giovedì 13 dicembre 2007

Maurizio Arcieri/New Dada





La mia ricerca in rete di materiale "dimenticato" porta ad artisti ormai relegati al passato e solo a quello.
Parlo di musica che difficilmente mi verrebbe in mente di ascoltare, canzoni che però, abbinate alle immagini in bianco e nero, riportano a qualche momento antico che ha forte legame con la vita attuale.
Potrei scrivere per ore del link esistente tra musica e ricordi, ma non lo farei in modo oggettivo e cadrei certamente nel pentolone contenente rimorsi e rimpianti, e... chissà che cosa triste ne uscirebbe!
Ieri sera sono stato colpito da quello che io chiamavo "Maurizio dei New Dada".

La canzone che meglio ricordavo era la cover di "Lady Jane", degli Stones, ma lui ebbe il successo significativo con un brano che ai tempi si definiva commerciale e cioè "5 Minuti".
Un tempo mi sarei mortalmente vergognato di ascoltarla, ora, tra Gentle Giant e Yes, può risultarmi piacevole.
Cosa mi ricorda?
Una delusione amorosa da adolescente... francamente non so quale, so solo che ascoltarla un po' mi angoscia.

Questa e' la forza, positiva o negativa, delle note.


Vediamo qualche nota su Maurizio Arcieri

Nato a Milano nel 1945, attivo musicalmente dai primi anni '60, Maurizio Arcieri negli anni sessanta fu leader dei New Dada che nel giro di pochi anni, dal 1965 al 1967 incisero uno "storico" LP e una manciata di singoli irresistibili, suonati con grinta e tecnica difficili da ritrovare in altri gruppi italiani del periodo. D'altra parte i New Dada furono senza ombra di dubbio il complesso più particolare dell’intera scena beat italiana. Curavano moltissimo l’immagine, al punto che "Pupo" Longo, il batterista, suonava con i guanti bianchi. Ma era soprattutto il leader, Maurizio Arcieri, a gettare lo scompiglio tra le fans. Parteciparono all’edizione ‘66 del Cantagiro riscuotendo ottimi consensi con “Non dirne più” (3° nella sezione Complessi, dietro a Equipe 84 - "Io ho in mente te" e ai Rokes - "Che colpa abbiamo noi") e si aggiudicarono diverse puntate di “Bandiera Gialla” grazie alla cover di “Lady Jane”. I New dada furono inoltre scelti come band di supporto nelle tre tappe del tour italiano dei Beatles. All’apice del successo i New Dada si sciolsero e Maurizio intraprese la carriera solista; parte dei New Dada lo seguì nelle vesti di formazione accompagnatrice. Nel 1967 incise "Ballerina" e "Il Comizio" ma il successo pieno arrivò l'anno successivo con "Cinque minuti e poi" con cui partecipò al Disco per L’Estate. La canzone non vinse ma risultò essere uno dei più grandi hit dell’anno e fu il leit-motiv di "Quelli belli siamo noi” un fortunato “musicarello” con Carlo Dapporto, Orchidea De Sanctis, Ric & Gian, Carlo Delle Piane e Isabella Biagini e...Loredana Bertè! Nello stesso anno presentò "Elisabeth". Negli anni successivi incise altri brani senza tuttavia ottenere grossi consensi. Spesso si trattava di cover di brani inglesi. Ad esempio una bella cover di "See me, feel me, touch me" tratta da "Tommy" degli WHO, dal titolo italiano "Guardami, Toccami, Guariscimi". Nel 1976 decise di dar vita a un nuovo progetto musicale: i Chrisma. Il gruppo avrebbe “rilevato” il precedente contratto di Maurizio con la Polydor. Chrisma non era altro che la contrazione dei nomi dei due componenti, Maurizio e Christina Moser, conosciuta nel 1966 e diventata nel frattempo sua moglie. I due si trasferiscono a Londra e incidono "Amore" e l'anno dopo "U", brani un po’ deboli, tanto dal punto di vista creativo quanto per l’inclinazione stilistica commerciale. Direttore artistico della Polydor era Nico Papathanassiou, fratello di Vangelis, con cui i Chrisma diedero vita a un fortunato sodalizio durato alcuni anni. Londra era agitata dal fenomeno del punk, ma il duo più che sposarne la causa ne adottava il look: capelli colorati, pantaloni e giubbotti in pelle nera, una spilla da balia conficcata nella guancia. Nel 1977 i Chrisma incisero Chinese restaurant un disco rock decadente ed essenziale ricco di contaminazioni elettroniche, atmosfere sospese e di allucinata tensione. Il 45 tratto dal disco, “Lola”, entrò nella Top 10: sembra che il brano dovesse essere presentato a Sanremo, ma i Chrisma, non avendo voglia di cantare in italiano, rifiutarono. Seguì una tournée di notevole impatto: uno spettacolo ricco di luci e costumi, con immagini tridimensionali proiettate sui teli a fondo palco. Maurizio si dimenava e cantava con molta partecipazione, spesso si strappava la camicia con un coltellino tra lo scalpore del pubblico; una sera addirittura si tagliò volontariamente un dito. Finì in ospedale e gran parte delle date programmate finirono cancellate. Nel 1978 gli Arcieri incisero Hibernation, inciso in Italia ma missato a Londra, disco con cui si confrontarono con la musica elettronica. Il disco fu stampato in vinile color ghiaccio e custodito in una copertina a specchio e pur essendo parecchio elaborato riusciva a essere comunque accessibile al pubblico. Per lanciare uno dei due singoli tratto dal disco, "Aurora B", venne realizzato un video che fece scalpore, contenendo immagini di un suicidio e scene di sesso in una stazione della metropolitana. Due anni dopo è la volta di Cathode mamma lavoro nato dalla collaborazione con il musicista Hans Zimmer. Per l'occasione cambiano il nome del gruppo in Krisma. Una azzeccata miscela di frizzante electro-pop permise loro di ottenere il primo grosso successo da classifica: "Many Kisses", brano che fece furore in mezza Europa.

Ricordiamolo così








2 commenti:

Anonimo ha detto...

5 minuti era in effetti un ottimo pezzo e Maurizio un gran bel personaggio. A complemento del tema aggiungo che 5 minuti è stata incisa anche recentemente da Claudio Baglioni, in una versione molto nostalgica e rispettosa dell'originale. Ciao.

Anonimo ha detto...

Orchidea de Santis, prorompente avvenenza