Quando Brian Eno ascoltò per la prima volta Adrian
Belew sul palco con Frank Zappa, capì subito di aver trovato
l'elemento mancante per il nuovo progetto dal vivo di David Bowie. Era
il 1978 e Belew suonava nella band di Zappa da appena un anno. La segnalazione
di Eno diede il via a un corteggiamento serrato che portò a un inevitabile
confronto tra due figure storiche della musica rock.
L'episodio decisivo si svolse durante un incontro a tre
organizzato in un ristorante, un tentativo di mediazione informale
trasformatosi in uno scambio laconico. Belew ricorda ancora la rigidità del
momento: Bowie cercò di intavolare una conversazione rivolgendo tre domande
dirette a Zappa, ma la risposta fu tre volte la stessa, un secco invito a quel
"Capitano Tom" che richiamava l'iconico personaggio di Space
Oddity. Preso atto della chiusura, Bowie si alzò dal tavolo insieme al
chitarrista commentando ironicamente l'esito del colloquio.
In realtà, al di là dell'episodio al ristorante e di qualche
battuta sferzante inserita da Zappa nei testi durante i concerti, la
transizione non nacque da uno scontro personale. Con la fine della tournée di
Zappa imminente e una pausa programmata di tre mesi per i musicisti, Bowie
offrì a Belew un ingaggio immediato per un tour europeo di quattro mesi. Nel
confronto finale avvenuto sul bus della tournée, fu lo stesso Zappa a
suggerirgli di cogliere l'opportunità, sancendo l'accordo con una semplice
stretta di mano.
Il prosieguo degli eventi prese poi una piega inaspettata. Al
termine del tour Zappa sciolse la formazione, mentre l'impegno con Bowie si
prolungò per oltre diciotto mesi, impedendo a Belew di tornare alla base come
inizialmente previsto.
Nonostante la separazione forzata, i rapporti tra i due
rimasero distesi nel tempo, segnati dal riconoscimento del ruolo fondamentale
che Zappa aveva avuto nel lancio della carriera del chitarrista.
La traiettoria di Belew, proseguita successivamente con
l'ingresso nei King Crimson, trova oggi una continuità ideale nella dimensione
dal vivo. Con il progetto parallelo “Beat”, l'artista torna a condividere il
palco con storici collaboratori dell'universo zappiano, come Steve Vai e Terry
Bozzio, insieme a Tony Levin, riannodando i fili di una stagione irripetibile
del rock di avanguardia.

