dalle mie trombe.

REGISTRAZIONE: la tecnica di registrazione ha sempre modellato il processo creativo in studio. Per fortuna sono passati i giorni delle macchine a nastro e della strana alchimia legata al “suono su suono”! Sia io che Cross usiamo al momento  Logic X, sebbene avessimo avviato il processo di questo album su Logic 9. La potenza di questo sistema è legata alla facile registrazione, di alto livello, e da potenti tecniche di editing. Aggiungiamo a tutto ciò l'accesso immediato a grandi FX, e meravigliosi strumenti armonici e sezioni ritmiche attraverso il MIDI. Quando abbiamo iniziato, siamo stati in grado da subito di improvvisare e sperimentare: scrivere, organizzare e spedire idee avanti e indietro via Internet, così da poter lavorare insieme e separatamente.
Quando improvvisavamo con la band, registrare con una separazione totale permetteva a Cross e a me di modificare brani come "Trane to Kiev", "Breaking Bad", "Mr. Morose” e “Time Gentlemen, Please”, fornendo alla tracce nuove forme eccitanti.

PRODUZIONE: L'altro ruolo vitale che la tecnologia ora gioca è nel mixaggio e nella produzione. Siamo stati fortunati nella realizzazione di "Another Day" anche per la presenza di mio figlio Jake, ovviamente felice di lavorare con noi. Ha vinto due premi (Breakthrough Engineer 2010 e miglior Live Recording 2012) e si adopera in tutte le aree della musica registrata. Lavorare in due studi diversi ci ha causato problemi nel creare suoni di batteria coerenti. Mick Paul e Jake sono arrivati ​​alla fine per una grande e risolutiva giornata agli Air Studios! Jake lavora molto per Nick Cave, il che significa anche suonare con il violinista Warren Ellis. Naturalmente anche il sax e i flauti sono stati prodotti magnificamente. Il master del processo finale ottenuto da Jake e il misterioso mondo dei plug-in ha fatto sì che la tecnologia ci abbia aiutato a produrre il miglior suono che avessimo mai registrato finora!

MASTERING: Jake ha scelto Jon Webber per completare il suono masterizzato in "Another Day". Questa modalità ci ha portato verso piccoli viaggi a ritroso per rimuovere i dettagli sonori errati che nessuno aveva notato prima, ma il risultato finale è meraviglioso.

Cosa puoi dire degli altri due elementi che compongono la squadra, Mick Paul e Craig Blundell?

La nostra sezione ritmica, Mick Paul e Craig Blundell, proviene dalla David Cross Band. Lavorano insieme da molti anni e hanno una comprensione reciproca unica e grande. Sono una squadra meravigliosa pronta a imparare e registrare rapidamente arrangiamenti complessi - o improvvisare senza una parola! Mick Paul è famoso per la sua potenza e delicatezza del basso a 6 corde Fretless e per la sua sensibilità armonica individuale. Craig Blundell ha la padronanza di complessi drum kit e ha un suono e un approccio caratteristico. È un batterista famoso in tutto il mondo in ambito Prog Rock, molto richiesto e considerato un top tra i drummers.
Molti dei pezzi di questo album provengono da improvvisazioni "cieche" in un piccolo studio. Il 'Blind' sta a significare che eravamo tutti in stanze diverse - essenziali per la separazione - e solo uniti da cuffie - con una traccia casuale per segnare il tempo. I soli pezzi dell'album che provengono da improvvisazioni di gruppo sono "Trane to Kiev", "Breaking Bad", "Mr. Morose” e “Time Gentlemen, Please”. Un credito equo va a Mick e Craig nell'identità di queste tracce!

È possibile definire la tua musica per alcuni giovani che difficilmente conoscono il prog degli anni '70?

Probabilmente no! Ecco perché abbiamo bisogno di giornalisti e analisti musicali.
Il disco è ben eseguito e ha un suono eccezionale, e fa riferimento alla musica che ci ha preceduto e ci ha influenzato tutti, ma realizza un suono - e forse una nuova voce - tutto suo. Può essere feroce e può essere sublime; può essere edificante e può essere inquietante. Riflette il tempo in cui ci troviamo ora, proprio come il Prog degli anni '70 rifletteva quel tempo e quel sentimento.

Avete pianificato un tour per promuovere l’album? Verrete in Italia?

