venerdì 4 aprile 2014

Richard Sinclair & PropheXy


Richard Sinclair & PropheXy

La leggenda del "Canterbury sound" Richard Sinclair,  membro fondatore di Caravan prima, Hatfield and the North poi, sarà in tournee in compagnia dei PropheXy per tre date a maggio.
Questo sodalizio tra la formazione progressiva bolognese e l’artista inglese è già stato testato su palchi quali il Naima Club di Forlì, il We Love Vintage Festival di Bologna (2011) e il Teatro San Sebastiano di Valli del Pasubio (VI).
Dal concerto tenuto in quest'ultima location è stato realizzato il recente album live dei PropheXy “Improvviso” (2013) in cui Richard Sinclair è presente in due bonus track.

Ecco le date del tour:

15/05 – Stones Cafè – Vignola (MO)
16/05 – Crossroads Live Club – Roma
18/05 – Riviera Prog Festival – Genova (all’interno della Fiera Internazionale della Musica)

Sarà un’occasione per riascoltare grandi classici del repertorio Caravan e Hatfield and the North, scoprire nuove gemme del repertorio solista di Richard Sinclair ed apprezzare il rock raffinato dei PropheXy.

Biografie

Richard Sinclair è un bassista, chitarrista, cantante e compositore britannico. È noto per aver fondato insieme al cugino Dave e a Pye Hastings i Caravan, gruppo prog tra i protagonisti della scena di Canterbury. Richard ha suonato nelle più importanti formazioni della corrente di Canterbury: tra il 1964 e il 1965 milita nei The Wilde Flowers, nel 1968 nei Caravan, nel '72 entra negli Hatfield and the North, dove rimarrà fino al '76, quando formerà i Sinclair and the South, gruppo che durerà un anno. Nel 1977 entra infatti nei Camel per due anni, e successivamente, dal 1982 al 1984 negli In Cahoots. Da allora ha militato in varie formazioni, sempre legate alla cittadina inglese.

I PropheXy si inseriscono nel panorama del Progressive Rock con la partecipazione al tributo ufficiale italiano ai King Crimson ("The letters: an Italian unconventional guide to King Crimson") edito nel 2005 dalla Mellow Records. La loro musica trascende i confini del rock progressivo per contaminarsi con le più diverse esperienze sonore, creando un ritratto del nostro tempo dipinto con elaborati intrecci melodici e ritmici. La realizzazione dell'album "Alconauta" (2009) porta il gruppo ad esibirsi con band quali Anekdoten (SWE), Sleepytime Gorilla Museum (USA), Le Orme, e a partecipare alla prima edizione del festival ExProg (2010). L'attività live viene affiancata alla collaborazione con Richard  Sinclair (storico bassista e cantante di Caravan, Hatfield and the North e Camel), che dal 2011 porta la band su prestigiosi palchi italiani proponendo in una nuova veste i brani classici della scena di Canterbury. Nel giugno 2013 esce "Improvviso", un album live registrato al teatro San Sebastiano di Valli del Pasubio (VI), lavoro che contiene la partecipazione di Richard Sinclair in due bonus track.

Stefano Vaccari: Batteria
Alessandro Valle: Basso e Flauto
Diber Benghi: Tastiere
Gabriele Martelli: Chitarre
Luca Fattori: Voce


www.facebook.com/PropheXyBand


giovedì 3 aprile 2014

DiscoDays + Live XII Edizione Fiera del Disco e della Musica


DiscoDays + Live
XII Edizione Fiera del Disco e della Musica
domenica 6 aprile 2014

Casa della Musica c/o Teatro Palapartenope
Via Barbagallo, 115 - Fuorigrotta | Napoli
ore 10.30 - 21.00 ingresso 4,00 euro gratis sino a 18 anni


