giovedì 25 ottobre 2012

The Hellecasters



Mentre ero alla ricerca di differenti versioni di “Sweet Dreams” di Roy Buchanan, mi sono imbattuto in ...
... The Hellecaster, che per chi è appassionato di chitarra come lo sono io, possono risultare  davvero coinvolgente.
In rete ho trovato pochissimo su di loro, materiale comunque sufficiente per far venire la voglia di saperne di più.

The Hellecasters è la sigla sotto cui si sono riuniti nei primi anni '90 tre virtuosi session-men di Nashville, votati più volte "chitarrista dell'anno" dalle riviste di settore, con un curriculum di collaborazioni impressionante: John Jorgeson (Desert Rose Band, Bob Dylan, Elton John, Bob Seger, Bonnie Raitt); Jerry Donahue (Fairport Convention, Joan Armatrading, George Harrison, Elton John, Robert Plant, Roy Orbison); Will Ray (Tom Jones, Solomon Burke, Joe Walsh)
Il nome, dicono, nasce dalla loro dichiarata intenzione di tirar fuori l'Inferno dalle loro Tele- e Strato-Caster.
In effetti usano solo queste chitarre dal suono cristallino e la Fender ha creato ben sette modelli a loro nome (più che per qualunque altro gruppo dal 1950 a oggi) modificati secondo le loro esigenze.
In seguito utilizzeranno anche strumenti marca G&L, la società fondata da George Fullerton e Leo Fender dopo che Leo aveva venduto il suo più storico marchio.
Le tecniche dei tre eroi si differenziano: John è più rock, capace di scale al fulmicotone e timbriche mordenti; Jerry il più country ed utilizza un personalissimo tipo di vibrato ottenuto premendo le corde fra il capotasto e le meccaniche (il "Re dei Tira-corde del Pianeta" lo chiamò Danny Gatton); Will il più blues, utilizzando una Telecaster che incorpora il B-bender, un meccanismo situato dietro il ponte che altera a comando l'intonazione della seconda corda (B=Si, secondo la connotazione anglosassone), oltre ad ottenere indescrivibili effetti usando contemporaneamente due ditali d'acciao infilati al medio della mano sinistra e al mignolo della destra. Tutti utilizzano plettro e dita e il risultato è una cascata di note squillante e funambolica.
Il solo ascolto non aiuta a capire come riescano a prodursi in questi assoli; meglio goderseli in un video.
Hanno realizzato tre album:” The Return Of The Hellecasters” (1993) è stato votato dalla rivista Guitar Player "Album Country dell'Anno", mentre Guitar Shop Magazine l'ha dichiarato "Album dell'Anno", senza tanti distinguo!
“ Escape From Hollywood” (1995) invece è "Miglior Album dell'Anno" per i lettori di Guitar Player Magazine.
Infine “Hell III: New Axes To Grind “(1997), che propone in copertina i primi tre modelli Fender a loro nome.

Gli Hellecasters sono tre orologi che ticchettano ritmo e divertimento senza sbagliare un colpo.





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