domenica 8 novembre 2026

L'incontro tra David Bowie e Frank Zappa raccontato da Adrian Belew

Quando Brian Eno ascoltò per la prima volta Adrian Belew sul palco con Frank Zappa, capì subito di aver trovato l'elemento mancante per il nuovo progetto dal vivo di David Bowie. Era il 1978 e Belew suonava nella band di Zappa da appena un anno. La segnalazione di Eno diede il via a un corteggiamento serrato che portò a un inevitabile confronto tra due figure storiche della musica rock.

L'episodio decisivo si svolse durante un incontro a tre organizzato in un ristorante, un tentativo di mediazione informale trasformatosi in uno scambio laconico. Belew ricorda ancora la rigidità del momento: Bowie cercò di intavolare una conversazione rivolgendo tre domande dirette a Zappa, ma la risposta fu tre volte la stessa, un secco invito a quel "Capitano Tom" che richiamava l'iconico personaggio di Space Oddity. Preso atto della chiusura, Bowie si alzò dal tavolo insieme al chitarrista commentando ironicamente l'esito del colloquio.

In realtà, al di là dell'episodio al ristorante e di qualche battuta sferzante inserita da Zappa nei testi durante i concerti, la transizione non nacque da uno scontro personale. Con la fine della tournée di Zappa imminente e una pausa programmata di tre mesi per i musicisti, Bowie offrì a Belew un ingaggio immediato per un tour europeo di quattro mesi. Nel confronto finale avvenuto sul bus della tournée, fu lo stesso Zappa a suggerirgli di cogliere l'opportunità, sancendo l'accordo con una semplice stretta di mano.

Il prosieguo degli eventi prese poi una piega inaspettata. Al termine del tour Zappa sciolse la formazione, mentre l'impegno con Bowie si prolungò per oltre diciotto mesi, impedendo a Belew di tornare alla base come inizialmente previsto.

Nonostante la separazione forzata, i rapporti tra i due rimasero distesi nel tempo, segnati dal riconoscimento del ruolo fondamentale che Zappa aveva avuto nel lancio della carriera del chitarrista.

La traiettoria di Belew, proseguita successivamente con l'ingresso nei King Crimson, trova oggi una continuità ideale nella dimensione dal vivo. Con il progetto parallelo “Beat”, l'artista torna a condividere il palco con storici collaboratori dell'universo zappiano, come Steve Vai e Terry Bozzio, insieme a Tony Levin, riannodando i fili di una stagione irripetibile del rock di avanguardia.