DiscoDays + Live è il format primaverile con musica dal vivo della fiera del disco e della musica, che domenica 6 aprile ritorna in città quale più importante ed atteso appuntamento con il disco in vinile. La passione della musica incontra per la dodicesima volta DiscoDays alla Casa della Musica c/o il Teatro Palapartenope di Napoli. Materiale discografico di tutti i generi e per tutte le tasche e tantissime le "chicche" per chi vorrà arricchire la propria collezione: migliaia di dischi made in UK, rarità in edizione in edizione giapponese, Ep dei Beatles autografato da tutti e 4 i membri, Lp promozionale "Voyeur" di Renato Zero, vinili rarissimi di Tito Schipa jr e degli Showmen, il primo Ep dei Litfiba "Guerra" stampato in meno di un migliaio di copie. In totale sono stimati oltre 120.000 mila Lp!  Come di consueto un'intera giornata dedicata alla musica a tuttotondo con incontri, mostre, eventi e showcase live. L'evento rinnova la collaborazione con Radio Marte e sarà presentato dal DJ, speaker e programmatore musicale, oltre che conduttore e grande mattatore, amante del supporto analogico, Gigio Rosa. Ecco di seguito i principali appuntamenti ed il programma completo della manifestazione:

Premio "Fotografia per la Musica" a Guido Harari



"La sua è davvero una fotografia da kamikaze" (Laurie Anderson). Harari è uno degli autori più significativi nel campo del ritratto fotografico a tutto campo. Ha firmato numerose copertine di dischi ed è stato fotografo ufficiale di molti grandi miti, tanto stimato da essere ritenuto "un artista, oltre che un fotografo" (Kate Bush). I più grandi del palcoscenico musicale italiano e internazionale lo hanno scelto per collaborazioni ormai rimaste nella storia della musica. "So che le sue saranno immagini musicali, piene di poesia e di sentimento. Le cose che Guido cattura nei suoi ritratti [...] vengono generalmente ignorate da altri" (Lou Reed). Ventennale il legame con Fabrizio De Andrè, di cui è stato fotografo personale. Nel 2011 ha fondato ad Alba la "Wall of Sound Gallery", la prima galleria fotografica in Italia interamente dedicata alla musica.
Guido Harari riceverà il Premio DiscoDays "Fotografia per la Musica" - per la straordinaria carriera che l'ha portato ad essere un riferimento per la fotografia musicale e per la attività divulgativa svolta dalla sua Wall of Sound Gallery - ed incontrerà il pubblico presente per assistere alla premiazione, raccontando eventi e svelando aneddoti meravigliosamente ed indissolubilmente legati alle persone ed alle storie impresse nei suoi scatti. L'incontro sarà moderato da Federico Vacalebre.


Mostra dedicata ai Queen

In esclusiva a Napoli e per la prima volta nel Sud Italia una mostra memorabilia sui Queen a cura di QueenMuseum.com, tra i maggiori siti mondiali di riferimento per gli appassionati del gruppo inglese.
A renderla unica è la presenza dei dischi più rari, delle edizioni più ricercate, di pezzi unici come: dischi d'oro, lettere, foto da collezione, riviste d'epoca, poster, biglietti, volantini dei concerti e molto altro ancora. Un occasione irripetibile per vedere oggetti posseduti e autografati da Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor e ripercorrere la storia di uno dei gruppi più leggendari del rock. Un'iniziativa nata per celebrare il percorso ormai ultra quarantennale della storica band, rivivendone gli esordi, i primi grandi successi e la conquista del posto d'onore nell'Olimpo del Rock. In questa edizione la fiera si arricchisce del contributo di Ferdinando Frega, che da oltre 25 anni colleziona oggetti unici provenienti da ogni parte del mondo e collabora a pubblicazioni internazionali su riviste specializzate. La sua passione ha dato vita al sito web queenmuseum.com, un luogo virtuale in cui cultori e curiosi possono trovare immagini e informazioni sulla grande band londinese.



Showcase Live e premio Rete dei Festival

Sul palcoscenico di Casa della Musica si esibiranno:

La Maschera
DiscoDays in ogni edizione, con il patrocinio dei principali festival italiani, riconosce il merito di nuovi e talentuosi artisti del panorama musicale del nostro territorio. In occasione della dodicesima edizione di DiscoDays sarà La Maschera a ricevere ilPremio Rete dei Festival ed a poter presentare il proprio progetto anche al M.E.I. - Meeting degli Indipendenti - che si terrà a Faenza tra il 26 e il 28 Settembre 2014. Il gruppo inoltre, grazie alla partnership con Godfather Studio, inciderà un brano in analogico su un ATR 24tracce.

Dreamway Tales
La band nasce nel 2007, ed il supporto dei fans li spinge a registrare nel 2009 quello che sarà il loro Ep d'esordio dal titolo "Till The End". L'Ep vende centinaia di copie nonostante fosse distribuito esclusivamente dagli stessi componenti della band. Il singolo estratto "Less Than Zero" entra in rotazione in 54 radio su tutto il territorio nazionale. Nel Febbraio 2013 vede la luce il primo album "Disordine".