David Cross e io ci godiamo la libertà e la spontaneità di suonare come un Duo e abbiamo già suonato così in UK, Olanda e Italia. Questo è quanto è stato pensato per "Another Day". Dal vivo usiamo copiose quantità di tecnologia, sia in FX che in Loop, e creiamo versioni di diverse tracce dell'album. Includiamo anche alcuni brani dei “nostri” King Crimson e Van der Graaf Generator. Ci piace coinvolgere il pubblico!
Quindi siamo pronti e disposti a promuovere l'album comunque e ovunque ci sia un pubblico. Potremmo anche creare una band per riprodurre l'album così com'è, ma richiede molto investimento a tutto tondo, ma non vogliamo escludere questa idea!
O come Cross e Jackson Duo, o Cross & Jackson Band, ovviamente vogliamo venire a suonare l'Italia! Per favore aiutaci a trovare la strada!



Track list:

1. PREDATOR
2. BUSHIDO
3. LAST RIDE
4. GOING NOWHERE
5. TRANE TO KIEV
6. MILLENNIUM TOLL
7. ARRIVAL
8. COME AGAIN
9. BREAKING BAD
10. MR. MOROSE
11. ANTHEM FOR ANOTHER DAY
12. TIME GENTLEMEN, PLEASE

INFO:
David Cross & David Jackson Official website: www.crossandjackson.com
David Cross:
Twitter: @DavidCrossMusic

David Jackson:
Official website: http://www.jaxontonewall.com
Twitter: @jaxontonewall
Per acquistare "Another Day" di David Cross e David Jackson:
Acquisto CD e ulteriori informazioni: www.crossmusic.co.uk




venerdì 6 aprile 2018

Lorenzo Piccone alla Ubik di Savona


Sono tanti i talenti puri che si muovono nell’area savonese. Parlo di musica, ovviamente.
Mi riferisco ad un pool di giovani e meno giovani che in altri tempi e in altri luoghi sarebbero diventati miti del rock, del blues, del jazz, del folk, del prog e del pop. E mi viene da pensare... è un'era sbagliata, manca per quasi tutti la giusta visibilità, quella che spetterebbe di diritto a chi ha qualcosa qualcosa in più per grazia ricevuta: il contesto non permette più di esplodere col solo talento, come capita in quasi tutti i mestieri, e la musica è considerata un hobby, un qualcosa in più da mettere in mostra, ma da tenere ben separata dalle "cose serie"!
La visibilità di cui parlo è una cosa necessaria, perché il musicista che crea deve anche condividere, il più possibile. E’ questo il suo scopo.
Sono davanti a Lorenzo Piccone che presenta il suo nuovo album, “Soul Searching”, e siamo alla Ubik di Savona, salotto nobile della città, per i contenuti che solitamente propone.
Lo scenario che si presenta è di una bellezza unica per gli “ammalati” di musica come io sono, perché lo sfondo della scena è carico di strumenti musicali, perlopiù sconosciuti ai presenti.
Alle spalle di Lorenzo trovano posto le cose più “semplici”, dalla chitarra alla mandola, passando per il bouzouki e la lap steel guitar, arrivando alla resofonica.
Alla sua destra un banchetto con su il prodotto di un liutaio locale, un maestro, Giuliano Calcagno, che mette in mostra tutta la sua arte abbinando la qualità agli aspetti estetici e innovativi, inventando cose che credo non abbiano uguali. Sarà lui stesso a raccontarsi nel video a seguire.
Alla sinistra di Piccone si trova Rosi Marsala, che dipinge mentre Lorenzo suona, e la sua mano educata scorre sullo sfondo, visibile a tutti, alle spalle del musicista. Anche lei si presenta da sola nel video.


Ma non è una vetrina fine a se stessa, perché esiste la connessione, lo scambio delle arti, e il buon Lorenzo, tutto quel ben di Dio non si limita solo ad osservarlo, ma lo suona pressochè in toto, e la performance si trasforma in una seduta didattica, un momento formativo in cui i presenti apprendono qualcosa di più. Sono rimasto molto colpito dall’insieme.
Ritorno a bomba. Lorenzo Piccone appare ai miei occhi un alieno, capace di destreggiarsi con ogni “attrezzo”, giocando su echi e riverberi, mettendo in campo una voce incredibile, coinvolgendo i presenti, proponendo ritmi e musiche lontane dalla nostra cultura, regalandoci la sua anima e i suoi segreti, trasferendo i suoi racconti musicali a chi lo sta ascoltando con attenzione.
Lo guardi concentrato sulle sue dite che muovono, entrambe, nel senso giusto, mentre la voce, a volte calda e altre graffiante, si diffonde nella sala, e gli aspetti visual si miscelano all'essenzialità e… si ritorna al senso della musica, quella che ti fa stare bene, che non ha bisogno di incasellamenti, che distrugge ogni barriera e procura gioia e voglia di partecipare.
Ah Lorenzo! Un po’ prima dovevi nascere!