The Burlesque
The Burlesque è un progetto di vita, che racconta la vita. Il loro primo lavoro discografico "Cheap and Kool" è un'idea, un'intenzione, un concept. Un manifesto musicale che denuncia tutto ciò che c'è ma non si vede. I Burlesque scelgono di comunicare direttamente con la lingua madre dei loro gruppi ispiratori, nella quale si trovano perfettamente a loro agio.

 Massimo Bevilacqua e i True Blues Band
True Blues Band propone un sound caratterizzato dalla ricerca di quelle sonorità tipiche del più puro e vero Chicago blues. Il repertorio parte dai classici del Blues, per spaziare dal country blues, ad un fingerpicking elettroacustico, fino al più aggressivo Texas Blues. La band di Bevilacqua ospiterà diversi musicisti in una fantasiosa Jam sassion da non perdere in collaborazione con l'associazione Angeli Blues.

Mostra Fotografica di Valeria Bissacco "Musica in Faccia"

Valeria Bissacco è la vincitrice della scorsa edizione del concorso nazionale di fotografia indetto da DiscoDays "Musica a Scatti", ed in questa occasione sarà realizzata una sua mostra personale.
 "Le fotografie di Valeria hanno come minimo comune denominatore: l'emozione. Emozione che si legge sulle facce dei musicisti, figlia di una espressività che è il mezzo con cui Valeria ci restituisce l'emotività dell'artista. Hanno anche il pregio dell'omogeneità sia tecnica che documentale: l'assenza del dove, la coerenza stilistica e la scelta di restringere il campo a certa musica italiana sono tratti distintivi del lavoro di Valeria. I suoi soggetti sembra sentirli cantare, sentirne le parole, vederli compiaciuti (come nella foto di Finardi) della loro performance, se ne coglie l'autenticità, insomma non sembrano mai recitare . gli si legge appunto la "musica in faccia". (Riccardo Piccirillo)

Ultimo evento della serata la finale del Primo DJ Contest organizzato in collaborazione con Save the Vinyl Napoli e Radio Umr Friends. In chiusura dell'evento, grazie aVeragency Srl, tra tutti i visitatori sarà messo in palio un biglietto per il concerto diLigabue allo stadio Arechi di Salerno il 23 luglio.

DiscoDays si apre quest'anno con l'anteprima live dei Calibro 35 in collaborazione con ilSuo.na. ed Ufficio K giovedì 3 aprile al Duel Beat di Agnano.



Il programma dell'evento di domenica 6 aprile dalle 10.30 alle 21.00:
11.00 Massimo Bevilacqua & True blues Band - showcase live
12.00 The Burlesque - showcase live 
17.00 Dreamway Tales - showcase live
18 00 Premio Fotografia per la Musica a Guido Harari. 
19 00 Premio Rete dei Festival a "La Maschera" - showcase live
20 00 Finale DJ contest a cura di Save the Vinyl & Radio Umr


Comunicazione Iuppiter.eu
ph: 0810117315 - 3383470882 - Fax: 0812141282




mercoledì 2 aprile 2014

Ritornano Les Trois Tetons-Presentazione nuovo album al Raindogs di Savona, 5 aprile


Les Trois Tetons – “Songs About Lou” (Autoproduzione)
“Dritti al cuore del rock'n’roll” (Rootshighway)

A tre anni di distanza dal precedente “Dangereyes”, esce il quarto album in studio della band ligure. Quindici nuovi brani, registrati presso gli studi del “Punto d’Incontro Italo Calvino” di Loano (SV) sotto la preziosa guida di Alessandro Mazzitelli, e con la partecipazione di Fabio Biale al violino, ospite in tre brani.
Da oltre vent’anni Les Trois Tetons su un palco sono sinonimo di rock and roll, sudato e sanguigno, puro ma contaminato nel ripercorre una strada che parte dal Delta e si spinge fino al CBGB’s, passando per il Marquee. Dove Chuck Berry incontra Tom Waits, The Clash gli Stones di Exile. Ancora una volta in studio abbandonano le follie del live e sfoggiano il loro lato più articolato, declinando la loro idea di rock, intrisa nelle radici del blues e venata di psichedelia, in varie sfaccettature di suono.
Songs About Lou” è un viaggio in due atti e un’ouverture attraverso i dolori e le gioie del rock and roll, per dimostrare i possibili effetti terapeutici delle chitarre elettriche e di un songwriting appassionato.
“You can’t beat 2 guitars, bass, drum” (L. R.)

Una visitazione dell'album verrà pubblicata prossimamente sulla rivista musicale MAT 2020 (www.mat2020.com).

Nell'intervista a seguire, il frontman Zac, parla del nuovo full lenght e di molto altro ancora, nell'attesa dei prossimi appuntamenti, sintetizzati a fine post.
L'album  “Songs About Lou” sarà disponibile dal 7 aprile, reperibile in rete sul  sito di riferimento (o in download digitale dalle principali piattaforme), e naturalmente ai concerti.


L'INTERVISTA

Sono passati tre anni dal precedente album in studio: che cosa è accaduto in questo significativo spazio temporale?

Due anni fa abbiamo dovuto cambiare batterista; questo ha richiesto un certo assestamento, anche se in realtà Davide si è inserito velocemente riuscendo a rimpiazzare degnamente Guido, che è stato il nostro batterista storico per più di dieci anni e l’elemento che ci ha dato la possibilità di crescere realmente come gruppo. Abbiamo continuato a suonare il più possibile in concerto, l’album precedente “Dangereyes” è piaciuto molto, anche dal vivo, e poi ovviamente, soprattutto nell’ultimo anno, ci siamo dedicati a comporre e registrare la musica che è finita su “Songs About Lou”.

Come nasce l’idea del personaggio “Lou”, e come si lega alla figura di Lou Reed?

Lou è il protagonista della prima canzone, quella intorno a cui è nato il concetto del disco; è una canzone scritta da Barbon, in parte autobiografica, ma in realtà l’ispirazione per il nome viene dal personaggio di Louis Chyphre, del film Angel Heart. Si pensava già di usarlo come titolo, poi proprio nel periodo in cui stavamo registrando in studio è giunta la notizia della morte di Reed; è venuto quindi naturale citarlo indirettamente nel titolo e dedicargli il disco. Per la nostra musica è stata una figura gigantesca, senza la sua opera il rock non sarebbe stato lo stesso. Poi anche le sonorità sono volutamente ispirate a certi lavori di Lou Reed, e spero che questo si senta nel risultato finale.

Il disco appare come  lavoro concettuale, fatto inusuale per il genere musicale che amate e proponete: qual è la storia che raccontate? Quale il messaggio?

Anche se di solito il concept è legato più al genere progressive, che è un po’ lontano dai nostri punti di riferimento, tutti abbiamo ascoltato e amato dischi come Ziggy Stardust o Tommy, per cui abbiamo pensato che anche con il nostro grezzo rock and roll potevamo provare a cimentarci con un discorso più articolato, dove si potessero inserire anche canzoni cortissime, introduzioni strumentali e narrazioni estese. La storia di Lou è quella di un uomo che è a disagio con la realtà che lo circonda, entra in crisi e decide di lasciare tutto, partire, e vivere una serie di avventure che – forse – lo ricondurranno vicino al punto di partenza. Lou potrebbe anche essere una parte di ognuno di noi – più o meno nascosta, a seconda di quanto le permettiamo di emergere.

Cosa mi dici degli ospiti?

L’ospite in realtà è uno solo - anche se Alessandro Mazzitelli, oltre a svolgere egregiamente il suo ruolo di fonico, ha dato il suo tocco con uno strumento esotico su “Wide Mouth” - ovvero Fabio Biale. Lo conosciamo da anni, e oltre ad avere già collaborato al nostro primo disco nel 2005, avevamo anche suonato sul palco del BCC, e io personalmente in altre situazioni, ed è venuto spontaneo sfruttare la sua immensa bravura e musicalità su almeno tre brani. Per chi segue la scena musicale Fabio non ha bisogno di presentazioni, il suo curriculum è vastissimo e il suo lavoro è meritatamente apprezzato su più fronti.

Ritorno un attimo alla line up: come procedono le cose con il nuovo innesto, valido aiuto anche in fase di realizzazione art work?

Come ti dicevo prima, Davide si è inserito molto bene da tutti i punti di vista, e oltre ad abbassare considerevolmente l’età media di un gruppo che ormai è in giro dal secolo scorso, ha dato un valido contributo anche alla parte visiva, disegnando la cover e curando la grafica, nonché tutto ciò che è legato a foto e video. Siamo stati molto fortunati a incontrarlo.

Come promuoverete l’album? Sono previsti live in Italia e oltre?

Ovviamente la promozione si basa per noi principalmente sui live, anche se proporremo video e passaggi in radio, cercando anche di ricavarci degli spazi sul web. La serata di presentazione sarà il 5 aprile al Raindogs House di Savona, con Fabio come ospite, poi sempre ad Aprile abbiamo concerti ad Alessandria, Milano, Genova, sperando di estendere il più possibile il nostro raggio di azione. Per settembre invece è già programmato un breve tour in Germania.

Un’ultima cosa: dopo venti anni di attività, si possono tirare le somme di quanto realizzato?

Dopo più di vent’anni per noi è stupefacente guardarci indietro e aver realizzato cose a cui non avremmo mai pensato quando abbiamo iniziato. Siamo sempre stati una piccola band che pensa in piccolo, e a questo punto avere inciso quattro dischi di canzoni scritte da noi, avere suonato in diverse parti d’Italia e anche fuori dai confini nazionali, avere conquistato l’apprezzamento di appassionati, di ottimi musicisti, di addetti ai lavori, ha ancora dell’incredibile ai nostri occhi. Abbiamo persino una schiera di seguaci in Germania, paese in cui ci esibiamo regolarmente ogni anno ormai dal 2010; pensa che l’anno scorso una ventina di tedeschi sono venuti addirittura qui in Italia per due nostri concerti. Direi che non si può chiedere di più.

Anteprima del disco


INFO


I prossimi appuntamenti:

Giovedì 3 Aprile

 intervista a Radio Skylab, ore11:00

Sabato 5 Aprile

Presentazione ufficiale dell'album al Raindogs House di Savona, con proposta integrale del nuovo lavoro, e con Fabio Biale, ospite anche suk palco.

Martedì 8 Aprile

 intervista a Radio Lombardia, ore 20:00

Giovedì 10 Aprile

live at Mag Mell, ALESSANDRIA 22:00

Venerdì 11 Aprile

 Item MILANO, 22:30

Sabato 19 Aprile

Quaalude Club, GENOVA dopo mezzanotte

Giovedì 24 Aprile

 Mr. Drake, Varazze (SV) 22:30



martedì 1 aprile 2014

Mad Fellaz


Quasi un’ora di musica, totalmente strumentale, per l’omonimo album d’esordio dei Mad Fellaz, giovani musicisti di Bassano del Grappa.
Come sottolineato nelle righe a seguire, l’assenza di  un vocalist è una scelta precisa, perché la necessità, primaria e dichiarata, è la libertà espressiva, stato che trova paletti esclusivi quando le liriche devono trovare una collocazione, condizionando e rallentando una certa idea di musica totalmente free.
I M.F. rielaborano il prog del passato, dopo aver fatto un bagno purificatorio nel rock tradizionale e di qualità, e ciò che sintetizzano è la proiezione di musica gloriosa, assorbita nel tempo, e rinvigorita dalle idee personali, il tutto a vantaggio di una caratterizzazione della proposta che li colloca in spazi ideali ben chiari.
Non è importante rientrare nelle categorie musicali precostituite, ma è buona cosa creare una propria identità, un terreno conosciuto che diventa col tempo il bridge tra artisti e followers, che si realizza in pieno quando basta ascoltare poche note per comprendere al volo chi le sta proponendo.
I M.F. iniziano col piede giusto, concretizzando, in un contenitore psichedelico, un mix di blues, jazz e tempi dispari, nell’occasione suddiviso su cinque brani che seguono anch’essi la logica di anni ’70, con lunghe composizioni alternate a brani di dimensione ridotta.
L’impressione, già dal primo ascolto, è quella di trovarsi tra le mani un album pieno di talenti, perché questi giovani coraggiosi - o solo virtuosi - sono davvero bravi!
Ma il know how e il DNA non bastano per confezionare una musica gradevole, capace di passare dallo stato di .“… compongo e suono le cose che mi piacciono”, a quello di “… condivido la musica che creo…”. I Mad Fellaz sembrano riuscire a superare l'ostacolo già col primo impegno ufficiale.
Non è per niente facile la loro musica, anzi, un solo giro di disco serve solo a far venire l’appetito - o a far capire che l’amore non potrà mai sbocciare - ma per chi decide di entrare nel mondo dell’impegno musicale sono questi dettagli, perché il perseguire un obiettivo ha valenza superiore della ricerca del compiacimento altrui.
Tutti i brani “prendono”, per motivi differenti, e presentano diversi lati di osservazione.
Ne propongo uno, La Giungla, che semplificherà ogni mio concetto espresso.
Il mio gradimento personale va comunque a White Window, un misto di Gentle Giant e Jethro Tull prima maniera che mette i brividi.
Bravi… questa è una strada da non abbandonare!


L’INTERVISTA

Come nascono i Mad Fellaz? Possibile riassume la vostra storia e il modo in cui vi siete avvicinati alla musica?

I Mad Fellaz nascono nel novembre del 2010 da un idea di Paolo Busatto (chitarra), del fratello Marco (batteria) e di Emanuele Pasin (chitarra), che intraprendono inconsciamente la strada del progressive rock; poco dopo si aggiungono alla band Carlo Passuello, bassista  stilisticamente settanti ano, ed Enrico Brunelli, tastierista dalle influenze classiche. Fin dal principio si propongono con composizioni complesse, e gli stili diversi dei musicisti trovano il giusto punto di incontro, arrivando così ad un sound compatto, ma allo stesso tempo raffinato. Nel marzo del 2012 entra nel gruppo Rudy Zilio, detto il "pazzo",  polistrumentista che con flauto e clarinetto da ai Mad una marcia in più. Il fatto di essere tutti buoni amici e di avere ricevuto un'educazione musicale di un certo rispetto dai relativi genitori, ci ha sicuramente aiutato nell'essere uniti e ci da la forza e l'intraprendenza per continuare con entusiasmo.

Quali sono i vostri punti di riferimento, musicisti da cui avete attinto in maniera più o meno conscia?

Sicuramente le nostre influenze provengono per la maggior parte dai gruppi degli anni '70. Siamo da sempre attratti da band che hanno fatto la storia del rock, come i Led Zeppelin e i Deep Purple; abbiamo cercato di estendere la nostra visione musicale verso opere come “In The Court of the Crimson King”, “The Dark Side of the Moon, Octopus, Fragile, che hanno avuto per noi un peso notevole e ci hanno spinto sempre più verso un universo sonoro più sperimentale.

Come raccontereste la vostra musica a chi non vi ha mai ascoltato?

Fin dall'inizio c'era la volontà di creare buona musica senza porci troppi quesiti, senza sapere che direzione avremmo preso, andando un po' contro corrente e spinti anche dalla convinzione che quello che stavamo creando poteva staccarci dai canoni del rock moderno. Crediamo che i nostri pezzi siano in grado di stimolare le percezioni dell'ascoltatore, così da fondere la nostra musica con emozioni, visioni, fantasie.

L’album di esordio è completamente strumentale: rinunciare alle liriche è una scelta legata a precisa necessità espressiva o ci sono altre motivazioni, come ad esempio l’impossibilità di trovare il vocalist giusto?

Sicuramente non avere una voce ci dà più libertà di espressione e anche il vantaggio di passare da un genere all’altro con più facilità. Non abbiamo mai cercato effettivamente un vocalist, ma allo stesso modo non si è mai proposto nessuno, comunque qualcosa bolle in pentola e nel prossimo album potrebbero esserci delle novità.

I titoli dei brani fanno supporre storie e messaggi difficilmente decodificabili: possiamo approfittare di questo scambio di battute per chiarire cosa c’è dietro ad ogni traccia?

Non ci sono delle vere e proprie storie e i titoli sono stati associati ad episodi buffi che ci sono accaduti. Come primo lavoro ci siamo soffermati solamente sull'aspetto strettamente musicale cercando di mescolare le nostre influenze, mantenendo una certa identità senza cadere in inutili virtuosismi. Logicamente l'obbiettivo che ci siamo prefissati per il prossimo futuro è quello di crescere sotto tutti i punti di vista, dando più valore ai nostri brani, e il risultato a cui auspichiamo sarebbe quello di ottenere un vero e proprio concept album con una storia che unisca le tracce che lo andranno a comporre.  

Mi parlate dell’art work?

Abbiamo lasciato libertà assoluta a Riccardo Stocco e Michele Vangelista, i due autori della copertina che si sono fatti una visione tutta loro: l'uomo seduto rappresenta il padre di Paolo e Marco, che durante le nostre esibizioni se ne sta sempre in disparte con il suo fedele mangia cassette; la tranquillità data dal paesaggio incontaminato è interrotta dalla vivacità delle fiamme che sembrano uscire dalla sabbia e la ragazza di spalle scottata dal sole, apparentemente fuori dal contesto generale, da un tocco demenziale e inconscio, tutti stati d'animo che rappresentano qualsiasi persona e noi in particolare

Che cosa accade nei vostri spettacoli live?

Fino ad ora abbiamo puntato tutto sull'aspetto tecnico e sulla precisione esecutiva ottenendo buoni risultati e parecchi consensi, ma siamo consapevoli che ciò non è sufficiente per aspirare ad un salto in termini di visibilità. Stiamo pensando di proiettare filmati e immagini a tema che scorrano perfettamente a tempo con le nostre esecuzioni, è un po' ambizioso ma ci proveremo.

Che cosa offre in questo momento, musicalmente parlando, il luogo in cui vivete? Esistono fermenti positivi?

Indubbiamente c'è fermento, una realtà in cui emergono delle band interessanti, proposte musicali valide e promettenti. Purtroppo però trovare lo spazio per esibirsi e farsi notare è sempre più difficile, soprattutto per band indipendenti che puntano su composizioni ricercate e senza compromessi. Gruppi come il nostro devono tentare per forza di cose di agganciarsi all'estero, dove sicuramente c'è un' apertura mentale maggiore verso chi propone musica propria. Il popolo italiano è ormai abituato a recepire canzoni radiofoniche di personaggi da talent show e tribute band. Il fatto che abbiamo ricevuto molti ordini d'acquisto per il cd da Giappone e Nord Europa, mentre dall' Italia forse cinque, sei, dieci (?) ne è la conferma. Purtroppo in questo paese esiste una omologazione in termini di produzione e promozione discografica che non lascia scampo a band creative e coraggiose.

Cosa sperate accadrà, nell’immediato futuro, nel vostro percorso di vita professional musicale?

Per noi sarebbe allettante suonare su palchi prestigiosi e poter organizzare delle tournèe, sia in Italia che all' estero, in modo da avere la possibilità di suonare più spesso e di portare in lungo e in largo la nostra musica soprattutto in versione live. Finora questo non è stato possibile, ma speriamo accada presto. Magari con l'aiuto di qualche persona esterna che sa muoversi in questo campo, dato che noi non abbiamo molta esperienza in merito.


Il brano a seguire è una demo e non la versione ufficiale dell'album.


Biografia

I Mad Fellaz, gruppo italiano molto giovane (età comprese tra 22 e 26 anni) di Bassano Del Grappa, nascono nel 2010 come trio sperimentale ancora anonimo che vedeva in formazione Paolo Busatto ed Emanuele Pasin alla chitarra elettrica e Marco Busatto alla batteria. Con il passare del tempo si sono aggiunti altri elementi (in ordine di arrivo) : Carlo Passuello (basso), Enrico Brunelli (tastiere) e Zilio Rudy (flauto traverso e sintetizzatore). Le composizioni e il sound della band sono influenzati dai grandi del passato come King Crimson, Gentle Giant, Pink Floyd, Mahavishnu Orchestra, Area, Banco del Mutuo Soccorso e molti altri, ma anche da band recenti come Opeth e Porcupine Tree. La mentalità aperta del gruppo verso la totalità della musica permette allo stesso di sperimentare con diversi generi e di contaminare le proprie composizioni anche con il flamenco, sfumature jazzistiche, addirittura con il metal per certi versi. L' obiettivo della band, infatti, è quello di non porsi limiti a livello creativo, evitando di categorizzarsi in un genere in particolare e sfruttare tutte le conoscenze per creare una musica coinvolgente ed emozionante cercando sempre un'espressione naturale.

Line Up
Marco Busatto: drums
Paolo Busatto: electric guitar
Carlo Passuello: electric bass
Enrico Brunelli: keyboards
Rudy Zilio: flute-clarinet

Track Listing
-Il Colpevole Parte I
-Il Colpevole Parte II
-Banda Scavejoni
-White Whindow
-La Giungla